Assicurazione della qualità (AQ)

Organizzazione e responsabilità della AQ del CdS

Il Sistema di Assicurazione Qualità (AQ) di Sapienza è descritto diffusamente nelle Pagine Web del Team Qualità consultabili all'indirizzo https://www.uniroma1.it/it/pagina/team-qualita.

Nelle Pagine Web vengono descritti il percorso decennale sviluppato dall'Ateneo per la costruzione dell'Assicurazione Qualità Sapienza, il modello organizzativo adottato, gli attori dell'AQ (Team Qualità, Comitati di Monitoraggio, Commissioni Paritetiche Docenti-Studenti, Commissioni Qualità dei Corsi di Studio), i Gruppi di Lavoro attivi, le principali attività sviluppate, la documentazione predisposta per la gestione dei processi e delle attività di Assicurazione della Qualità nella Didattica, nella Ricerca e nella Terza Missione.

Le Pagine Web rappresentano inoltre la piattaforma di comunicazione e di messa a disposizione dei dati di riferimento per le attività di Riesame, di stesura delle relazioni delle Commissioni Paritetiche Docenti-Studenti e dei Comitati di Monitoraggio e per la compilazione delle Schede SUA-Didattica e SUA-Ricerca.

Ciascun Corso di Studio e ciascun Dipartimento ha poi facoltà di declinare il Modello di Assicurazione Qualità Sapienza definito nelle Pagine Web del Team Qualità nell'Assicurazione Qualità del CdS/Dipartimento mutuandolo ed adattandolo alle proprie specificità organizzative pur nel rispetto dei modelli e delle procedure definite dall'Anvur e dal Team Qualità.

Le Pagine Web di CdS/Dipartimento rappresentano, unitamente alle Schede SUA-Didattica e SUA-Ricerca, gli strumenti di comunicazione delle modalità di attuazione del Sistema di Assicurazione Qualità a livello di CdS/Dipartimento.
COMMISSIONE DI GESTIONE DELL’ASSICURAZIONE DELLA QUALITÀ (CGAQ) DEL CORSO DI STUDIO IN GIURISPRUDENZA (LMG-01) (coincidente con il Gruppo di Riesame)
Prof. Roberta Tiscini (Presidente del CdS)
Prof. Pasquale Bronzo (Docente del CdS)
Prof.ssa Antonia Fiori (Docente del CdS)
Dott. Daniele Graziano (TAB)
Sig.ra Greta Fichera (rappresentante degli studenti)
Sig.ra Alessandra Verri (rappresentante degli studenti)
Sig.ra Cristina Brizi (rappresentante degli studenti)

COMITATO DI MONITORAGGIO DELL’ATTIVITÀ DIDATTICA E SCIENTIFICA
Prof. Franco Vallocchia (Coordinatore)
Prof.ssa Valentina Bertoldi
Prof.ssa Ines Ciolli
Prof. Angelo Castaldo
Dott.ssa Sabrina Ozzella (Manager didattico di Facoltà)
Dott.ssa Maria Civita Campobasso
Dott.ssa Rossella Tricanico
Dott. Daniele Graziano (referente didattico Dipartimento di Scienze Giuridiche)
Sig.ra Lucia Virgillo (referente didattico Dipartimento di Studi Giuridici ed Economici)
Sig. Francesco Dai (rappresentante degli studenti)

COMMISSIONE PARITETICA DOCENTI-STUDENTI
Prof. Nicola Maria Boccella (Presidente)
Prof. Stefano Bellomo
Prof.ssa Giorgia Marini
Prof.ssa Maria Irene Papa
Sig.ra Carmen Aversa (rappresentante degli studenti LMG01)
Sig.ra Francesca Valleriani (rappresentante degli studenti LM90)
Sig. Adriano Appiana (rappresentante degli studenti L-14)
Sig.ra Martina Abdel Malek (rappresentante degli studenti LM SC-GIUR)
Uditori:
Sig.ra Greta Di Girolamo (rappresentante degli studenti)
Sig. Alessandro Morelli (rappresentante degli studenti)

COMMISSIONE ORIENTAMENTO DI FACOLTÀ
Prof. Franco Vallocchia (Coordinatore)
Prof.ssa Maria Ambrosio
Prof. Angelo Castaldo
Prof. Luca Di Donna
Prof. Gianluca Scarchillo
Prof. Angelo Schillaci
Dott.ssa Sabrina Ozzella (Manager didattico di Facoltà)
Dott.ssa Maria Civita Campobasso
Dott.ssa Rossella Tricanico
Sig.ra Chiara Marino (rappresentante degli studenti)

