MEDIAZIONE IN AMBITO CIVILE PENALE E GIUSTIZIA RIPARATIVA Canale unico
Docente coordinatore e verbalizzante: CLAUDIA CHIAROLANZA
Modulo 1: MEDIAZIONE IN AMBITO CIVILE PENALE E GIUSTIZIA RIPARATIVA LABORATORIO
- Tipologia
- Psicologia dinamica e clinica
- SSD
- M-PSI/07
- Anno
- 2º anno
- Semestre
- 1º semestre
- CFU
- 3
- Distribuzione delle ore
- 36 laboratory hours
- Docenti
- CLAUDIA CHIAROLANZA
Modulo 2: MEDIAZIONE IN AMBITO CIVILE PENALE E GIUSTIZIA RIPARATIVA
- Tipologia
- Psicologia dinamica e clinica
- SSD
- M-PSI/07
- Anno
- 2º anno
- Semestre
- 1º semestre
- CFU
- 6
- Distribuzione delle ore
- 48 classroom hours
- Docenti
- CLAUDIA CHIAROLANZA
Obiettivi formativi
Attraverso lezioni frontali, lo studente potrà acquisire conoscenze e competenze dello psicologo nei metodi di risoluzione dei conflitti alternativi al ricorso alla decisione del Giudice (Mediazione in ambito civile) o complementari alla pronuncia di un giudizio in merito ad un reato che ha prodotto un danno (Mediazione in ambito penale). Lo studio della natura e delle modalità espressive dei conflitti permetterà di comprendere e valorizzare i processi psicologici che consentono di far emergere risorse sia per il raggiungimento di una risoluzione delle controversie sia per una riparazione nella relazione interpersonale tra le parti in conflitto o tra autore di reato e vittima. Il corso pertanto è volto a sviluppare conoscenze e competenze sulla collaborazione dello psicologo nell’ambito degli interventi di Alternative Dispute Resolution e in quello della Giustizia Riparativa.
Gli interventi volti alla riparazione del danno verranno studiati sia in campo penale (soprattutto minorile) – dove il risultato è quello della rieducazione dell’autore di reato con la partecipazione attiva della vittima e della comunità civile – sia in ambito civile, soprattutto quando il danno è prodotto sulla persona minore di età (effetti del conflitto dei genitori sui figli; maltrattamento, abuso e trascuratezza).
Un focus specifico sul conflitto nelle relazioni familiari – ad esempio durante la separazione e il divorzio - consentirà di acquisire conoscenze sulle diverse forme di intervento per il sostegno alla genitorialità (da quelli preventivi a quelli volti alla riduzione del danno) per genitori separati: Mediazione Familiare e Coordinazione Genitoriale. Lo studio della conflittualità nella coppia genitoriale consentirà di conoscere anche le diverse forme di violenza domestica (IPV).
Risultati di apprendimento attesi
La comunità studentesca sarà in grado di conoscere i principali temi della mediazione familiare, della mediazione penale e della giustizia riparativa e di collegarli alle rispettive dimensioni legislative.
Conoscenza e capacità di comprensione
Al termine del corso, la comunità studentesca dimostrerà di aver acquisito conoscenze e capacità per comprendere i processi affettivi e cognitivi che guidano gli interventi di mediazione sia in ambito civile sia in quello penale. Inoltre, acquisiranno conoscenze su come gestire il conflitto, ascoltare attivamente, adottare strategie e tattiche specifiche del conflitto costruttivo, operare in modo collaborativo e negoziare in modo distributivo e integrativo. Infine, la comunità studentesca acquisirà conoscenze sugli interventi di coordinazione genitoriale, validi nelle situazioni ad alta conflittualità.
Capacità di applicare conoscenza e comprensione
Al termine del corso, grazie all’utilizzo di esercitazioni e simulazioni, la comunità studentesca acquisirà la capacità di applicare le conoscenze acquisite a casi di studio; sarà inoltre capace di riconoscere le situazioni che richiedono competenze professionali diverse dalle proprie, come avviene negli interventi di giustizia riparativa.
Autonomia di giudizio
Al termine del corso, la comunità studentesca sarà in grado di progettare e valutare criticamente gli interventi di mediazione e di giustizia riparativa. Inoltre, attraverso le esercitazioni e il confronto con gli altri studenti, sarà in grado di acquisire autonomia di giudizio su temi quali il principio di equidistanza ed equivicinanza e la trasformazione del conflitto da distruttivo a costruttivo.
Abilità comunicative
Il completamento del corso renderà gli studenti familiari con il vocabolario specifico utilizzato sia nella letteratura internazionale sia nei contesti di intervento relativi alla mediazione civile e penale.
Capacità di apprendimento
Al termine del corso, la comunità studentesca acquisirà le nozioni chiave sulle tecniche di mediazione civili e penali. Inoltre, acquisiranno la capacità di mantenere aggiornate le proprie conoscenze in un settore in continua trasformazione legislativa.
Prerequisiti
Conoscenza della psicologia generale e della psicologia dell'età evolutiva
Programma dell’insegnamento
L’insegnamento frontale di Mediazione in ambito civile, penale e di giustizia riparativa si articola in 24 ore e sarà dedicato alla conoscenza a) dell’intervento di Mediazione familiare, alle pratiche di negoziazione, ai processi coniugali e genitoriali connessi al processo separativo; b) dell’intervento di coordinazione genitoriale e alla gestione dell’alta conflittualità; c) degli interventi di giustizia riparativa con particolare riferimento alle forme di riparazione che possono essere promosse all’interno della comunità.
