RELIGIONI E FILOSOFIE DELL'INDIA B Canale unico
Docente coordinatore e verbalizzante: BRUNO LO TURCO
Docenti
Obiettivi formativi
Obiettivo generale
Obiettivo generale dell’insegnamento è l’acquisizione di un quadro generale delle categorie concettuali salienti del pensiero buddhista antico e mahayanico in prospettiva storica. La competenza a riguardo del suddetto quadro sarà raggiunta principalmente attraverso lezioni di tipo frontale, nel corso delle quali sarà lasciato ampio spazio alla discussione, grazie alla quale gli studenti potranno porre a confronto le categorie concettuali del pensiero di tradizione greco-occidentale, già in loro possesso, con quelle del pensiero buddhista, allo scopo di evidenziare sia gli elementi consonanti sia gli elementi di alterità, e dunque arrivare a una migliore comprensione della specificità dell’ambito intellettuale buddhista. La padronanza delle principali categorie filosofico-sapienziali indiane, ossia la competenza fondamentale che gli studenti dovranno aver sviluppato alla fine del ciclo di lezioni, potrà essere rafforzato dalla scelta, entro il gruppo opzionale, dell’insegnamento di Lingua e letteratura sanscrita. La prospettiva storica, poi, potrà essere ulteriormente precisata dal contemporaneo insegnamento di Storia dell’India, così da porre in rilievo come i mutamenti di paradigma del pensiero filosofico corrispondano, inevitabilmente, a trasformazioni storico-sociali. L’insegnamento è, inoltre, consigliato come insegnamento a scelta agli studenti delle lingue e culture cinese, giapponese, coreana, che intendano approfondire il pensiero buddhista e la storia del buddhismo.
Obiettivi specifici
Saranno in grado di superare l’esame gli studenti che:
• abbiano dimostrato conoscenza e capacità di comprensione delle principali categorie concettuali del pensiero buddhista antico e mahayanico, e siano a un livello che, caratterizzato dall’uso di fonti primarie (come sutta canonici), include anche la conoscenza dell’evoluzione e interrelazione delle suddette categorie nel quadro complessivo del dibattito filosofico indiano;
• siano capaci di applicare le loro conoscenze e capacità di comprensione in maniera da intendere, almeno sommariamente, un testo filosofico o religioso in traduzione, o un semplice testo in lingua originale (solo per gli studenti di Lingua e letteratura sanscrita), e possiedano competenze adeguate per situarlo storicamente;
• abbiano la capacità di raccogliere e interpretare, formulando schede di lettura o brevi relazioni, i dati ritenuti utili a sintetizzare il contenuto di una fonte primaria, letta in traduzione, o in lingua originale (solo per gli studenti di Lingua e letteratura sanscrita);
• sappiano comunicare, redigendo brevi relazioni da leggere e discutere con il docente e gli altri studenti, informazioni, idee, problemi e soluzioni relative alle principali tematiche filosofico-sapienziali che hanno caratterizzato l’ambito intellettuale buddhista;
• abbiano sviluppato quelle capacità di apprendimento che sono loro necessarie per approfondire la conoscenza di specifici sistemi filosofici o correnti religiose in prospettiva storica.
Risultati di apprendimento attesi
D1 – Conoscenza e comprensione: lo studente conosce e comprende le principali categorie filosofico-sapienziali del buddhismo arcaico e classico, la loro evoluzione storica e il loro rapporto con analoghe categorie del pensiero greco-occidentale.
D2 – Capacità di applicare conoscenza e comprensione: è in grado di analizzare e interpretare testi buddhisti in traduzione, collocarli storicamente, identificare nessi concettuali rilevanti e applicare gli strumenti metodologici acquisiti; ove possieda competenze linguistiche adeguate, sa leggere semplici brani in lingua originale.
D3 – Autonomia di giudizio: sa raccogliere e valutare criticamente dati da fonti primarie e secondarie, formulare giudizi autonomi sulle dottrine buddhiste e confrontare categorie concettuali buddhiste e occidentali in modo motivato.
D4 – Abilità comunicative: è in grado di comunicare in forma chiara e argomentata contenuti, problemi e interpretazioni mediante interventi orali e relazioni scritte; sa redigere schede di lettura su testi primari e secondari.