COMMISSIONE PER I RAPPORTI CON IL MONDO DEL LAVORO
(art. 18 del Regolamento didattico del Corso di studio in Giurisprudenza)
Creata in occasione della visita dei CEV dell’ANVUR
Prof. Roberta Tiscini (Presidente del Consiglio di corso di studi)
Prof. Andrea Di Porto (Direttore della Scuola di Specializzazione per le professioni legali)
Prof. Laura Moscati (Coordinatore del dottorato in Autonomia privata)
Prof. Cesare Pinelli (Coordinatore del dottorato in diritto pubblico)
due docenti in rappresentanza della classe forense
Sig.ra Chiara Carbonara (rappresentante degli studenti)


Il corso di studio, attraverso il gruppo di gestione AQ, procederà, con riunioni periodiche, al monitoraggio delle azioni correttive indicate nel precedente Rapporto di Riesame [RdRC] e nella scheda di monitoraggio [SMA]; valuterà i risultati dell'adozione delle stesse, evidenziando i punti di forza emersi, le eventuali criticità e i cambiamenti ritenuti necessari; verificherà l'adeguatezza e l'efficacia della gestione del corso di studio; proporrà, dove necessario, le azioni correttive da introdurre nel successivo Rapporto di Riesame. Il calendario delle riunioni sarà fissato al termine del completamento degli adempimenti di Ateneo.

Il Collegio docenti del Corso di Studi verrà convocato periodicamente per l’organizzazione della didattica, anche con incontri finalizzati alla verifica dei programmi di insegnamento. Tali incontri, organizzati per aree disciplinari, serviranno a verificare eventuali sovrapposizioni dei contenuti e a valutare la coerenza dei programmi non solo in rapporto agli obiettivi formativi specifici del Corso, ma anche in termini quantitativi (carico di ore/studio coerente con i crediti formativi assegnati).

Sarà assicurato il monitoraggio delle azioni da parte della Commissione di assicurazione della qualità, del Comitato di monitoraggio e della Commissione Paritetica.

Consultazioni iniziali con le parti interessate

E' stata condotta un'ampia serie di consultazioni, principalmente con il Consiglio Nazionale Forense e con le OO.SS., che si è conclusa in data 22 maggio 2013. Tutte le parti coinvolte hanno espresso parere pienamente favorevole sul curriculum didattico, giudicato pienamente funzionale ai fini delle attività lavorative di un laureato in Giurisprudenza che si inserisce nel mondo del lavoro e della produzione, sia in posizione autonoma che subordinata.

Consultazioni successive con le parti interessate

VERBALE CONSULTAZIONE PARTI INTERESSATE
2 dicembre 2021

Il 2 dicembre 2021, alle ore 16, si è svolta in modalità telematica la consultazione dei presidenti dei corsi di studio della facoltà di giurisprudenza con le parti interessate.

Sono presenti: Prof.ssa Roberta Tiscini (Presidente del corso di studio in Giurisprudenza), Prof. Pasquale Bronzo (Vicepresidente del corso di studio in Giurisprudenza), Prof. Gianluca Scarchillo (Presidente del corso di studi in Diritto e amministrazione pubblica), Prof. Ilario Alvino (Presidente del corso di studi in Risorse umane, scienze del lavoro e innovazione), Prof.ssa Luisa Avitabile (Professoressa di Filosofia del diritto e Direttrice del dipartimento di Scienze giuridiche), Prof.ssa Valeria De Bonis ((Professoressa di Scienza delle finanze e Direttrice del dipartimento di Studi giuridici ed economici), dott. Maurizio Centra (Commissione di diritto del lavoro dell'Ordine dei commercialisti di Roma), Dott.ssa Vittoria Chianese (Responsabile normativa del lavoro di Enel), avv. Daria Pastore (Avvocato Studio legale Legance), avv. Giorgio Tombolini (Avvocato Studio legale Legance) avv. Domenico Polizzi (Responsabile Legislazione e contenzioso del lavoro di ENI), avv. Rinaldo D’Harmant Francois (Responsabile amministrazione dirigenti di ENI), avv. Andrea Melchiorri (Contenzioso e legislazione lavoro per Eni).

