ARCHEOLOGIA FENICIO-PUNICA AVANZATO Canale unico

Docente coordinatore e verbalizzante: LORENZO NIGRO

Obiettivi formativi

Coerentemente con gli obiettivi formativi del Corso di Studio in cui è inserito, il corso si propone di fornire, nell’ambito dell'ARCHEOLOGIA FENICIO-PUNICA AVANZATO, conoscenze e capacità di comprensione che completano e/o rafforzano quelle acquisite nel primo ciclo di studi, e di mettere lo studente in grado di affrontare temi originali anche in un contesto di ricerca, formulando giudizi in forma più complessa e articolata, comunicando le conoscenze e i processi che hanno condotto alla loro acquisizione, e studiando gli argomenti in modo autonomo.

Conoscenza specifica dell’archeologia di Mozia, come un caso di studi dell’archeologia fenicio-punica.

Risultati di apprendimento attesi

I risultati di apprendimento attesi sono conoscenza e capacità di comprensione riguardo alle metodologie applicabili all’archeologia Fenicio-punica, alla contestualizzazione del patrimonio culturale alle problematiche relative al suo sviluppo. Inoltre, alla fine del corso lo studente dovrebbe mostrare la capacità di applicare le conoscenze maturate e una forma autonoma di giudizio che permetta la rielaborazione dei temi affrontati durante le lezioni, in modo tale da sviluppare ragionamenti autonomi ed originali, e da interpretare i dati per ricostruire quadri culturali di riferimento. Infine lo studente dovrebbe mostrare abilità comunicative per trasmettere con chiarezza e rigore metodologico quanto appreso durante il corso, per comunicare l'importanza della conoscenza dell’archeologia Fenicio-Punica come radice mediterranea comune, anche con l'ausilio delle moderne tecnologie, sia con gli specialisti sia con il pubblico non specialista.

Prerequisiti

Si ritiene importante il possesso di conoscenze di base relative alla geografia, storia e archeologia del Mediterraneo e delle conoscenze di base dell’Archeologia Fenicio-Punica; indispensabile la conoscenza dell’inglese e del francese.

Programma dell’insegnamento

Il corso intende offrire una panoramica approfondita sul fenomeno del tofet, peculiare forma di area sacra presente in diversi insediamenti fenicio-punici del Mediterraneo, analizzandone l’origine, l’evoluzione, le caratteristiche archeologiche e le implicazioni religiose e culturali.
Attraverso l’esame integrato delle fonti archeologiche, epigrafiche e storico-letterarie, verranno esplorati i tofet di siti chiave come Cartagine, Mozia e Sant'Antioco, per ricostruire le pratiche rituali, le credenze religiose e le dinamiche sociali correlate.
Il corso, dunque, si propone di affrontare il controverso dibattito relativo al significato e alla funzione del tofet alla luce delle più recenti scoperte e interpretazioni.
Attraverso un approccio critico e comparativo, si cercherà di mettere a fuoco il tofet come elemento identitario del mondo fenicio-punico, in grado di riflettere le modalità di interazione con le popolazioni locali, le influenze culturali ricevute e le strategie di affermazione religiosa e politica nel contesto del Mediterraneo occidentale

Testi di riferimento

M.G. Amadasi Guzzo, Il tofet. Osservazioni di un’epigrafista, in Sepolti tra i vivi 2009, p. 347-362.

P. Bartoloni, Appunti sul tofet, in V. Nizzo e E. La Rocca (a cura di), Antropologia e archeologia a confronto: rappresentazioni e pratiche del sacro. Atti dell’incontro internazionale di studi (Roma, 20-21 maggio 2011), Roma, 2012, p. 215-221.
P. Bartoloni, Recenti indagini sul tofet, in Cartagine. Studi e ricerche, 1, 2016.

P. Bernardini, Leggere il tofet: sacrifici e sepolture. Una riflessione sulle fasi iniziali del tofet, in P. Donati Giacomini e M. L. Uberti (a cura di), Fra Cartagine e Roma. Seminario di studi italo-tunisino (Bologna, 23 febbraio 2001), Faenza, 2002 (Epigrafia e antichità, 18), p. 15-27.