D5 – Capacità di apprendere: è in grado di proseguire autonomamente lo studio delle scuole buddhiste, utilizzare strumenti bibliografici e metodologici per approfondimenti personali e sviluppare competenze adeguate in vista di studi successivi nell’ambito delle religioni e filosofie dell’India.
Prerequisiti
Non sono previste propedeuticità né prerequisiti.
Programma dell’insegnamento
L’insegnamento offre un’introduzione storico-critica allo sviluppo del buddhismo dalle sue origini alla formazione del canone pāli, con particolare attenzione ai processi di trasmissione orale, auralità e progressiva fissazione scritta della dottrina. Il corso analizza la figura del Buddha storico, la formazione della comunità monastica e le dinamiche dei primi concili, esaminando le modalità attraverso cui il buddhavacana si è costituito in forma canonica.
Dal punto di vista dottrinale, saranno presentate e discusse le categorie fondamentali del pensiero buddhista antico, quali le quattro nobili verità, il nobile ottuplice sentiero, la dottrina del karman, gli aggregati (khandha), il non-sé (anatta), l’origine dipendente (paṭiccasamuppāda) e il concetto di nibbāna. Una parte del corso sarà dedicata all’analisi comparativa delle concezioni del karman e delle pratiche ascetiche nel contesto dell’India antica, includendo tradizioni coeve come il brahmanesimo vedico, le Upaniṣad, il Jainismo e gli Ājīvika.
L’approccio metodologico è di tipo storico-filologico e si fonda sull’esame delle fonti primarie in traduzione, integrato da una riflessione critica sulle loro modalità di trasmissione e sui problemi interpretativi che esse pongono. Le lezioni frontali saranno affiancate da momenti di discussione volti a sviluppare la capacità degli studenti di analizzare testi, individuare categorie concettuali e contestualizzare dottrine e narrazioni biografiche entro il loro quadro storico-intellettuale.
Testi di riferimento
Testi adottati (obbligatori):
- Paul Williams, Il buddhismo dell’India, Roma, Ubaldini, 2002.
- Paul Williams, Il Buddhismo Mahāyāna. La sapienza e la compassione, Roma, Ubaldini, 1990.
Testi di riferimento (facoltativi):
– Passi selezionati dal Tipiṭaka in traduzione italiana o inglese (Majjhimanikāya-MN, Saṃyuttanikāya-SN, Aṅguttaranikāya-AN, Udāna-U, Itivuttaka-I), forniti e commentati a lezione.
– Brani scelti da Upaniṣad e testi jaina, utilizzati a fini comparativi durante il corso.
– Materiali didattici integrativi (schemi concettuali, estratti testuali, risorse bibliografiche) resi disponibili sulla a lezione e sulla piattaforma didattica.
Bibliografia
• C. Della Casa (a cura di), Upaniṣad vediche, Milano, TEA, 1988.
• C. Neri (a cura di), Compendio dell'essenza.Studio e traduzione di capitoli scelti del Sārasaṅgaha di Siddhattha Thera , Alessandria, Edizioni dell'Orso.
• G. Giustarini, La pratica della consapevolezza. Sati nel Canone buddhista pali, Monterotondo, Fuorilinea, 2020.
• W. Doniger e B.K. Smith, Le leggi di Manu, Milano, Adelphi, 1996.
• S. Piano, Sanātana dharma. Un incontro con l’induismo. Milano, San Paolo, 1996.
• S. Sani, Ṛgveda. Le strofe della sapienza. Venezia, Marsilio, 2000.
• R. Gnoli (a cura di), La rivelazione del Buddha. Vol. 1. I testi antichi, Milano, Mondadori, 2001.
• R. Panikkar, I Veda. Mantramañjarī. Testi fondamentali della rivelazione vedica. 2 voll. Milano, BUR, 2001.
• C. Della Casa, S. Piano, M. Piantelli, Hinduismo, a cura di Giovanni Filoramo, 1a ed. riv. e aggiornata, Roma, Laterza, 2002.
Modalità di svolgimento
L’insegnamento si svolge principalmente attraverso lezioni frontali, finalizzate a introdurre e contestualizzare i contenuti storici e dottrinali del pensiero indiano. Le lezioni sono integrate da momenti di discussione guidata, volti a sviluppare la capacità di analisi, di formulazione di giudizi autonomi e di confronto critico tra diverse categorie filosofico-religiose.
