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Architettura del paesaggio - Insegnamenti - Regolamento didattico

Regolamento didattico Corso di Laurea Magistrale in Architettura del Paesaggio Classe LM-3 - Laurea Interateneo Sapienza - Tuscia

PARTE PRIMA
Art. 1. Obiettivi formativi
Art. 2. Percorso formativo
Art. 3. Piani di studio
Art. 4. Sbocchi professionali previsti per i laureati (Decreti sulle Classi, Art. 3, comma 7)
Art. 5. Propedeuticità
Art. 6. Attività a scelta dello studente
Art. 7. Eventuali modalità di trasferimento da altri Cds
Art. 8. Tipologia delle forme didattiche adottate.
Art. 9. Caratteristiche della prova finale
Art. 10. Modalità di verifica delle conoscenze delle lingue straniere e relativi crediti
Art. 11. Modalità di verifica di altre competenze
Art. 12.Altre disposizioni
Art. 13. Modalità di frequenza
Art. 14. Modalità di riconoscimento di altri corsi
Art. 15. Sintesi della consultazione con le organizzazioni rappresentative a livello locale della produzione, servizi, professioni
Art. 16. Conoscenza e capacità di comprensione
Art. 17. Capacità di applicare conoscenza e comprensione
Art. 18. Autonomia di giudizio
Art. 19. Abilità comunicative
Art. 20. Capacità di apprendimento
Art. 21. Requisiti di ammissione
Art. 22. Prova finale

Art. 1. Obiettivi formativi
Obiettivo del Corso di Laurea Magistrale Interateneo in Architettura del Paesaggio è offrire agli studenti un percorso formativo completo, attuale e ben orientato all’acquisizione di conoscenze, strumenti e metodologie necessari per lo svolgimento della Professione di Paesaggista, così come definita dalla legislazione italiana e in una proiezione sull’attuale mercato, anche internazionale, del lavoro.
Un’integrazione tra conoscenze e competenze nel campo della progettazione e gestione del paesaggio alle diverse scale, l'acquisizione di capacità di collaborazione con altre figure professionali dei settori dell'architettura, dell'ingegneria e delle scienze naturali, agronomiche e forestali, di altre scienze sociali e umanistiche, in un adeguamento costante tra capacità e competenze consolidate e continuo adeguamento di queste alle trasformazioni fisiche e sociali sempre più impellenti e non dilazionabili.
L’ampiezza di tali compiti richiede un ampliamento delle basi conoscitive verso discipline vicine che sempre di più entrano in contatto con l’ambito del progetto di paesaggio, trasformando lo specifico del Paesaggista in una direzione sempre più olistica.

In questo senso gli obiettivi specifici, nell'ambito degli obiettivi qualificanti la classe LM-3, intendono rispondere all’orientamento delineato nei documenti e nelle raccomandazioni di diversi organismi nazionali e internazionali che si ritengono fondamentali come riferimenti di questo documento e in generale dell’organizzazione del percorso di studio.
Tale volontà corrisponde anche alla necessità di un accreditamento del corso di studi a livello internazionale, attraverso i processi previsti dagli organismi internazionali, in particolare IFLA Europe. Tale accreditamento equivale a tutti gli effetti ai riconoscimenti della Comunità Europea previsti per lauree magistrali in altre classi.

In particolare il percorso di studi delineato ha assunto come riferimenti:
1. Le raccomandazioni della Convenzione Europea del Paesaggio (Firenze, 2000) (L. n.14/9.01.2006) riguardanti la formazione di specialisti nel settore della conoscenza e dell'intervento sui paesaggi e l'attivazione di insegnamenti universitari che trattino dei valori connessi con il paesaggio e delle questioni riguardanti la sua salvaguardia, gestione e pianificazione e progettazione (artt. 6 B, 8) e del Codice dei Beni Culturali e Paesaggistici (D.M. 14/2004 e successive modificazioni, art. 132, comma 3 - Cooperazione tra amministrazioni pubbliche) in relazione ad attività di formazione e di educazione al fine di diffondere e accrescere la conoscenza più diffusa dei temi del paesaggio.
2. Le linee guida per la formazione dell’architetto de paesaggio, come espresse da IFLA Europe (International Foundation of Landscape Architect, sezione Europa) nella Dichiarazione di Bruxelles del 1989;
3. Le raccomandazioni espresse da ECLAS (European Council of Landscape Architecture Schools) nell’ambito della cooperazione IFLA-ECLAS. l’Università Sapienza è da oltre quindici anni presente in ECLAS attraverso i proponenti ed è attualmente presente nel Comitato Esecutivo di ECLAS);
4. I documenti di UNISCAPE, Rete Europea per la diffusione e l’attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio, di cui Sapienza è stata tra i membri sottoscrittori dalla fondazione e in cui è attiva attraverso i proponenti;
5. La New Landscape Declaration (LAF, Landscape Architects Foundation, Filadelfia 2016), che ridefinisce il ruolo globale dell’architetto del paesaggio, ampliando il portato della sua azione sia in una direzione di coordinamento di “professioni contigue attraverso nuove alleanze”, sia in una direzione più olistica e di indirizzo umano delle società, “così da dare una forma fisica, al contempo artistica e funzionale, agli ideali di equità, sostenibilità, resilienza e democrazia”.

La presente Laurea Magistrale completa la preparazione di primo livello con una formazione specialistica, nella quale si integrano conoscenze teorico-critiche e competenze operative e professionali nel campo della progettazione del paesaggio alle diverse scale, anche in funzione dell'acquisizione della capacità di collaborare con altre figure professionali dei settori dell'architettura, dell'ingegneria e delle scienze naturali.

Gli obiettivi formativi qualificanti troveranno quindi una declinazione in obiettivi specifici integrando le competenze più specificamente progettuali - quali l'analisi, la progettazione e la gestione del paesaggio per perseguire obiettivi di qualità paesaggistica - attraverso un duplice filtro. Da un lato ponendo un’attenzione estesa a tutto il processo formativo verso un corpo di temi e sensibilità diffuse, quali la sostenibilità, la condivisione e sviluppo di obiettivi, processi e realizzazioni ai fini dell’accrescimento della consapevolezza sociale. Dall’altro attraverso l’integrazione di insegnamenti che possano ampliare il campo di conoscenze, rivolti sia alla formazione scientifica e tecnico-operativa, sia ai caratteri più appartenenti alle scienze umanistiche.

Nel rispondere agli input provenienti dai documenti citati, il raggiungimento degli obiettivi si baserà quindi sulla costruzione di interfaccia costanti tra diversi aspetti del processo progettuale, in una costante verifica delle relazioni tra le componenti tecniche, creative, comunicative e fruitive.

Rispetto ai concetti di multidisciplinarietà, in risposta alla trasversalità degli interessi che concorrono alla conoscenza del paesaggio e alle pratiche del suo progetto, al progetto di interateneo, si configurano i diversi apporti delle sedi coinvolte, valorizzando le loro specificità.

L’Ateneo Sapienza e la Facoltà di Architettura per quanto concerne i temi dell’analisi e progettazione del paesaggio alle diverse scale, della storia e del restauro del patrimonio di paesaggi, del disegno e rappresentazione, del progetto ambientale ed ecologico. Sempre da Sapienza proverranno altri contributi come quelli legati a parte delle conoscenze botaniche, della geografia e dell’estetica. L’Ateneo della Tuscia invece contribuirà con il corpo delle conoscenze legate alle scienze agronomiche e forestali e altre discipline.

L’attività del corso di studi sarà inoltre orientata verso una forte internazionalizzazione, sia attraverso i programmi esistenti di scambi, sia implementando il ricorso a scambi di docenza, sia predisponendo attività di workshop condivisi.