La prof.ssa Tiscini introduce e presenta gli altri presidenti dei corsi di studio e le Direttrici dei dipartimenti che afferiscono alla facoltà di giurisprudenza della Sapienza. La prof.ssa Tiscini precisa come l’università La Sapienza è l’unico ateneo italiano ad aver preservato dopo la riforma Gelmini la struttura organizzativa della facoltà; mentre tutti gli altri atenei sono divisi in corsi di studio e dipartimenti, La Sapienza continua ad avere una facoltà alla quale afferiscono quattro corsi di studio e due dipartimenti. Questo è un incontro che si colloca sulla scia delle direttive Anvur e della nuova regolamentazione del sistema universitario in base alla quale i corsi di studio devono presentare una offerta formativa che sia il più possibile idonea a proiettare lo studente sul mondo del lavoro. Dunque, questi incontri, che si svolgono con cadenza semestrale ormai da qualche anno, hanno lo scopo di verificare con le parti interessate – nella qualità di esponenti del mondo del lavoro nei vari settori pubblici o privati – la bontà dell’offerta formativa rispetto alla prospettiva lavorativa.
La prof. Tiscini osserva come l'obiettivo che ci si propone in questi incontri sia quello di aprire un proficuo dibattito sulla offerta formativa dei corsi di studio con le parti interessate sul territorio alla formazione degli studenti attraverso interventi o anche attraverso osservazioni scritte (per chi non possa partecipare fisicamente).
La Prof.ssa Tiscini presenta il corso di laurea magistrale in giurisprudenza che presiede, sottolineando anche che la facoltà si è aperta ad altri corsi di laurea, triennale o di laurea specialistica, che hanno avuto una platea dei destinatari molto più ampia o diversa quantomeno diversa rispetto a quella del corso di laurea magistrale in giurisprudenza. Il Corso di laurea magistrale in giurisprudenza è orientato, dal punto di vista delle aperture lavorative, verso le classiche libere professioni legali, con la consapevolezza tuttavia che la realtà di oggi espone anche alla necessità di formare un laureato in Giurisprudenza per delle prospettive lavorative diverse da quelle che sono le professioni classiche, diverse dalla magistratura dal notariato e dall’avvocatura. In tale direzione, nel costruire l’offerta formativa si è cercato di implementare anche le modalità di specializzazione che possano rendere più ampia la prospettiva lavorativa del laureato in Giurisprudenza. Si tratta di uno sforzo considerevole, dal momento che il corso di laurea magistrale in giurisprudenza ha un nocciolo precostituito di materie che non è modificabile perché per previsione ministeriale insegnamenti fondamentali, ed anche molti anche insegnamenti a scelta sono definiti sulla base di un programma immodificabile.
La prof. Tiscini evidenzia come da qualche anno si è cercato di implementare l'offerta formativa attraverso l'introduzione di vari insegnamenti a scelta che hanno lo scopo di specializzare la formazione dello studente, il quale può optare per tali insegnamenti a partire dal secondo anno. Si è così deciso di costruire l'offerta formativa dividendo gli insegnamenti per ambiti professionalizzanti, in modo che lo studente possa operare una scelta, il più possibile consapevole, se indirizzarsi verso l’ambito penalistico – optando per gli insegnamenti in ambito penalistico che possono specializzarlo in quell’ambito – piuttosto che l’ambito privatistico o quello amministrativistico.
Gli insegnamenti specializzanti offerti dal Corso di Studi spaziano non solo in riferimento alle materie giuridiche. Così, dal punto di vista della formazione economica, il corso di studio offre diversi insegnamenti a scelta – oltre a quelli basici come economia politica e scienza delle finanze – che hanno l'obiettivo di dare la possibilità allo studente che volesse prendere una seconda laurea in ambito economico di avvicinarsi, già nel corso del nostro corso si studi, all’idea di iscriversi a un diverso corso di studi in ambito economico. Esistono inoltre diversi insegnamenti mutuati anche da altre facoltà – si pensi a tutti gli insegnamenti in area medica come medicina legale e medicina sociale – che hanno lo scopo di creare nello studente un terreno fertile per coltivare in sé una professionalità che tracimi da quella meramente giuridica.
La prof. Tiscini evidenzia ancora come negli ultimi anni il corso di Studi ha cercato di implementare la collaborazione con aziende ed enti, privati e pubblici, per offrire agli studenti la possibilità di svolgere stage formativi presso tali realtà esterne rispetto all’università, anche se tali sforzi hanno tuttavia subito un rallentamento in tempi recenti, anche a causa della pandemia.