A. Campus, Il tofet tra mito e rito, in Rationes rerum: rivista di filologia e storia, 2, 2013, p. 167-194.

A. Ciasca, Mozia: sguardo d’insieme sul tofet, in Vicino Oriente, 8, 1992, p. 113-155.
A. Ciasca, Archeologia del tofet, in Molk 2002, p. 121-140.

B. D’Andrea, I tofet del Nord Africa dall’età arcaica all’età romana (VIII sec. a.C.-II sec. d.C.), Pisa-Roma, 2014 (Collezione di studi fenici, 45).
B. D’Andrea, Il processo di trasformazione delle pratiche rituali del tofet in Nord Africa dopo la conquista romana: evidenze archeologiche ed epigrafiche, in M. J. Álvarez, J. M. Nogales, I. Rodà (a cura di), Centro y periferia en el mundo clásico. Actas del XVIII congreso internacional de arqueología clásica, Merida, 2014, p. 495-500.
B. D'Andrea, Bambini nel limbo. Dati e proposte interpretative sui tofet fenici e punici, 2022.
D’Andrea 2017b = B. D’Andrea, I tofet e i santuari di Saturno nell’Africa di età romana, in Karthago, 30, 2017.

B. D’Andrea e S. Giardino, Il tofet dove e perché. L’identità fenicia, il circolo di Cartagine e la fase tardo punica, in Bollettino di archeologia on-line, 4.1, 2013, p. 1-29.

G. Garbati, Al di là. Gli uomini, gli dèi, la morte in contesto fenicio, 2022.

Kallala – Ribichini 2016 = N. Kallala e S. Ribichini, Il santuario-tofet di Baal Hammon-Saturno ad Althiburos, Tunisia, in A. Caravale (a cura di), Scavare, documentare, conservare. Viaggio nella ricerca archeologica del CNR, Roma, 2016, p. 46- 51.

S. Moscati, Il sacrificio punico dei fanciulli: realtà o invenzione?, 1987.

L. Nigro, Mozia: il tofet e la città. Il limite meridionale del santuario e le strutture collegate negli scavi della Sapienza 2010-2011, in Scienze dell’antichità, 19.1, 2013, p. 37-53.

A. Orsingher, La ceramica degli scavi di Antonia Ciasca al tofet di Mozia (1964-1973), tesi di dottorato, Università degli studi di Roma «La Sapienza», 2013.

S. Ribichini, Il sacrificio di fanciulli nel mondo punico. Testimonianze e problemi, 1991.
S. Ribichini, La questione del «tofet» punico, in S. Verger (a cura di), Rites et espaces en pays celte et méditerranéen: étude comparée à partir du sanctuaire d’Acy-Romance (Ardennes, France), Parigi-Roma, 2000 (Collection de l’École française de Rome, 276), p. 293-304.
S. Ribichini, Il sacello nel tofet, in M. G. Amadasi Guzzo, M. Liverani, P. Matthiae (a cura di), Da Pyrgi a Mozia. Studi sull’archeologia del Mediterraneo in memoria di Antonia Ciasca, Roma, 2002, p. 425-429.

P. Xella, Il tofet. Un’interpretazione generale, in S. Angiolillo, M. Giuman, C. Pilo (a cura di), Meixis. Dinamiche di stratificazione culturale nella periferia greca e romana. Atti del convegno internazionale di studi: il sacro e il profano (Cagliari, Cittadella dei Musei, 5-7 maggio 2011), Roma, 2012, p. 1-17.

Modalità di svolgimento

Le lezioni sono frontali in lingua italiana, con il sussidio in aula di presentazioni ppt, rapporti di scavo, reperti archeologici. La frequenza è obbligatoria.

Frequenza

La frequenza è obbligatoria per conseguire gli obiettivi formativi preposti.

Modalità di esame

La valutazione finale del corso si baserà su:

1. Partecipazione attiva a seminari tematici: nel corso del semestre saranno organizzati seminari intermedi dedicati all’approfondimento di specifici casi di studio o questioni interpretative. La partecipazione a questi incontri – anche tramite brevi presentazioni o discussioni guidate – contribuirà alla valutazione continua delle conoscenze acquisite e alla verifica dell’effettiva partecipazione al percorso formativo.