Art. 2. Percorso formativo
2.1 In termini di contenuti, il percorso formativo è articolato, analogamente a quanto già avviene nell'ambito dell'Unione Europea, in insegnamenti e attività didattiche finalizzati all’acquisizione di competenze rivolte nella progettazione, pianificazione e gestione dei processi di trasformazione del paesaggio nelle sue componenti naturali e antropiche, in grado di soddisfare esigenze umane e naturali, funzionali ed estetiche, sapendo cogliere i valori del Paesaggio (nei caratteri fisici, ecologico-ambientali, estetico-percettivi e socio-culturali), riconoscere le potenzialità e le criticità dei contesti in cui si realizzano gli interventi, per sviluppare capacità progettuali che valorizzino l’identità dei luoghi secondo principi estetici, funzionali e operativi che applichino criteri ecologici e tecniche di sostenibilità ambientale, economica, sociale, con innovazioni tecnologiche ed energetiche in una visione contemporanea degli assetti ambientali, attenta alle finalità sociali.

Le conoscenze indispensabili alla formazione professionale completa dell'architetto del paesaggio definite a livello europeo (IFLA Europe) sono:
a) la storia e le teorie del paesaggio, delle arti, delle tecnologie, delle scienze umane e naturali, con le loro interrelazioni;
b) le teorie estetiche che influenzano il progetto del paesaggio;
c) l'ecologia e l'uso degli elementi naturali come base per la conservazione, la pianificazione, la progettazione e la gestione del paesaggio;
d) i requisiti delle opere di architettura e di ingegneria in rapporto ai caratteri del paesaggio;
e) le problematiche fisiche e tecnologiche che interferiscono con l'ambiente;
f) le relazioni tra uomo e ambiente;
g) la tutela, la conservazione e il restauro dei paesaggi storici;
h) la rilevanza dell'architettura del paesaggio nei processi di progettazione e di pianificazione a livello regionale, nazionale e internazionale;
i) i metodi di analisi preparatori alla progettazione del paesaggio e delle relazioni ambientali;
j) i metodi e le tecniche di rappresentazione e comunicazione;
k) i processi produttivi, normativi e gestionali funzionali all'attuazione dei piani e alla realizzazione dei progetti;
l) la legislazione attinente all'esercizio della professione del progettista del paesaggio.

I terreni operativi riguardano: il “landscape design” secondo le metodologie diversificate del progetto del nuovo o del restauro dell’esistente nei campi di: (a) progettazione di parchi, giardini e spazi verdi; (b) conservazione e restauro di parchi, giardini e paesaggi storici; l’“urban landscape” come valorizzazione e riqualificazione dei paesaggi urbani degradati; l’“environmental design”: articolato in (a) pianificazione paesaggistica (aree naturali, agricole, insediative), (b) inserimento paesistico di reti infrastrutturali, (c) analisi e la valutazione paesistica e gli studi di impatto ambientale, (d) rinaturalizzazione degli ambiti naturalistici degradati.

2.2 In termini di sequenza formativa, il percorso didattico si inserisce all’interno di una filiera formativa completa di Triennale e Biennale e, successivamente, del Dottorato di ricerca. La Laurea Interateneo (Sapienza / Tuscia) in “Pianificazione e progettazione dell’ambiente e del paesaggio”, attiva dall’’A.A. 2015/16, è concepita come base propedeutica alla presente Laurea Magistrale in Architettura del Paesaggio.

2.3 In termini di erogazione degli insegnamenti la didattica si articola in insegnamenti mono-disciplinari, laboratori interdisciplinari, oltre a workshop, seminari, visite guidate, attività di tirocinio e/o stage, privilegiando l’integrazione tra discipline e la sinergia tra differenti modalità didattiche.
Gli insegnamenti teorici approfondiscono le conoscenze fondamentali per l’analisi e la comprensione dei sistemi paesaggistici, per la progettazione e la gestione dei sistemi di verde a diverse scale, il restauro dei giardini storici e la pianificazione paesaggistica.
I laboratori interdisciplinari sperimentano, su campi e/o aree specifiche, delle esperienze che consentono di affinare le capacità di definire problemi progettuali, in termini di lettura, comprensione e risoluzione progettuale, nella loro dimensione complessa, proponendo soluzioni che contemperano l’uso di strumenti tradizionali e innovativi. Essi favoriscono visioni interdisciplinari, prevedono anche seminari integrati attraverso i quali gli studenti possano integrare le conoscenze acquisite anche nei corsi teorici. Le attività pratiche saranno organizzate secondo le modalità definite ogni anno nel manifesto didattico.

Il percorso formativo, privilegiando l’integrazione delle discipline nella direzione di una formazione complessa, segue tre fasi che si sviluppano un’articolazione didattica su quattro semestri.

La prima fase, che coincide con il primo semestre di insegnamento, è caratterizzata da un processo di omogeneizzazione dei profili formativi degli studenti in entrata – spesso molto diversi fra loro - attraverso un’erogazione di insegnamenti monodisciplinari, prevalentemente teorici e tecnici, scelti su una base disciplinare. Fanno parte di questa fase i corsi di Estetica del Paesaggio, Critica del Paesaggio Contemporaneo, Fitogeografia e Geobotanica Applicata, Selvicoltura Urbana e Paesaggio, Rappresentazione del Paesaggio.

La seconda fase, coincidente con il secondo e il terzo semestre, è prevalentemente destinata alla formazione progettuale dello studente, attraverso lo svolgimento di quattro laboratori di progettazione interdisciplinari tematizzati e di alcuni corsi monodisciplinari a integrazione ulteriore dei laboratori.
I laboratori, che sono il cardine della formazione progettuale dello studente, affrontano le tematiche principali delle competenze specifiche del paesaggista, così come previsto dal quadro di competenze specifiche del paesaggista, tutte orientate dai principi di sostenibilità, di ecologicità degli interventi, di attualità della proposta culturale e progettuale, di contributo alla riqualificazione e alla prevenzione di tutte le forme del rischio, fisico e sociale: il progetto di paesaggio per le aree urbane, la conservazione e restauro del patrimonio di paesaggi, il progetto strategico e gli strumenti di piano paesistico per le aree vaste, le relazioni tra urbano ed extra-urbano.
L’articolazione in moduli dei laboratori permette un arricchimento di informazioni e pratiche utili a caratterizzare le singole esperienze progettuali, nell’ottica di un’esperienza del progetto che riesca a integrare saperi e linguaggi disciplinari diversi.

Fanno parte di questa fase (primo anno, secondo semestre): il Laboratorio di architettura del paesaggio I, composto da: Architettura dei giardini e del paesaggio, Paesaggio e gestione delle acque e Valutazione economica dei progetti di paesaggio; il Laboratorio di restauro e paesaggio, composto da: Conservazione e valorizzazione del paesaggio e Protezione e difesa delle piante; l’insegnamento monodisciplinare di Geotecnica delle aree vaste; un esame a scelta dello studente.
(secondo anno, primo semestre): Laboratorio di piani e infrastrutture di paesaggio, composto da: Pianificazione del paesaggio, Progettazione del paesaggio e Ecologia del paesaggio; Laboratorio di architettura del paesaggio II, composto da Architettura del paesaggio, Progettazione urbana e Agricoltura urbana a paesaggio;

La terza fase è quella di completamento del percorso formativo, attraverso gli insegnamenti monodisciplinari a scelta dello studente e lo svolgimento del progetto di tesi di laurea (prova finale) e di altre attività formative complementari.
Per quanto attiene al valore di ciascun credito formativo, fermo restando che 1 cfu corrisponde a 25 ore di studio, si assume che l’impegno in aula è di 8 ore per credito, sia per l’attività didattica mono disciplinare e teorica o integrata che per dell’attività didattica di laboratorio.

