MICROGRAVITY FLOWS

Obiettivi formativi

Prima di accedere alla laurea magistrale in Ingegneria Spaziale gli allievi hanno acquisito conoscenze fondamentali relative al moto dei fluidi tramite corsi dedicati agli aspetti fondamentali di aerodinamica e gasdinamica. Questo livello base, seppur fondamentale, non sono tuttavia sufficienti a capire come i fluidi, anche quelli più comuni, si comportino in microgravità. Il peso ridotto introduce ulteriore complessità legata al fatto che forze superficiali, quali la tensione superficiale, che sono normalmente trascurabili sulla Terra diventano essenziali. Per di più la lunga permanenza nell spazio in ambienti necessariamente ristretti richiede di acquisire confidenza con il comportamento più complesso dei fluidi biologici per capire come si comportano fluidi con reologia più esotica. In questo contesto, il corso di Microgravity Flows è dedicato a fornire agli allievi interessati all’ambiante della microgravità gli strumenti appropriati per capire e progettare applicazioni fluidiche nel contesto della scienza dello spazio. L’obiettivo finale è formare gli allievi in modo che sappiamo identificare le sfide poste dal moto dei fluidi nel contesto dei sistemi spaziali immolo da proporre soluzioni efficaci a proemi relativi alla dinamica dei fluidi nel contesto della definizione del carico utile di una missione spaziale e della progettazione di sistemi di bordo e delle missioni con equipaggio umano. In questo contesto il corso persegue i seguenti obiettivi formativi: Conoscenza il corso: - Fornisce la comprensione di base delle equazioni che governano il moto dei fluidi basandosi sui principi fondamentali fino ad portare gli allievi a padroneggiare i modelli reologici fondamentali, gli effetti di superficie e i processi di cambiamento di fase nei fluidi in condizioni di microgravità. - Istruisce gli allievi sul comportamento dei materiali soffici e due fluidi fisiologici, con particolare enfasi sull’emodinamica ed il comportamento dei fluidi linfatici e sula loro risposta all’ambiente spaziale, - Fornisce la comprensione del moto dei fluidi sulla dinamica del veicolo spaziale. Competenze: Il corso fornisce le seguenti competenze operative: - Capacità di identificare il modello più corretto per descrivere i differenti tipi di moto che si realizzano in microgravità in relazione ai diversi contesti applicativi. - Capacità di concepire sistemi microfluidici e definire le relative procedure di fabbricazione a livello prototipale. - Capacitò di tradurre i modelli matematici in algoritmi di calcolo. - Capacità di realizzare simulazioni numeriche e interpretare i risultati. - Capacità di i) definire la caratteristiche principali di esperimenti che coinvolgono il moto di fluidi in micrigravità; ii) selezionare le piattaforme più appropriate per la loro realizzazione; iii) interpretare i dati sperimentali. Abilità trasversali. Il corso cura in particolare lo sviluppo delle seguenti abilità trasversali: - Realizzazione di rapporti tecnico-scientifici riguardanti il moto dei fluidi in ambiente spaziale. - Attitudine al lavoro in condizioni cooperative, con attenzione alla capacità di proporre e sostenere soluzioni originali in un dato contesto tecnico-scientifico. - Capacità comunicative, con particolare riguardo alla discussione pubblica di aspetti riguardanti il moto dei fluidi in microgravità in presenza di attorio sia tecnico che non-specialistico.