Sul piano della proiezione professionalizzante degli studenti della LMG-01, per esempio, già si è provveduto a stipulare diverse convenzioni con i Consigli dell'ordine degli avvocati del Lazio per consentire ai ragazzi di frequentare il semestre di pratica anticipata rispetto alla laurea, ai fini del conseguimento dei 18 mesi per sostenere l'esame di abilitazione d’avvocato. La prof.ssa Tiscini precisa tuttavia che questa possibilità è consentita sulla base di alcuni requisiti che gli studenti devono possedere (come una certa media, un certo numero di esami sostenuti, tra cui alcuni esami fondamentali, ed essere prossimi alla laurea).
Il prof. Scarchillo, dopo un veloce ringraziamento alle parti interessate intervenute, presenta il settore internazionale dell’offerta formativa, campo nel quale l’intera facoltà di giurisprudenza della Sapienza ha da tempo consolidato la propria tradizione di ricerca e di insegnamento. L’incessante processo di globalizzazione ha imposto infatti di offrire agli studenti e ai futuri professionisti una offerta formativa che sia anche una offerta volta a costruire quello che può chiamarsi il giurista europeo, se non addirittura il giurista senza frontiere: cioè un giurista con competenze che travalichino il ristretto ambito degli stati nazionali.
L’offerta formativa internazionale della facoltà è un'offerta accompagna gli studenti fin dall'inizio della loro iscrizione perché già a partire dal secondo anno tutti gli studenti possono partecipare al programma Socrates-Erasmus che dà loro la possibilità di effettuare un periodo di studio all'estero per consolidare, oltre che confermare, le proprie competenze professionali ma anche consolidare le competenze linguistiche vivendo un periodo all'estero per ampliare le proprie conoscenze. La possibilità di inserire nel curriculum una esperienza all’estero è particolarmente richiesta negli studi legali internazionali, che apprezzano o le competenze in tal modo accumulate da parte degli studenti. In effetti simili attività vedono sempre una più alta partecipazione da parte degli studenti, i quali possono accumulare competenze, attraverso un semplice concorso.
Oltre al programma Erasmus, possono annoverarsi molteplici esperienze internazionali, ancor più specializzanti, come – ad esempio – i percorsi di studio che permettono agli studenti di ottenere un titolo di laurea doppio o triplo, come la (doppia) laurea italo-francese ovvero un triplo titolo conseguito presso la European Law School. Tramite tali programmi si consente, in definitiva, agli studenti (selezionati per merito) di svolgere il quarto e quinto anno in Francia (così come gli studenti francesi vengono in Sapienza per frequentare il quarto e quinto anno): al termine dei cinque anni lo studente italiano e francese consegue non solo il titolo di laurea italiano ma anche quello francese. Non si tratta di un titolo congiunto ma di un titolo di laurea a tutti gli effetti.
Il percorso di studi denominato European Law School offre invece agli studenti la possibilità di frequentare il quarto e il quinto anno in due delle varie università consorziate con Sapienza per questo programma (si annoverano per esempio l’Università di Amsterdam, il King's College di Londra, la Humboldt di Berlino, l’università di Madrid, Pantheon Assas di Parigi). Al termine dei cinque anni, lo studente che avrà completato la European Law School avrà il titolo di giurista europeo, cioè non soltanto il titolo di laurea italiano ma anche gli altri due titoli che avrà ottenuto nelle Università ospitanti il quarto e quinto anno.
Si tratta dunque di una platea di esperienze di formazione generale molto importanti esperienze, a cui si aggiungono quelle, più specializzanti, semestrali presso diverse Università americane come la Columbia University, Boston, Missouri Kansas City ed altre università dove gli studenti possono svolgere un periodo di studio all’estero che può andare dai 4 ai 6 mesi. Si tratta senza dubbio di una serie di programmi che sono non soltanto formativi ma competitivi anche dal punto di vista professionale.
Il prof. Scarchillo, nella veste di Presidente della laurea triennale in Diritto e amministrazione pubblica, riferisce la situazione del corso di laurea presieduto. Si tratta del percorso di studi di quella che, un tempo, costituiva la laurea in scienze giuridiche, attualmente in esaurimento. Lo stesso titolo del Corso di laurea tradisce la vocazione professionalizzante del percorso di studi, che va dunque a colmare tutte quelle lacune che sono prodotte dalle varie e profonde trasformazioni che in questi anni le nostre società occidentali stanno vivendo (non solo in riferimento alle strutture ma anche in riferimento ai comportamenti giuridici ed economici oltre che finanziari che sono necessari per gestire le varie attività all'interno degli ordinamenti). L'idea dell'offerta formativa di un corso triennale ha una duplice valenza: da una parte, una valenza senz’altro formativa, volta ad offrire al laureato non soltanto una completa formazione giuridica di base, ma al tempo stesso una padronanza degli strumenti economici applicati alle varie scelte individuali e collettive: le cd. public choice. L’integrazione di conoscenze acquisite nei diversi campi del diritto, dell'Economia e della statistica all'interno della offerta didattica mira a formare un laureato che abbia una preparazione interdisciplinare in modo appunto che possa adattarsi con molta sensibilità alle varie richieste di un mercato del lavoro che è sempre più flessibile.