Art. 3. Piani di studio
Gli studenti che vogliono seguire un percorso formativo nel quale sia presente una quantità di crediti in settori affini e integrativi, che non siano già caratterizzanti e che non siano previsti nel manifesto degli studi, dovranno presentare il loro piano di studio entro le scadenze previste dalla facoltà al Consiglio del corso di studi che ne valuterà la congruenza con gli obiettivi formativi.
La stessa procedura è prevista per la scelta delle discipline che vanno a coprire i crediti formativi relativi alle altre attività formative a “scelta dello studente” in base al D.M. 270 art.10 parag. 5.
La scelta delle discipline da parte dello studente relativa a soddisfare questi crediti formativi dovrà avvenire entro e non oltre il 31 dicembre del primo anno di corso di studio e comunicata ufficialmente al Consiglio per la relativa approvazione.

Art. 4. Sbocchi professionali previsti per i laureati (Decreti sulle Classi, Art. 3, comma 7)
Il titolo conseguito a conclusione del percorso formativo di “paesaggista”, garantisce l’ammissione all’Esame di stato per l’iscrizione all’Ordine degli Architetti, dei Pianificatori, dei Paesaggisti e dei Conservatori nella Sezione A dell’Albo professionale, settore ‘Paesaggistica’ e l’accesso ai Master di 2° livello.
Ai sensi del Decreto 240/2010 gli sbocchi professionali previsti riguardano la progettazione di parchi, giardini e spazi verdi alle varie scale; la conservazione, il restauro e la riqualificazione di parchi, giardini e paesaggi storici; la pianificazione paesaggistica; la riqualificazione del paesaggio (anche con riferimento ad aree dimesse e degradate); l'inserimento paesistico di reti infrastrutturali; l'analisi e la valutazione paesistica e gli studi di impatto ambientale. Ai sensi del D.P.R. n° 328 5/6/2001 (art. 16, 3) “formano oggetto dell’attività professionale degli iscritti nella Sezione A, settore Paesaggistica” “la progettazione di parchi e giardini, la redazione di piani paesistici, il restauro di parchi e giardini storici, contemplati dalla legge 20 giugno 1909, n°364, ad esclusione delle loro componenti edilizie”.

In termini di competenze fornite dal corso di laurea magistrale, queste riguardano: a) la progettazione del paesaggio: strumenti per la progettazione di parchi, giardini e spazi verdi alle varie scale; progettazione del verde privato e pubblico, spazi aperti, giardini e parchi, verde pensile e verticale, mostre ed esposizioni all’aperto, aree archeologiche, giardini botanici, cimiteri, campi da golf, aree esterne di complessi turistici e sportivi, sistemazioni costiere e fluviali; direzione lavori di cantieri di paesaggio; definizione dei processi di gestione e manutenzione; valutazione sulle caratteristiche botaniche e agronomiche delle piante ornamentali; loro dinamica evolutiva e manutenzione; b) Il restauro di parchi e giardini storici, a esclusione delle componenti edilizie, con competenze su: recupero di paesaggi degradati ; attività connesse alla conservazione, il restauro e la riqualificazione di: parchi, giardini e paesaggi storici, il lavoro di analisi d'archivio, documentaria e cartografica; definizione di metodologie di restauro dei giardini storici; botanica e patologia delle piante ornamentali e metodiche di risanamento e manutenzione delle stesse, piani di gestione e valorizzazione; c) la redazione di piani paesistici, con competenze su: le attività di pianificazione paesaggistica, attraverso la redazione di piani paesistici; sulla normativa nazionale e regionale sui piani paesistici; metodi e strumenti di analisi e trasformazione del paesaggio; normativa di settore; procedure e strumentazione della legislazione urbanistica italiana e dei metodi e strumenti di valutazione di piani e progetti, alle diverse scale. d) analisi del paesaggio e consulenza in campo paesaggistico-ambientale, nei settori della riqualificazione del paesaggio anche con riferimento ad aree dimesse e degradate, la prevenzione delle diverse forme del rischio, l'inserimento paesistico di reti infrastrutturali, l'analisi e la valutazione paesistica e gli studi di impatto ambientale produzioni, dell'agriturismo e del turismo rurale, della difesa dell'ambiente, della pianificazione del territorio rurale, con competenze su: normativa e metodologia nei settori di riferimento; analisi valutative del paesaggio, consulenza a piani paesistici-territoriali, piani del verde, contesti geografici, culturali e sociali; e) attività estimative, attività catastali, topografiche e cartografiche, con competenze su: normativa e metodologie relative all'estimo territoriale e rurale; metodi e strumenti di rilievo topografico e rappresentazione cartografica del paesaggio; f) la funzione di membro delle commissioni comunali sul paesaggio (DM 42/2004 e s.m.i.), con competenze su: normativa di settore; procedure e strumentazione della legislazione urbanistica italiana e dei metodi e strumenti di valutazione di piani e progetti; g) progettazione di elementi, attinenti il paesaggio, dei sistemi agricoli, forestali ed ambientali, con competenze su: normativa di settore; sistemi agricoli e forestali e loro implicazioni ambientali; metodi e strumenti di analisi e intervento; h) certificazione ambientale degli interventi sul paesaggio e di qualità delle produzioni vegetali e forestali, con competenze su: sistemi di qualità e normativa sulla valutazione e certificazione ambientale, nei settori agronomico e forestale; normativa sulla valutazione di impatto ambientale degli interventi di trasformazione paesistico-territoriale, e dell'inserimento nel paesaggio di complessi civili, industriali, infrastrutture; i) coordinamento e direzione di attività, in relazione agli adempimenti e compiti, previsti dalla Convenzione europea del paesaggio (L. 1/09/2006) e dal Codice dei Beni culturali e del Paesaggio (DM 42/2004 e s.m.i.), con competenze su: normativa e legislazione di settore; promozione e direzione di Osservatori sul Paesaggio; metodi e strumenti di conservazione e gestione del paesaggio; l) coordinamento e direzione di attività progettuali e di consulenza e di ricerca, su interventi di conservazione e trasformazione del paesaggio, con competenze su: legislazione nazionale ed europea sul paesaggio; metodi e strumenti di intervento sui paesaggi; aspetti gestionali e di programmazione strategica; teorie e metodi di pianificazione, progettazione e gestione del paesaggio, problematiche scientifiche connesse alle tecnologie paesaggistiche innovative, alla difesa del paesaggio, dinamica degli ecosistemi agrari e forestali e dei metodi e strumenti per la conservazione e valorizzazione della biodiversità.

La preparazione dell'Architetto del Paesaggio è finalizzata a creare una figura professionale capace di ricoprire il ruolo di progettista del paesaggio, secondo gli standard europei per la libera professione e come consulente di altre figure professionali o in proprio. L'Architetto del paesaggio, secondo quanto stabilito dall'EFLA (European Federation for Landscape Architecture) e IFLA Europe, è competente nella pianificazione, nella progettazione e nella gestione dei processi connessi alle configurazioni e modificazioni del paesaggio, nelle sue componenti naturali ed antropiche; è altresì qualificato sulla conoscenza dei caratteri fisici, ecologico-ambientali, tecnologici, energetici e socio-culturali del territorio. L’Architetto del Paesaggio è abilitato, a seguito del relativo esame di Stato, a firmare progetti di paesaggio, di restauro di parchi e giardini storici, di riqualificazione paesaggistico-ambientale nonché di pianificazione paesaggistica. Oltre all'acquisizione di una competenza interdisciplinare generale nelle attività di settore, si possono indicare ulteriori funzioni professionali specifiche che il laureato specialista può svolgere a diversi livelli metodologici e operativi partecipando ad attività di: - progettazione e controllo delle trasformazioni paesaggistiche nei loro valori ed identità storiche; - organizzazione e conduzione dei procedimenti di valutazione della sostenibilità ecologico-ambientale degli interventi di riqualificazione paesaggistica; - progettazione, programmazione e gestione di interventi complessi di protezione, ripristino e trasformazione controllata di aree estese a valenza naturale prevalente. Il corso è finalizzato a preparare una figura professionale che oltre ad avere una competenza generale nelle attività di settore, potrà coprire ruoli direttivi nella Pubblica Amministrazione. L'Architetto del Paesaggio avrà competenze fondate sulla conoscenza dei caratteri fisici, ecologico–ambientali, energetici, tecnologici e storico-culturali del territorio, necessarie per operare presso i Ministeri, le Soprintendenze e altri Enti pubblici – DM 20/11/2000 - in relazione agli adempimenti e compiti previsti nella Convenzione europea del paesaggio divenuta operativa in Italia con legge (1/09/2006) e al Codice del Beni culturali e del Paesaggio (DM 42/2004 e successive modificazioni).
Il corso prepara alla professione di: Paesaggista.