Agli studenti è inoltre richiesto di preparare sintesi e brevi analisi di fonti primarie, da presentare e discutere in classe, con l’obiettivo di potenziare le competenze interpretative e comunicative. Sono previste anche esercitazioni brevi, consistenti in test e attività mirate che favoriscono la riflessione autonoma sui contenuti delle singole unità didattiche e contribuiscono allo sviluppo delle capacità di apprendimento.
Frequenza
La frequenza alle lezioni è facoltativa, ma fortemente raccomandata. La partecipazione alle attività in aula costituisce infatti un supporto fondamentale per la piena acquisizione dei risultati di apprendimento attesi, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo delle capacità di analisi critica, l’interpretazione delle fonti primarie, la partecipazione al dibattito e la costruzione autonoma di collegamenti concettuali.
Gli studenti che frequentano con regolarità possono beneficiare delle discussioni guidate e delle esercitazioni brevi che accompagnano le diverse unità didattiche. Tali attività favoriscono una comprensione più profonda dei contenuti storici e dottrinali affrontati e potenziano le competenze comunicative e argomentative richieste dal corso.
Modalità di esame
La valutazione degli apprendimenti si basa su una prova orale finale e sulla considerazione della partecipazione attiva dello studente alle attività del corso. Le modalità sono strutturate in coerenza con i risultati di apprendimento attesi e sono volte a verificare conoscenze, capacità applicative, autonomia di giudizio, abilità comunicative e capacità di apprendere.
La prova orale finale (stimolo aperto con risposta aperta) accerta il livello di padronanza delle principali categorie filosofico-religiose del pensiero indiano, la loro evoluzione storica e la capacità di analizzare e interpretare semplici fonti primarie in traduzione. La prova valuta inoltre la chiarezza espositiva, la capacità di organizzare argomentazioni coerenti e la maturità critica raggiunta dallo studente.
Ai fini della valutazione complessiva si terrà inoltre conto della partecipazione attiva alle lezioni, intesa come capacità di intervenire in modo pertinente e argomentato durante le discussioni, di porre domande rilevanti rispetto ai testi trattati e di contribuire in maniera consapevole al confronto tra categorie filosofico-sapienziali indiane e categorie della tradizione greca. Tale partecipazione concorre alla valutazione finale in termini qualitativi, come indicatore delle competenze comunicative e dell’autonomia di giudizio sviluppate durante il corso.
Gli elementi considerati nella determinazione del voto finale comprendono:
– padronanza del glossario essenziale dei termini tecnici, con particolare attenzione alla loro origine ed evoluzione;
– capacità di analisi e interpretazione delle fonti primarie in traduzione;
– partecipazione attiva e consapevole alle lezioni;
– capacità di apprendimento autonomo, evidenziata dall’individuazione di collegamenti, analogie e differenze tra sistemi dottrinali differenti (ad esempio tra ambito brahmanico e buddhista).
Fasce di valutazione
18–21 (sufficiente)
Conoscenza essenziale ma talvolta frammentaria delle principali categorie del buddhismo arcaico e classico; comprensione di base delle quattro nobili verità, del nobile ottuplice sentiero e delle nozioni di anatta, karman e paṭiccasamuppāda; capacità limitata di contestualizzazione storica; analisi delle fonti in traduzione prevalentemente descrittiva; esposizione semplice, con uso non sempre preciso del glossario tecnico; autonomia di giudizio ancora parziale.
22–24 (discreto)
Conoscenze corrette e generalmente ben organizzate; adeguata comprensione dell’evoluzione storica delle dottrine e del processo di formazione del canone; capacità di analizzare testi in traduzione cogliendone i principali nessi concettuali; primi confronti pertinenti tra categorie buddhiste e categorie del pensiero greco-occidentale; esposizione chiara, seppur non sempre approfondita; partecipazione attiva non costante ma consapevole.
25–27 (buono)
Solida padronanza delle categorie filosofico-religiose del buddhismo antico; buona capacità di contestualizzazione storico-intellettuale e di ricostruzione dei processi di trasmissione orale e fissazione canonica; analisi puntuale delle fonti primarie in traduzione; confronto argomentato tra concetti buddhisti e occidentali; uso appropriato del lessico tecnico; autonomia critica adeguata e partecipazione attiva alle discussioni.