In tal modo – sia che l'orizzonte dello studente laureato sia quello che sia quello di proseguire gli studi (il corso di laurea triennale in Diritto e amministrazione pubblica può infatti costruire un trampolino di lancio per chiudere il percorso con una laurea magistrale, come quella quinquennale a ciclo unico o una delle due lauree magistrali specialistiche offerte dalla facoltà di giurisprudenza), sia che l'orizzonte dello studente sia l’immediato sbocco sul mercato del lavoro – già al termine del primo triennio di formazione, si mette il laureato nelle migliori condizioni per condurre analisi e studi sia in campo giuridico, sia in campo economico, sia in campo finanziario che informatico. Gli sbocchi professionali dunque vanno dal consulente legale, alla gestione di studi professionali, fino a rendere il corso triennale un vero e proprio trampolino di lancio per la chiusura di un percorso specialistico con le lauree magistrali
In questi anni, il corso triennale è stato premiato dagli studenti che – pur indirizzandosi a tutti i corsi offerti dalla facoltà di giurisprudenza – stanno scegliendo anche quello triennale, rivitalizzando di fatto il corso di laurea triennale in scienze giuridiche, percepito come una base di partenza per poter lavorare in un mercato del lavoro flessibile, ovvero per continuare gli studi. In quest’ottica, il corso ha una forte base giuridica (che sarebbe corrispondete a quella del vecchio triennio del corso triennale) a cui si aggiungono insegnamenti di matrice economica, linguistica, comparatistico-internazionale, che consentono appunto di avere già nel primo triennio una un panorama giuridico, economico, statistico ben consolidato.
Ai fini della consultazione riguardo all’offerta formativa del corso di laurea magistrale in Risorse umane, scienze del lavoro e innovazione, il Presidente del Corso, prof. Ilario Alvino, interviene nella discussione con le parti interessate presenti (come l’avv. Polizzi o la dott.ssa Chianese), ricordando che l’offerta formativa approvata è stata elaborata coinvolgendo le medesime parti già in precedenti incontri svolti nel 2019 e nel 2020, nel corso dei quali si è tenuto conto delle osservazioni e dei suggerimenti finalizzati a definire un progetto utile alla formazione di studenti che possano trovare occasioni di lavoro nelle funzioni di gestione delle risorse umane presso organizzazioni private e pubbliche.
Il prof. Alvino precisa che il corso di studi in Risorse umane, scienze del lavoro e innovazione da lui presieduto è di recente istituzione in Sapienza ed è attualmente in corso il secondo anno, ragion per cui ancora non vi sono laureati. Si tratta senz’altro di un corso di laurea magistrale che ha una vocazione fortemente professionalizzante, vuole cioè formare studenti che abbiano una naturale collocazione nell'ambito delle strutture di organizzazioni private e pubbliche che si occupano del personale in senso ampio. A tale scopo si è ritenuto – in condivisione con le organizzazioni che hanno partecipato alla progettazione dell'offerta formativa – che, per occupare tale posizione in queste realtà, è fondamentale avere una formazione interdisciplinare su tutte le principali materie che sono coinvolte nelle problematiche legate al mondo del lavoro, alla gestione e alla tutela delle persone che lavorano
L’anima principale del Corso si Studi è appunto costituita da questo spirito multidisciplinare, caratterizzata da una componente giuridica portante (in particolare ovviamente dal diritto del lavoro ma non solo) e poi una componente di economia del lavoro, di psicologia delle risorse umane, di organizzazione aziendale, di organizzazione e gestione delle risorse umane, ed anche una componente di statistica. L’idea di fondo che anima il corso è che tutti questi saperi combinati permettono, a coloro che andranno a lavorare in questi contesti, di avere presente tutte le dimensioni del fenomeno da regolare, da conoscere, da governare. Il percorso formativo si articola in due anni, essendo una laurea magistrale, e si è pensato a questo percorso, oltre che in ottica interdisciplinare, anche una prospettiva applicativo-esperienziale. In tale ottica, il primo anno è per lo più dedicato alla formazione di base nei diversi ambiti disciplinari, e il secondo anno ha una dimensione più applicativo-interdisciplinare, perché tutti gli insegnamenti del secondo anno sono pensati a cavallo delle diverse discipline che affrontano le tematiche che interessano alla formazione degli studenti. Dunque, il secondo anno è caratterizzato da insegnamenti centrati sulla materia delle politiche del personale, del Welfare aziendale, della gestione delle carriere del personale, e delle transizioni lavorative, etc.