Art. 5. Propedeuticità
Il CdS prevede solo la seguente propedeuticità: il sostenimento l’esame relativo al Laboratorio di Architettura del paesaggio II è subordinato al superamento di quello relativo al Laboratorio di Architettura del paesaggio I.
Rimane, altresì, il vincolo che per sostenere gli esami del II anno è necessario aver conseguito almeno 30 cfu del I anno.

Art. 6. Attività a scelta dello studente
Le attività a scelta dello studente corrispondono a 12 cfu che possono essere coperti dalla frequenza di 1 o più insegnamenti i cui attestati di profitto equivalgono ad 1 esame. Gli insegnamenti scelti fra quelli erogati presso i Corsi di studi della Facoltà di Architettura o di altra Facoltà della Sapienza devono essere comunicati al Consiglio del Corso di studi per verificare la loro congruenza con gli obiettivi formativi. Comunque, a titolo preferenziale, per gli esami a scelta dello studente il Corso di Laurea Magistrale AP dà indicazione di seguire uno dei seguenti insegnamenti:
Paesaggio, città e arte contemporanea - Landscape, cities and contemporary arts – L_ART/03
Progettazione ambientale - Environmental Design – ICAR/12
Biodiversità animale e reti ecologiche - Wildlife biodiversity and ecological networks – BIO/05

Art. 7. Eventuali modalità di trasferimento da altri Cds
Il Corso di studio indicherà annualmente il numero dei posti disponibili per trasferimento ad ogni anno di corso, tenendo conto della numerosità della classe, con apposito bando in cui saranno definiti i criteri di selezione e il numero dei posti riservati a studenti provenienti da altri atenei al di fuori della regione Lazio: Il bando sarà emanato entro il mese di luglio.
In ogni caso le regole per l’accesso ed il trasferimento sono definite nel rispetto delle norme previste dalla l. 270/’04:
1- La richiesta di trasferimento da parte di studenti appartenenti alla stessa classe, LM3 Architettura del Paesaggio, da un’altra università, è possibile qualora sia rispettata la tempistica e la modulistica prevista dal Regolamento didattico della Sapienza. I crediti vengono riconosciuti sulla base degli ambiti disciplinari previsti nell’ordinamento della classe.
2 – La richiesta di trasferimento di studenti appartenenti ad una classe diversa dalla LM3 Architettura del Paesaggio, il trasferimento è consentito qualora essi siano in grado di attestare l’acquisita competenza nei campi dell’analisi del paesaggio, del territorio e dell’ambiente (comprensione, gestione dati, rappresentazione) nonché capacità di orientarsi nella lettura e nella definizione di un progetto di paesaggio e di avere nozioni di base in materia di geologia, botanica, ecologia e diritto dell’ambiente e del paesaggio. Ovvero si richiede che il richiedente abbia conseguito almeno 90 cfu adeguatamente distribuiti nei seguenti settori scientifico disciplinari: MAT/05, BIO/01, BIO/02, BIO/03, BIO/07, GEO/04, GEO/05, ICAR/07, ICAR/08, ICAR/09, ICAR/12, ICAR/13, ICAR/14, ICAR/15, ICAR/17, ICAR/18, ICAR/19, ICAR/20, ICAR/21, ICAR/22, AGR/01, AGR/03, AGR/04, AGR/05, AGR/08, AGR/10, AGR/12, IUS/09, IUS/10, INF/01, ING-INF/05, ING-IND/11, SPS/10.

Art. 8. Tipologia delle forme didattiche adottate.
Le forme didattiche adottate sono quelle:
- a carattere sperimentale relative all’attività di laboratorio in cui si applicano le conoscenze multidisciplinari attraverso l’elaborazione di un progetto di paesaggio;
- didattica frontale con corsi mono-disciplinari;
- Attività seminariale e workshop con la possibilità di contributi di esperti esterni a livello nazionale ed internazionale;
- Eventuali corsi replicati in teledidattica.
Ciascuna tipologia di insegnamento si avvarrà di strumenti tecnici adeguati allo svolgimento dell’attività didattica.

Art. 9. Caratteristiche della prova finale
La prova finale consiste in un lavoro di ricerca individuale, con carattere di originalità, che lo studente sviluppa sotto la guida di un docente relatore per un ammontare di 12 cfu. La prova finale sarà di natura progettuale o potrà avere carattere teorico. Lo studente propone sia il tema che il relatore che lo seguirà nello svolgimento della prova che sarà oggetto di approvazione da parte del Consiglio del Corso di studio.
Della prova finale fa parte integrante la prova di lingua, importante nelle discipline paesaggistiche.

Art. 10. Modalità di verifica delle conoscenze delle lingue straniere e relativi crediti
Sono previsti n. 2 CFU per Ulteriori conoscenze linguistiche. L’acquisizione dell’idoneità assegnata alla conoscenza delle lingue straniere avviene dopo aver sostenuto la prova di lingua. La prova avverrà con i lettori presenti in facoltà o nella struttura dipartimentale a cui afferisce il relatore della tesi di laurea; nel caso in cui lo studente sia in possesso di titolo rilasciato da un Istituto di lingua ufficialmente riconosciuto, l’attribuzione dei cfu avviene d’ufficio dopo la presentazione del titolo conseguito alla segreteria didattica della facoltà.

Art. 11. Modalità di verifica di altre competenze
Sono previsti n. 3 cfu per stage e tirocini presso imprese, enti pubblici o privati, ordini professionali, da svolgere prima del conseguimento della tesi, previe specifiche convenzioni redatte e sottoscritte secondo le modalità previste dall’Ateneo.
Possono essere riconosciute attività lavorativa o concorsuali inerente al corso di laurea magistrale e svolte durante il periodo di studi, attraverso attestati di svolgimento.

Art. 12.Altre disposizioni
Gli studenti sono tenuti a rispettare tutti gli obblighi previsti dal regolamento didattico di facoltà formulato in base alla l. 270/’04 per quanto concerne le attività curriculari dello studente.

Art. 13. Modalità di frequenza
Lo studente ha l’obbligo di frequenza solo nelle attività di laboratorio nella misura del 70% dell’ammontare delle ore previste.
Qualora lo studente non dovesse acquisirle è tenuto a rifrequentare il laboratorio e a iscriversi come ripetente per l’anno successivo.
Nel caso in cui lo studente acquisisca le presenze necessarie ma non sostenga l’esame di verifica egli lo potrà fare entro due anni, anche con un diverso docente, ma con lo stesso tema progettuale.
Per tutti gli altri corsi lo studente dovrà svolgere l’esame sul programma dell’anno che egli ha frequentato.
Lo studente è comunque tenuto, anche dove non sussista obbligo di frequenza, alla presenza per esercitazioni, esoneri intermedi, etc. quando previsti dal programma degli insegnamenti.