Canale 1
CARLO MASSIMO CASCIOLA Scheda docente

Programmi - Frequenza - Esami

Programma
Il corso è progettato per impegnare 6 CFU e tratterà gli argomenti ripotati nel seguente programma: - Introduzione: il moto dei fluidi in microgravità. - Le basi atomistiche della meccanica dei fluidi. Elementi di meccanica statistica. Descrizioni di mesoscale e le equazioni di conservazione di massa, quantità di moto e energia. La descrizione macroscopica del moto dei fluidi. - La reologia di fluidi semplici e complessi e le basi termodinamiche delle relazioni costitutive (disequazione di Clausius-Duhem, principio di Curie, ed il teorema di reciprocità di Onsager). - Processi di diffusione in fluidi multicomponente. - Flussi multifase e i trasporto di colare in microgravità. - Cambiamento di fase: cavitazione, ebollizione cavitation, pool boiling, cristallizzazione e fusione. - Fenomeni capillari: Tensione superficiale, effetto Marangoni indotto da gradienti di temperatura e composizione. Ponti liquidi, elettrocapillarità ed elettrowetting. - Materiali soffici, permeabilità, “swelling”, elasto-capillaritaà. - Emodinamica in microgravità: la struttura dei vasi sanguigni, la reologia del sangue, la risposta del’endotelio al flusso, Processi di diffusione nei tessuti ed il sistema linfatico. Embolia. - Concezione e progettazione di celle microfluidiche: “soft-lithography, pompe capillary, valvole, circuiti microfluidici. - Flussi di gander scala in microgravità: “sloshing” di liquidi, forze di reazione sui serbatoi, liquidi a superficie libera in microgravità. L’effetto dello sloshing sulla dinamica dei veicoli spaziali. - Flussi di gas in ambienti a bassa pressione, micro getti e relative spinte. - Tecniche computazionali per i flussi in microgravità. - Principali apparati per la sperimentazione in microgravità.
Prerequisiti
Buona conoscenza dell’analisi matematica e comprensione degli aspetti fondamentali delle equazioni differenziali ordinare e alle derivate parziali. Buona comprensione della meccanica, della fisica di base, della termodinamica e di elementi di meccanica statistica.
Testi di riferimento
1. Micro/Nanofluidics, Dispense a cura del Docente. 2. Microflow and Nanoflow, G. Karniadakis, A. Beskok, N. Aluru, Springer. 3. Introduction to Microfluidics, P. Tabeling, S. Chen, Cambridge University.
Frequenza
Sebbene non obbligatoria, le frequenza delle lezioni è caldamente consigliata.
Modalità di esame
La valutazione dell’allievo avviene tramite un esame con una parte scritta di 3 ore seguita da una prova orale, tipicamente sostenuta il giorno seguente quello della prova scritta. La prova scritta consiste nel rispondere ad una serie di domande aperte (tipicamente quattro) relative alle diverse parti del programma svolto a lezione. Ciascuna risposta è valutata con un voto da 1 a 10 ed il voto relativo alla prova scritta è ottenuto come media dei voti delle risposte riportata in trentesimi. Fa seguito una prova orale dedicata alla discussione della prova scritta e all’approfondimento di ulteriori temi, in particolare connessi alle lezioni di laboratorio ed ad aspetti approfonditi in autonomia dall’allievo. La struttura dell’esame viene ampiamente illustrata e discussa con gli allievi sia nella lezione di presentazione del corso che alla fine del semestre. La prova di esame mira a valutare quanto l’allievo abbia acquisito le competenze descritte negli obiettivi formativi, con particolare riferimento alla: a) comprensione dei concetti e delle tecniche di analisi illustrati durante le lezioni; b) capacità di apprendere in autonomia; c) capacità di analizzare in modo critico un problema di micro-nanofluidica. d) capacità di sintesi e abilità comunicativa.
Modalità di erogazione
Il corso è per la maggior parte insegnato con lezioni frontali. Circa un quarto del corso è dedicato a lezioni di laboratorio (sperimentale e numerico) dove l’allievo impara gli elementi di base della fabbricazione di dispositivi microfluidici, delle tecniche sperimentali per la loro caratterizzazione e mette in pratica le relative tecniche di simulazione.
  • Codice insegnamento10606314
  • Anno accademico2025/2026
  • CorsoSpace and astronautical engineering - Ingegneria spaziale e astronautica
  • CurriculumSpace missions and exploration (percorso formativo valido anche ai fini del conseguimento del doppio titolo italo-portoghese e il doppio titolo con Georgia institute of technology and Georgia Tech Lorraine)
  • Anno2º anno
  • Semestre2º semestre
  • SSDING-IND/06
  • CFU6