Una componente importante prevista nel percorso di studi, in realtà non di grande rilevanza in termini di crediti formativi universitari, è la fase del tirocinio. Anche il prof. Alvino si unisce in proposito alle sollecitazioni della prof. Tiscini sulla importanza, per i corsi di studi, di avere la possibilità di un supporto da parte delle organizzazioni e degli stakeholder che ci sostengono, di accogliere i nostri studenti nella fase della formazione, per avere un contatto proficuo con un la realtà lavorativa.
Il corso di laurea in Risorse umane, scienze del lavoro e innovazione può in qualche modo definirsi unico su piano nazionale in Italia, perché appartiene a una classe di laurea nuova in scienze giuridiche, che vede pochi altri corsi attivati a livello nazionale nessuno dei quali ha questa caratterizzazione e questa vocazione pratica e interdisciplinare. Il corso ha avuto peraltro un riscontro di interesse da parte dagli studenti del primo anno, registrandosi un centinaio di iscrizioni che, per un corso di nuova attivazione, è senz’altro un successo da poco. Anche se nel secondo anno – pur essendo le immatricolazioni ancora in corso – si è già superato il buon risultato del primo. Questo impone una grande responsabilità nei confronti degli studenti ed offre un riscontro sulla bontà del progetto dobbiamo.
Successivamente a tale illustrazione i partecipanti sono invitati a formulare osservazioni e proposte sull’offerta formativa.
L’avv. Domenico Polizzi (Responsabile Legislazione e contenzioso del lavoro di ENI) interviene per ringraziare i presidenti dei corsi di studio per l’importante iniziativa intrapresa, con questi incontri, di disegnare insieme i corsi di studio della facoltà di giurisprudenza. Con particolare riferimento al corso di studio in Risorse umane, scienze del lavoro e innovazione, l’avv. Polizzi si sente di dare un preciso contributo. E’ indubbio che quello che si sta vivendo è un momento di centrale importanza per le aziende perché esse, in tutti i settori, sono impegnate in un processo profondo di trasformazione in risposta a una serie di sfide come la transizione digitale, quella verde e quella. Questo è un presupposto di cui i deve tenere conto nella logica di progressiva diffusione dei saperi che vengono trasmessi all’interno di un corso di laurea.
E’ dunque importante che si comprenda il contesto – prevalentemente europeo di tali sfide; sfide che sono doverose e non solo scelte, pur importati, di impresa, e che hanno già portato a profonde innovazione per quel che riguarda l’organizzazione del lavoro. Molte aziende hanno già distinto i business tradizionali da quelli che fanno parti della prospettiva evolutiva (come quelli green, bio etc). Anche in tale operazione risulta di centrale importanza la compenetrazione tra le competenze giuridiche, economiche, quelle legate ai processi di innovazione, di organizzazione del lavoro e delle risorse umane, dal momento che muteranno molto i profili professionali già esistenti, mentre di nuovi saranno richiesti. Le risorse umane saranno impegnate, per un verso, a dover gestire un necessario ricambio generazionale: dunque a creare, da una parte, le condizioni perché ci siano risorse capaci di governare i processi decisionali e gestionali delle imprese; da un’altra parte, a gestire coloro che hanno contribuito negli anni precedenti a portare avanti le azioni ma che non possono essere ricollocati sul mercato del lavoro entro le figure nuove.
Mai come oggi dunque il corso di laurea deve dare delle risposte: le aziende si aspettano delle risposte e le avranno nella misura in cui ci si riesce a sintonizzare su quel che sta accadendo dentro le aziende. Vale a dire un processo di transizione unico, mai accaduto prima ma che deve accadere: si tratta di un cambiamento necessario per cui – come dice il ministro Cingolani – non esiste un piano B. Quel che seguirà è una conseguenza di tali risposte necessari a questi processi inevitabili: questi sono i bisogni delle grandi imprese che dovranno trascinare le filiere e l’indotto, e sono destinate ad avere un ruolo che non è solo privatistico ma anche sociale.
I prof.ri Tiscini e Alvino manifestano soddisfazione per le parole dell’avv. Polizzi e si propongono di cercare di meglio intercettare i bisogni e le necessità delle grandi imprese ed aziende. In particolare il prof. Alvino ringrazia del rapporto di stretta collaborazione con Eni, che nell’a.a. in corso si è spesa per portare, nelle aule e nella didattica del Corsi di studi, le innovazioni che si stanno producendo nel campo della gestione delle risorse e del lavoro, come ad esempio con il lavoro agile, grazie ad una sinergia tra università ed imprese che può beneficiare anche gli altri Corsi di Studi della facoltà di giurisprudenza.