Art. 14. Modalità di riconoscimento di altri corsi
Lo studente che ha acquisito crediti al di fuori del CdS regolamentato della Sapienza o di altre Università, per averne il riconoscimento dovrà presentare regolare domanda presso la segreteria didattica di Facoltà. Il Consiglio del Corso di studi valuterà il riconoscimento o meno dei crediti acquisiti in Corsi di studio della Sapienza, diversi dal corso di studio o di altre Università.

Art. 15. Sintesi della consultazione con le organizzazioni rappresentative a livello locale della produzione, servizi, professioni
Il progetto formativo è stato redatto sulla base delle consultazioni con le organizzazioni rappresentative nel mondo della produzione, dei servizi e delle professioni, ai sensi dell'art.11, comma 4, del Decreto MIUR 22 ottobre 2004, n.270, tenutesi nei giorni 11 e 12 settembre 2017 presso la Facoltà di Architettura.

Il documento è stato sottoposto alla valutazione dei seguenti enti e associazioni:
CNAPPC, Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori, direzione Nazionale; AIAPP, Associazione Italiana Architetti del Paesaggio, Sezione LAMS Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna. Associazione di professionisti. Ordine degli agronomi e forestali; Società Botanica Italiana, Promozione della ricerca della Botanica in Italia; FAI Fondo Ambiente Italiano, Presidenza regionale del Lazio; WWF Roma e Area Metropolitana; Forum del Terzo Settore Lazio; Roma Capitale - Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute; UNESCO Italia, Commissione Nazionale; Lega Ambiente, Presidenza Comitato Scientifico Nazionale; ELASA European Landscape Architecture Student Association, nella persona del rappresentante italiano dell'associazione.
Il documento è stato inoltre redatto da rappresentanti italiani di associazioni e società scientifiche nazionali e internazionali: APCE, Association Paysagistes-Conseils de l'État, Parigi, Francia. Associazione di Stato tra professionisti. Questionario; IFLA Europe (International Foundation of Landscape Architect, sezione Europa); ECLAS (European Council of Landscape Architecture Schools).
Sul tema della consultazione costante con le Parti Sociali, il corso di laurea magistrale attiverà un tavolo permanete di consultazione.

Art. 16. Conoscenza e capacità di comprensione
Le conoscenze e le capacità di comprensione teoriche, critico-interpretative, metodologiche e pratiche acquisibili con il corso di laurea muovono da un’impostazione interdisciplinare e di forte integrazione tra saperi. In questo senso il nucleo fondante di discipline è indissolubilmente connesso al gruppo di discipline affini proprio attraverso le esperienze di sperimentazione progettuali, così come identificate dal presente progetto.
Analogamente, come in tutte le attività progettuali, la capacità di applicazione è indissolubilmente connessa alla formazione di strumenti metodologi e operativi, in maniera tale da prefigurare il progetto come momento di verifica necessaria dell’apprendimento.
L’offerta didattica è quindi orientata sia all’acquisizione di conoscenze nel campo delle scienze della terra, dei sistemi biologici, agrari e forestali, delle scienze ambientali, della architettura del paesaggio, della composizione architettonica, del restauro dei giardini, sia all’apprendimento di strumenti metodologici per il progetto di paesaggio alle diverse scale e nei diversi contesti.
In particolare, la struttura del corso garantisce, proprio attraverso lo svolgimento di alcune sue attività – i laboratori di progettazione e la prova finale, appunto – la verifica puntuale delle acquisizioni delle conoscenze nella loro complessità, come delle capacità di applicazione delle stesse finalizzate a tutte le forme di attività progettuale.
Il corpo delle attività fondanti il corso di studio sono in particolare:
- l’acquisizione dei fondamenti teorici, degli strumenti, delle tecniche dell’architettura del paesaggio e della progettazione degli spazi aperti;
- la conoscenza di strumenti e tecniche tradizionali e avanzate per il rilievo la lettura e l’interpretazione cartografica, topografica, del territorio e del paesaggio
- le conoscenze specifiche sui caratteri dei sistemi naturali e biologici, siano essi riferiti alle dinamiche dei suoi e delle acque, siano quelli relativi alle proprietà e funzioni dei sistemi agro-forestali, siano le conoscenze, gli strumenti e le tecniche di ecologia del paesaggio per la descrizione, l’analisi e la gestione degli ecosistemi alle diverse scale di riferimento;
- le conoscenze relative alla storia e alla critica del giardino e del paesaggio;
- conoscenze della pianificazione paesaggistica e delle aree protette con riferimento a strumenti e apparati normativi nazionali e internazionali;
- principi di economia e di diritto in tema di sviluppo, gestione delle trasformazioni e dell’esistente e tutela del territorio e delle risorse ambientali.
In sintesi, le attività didattiche teorico-applicative sono mirate alla formazione di un laureato in grado di operare nei settori che spaziano dalle attività di progettazione del paesaggio, alla rappresentazione e interpretazione del paesaggio rurale e urbanizzato, alla valutazione delle trasformazioni ambientali e degli impatti ambientali delle attività antropiche.
antropiche, dalla pianificazione delle aree protette e progettazione dei parchi, alla gestione dei sistemi agro-forestali e degli spazi aperti, fino alla tutela, salvaguardia e valorizzazione del territorio.

Art. 17. Capacità di applicare conoscenza e comprensione
Il Corso di laurea è orientato alla formazione di una figura professionale in grado di conoscere e di comprendere i caratteri fisico-spaziali e organizzativi di un contesto ambientale, nelle sue componenti naturali ed antropiche in rapporto alle trasformazioni storiche e al contesto socio-economico e territoriale di appartenenza, e di rilevarlo analizzandone le caratteristiche geo-morfologiche, storico-culturali e insediative.
In questo senso, come su accennato, il nucleo di attività rappresentate dai laboratori di progettazione configura, assieme alla tesi di laurea, un test molto efficace di verifica delle capacità di applicare le conoscenze acquisite, attraverso l’applicazione diretta dei contenuti. Oltre a questo, anche diversi degli insegnamenti teorici, come tradizione dei corsi di studi nelle facoltà di architettura, prevedono dei passaggi applicativi – esercitazioni, esoneri o simili - come verifica diretta delle capacità acquisite.
La capacità di applicazione delle conoscenze da parte del laureato riguardano le attività di analisi, valutazione, interpretazione, rappresentazione e progettazione, gestione di aree urbane ed extraurbane a valenza prevalentemente naturale ed alla conduzione dei processi tecnico amministrativi e produttivi connessi.

In particolare:
- saranno verificate le capacità di proiettare le conoscenze acquisite a casi-studio che hanno come oggetto il restauro, il ripristino e conservazione, la valorizzazione di giardini, parchi e paesaggi storici;
- si sperimenterà l’applicazione su casi studio relativi agli interventi nell’ambito della città consolidata, e ai temi della riqualificazione e rigenerazione di aree di margine e\o degradate, in particolare nell’ottica della riqualificazione e prevenzione dal rischio, e si si verificheranno le capacità di prefigurare e gestire assetti di paesaggio alle dimensioni della scala vasta;
Le capacità di applicare in forma interdisciplinare le capacità e conoscenze acquisite durante il corso di studi, sono inoltre ben contemplate nella redazione della tesi di laurea, che rappresenta un momento significativo di verifica in tale senso.