28–29 (molto buono/ottimo)
Conoscenza approfondita e strutturata delle dottrine e della loro evoluzione; capacità di integrare analisi testuale, ricostruzione storica e riflessione metodologica; confronto maturo e ben motivato tra categorie concettuali buddhiste e greco-occidentali; esposizione rigorosa, fluida e terminologicamente precisa; autonomia di giudizio evidente; partecipazione costante e qualitativamente rilevante.
30 (eccellente)
Padronanza completa delle categorie filosofico-sapienziali del buddhismo arcaico e classico e della loro evoluzione; capacità di interpretazione critica delle fonti primarie in traduzione con consapevolezza storico-filologica; confronto originale e argomentato tra sistemi dottrinali differenti; piena autonomia di giudizio; esposizione brillante, strutturata e metodologicamente consapevole.
30 e lode
Attribuita in presenza di una performance caratterizzata da eccezionale chiarezza concettuale, padronanza del lessico tecnico, capacità di problematizzazione autonoma delle questioni storiche e dottrinali, e confronto comparativo particolarmente raffinato tra categorie buddhiste e categorie della tradizione filosofica occidentale.
Esempi di domande
- Il significato delle Quattro Nobili Verità nel quadro del primo insegnamento buddhista
- Il ruolo del Saṅgha nella trasmissione della dottrina
- Le caratteristiche dei cinque khandha e la loro funzione nella definizione della persona
- La dottrina dell’anattā e le sue implicazioni etico-soteriologiche
- Le diverse concezioni del karman nell’India antica
- I primi concili buddhisti e la loro rilevanza dottrinale
- La struttura del sentiero buddhista nelle sue componenti etiche, meditative e cognitive
- La relazione tra paṭiccasamuppāda e identità personale
- Le differenze concettuali tra il nibbāna nelle fonti antiche e le prime interpretazioni mahāyāniche
- La figura del bodhisattva nei primi testi mahāyānici
Programmazione delle attività didattiche
- Settimana 1 (4 ore)
Temi:
– Introduzione al corso e al metodo storico-filologico.
– Il Buddha storico: fonti, contesto, problemi di datazione. - Settimana 2 (4 ore)
Temi:
– Il risveglio (bodhi) nelle fonti canoniche.
– Pratiche ascetiche anteriori alla bodhi: Ārāḷa Kālāma. - Settimana 3 (4 ore)
Temi:
– Pratiche ascetiche anteriori alla bodhi: Uddaka Rāmaputta.
– Biografie canoniche del Buddha nel Majjhimanikāya. - Settimana 4 (4 ore)
Temi:
– La Nidānakathā: biografia post-canonica.
– Il primo concilio buddhista: Ānanda, recitazione collettiva. - Settimana 5 (4 ore)
Temi:
– Il secondo concilio e le prime divergenze monastiche.
– I tre gioielli (Buddha, Dhamma, Saṅgha). - Settimana 6 (4 ore)
Temi:
– Il buddhavacana e la formazione del Tipiṭaka.
– Le quattro nobili verità (analisi del Dhammacakkappavattanasutta). - Settimana 7 (4 ore)
Temi:
– Il nobile ottuplice sentiero.
– Le concezioni del karman nell’India antica (Veda, Upaniṣad, Jainismo, Ājīvika). - Settimana 8 (4 ore)
Temi:
– Il karman nel canone pāli.
– I cinque khandha: psicologia buddhista antica. - Settimana 9 (4 ore)
Temi:
– Anatta: dottrina del non-sé.
– Paṭiccasamuppāda: origine dipendente. - Settimana 10 (4 ore)
Temi:
– Il nibbāna nelle fonti antiche.
– La trasmissione monastica e la formazione delle scuole antiche (Nikāya Buddhism). - Settimana 11 (2 ore)
Temi:
– Transizione verso il Mahāyāna: nuovi orientamenti dottrinali.
– Linee fondamentali del Buddhismo Mahāyāna.
Obiettivi per lo sviluppo sostenibile - Agenda ONU 2030
- Anno accademico2026/2027
- Corso di studio a cui afferisce l’insegnamentoLingue e civiltà orientali
- Codice insegnamento1055417
- CurriculumLingua hindi
- Anno e semestre2º anno - 1º semestre
- TipologiaAttività formative affini ed integrative
- AmbitoAttività formative affini o integrative
- SSDL-OR/17
- Presenza obbligatoriaNo
- Linguaita
- CFU6 CFU
- Durata complessiva42 ore
- Distribuzione delle ore42 classroom hours