L’avv. Daria Pastore di Legance ringrazia per l’invito all’iniziativa e si esprime apprezzando l’ampiezza dell’offerta formativa del Corso di Studi di giurisprudenza, che risulta molto variegato e offre agli studenti molte possibilità di approfondimento e di specializzazione sulle principali tematiche centrali e attuali per la formazione di un giurista moderno. L’avv. Pastore, in particolare, suggerisce di inserire nell’ambito del Corso di studi in giurisprudenza un insegnamento di Negoziazione, sulla falsariga di quanto avviene nei programmi delle università americane (come negli L.L.M. per esempio) dove sono attivi corsi di negotiation e di Adr (alternative dispute resolution), utili alla formazione di un giurista operativo a 360 gradi e con uno spiccato approccio pratico e casistico. Si tratta senz’altro di esperienze – per quanto elementari – che potrebbe essere utile introdurre nel contesto accademico italiano per formare lo studente e indirizzarlo in quello che è un modus operandi tipico, al giorno di oggi, di molti studi professionali.
Altro suggerimento avanzato dall’avv. Pastore – e maturato alla luce dei molti colloqui svolti con neolaureati e praticanti in cerca di collocazione sul mercato del lavoro – è che, ad una eccellente preparazione teorica di base, non corrisponde sempre una altrettanto buona propensione ad impiegare tali conoscenze anche sul versante pratico. Di qui il suggerimento di introdurre in ambito accademico workshop o corsi di ispirazione pratica – alla cui gestione gli operatori giuridici sarebbero anche ben felici di prendere parte – che aiuti a colmare il divario tra conoscenza teorica e pratica, attraverso per esempio lo studio di casi concreti e dei precedenti giurisprudenziali che li hanno decisi. Tale proposta non è solo limitata al corso di laurea in giurisprudenza, ma è suscettibile di estendersi anche al corso di laurea in European Studies. Ciò aiuterebbe del resto a creare maggior sinergia tra mondo accademico e quello del lavoro negli studi legali, e faciliterebbe la scelta lavorativa degli studenti al momento della conclusione del loro percorso di studi.
La prof.ssa Tiscini si dimostra favorevole alle proposte avanzate dall’avv. Pastore. Quanto all’idea di introdurre uno specifico corso di Adr, evidenzia che finora a tale esito non si è ancora pervenuti per il carattere assorbente – nell’ambito degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie – dell’arbitrato, per cui nell’ambito di tale insegnamento si è soliti inserire alcune nozioni generali di adr. La prof.ssa Tiscini tuttavia conviene sul fatto che tale materia dovrebbe avere una sua autonomia, per la diversità di approccio che caratterizza gli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie, in particolare la mediazione e la negoziazione.
La prof.ssa Tiscini segnala inoltre come, nell’ambito del Corso di Studi in giurisprudenza, siano istituiti degli insegnamenti di clinica legale, nel cui ambito alcuni docenti si dedicano alla discussione con gli studenti di singoli casi pratici, giurisprudenziali e non. Tali corsi di clinica legale hanno avuto un grande successo da quando sono stati introdotti su iniziativa del prof. Del Prato. La prof.ssa Tiscini accoglie con apprezzamento il suggerimento dell’avv. Pastore, nella prospettiva di una implementazione di iniziative che vadano nella medesima direzione (di cui si è del resto già discusso nell’ultima assemblea di facoltà) magari anche con la collaborazione dei studi legali esterni.
Interviene a questo punto la dott.ssa Vittoria Chianese (Responsabile normativa del lavoro di Enel) per esprimere particolare soddisfazione per la nascita – seguita da vicino, con particolare interesse – del corso di studi e della laurea magistrale in Risorse umane, scienze del lavoro e innovazione. In particolare, la Dott.ssa Chianese si ricollega a quanto già detto dagli avv.ti Domenico Polizzi e Daria Pastore, in riferimento alla possibilità auspicata che entrino nella didattica accademica iniziative - come ad esempio con le cliniche legali – che veicolino maggiormente la formazione degli studenti verso una preparazione spiccatamente pratica e concreta. A ciò, del resto, fa anche riscontro l’interesse manifestato dagli studenti verso l’implementazione di tali iniziative che permettono loro di comprendere appieno la complessità delle professioni, legali e non, che uno studio prettamente teorico non permettere invece di cogliere. L'altro elemento che sottolinea la dott.ssa Chianese è quello legato alla consapevolezza che, sia in ambito professionale che aziendale, l’aspetto della interdisciplinarità sta diventando effettivamente la chiave di volta per il futuro sviluppo del lavoro in ambito giuridico, soprattutto per le sfide che al giorno d’oggi sono lanciate alle aziende e non solo. Di ciò da testimonianza il piano Nazionale di ripresa e di resilienza (PNRR), da cui emerge questa necessità di mettere insieme temi ed ambiti diversi, che hanno poi dei legami estremamente forti fra loro.
