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Ingegneria Biomedica - Obiettivi formativi - Autonomia di giudizio

I laureati in Ingegneria biomedica dovranno essere capaci di interagire con tutti gli operatori delle professioni sanitarie, nell'ambito delle rispettive competenze, per le applicazioni diagnostiche e terapeutiche e per gestire la complessità tipica dei problemi dell'Ingegneria biomedica, sia nella fase di sviluppo del processo che in quella della progettazione. Essi dovranno essere in grado di formulare giudizi e valutazioni critiche, anche sulla base di informazioni limitate o incomplete, tenendo conto dei problemi sempre più stringenti di sicurezza e di tutela della persona e dell'ambiente, connessi con il funzionamento di apparati e impianti complessi.
In tale ambito è fondamentale maturare una solida autonomia di giudizio al fine di:
- usare le proprie conoscenze per trovare soluzioni a problemi complessi, anche poco noti o interdisciplinari;
- sviluppare approcci innovativi ed originali ai problemi tecnici che richiedano anche una certa creatività;
- interagire in modo equilibrato con i processi sociali e culturali inerenti l’impiego della tecnologia in favore della salute dell’uomo;
- operare in condizioni di incertezza.
Nel caso di carenza di informazioni specifiche sui sistemi in sviluppo i laureati dovranno anche avere la capacità di effettuare esperimenti su modelli in scala valutando se le condizioni sperimentali sono rappresentative del reale funzionamento del sistema sotto analisi.
Le competenze professionali unitamente alla autonomia di giudizio maturata permetteranno al laureato magistrale biomedico di occuparsi al più alto livello di:
- ricerca e sviluppo delle operazioni e dei processi biomedici;
- progettazione e supervisione alla costruzione e al collaudo di impianti e apparecchiature biomedicali e di servizio alla salute, tenendo conto delle problematiche ambientali e di sicurezza che si pongono;
- supervisione di impianti biomedici e gestione delle problematiche ambientali e di sicurezza che si presentano;
- identificare, formulare e risolvere problemi complessi dei materiali specifici di uso biomedico e delle loro applicazioni nel settore.
L’autonomia di giudizio viene appresa dallo studente gradualmente, durante tutto il corso di studio e viene stimolata in particolare durante le attività di esercitazione e/o progettuali, individuali o di gruppo, offerte da molti corsi curriculari. Al conseguimento di questo obiettivo è deputato, in particolare, il lavoro di preparazione e stesura della tesi finale di laurea, che dovrà configurarsi come il frutto di una rielaborazione personale dei contenuti curriculari appresi. L'accertamento dell’autonomia di giudizio degli studenti avverrà quindi sia durante la correzione delle attività di esercitazione e/o di progetto di quei corsi curriculari che lo prevedono sia durante l'elaborazione della tesi attraverso i colloqui con il relatore e in fase di discussione finale.