Art. 18. Autonomia di giudizio
Gli studenti devono dimostrare capacità di integrare le conoscenze e gestire la complessità dei problemi riguardanti la progettazione del paesaggio per elaborare soluzioni originali e specifiche e di formulare giudizi in merito al valore e alla vulnerabilità del paesaggio sulla base delle informazioni disponibili, includendo la riflessione sulle responsabilità sociali ed etiche collegate all’applicazione delle loro conoscenze.
Gli studenti dovranno essere in grado di:
- impostare in modo autonomo l’analisi del paesaggio a diverse scale spazio-temporali;
- formulare e risolvere i problemi proposti dimostrando un adeguato grado di autonomia rispetto alle proprie specifiche competenze professionali;
- valutare le diverse possibili soluzioni ai problemi progettuali proposti, individuando correttamente i requisiti tecnici e costruttivi che concorrono al funzionamento dell’opera da realizzare;
- valutare le ripercussioni che le trasformazioni proposte possono indurre sugli assetti spaziali, culturali e sociali dei contesti territoriali, argomentando gli obiettivi e le ragioni delle scelte progettuali.
Modalità della verifica. La verifica sarà attuata attraverso le prove di esame e in itinere, nonché nella analisi delle attività ed elaborati relativi alla prova finale.

Art. 19. Abilità comunicative
Gli studenti dovranno essere in grado di comunicare i risultati delle diverse attività di analisi e di progettazione, utilizzando con competenza i diversi linguaggi delle discipline che concorrono alla conoscenza e alla progettazione del paesaggio e utilizzando strumenti adeguati per dialogare con interlocutori esperti e non esperti e per interagire con le altre competenze professionali.
Le abilità comunicative acquisite dovranno consentire allo studente di:
- utilizzare metodi e strumenti di rappresentazione e di comunicazione, grafica, visuale, verbale e scritta ricorrendo a strumenti tradizionali e innovativi, anche di natura multimediale;
- saper ascoltare e saper rispondere ai punti di vista altrui all’interno di gruppi di lavoro cui concorrono le diverse figure sociali e professionali coinvolte nei processi di analisi e di progettazione.
- saper restituire idee e proposte in modo adeguato, volto a stimolare e favorire la comprensione e la partecipazione dei cittadini (futuri utenti e/o committenti) alle scelte proposte nel progetto.

Art. 20. Capacità di apprendimento
I laureati dovranno essere in grado di:
- saper individuare le prospettive e gli obiettivi per la propria formazione continua e possedere gli strumenti per l’aggiornamento continuo delle proprie conoscenze;
- sapersi inserire e partecipare nella vita culturale, economica e professionale;
- operare con gradi di autonomia definiti e adeguati al profilo professionale individuato;
- saper gestire e valutare la propria professionalità, sia individualmente che entro gruppi di lavoro.

Art. 21. Requisiti di ammissione
Per accedere al corso di laurea magistrale è necessario essere in possesso di un diploma di laurea o titolo equipollente in grado di attestare la acquisita competenza nei campi dell'analisi del paesaggio, del territorio e dell'ambiente (comprensione, gestione dati, rappresentazione) nonché capacità di orientarsi nella lettura e nella definizione di un progetto di paesaggio e di avere nozioni di base in materia di geologia, botanica, ecologia e diritto dell'ambiente e del paesaggio. Occorre, inoltre, aver conseguito almeno 90 CFU nei seguenti settori scientifico disciplinari. MAT/05, BIO/01, BIO/02, BIO/03, BIO/07, GEO/04, GEO/05, ICAR/07, ICAR/08, ICAR/09, ICAR/12, ICAR/13, ICAR/17, ICAR/14, ICAR/15, ICAR/18, ICAR/19, ICAR/20, ICAR/21, ICAR/22, AGR/01, AGR/03, AGR/04, AGR/05, AGR/08, AGR/10, IUS/09, IUS/10, INF/01, ING-INF/05, ING-IND/11, SPS/10. Tutti i requisiti sopraindicati sono condizione essenziale per l'iscrizione alla laurea magistrale. Possono partecipare al concorso, con riserva, anche i laureandi che conseguiranno la laurea di primo livello entro il 31 dicembre dell'anno in cui è bandito il concorso. La verifica della personale preparazione è effettuata dal coordinatore del Corso di Laurea sulla base del curriculum studiorum dello studente. Eventuali integrazioni curriculari in termini di CFU devono essere acquisite prima della preparazione individuale.

Art. 22. Prova finale
La prova finale consiste in un lavoro di ricerca individuale, con carattere di originalità, che lo studente sviluppa sotto la guida di un docente relatore per un ammontare di 12 CFU. Essa potrà avere carattere progettuale o teorico.
Alla prova finale sono attribuiti n. 12 CFU sulla base di quanto già in essere nell’attuale Laurea Magistrale in architettura del Paesaggio dal suo ridisegno in applicazione del Decreto 270 ad oggi.
Lo studente propone sia il tema che il relatore che lo seguirà nello svolgimento della prova che sarà oggetto di approvazione da parte del Consiglio del Corso di studio.

PARTE SECONDA

Art. 1. Organismi
Art. 2. Organi del Corso di Laurea Magistrale
Art. 3. Competenze specifiche del Consiglio del Corso di Studio
Art. 4. Modalità di funzionamento del Consiglio del Corso di Studio
Art. 5. Approvazione del Regolamento

Art. 1. Organismi
a. Il Corso di Laurea Magistrale si svolge nella Facoltà di Architettura di Sapienza Università di Roma.
b. Il CdLM fa riferimento all’interno della facoltà di Architettura al Dipartimento “Architettura e Progetto”, DiAP (dipartimento referente, Delibera Giunta di Facoltà 30/11/2017), congiuntamente ai dipartimenti di “Pianificazione, Design, Tecnologia dell’Architettura”, “Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura”, “Ingegneria Strutturale e Geotecnica”.
All’interno dell’Università degli Studi della Tuscia fa riferimento al Dipartimento per la Innovazione nei Sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali, DIBAF.
Ci sono inoltre i contributi di altri dipartimenti dei due Atenei per il completamento dell’offerta didattica.
c. Il presente Regolamento, in armonia con la Convenzione stipulata tra i due Atenei Sapienza e Tuscia, con i relativi Statuti di Ateneo, disciplina l’organizzazione del Corso di Laurea Magistrale per quanto non definito dai predetti strumenti normativi.
d. L’ordinamento didattico, con gli obiettivi formativi e il quadro generale delle attività formative è approvato dalla Giunta di Facoltà e, successivamente, dal Senato Accademico dei due Atenei e dal Consiglio Universitario Nazionale.

Art. 2. Organi del Corso di Laurea Magistrale
1. Sono Organi del CdS:
a. il Consiglio di Corso di Studio;
b. il Coordinatore del Corso di Studio;
c. il Comitato di Coordinamento del Corso di Studio;
d. la Commissione Didattica del Corso di Studio;
e. la Commissione Qualità del Corso di Studio;
f. eventuali altre commissioni straordinarie come, ad esempio, quelle deputate all’orientamento e al tutorato, all’organizzazione dei tirocini e degli stages, ecc.
g. Le attività di Coordinamento del Corso di Studio si relazioneranno con quelle svolte dalla laurea triennale di “Pianificazione e progettazione dell’ambiente e del paesaggio” di intesa tra Università della Tuscia e Architettura della Sapienza, per garantire l’unitarietà formativa di tutta la “filiera 3+2 Paesaggio”.

2. Il Consiglio di Corso di Studio è costituito da tutti i docenti afferenti per i compiti didattici del Corso di Studio, da una rappresentanza di studenti pari al 15% dei docenti, nonché dal personale di ruolo equiparato ai sensi del D.P.R. 382/80 e della Legge 341/90, che svolgano corsi per supplenza o affidamento all'interno del Corso di Studio e da quanti ricoprono per contratto corsi d’insegnamento. Il Consiglio di Corso di Studio esercita un’attività deliberante per i compiti di pertinenza del Corso di Studio. I docenti a contratto incaricati di svolgere attività di formazione in corsi o in moduli didattici, partecipano al Consiglio senza diritto di voto.