2. Prova orale finale: un colloquio volto a verificare la comprensione critica degli argomenti trattati durante il corso, la capacità di analisi delle fonti e dei contesti archeologici, nonché l'autonomia di giudizio nell’elaborazione dei principali temi affrontati.

La valutazione complessiva terrà conto sia della prova finale (in termini di chiarezza espositiva, padronanza dei contenuti e capacità di sintesi) durante la quale verranno proposti quesiti sui temi affrontati durante le lezioni e trattati nella bibliografia di riferimento, sia dell’impegno e della qualità del contributo nei momenti seminariali.
La frequenza alle lezioni e ai seminari, la partecipazione attiva in classe, la conoscenza della bibliografia indicata sono elementi fondamentali per il superamento della prova, sono invece elementi utili capacità di ragionamento e studio autonomo.
Per superare l’esame occorre conseguire un voto non inferiore a 18/30. Lo studente deve dimostrare di esprimersi con un linguaggio appropriato, di aver acquisito una conoscenza sufficiente degli argomenti di base esposti durante le lezioni e di essere in grado di orientarsi negli aspetti di base della disciplina.
Per conseguire un punteggio pari a 30/30 e lode, lo studente deve invece dimostrare di aver acquisito una conoscenza eccellente di tutti gli argomenti trattati durante il corso, essendo in grado di raccordarli in modo logico e coerente, nonché capacità di ragionamento e studio autonomo.

Esempi di domande

Simulazione di tirocinio

Programmazione delle attività didattiche

  • Parte I – Il contesto storico e religioso del tofetQuesta prima sezione è dedicata all’inquadramento storico, culturale e religioso del fenomeno tofet, inserito nel più ampio contesto della presenza fenicio-punica nel Mediterraneo tra il IX e il II secolo a.C.Temi trattati:1. La colonizzazione fenicia;2. Religione e società nelle comunità fenicio-puniche;3. Baal Hammon, Tanit e il pantheon fenicio;4. Le fonti letterarie antiche (autori greci, latini e biblici) ;5. Il tofet nella costruzione dell’identità punica.

  • Parte II – Archeologia del tofet: strutture, materiali e interpretazioniLa seconda parte del corso si concentra sull’analisi archeologica dei tofet, con approfondimenti su struttura, stratigrafia, materiali votivi e problematiche interpretative.1. Storia degli scavi e della ricerca2. Morfologia e topografia dei tofet nel Mediterraneo3. I siti guida con relativi tofet: Cartagine, Mozia, Sulky/Sant’Antioco4. Le principali evidenze archeologiche: urne, cippi, iscrizioni5. Analisi dei resti umani e animali: metodologie innovative6. Le nuove interpretazioni e il dibattito attualea

  • Parte III – Seminari tematici e discussione criticaLa terza parte del corso ha una natura seminariale e interattiva: gli studenti saranno coinvolti in discussioni guidate, presentazioni individuali o di gruppo e letture critiche di fonti e casi di studio.Attività previste:1. Lettura e commento di fonti epigrafiche e letterarie2. Analisi di articoli scientifici selezionati3. Presentazioni su casi di studio peculiari4. Dibattiti su tematiche controverse (sacrificio umano, funzione sociale del tofet, interpretazioni ideologiche moderne)

Obiettivi per lo sviluppo sostenibile - Agenda ONU 2030

  • Goal5
  • Goal16
  • Goal17
  • Anno accademico2026/2027
  • Corso di studio a cui afferisce l’insegnamentoArcheologia
  • Codice insegnamento1038410
  • CurriculumArchitettura città paesaggio
  • Anno e semestre2º anno - 1º semestre
  • TipologiaAttività formative affini ed integrative
  • AmbitoAttività formative affini o integrative
  • SSDL-OR/06
  • Presenza obbligatoriaNo
  • Linguaita
  • CFU6 CFU
  • Durata complessiva42 ore
  • Distribuzione delle ore42 classroom hours