Il laboratorio dell’insegnamento di Mediazione Civile, Penale e Giustizia Riparativa si articola in 36 ore e prevede una struttura multimetodo, con la presentazione di questionari, di sistemi di codifica dell’osservazione e l’utilizzo di simulate e di role-playing. Sulla base dei contenuti trattati nell’insegnamento frontale, nel corso del laboratorio verranno analizzati i processi conflittuali, le tecniche di problem solving e di ascolto attivo, nonché quelle di negoziazione.
Testi di riferimento
Patrizi P. (2024) La giustizia riparativa. Psicologia e diritto per il benessere di persone e comunità. Carocci Editore
Mazzoni S., Andolfi M., Mascellani A. (2021) La ferita familiare del divorzio. Franco Angeli.
Claudia Chiarolanza, Paola Re (2020) Il riconoscimento del Mediatore familiare. Aracne Editore
Materiale messo a disposizione durante il corso al link
https://classroom.google.com/c/MTYyNjAyOTAzODI4?cjc=q5b7phjc
Conoscenza delle leggi
Si raccomanda fortemente anche il seguente volume: Antoine Garapon (2026) La via riparativa alla giustizia. Edizione Vita e Pensiero.
Bibliografia
Modulo: MEDIAZIONE IN AMBITO CIVILE PENALE E GIUSTIZIA RIPARATIVA LABORATORIO
N/D
Modulo: MEDIAZIONE IN AMBITO CIVILE PENALE E GIUSTIZIA RIPARATIVA
N/D
Modalità di svolgimento
Tutte le lezioni saranno caratterizzate da una connessione tra dimensioni teoriche e metodi empirici
Frequenza
La frequenza è consigliata
Modalità di esame
L’esame è orale e prevede un approfondimento dei testi proposti.
Inoltre, l'insegnamento frontale è affiancato da un laboratorio che fornisce conoscenze sui metodi e sulle tecniche della mediazione familiare e della giustizia riparativa.
A chi ha frequentato il Laboratorio di Mediazione in Ambito Civile, Penale e Giustizia Riparativa, si chiede una riflessione sul Sé professionale, così come declinato di seguito. A ogni studente o studentessa verrà chiesto di scrivere un report e di riflettere sull’esperienza maturata nel Laboratorio. Tale report dovrà essere pubblicato nell’apposito spazio previsto su Classroom e non dovrà superare i 5000 caratteri (spazi inclusi).
Per chi non ha frequentato il Laboratorio, la riflessione sul Sé Professionale si svolgerà a partire dallo studio dei testi.
Di seguito il link su Classroom dove consegnare il report sul Laboratorio
https://classroom.google.com/c/MTYyNjAyOTAzODI4/sa/MjIyOTg2MTk1MDRa/details
Che cos'è il Sé Professionale?
L’insegnamento “Mediazione in ambito Civile, Penale e Giustizia Riparativa”, in modalità differenti per frequentanti e non frequentanti, rappresenta un’opportunità di riflessione sulla transizione, sia simbolica sia concreta, tra due categorie entro le quali ci collochiamo contemporaneamente: studentesse e studenti e psicologhe e psicologi in formazione. La studentessa o lo studente è colei o colui che si applica attivamente all'apprendimento e dedica impegno allo studio; la psicologa e lo psicologo in formazione, invece, sono “figure che acquisiscono competenze teoriche, tecniche e pratiche necessarie per una specifica occupazione professionale”.
Le due categorie non si escludono, ma sono molto diverse se considerate dal punto di vista emotivo. La differenza tra queste due categorie sta probabilmente nel modo in cui gli eventi che consentono di apprendere vengono analizzati in relazione a un obiettivo tra i tanti possibili: la costruzione del proprio Sé Professionale. La riflessione sul proprio Sé professionale offre l’opportunità di “mettere alla prova” le conoscenze teoriche e di gettare le basi per sviluppare competenze tecniche. Inoltre, la partecipazione al laboratorio previsto per l’esame “Intervento psicologico clinico per le coppie e le famiglie” consente di affinare altre competenze, le “soft skills”, che si qualificano come trasversali, relazionali e comportamentali e che, per definizione, si imparano sul campo. La scelta di implicarsi, nello studio come nelle occasioni di sperimentazione, con tutte le difficoltà correlate, offre la possibilità di attribuire un significato a quanto si apprende, un’operazione resa possibile se si inizia a formare un’identità professionale in costruzione. Diventa possibile, allenandosi a fantasticare sul proprio futuro lavorativo, attivare un processo di de-idealizzazione fondamentale per costruire la propria identità professionale. Toccare con mano, sperimentarsi in determinati contesti, è l’unico modo per capire se vi è un interesse autentico per quelle aree o tematiche della psicologia. È possibile, anche per i non frequentanti, coloro che non partecipano attivamente al laboratorio, applicare le conoscenze apprese dallo studio dei libri per riflettere su quanto ci si sente affini o distanti rispetto a quanto appreso.
Vi è, quindi, una questione fondamentale, su cui interrogarsi in fase di formazione: integrare il proprio Sé nel proprio Sé Professionale e, dunque, portare la propria autenticità nell’esercizio della professione. Per riuscirci occorre diventare consapevoli delle proprie potenzialità, ma anche, e soprattutto, dei propri limiti, e la riflessione è un’occasione per contattare entrambi.
Esempi di domande
Tutte le separazioni coniugali sono conflittuali?
Programmazione delle attività didattiche
- Che cosa è il conflitto?
Obiettivi per lo sviluppo sostenibile - Agenda ONU 2030
- Anno accademico2026/2027
- Corso di studio a cui afferisce l’insegnamentoPsicologia giuridica, forense e criminologica
- Presenza obbligatoriaNo
- Linguaita
- CFU9 CFU distribuiti in 2 moduli didattici integrati
- Durata complessiva84 ore