3. Il Coordinatore del Corso di Studio viene eletto dai componenti del Consiglio di CdS. Il Coordinatore convoca le riunioni della Commissione Didattica del Corso di Studio e/o del Consiglio di Corso di Studio su Ordini del Giorno di pertinenza del Corso di Studio. Il Coordinatore si raccorda al Presidente d’Area Didattica, al Comitato di Coordinamento d’Area e al Consiglio d’Area didattica e dura in carica tre anni, con la possibilità di un solo rinnovo consecutivo. Il Coordinatore può avvalersi di Commissioni specifiche.

4. Il Comitato di Coordinamento è costituito da sei membri dei quali tre membri di diritto e tre membri eletti. Sono membri di diritto il Coordinatore, il Responsabile del Comitato di Coordinamento e il Responsabile degli gruppi di lavoro attivati (Commissioni o Comitati), nominati dal Coordinatore tra i docenti strutturati del Consiglio. I tre membri eletti vengono eletti tra i docenti strutturati titolari di un insegnamento nel Consiglio del Corso di Studio, su proposta del Coordinatore. Il Segretario viene scelto dal Coordinatore nel Consiglio del Corso di Studio, tra il professore associato o il ricercatore più giovane in ruolo e, a parità di anzianità, più giovane di età tra i membri del Comitato.

5. Il Coordinatore del Corso di Studio e i membri del Comitato vengono eletti, a scrutinio segreto, tra i docenti di ruolo che compongono il Consiglio dei docenti che esercitano il diritto di voto. L’elezione è ratificata dalla Giunta di Facoltà. Il Coordinatore e i membri del Comitato durano in carica per un periodo non superiore a tre anni, e possono essere rieletti non più di una volta consecutiva. L’elezione del Coordinatore avviene a maggioranza assoluta in prima convocazione e a maggioranza relativa nelle convocazioni successive. I membri del Comitato sono eletti a maggioranza. Le elezioni devono essere indette a cura del professore ordinario più anziano in grado, e a parità di grado dal più anziano di età (Decano), trenta giorni prima della scadenza del mandato. Le elezioni sono valide se vi ha partecipato la maggioranza assoluta degli aventi diritto.

6. In particolare spettano al Coordinatore i compiti di:
a. di convocare il Consiglio predisponendo l’ordine del giorno, dirigere, moderare la discussione e garantire l’osservanza del Regolamento;
b. convocare il Comitato di Coordinamento;
c. sovrintendere e coordinare le altre attività del Corso di Studio. In particolare proporre – in accordo con il Dipartimento referente e gli i Dipartimento/i coinvolto/i – le coperture didattiche dei singoli insegnamenti;
d. curare l’esecuzione delle delibere, vigilare sul rispetto di quanto deliberato dal Consiglio del Corso di Studio e dalla Facoltà, provvedere alla redazione dei verbali curandone l’inoltro agli organi accademici competenti;
e. In caso di assenza o di impedimento, il Coordinatore è sostituito dal Decano. Se l’impedimento si protrae per più di sei mesi vengono indette nuove elezioni.

7. I Consigli assicurano la qualità delle attività formative, formulano proposte relative all’ordinamento e individuano annualmente i docenti, tenuto conto dei requisiti necessari alla sostenibilità dell’offerta formativa, che ricoprono i singoli insegnamenti del Corso di Studio, in accordo con l’Area didattica.
8. Per l’elezione del Coordinatore del Corso di Studio, esercitano diritto di voto tra i membri del Consiglio tutti i professori di ruolo e fuori ruolo, professori incaricati stabilizzati, ricercatori, personale di ruolo equiparato ai sensi della normativa vigente, e la rappresentanza degli studenti iscritti al Corso di Studio.
9. Per tutte le altre questioni di competenza del Consiglio del Corso di Studio, esercitano diritto di voto tutti i professori di ruolo, i ricercatori, il personale di ruolo equiparato ai sensi della normativa vigente e la rappresentanza degli studenti iscritti al corso di Studio. Partecipano al dibattito del Consiglio del Corso di Studio, senza diritto di voto, quanti ricoprano per contratto corsi di insegnamento afferenti al Corso di Studio, nonché la rappresentanza del personale tecnico-amministrativo e dei collaboratori ed esperti senza diritto di voto.
10. Per la validità delle sedute del Consiglio del Corso di Studio è necessaria la maggioranza dei convocati con diritto di voto e comunque la maggioranza come da legge. In ogni caso, nessuna seduta di Consiglio di Studio è valida qualora non sia presente il Coordinatore o il Decano che ne fa le veci.
11. Il Comitato di Coordinamento coadiuva il Coordinatore in tutte le operazioni di ricognizione e di monitoraggio sulla didattica, di analisi delle pratiche studenti incluse quelle di riconoscimento crediti e altre attività formative, e di predisposizione di differenti organizzazioni culturali e didattiche da tradurre in proposte o delibere che saranno sottoposte prima all’approvazione del Consiglio del Corso di Studio poi alla delibera della Facoltà.
12. Il Comitato di Coordinamento istruisce, inoltre, le pratiche relative ai commi c) d) e) del precedente punto 6. In particolare si dovrà occupare di stabilire modalità e criteri operativi relativi alla didattica, al riconoscimento delle attività formative e ai tirocini; istruire delibere, proporre eventuali modifiche di manifesto, di ordinamento o di regolamento da sottoporre all'approvazione del Consiglio; gestire il sito web del Corso di Studio; proporre e organizzare seminari e altre attività culturali.
13. Il Comitato di Coordinamento ha anche il compito di coadiuvare il Coordinatore, in particolare, nel proporre modifiche al presente Regolamento per l’approvazione del Corso di Studio.
14. Il Gruppo di lavoro eventualmente attivato ai fini dell’organizzazione dei Tirocini e degli Stage del Corso di Studio ha il compito di promuovere la connessione tra formazione e mondo del lavoro pubblico e privato organizzando le modalità di svolgimento di tirocini e stage. Il Gruppo di lavoro finalizzato all’organizzazione dei Tirocini e degli Stage del Corso di Studio è costituito da tre docenti di ruolo o a contratto facenti parte del Consiglio del Corso di Studio nominati da tutti i membri del Consiglio di Corso di Studio e dura in carica tre anni; per cessazione dal ruolo o per rinuncia, si procede a nuova elezione.
15. Il Gruppo di lavoro eventualmente attivato ai fini dell’Orientamento e al Tutorato del Corso di Studio, ha il compito organizzare e diffondere informazioni sui percorsi formativi, sul funzionamento dei servizi per gli studenti, di favorire la loro partecipazione attiva alle attività accademiche e di definire i criteri e le modalità di Tutorato.
16. Il Gruppo di lavoro finalizzato all’Orientamento e al Tutorato del Corso di Studio è costituito da tre docenti del Consiglio del Corso di Studio nominati da tutti i membri del Consiglio del Corso di Studio e dura in carica tre anni; per cessazione dal ruolo o per rinuncia, si procede a nuova elezione. Nell’attività di Tutorato con obiettivi didattici i docenti del Gruppo di lavoro possono essere coadiuvati da qualificati collaboratori.

Art. 3. Competenze specifiche del Consiglio del Corso di Studio
1. Spetta al Consiglio del Corso di Studio coadiuvato dagli organismi specificamente proposti (art. 2 del presente Regolamento) predispone delibere da sottoporre all’approvazione dell’Area didattica, del Dipartimento referente e dei Dipartimenti associati e della Facoltà, sui seguenti argomenti:
a) i programmi d’insegnamento (nel rispetto delle propedeuticità stabilite nella seconda parte del presente regolamento), predisposti dalla Commissione didattica e dell’offerta formativa di Facoltà;
b) la sperimentazione di nuove modalità didattiche, nei limiti della legislazione vigente, e la proposizione delle tipologie di altre attività formative e di tirocinio, cui associare crediti;
c) la sperimentazione di modalità organizzative delle attività didattiche orientate all’innovazione e al miglioramento qualitativo;
d) il Regolamento specifico del Corso di Studio;
e) il Manifesto annuale del Corso di Studio;
f) la relazione sull’attività didattica del Corso di Studio, con la valutazione dei risultati della didattica, dell’organizzazione e della funzionalità dei servizi didattici;

2. sottopone inoltre proposte e pareri in merito a:
- attivazione di insegnamenti previsti dall’Ordinamento didattico;
- attribuzione degli incarichi didattici, d’intesa con gli interessati, ai professori, assistenti e ricercatori;
- assegnazione dei corsi vacanti per affidamenti e supplenze, e designazione di studiosi ed esperti per affidamenti di contratti;
- miglioramento, potenziamento e attivazione di servizi didattici;
- modifiche statutarie al Regolamento del Corso di Studio.

3. Spetta al Consiglio del Corso di Studio coadiuvato dagli organismi (art. 2 del presente Regolamento) specificamente preposti al monitoraggio e al coordinamento della didattica, alle varie istruttorie e alle nuove configurazione culturali didattiche, predisporre e deliberare:
a) la definizione dei Regolamenti didattici specifici del Corso di Studio che costituiscono la seconda parte del presente Regolamento, nel rispetto della libertà d’insegnamento, delle norme dello Statuto, del Regolamento didattico di Ateneo, del Regolamento della Facoltà e del presente Regolamento;
b) il coordinamento dei programmi dei corsi di insegnamento dei docenti, la loro articolazione nei contenuti, in particolare per quanto attiene gli obiettivi e le finalità formative, l’articolazione dell’attività didattica e l’organizzazione delle prove d’esame;
c) il monitoraggio dei programmi dei Corsi di insegnamento dei docenti e procedure concordate nell’ambito del processo di mantenimento e ottimizzazione della Qualità;
d) la predisposizione e la diffusione annuale, entro la data d’inizio delle lezioni del nuovo Anno Accademico, della Guida bilingue al Corso di Laurea, contenente oltre all’Ordinamento vigente, al Regolamento didattico e ai contenuti previsti per il Manifesto, i programmi e i curricula dei docenti, le iniziativi culturali, le iniziative formative e quelle relative ai tirocini e agli stage, intraprese;
e) la predisposizione e la diffusione (anche attraverso lo spazio Internet, dedicato al Corso di Studio) delle informazioni relative all’attività formativa, ai procedimenti organizzativi e alla programmazione degli orari delle lezioni, dei calendari di esame e delle altre prove di verifica, nonché degli orari di ricevimento dei docenti;
f) la verifica e l’approvazione dei piani di studio individuali degli studenti, delle domande di tesi e delle pratiche relative agli studenti;
g) la delibera in merito ai riconoscimenti e alle convalide, istruiti dalla Commissione didattica del Corso di Studio, secondo le modalità previste dal Regolamento didattico del Corso di Studio, degli esami e dei crediti didattici conseguiti dagli studenti in altri Corsi di Studio o in altre Facoltà italiane ed estere o relativamente ad altre attività formative certificate.
4. Spetta al Consiglio del Corso di Studio il pieno rispetto degli adempimenti e delle procedure riguardanti il Corso di Studio in tutte le sue espressioni, segnalati come indispensabili e urgenti in riferimento a quanto stabilito dai Regolamenti di Ateneo, dalla normativa nazionale o da eventuali richieste, modifiche ed integrazioni che dovessero intervenire in ambito di Ateneo e nazionale.

Art. 4. Modalità di funzionamento del Consiglio del Corso di Studio
1. Il Consiglio del Corso di Studio è convocato ordinariamente ogni tre mesi e, straordinariamente, quando occorre. Può anche essere convocato su richiesta motivata di almeno un quinto dei consiglieri. La convocazione dei consiglieri deve essere fatta con avviso scritto almeno otto giorni prima della data della seduta, salvo casi di comprovata urgenza, tramite convocazione e-mail o fax.
2. Le presenze alle sedute del Consiglio del Corso di Studio sono registrate all’inizio di ciascuna seduta distintamente tra gli aventi diritto al voto e gli altri consiglieri.
3. Nelle sedute del Consiglio del Corso di Studio, il Coordinatore apre la discussione sugli argomenti in oggetto e sulle proposte di delibere, oppure può delegare un relatore a farlo in sua vece. Il Segretario prende l’ordine delle iscrizioni a parlare e, su tale base, il Coordinatore dà la parola. Il Coordinatore può, tenuto conto della discussione, proporre la chiusura delle iscrizioni a parlare, fissare un limite di tempo per ogni intervento sullo stesso tema e impedire di ridiscutere su argomenti già deliberati. Può chiedere al Consiglio di invertire l’ordine del giorno o di inserire argomenti particolarmente urgenti non previsti nell’ordine del giorno (quest’ultima proposta può essere anche fatta da almeno cinque consiglieri, ma va approvata dal Consiglio del Corso di Studio).
4. Le mozioni d’ordine, cioè i richiami al Regolamento, al modo di condurre la discussione, all’ordine del giorno e alla priorità di una votazione, hanno la precedenza e fanno sospendere la discussione sull’argomento in atto. A seguito possono parlare solo un oratore in favore ed uno contrario.
5. I consiglieri che intervengono nella discussione possono presentare emendamenti scritti alle proposte di delibere ed illustrarli. Non possono, sotto qualsiasi forma, essere proposti emendamenti a deliberazioni già prese dal Consiglio del Corso di Laurea.
6. Le deliberazioni sono prese a maggioranza degli aventi diritto; in caso di parità prevale il voto del Coordinatore. Nessuno può prendere parte al voto su questioni che lo riguardano personalmente o che riguardino suoi parenti o affini entro il quarto grado.
7. La votazione avviene di norma in modo palese e si effettua per alzata di mano. Se il Coordinatore reputa dubbio il risultato può procedere ad una votazione per appello nominale.
8. Alle votazioni per appello nominale o per scrutinio segreto, si procede nei casi previsti dalle leggi o dai Regolamenti. Si vota per appello nominale o a scrutinio segreto anche su richiesta del Coordinatore o di almeno dieci consiglieri.
9. Il verbale di ogni seduta è depositato in visione dei consiglieri presso la segreteria del Consiglio di Corso di Studio almeno cinque giorni prima della seduta di approvazione e, comunque, non oltre due mesi dalla data cui si riferisce. Le eventuali correzioni al verbale devono essere presentate per iscritto al Coordinatore e messe in discussione prioritariamente rispetto agli altri punti all’ordine del giorno.

Art. 5. Approvazione del Regolamento
1. Il Regolamento diventa efficace all’atto della approvazione da parte del Consiglio del Corsi di Laurea, a maggioranza assoluta dei componenti, ed è trasmesso successivamente ai Dipartimenti e alla Giunta di Facoltà.
Esso può essere modificato, con le stesse modalità, su proposta del Presidente, su richiesta motivata di un quinto dei Componenti del Consiglio stesso, o per necessari adeguamenti imposti da Regolamenti di Ateneo approvati dal Senato Accademico o in attuazione di Revisioni allo Statuto di Ateneo dell’8 novembre 2012, o per nuove disposizioni nazionali.
2. Per quanto non espressamente previsto nel presente Regolamento valgono le disposizioni di cui alle leggi vigenti, le norme contenute nello Statuto e quelle del Regolamento di Ateneo, e nei Regolamenti elettorali della Sapienza.