Premesso dunque che nell'approfondimento verticale le competenze sono comunque fondamentali poter poi lavorare anche in un ambito aziendale in modo proficuo, è tuttavia sempre più importante questa capacità di flessibilità mentale e concettuale, di mettere insieme nella loro complessità discorsi e materie diverse, quindi temi economici, organizzativi e giuridici non possono più essere trattati separatamente. Negli ultimi tempi, per esempio, le competenze tecnologiche e digitali devono per forza di cose abbinarsi ad una comprensione giuridica dei fenomeni economici e sociali; e mai con questo momento la visione giuridica importante, di qui si formula l’auspicio di continuare sulla strada intrapresa dai corsi di Studi della facoltà di giurisprudenza dell’Università La Sapienza.
La prof.ssa Tiscini sottolinea come il profilo della formazione interdisciplinare degli studenti – da una parte – e quello della formazione professionale in collaborazione e a stretto contatto con le grandi imprese – dall’altro - potrebbero trovare implementazione, a beneficio degli studenti, proprio in sede di elaborazione della tesi di fine corso; ancorché in giurisprudenza non esistono tesi sperimentali tout court, tuttavia gli elaborati finali di fine corso potrebbero dar conto dell’esperienza svolta dallo studente in una azienda o studio professionale, così come avviene con il progetto internazionale di laurea con tesi all’estero, prevedendosi all’uopo un punteggio di laurea aggiuntivo. Questa potrebbe essere una prospettiva concreta di sviluppo dei corsi di studio afferenti alla facoltà di giurisprudenza.
La prof.ssa Avitabile interviene in proposito ricordando come sussista un consolidato indirizzo di ricerca che si muove verso il settore delle nuove tecnologie applicate al diritto, come per esempio le ricerche del diritto del lavoro, del diritto amministrativo, del diritto della navigazione e della processualistica tout court (basti pensare al tema della informatizzazione del processo). Si tratta di un nucleo essenziale di ricerche che – già a partire del primo anno del corso di studi – stimolano lo studente a sviluppare un approccio critico nei confronti degli strumenti informatici (intelligenza artificiale e processi logaritmici), Dunque l’intero Dipartimento di Scienze Giuridiche si muove già proiettato verso lo scopo di far acquisire al discente la conoscenza circa l’impiego delle nuove tecnologie applicate al diritto: un connubio che risulta dunque ampiamente analizzato nell’ambito delle varie ricerche condotte nei diversi campi, i cui risultati vengono poi trasfusi nella didattica.
A questo punto, il dott. Maurizio Centra segnala come, oltre alle esperienze formative (come la redazione della tesi) nelle grandi aziende, possibilità analoghe di esperienza concretamente potrebbero aprirsi per gli studenti anche negli studi professionali – di avvocati, commercialisti o consulenti del lavoro – che allo stato attuale vivono una fase di grande mutazione e una evoluzione multidisciplinare dopo essere stati per anni orientati alla specializzazione. Il dott. Centra suggerisce dunque di pensare e disegnare un programma formativo (come un tirocinio) da far espletare a studenti interessati negli studi professionali al pari di quanto già avviene nelle grandi azione e imprese.
L’avv. Daria Pastore di Legance si mostra in particolare disponibile a collaborare alla redazione di una convenzione con l’Università La Sapienza e segnala come altro aspetto di estremo interesse ai fini della implementazione dell’offerta didattica sarebbe quello di approfondire anche per i futuri giuristi altri aspetti più aziendalistici, come la lettura dei bilanci, che risulterebbe utile non solo a giuristi d’impresa, ma anche ai giuristi tout court per gli sbocchi professionali che le competenze risultanti assicurerebbero (ad esempio, in riferimento al contenzioso societario). La prof. Tiscini accoglie con entusiasmo l’idea: segnala che introdurre modifiche di ordinamento così incisive, come l’introduzione di uno specifico insegnamento in materia, richiederebbe senz’altro tempo. Il Corso di Studi è tuttavia già orientato ad introdurre – e ha già introdotto, per esempio nel settore medico-legale – vari insegnamenti, e la stessa cosa potrà essere fatta in ambito aziendalistico
L’avv. Tombolini di Legance si esprime decisamente a favore di un rafforzamento della interlocuzione tra i laureandi o in generale studenti con il mondo del lavoro (sia che si tratti di studi legali, commercialisti o di aziende): ciò è dimostrato dal grande entusiasmo dimostrato da neolaureati che si affacciano per la prima volta nel mondo del lavoro. Rafforzare il rapporto tra università e mondo del lavoro, dunque, consentirebbe anche di portare gli studenti a sviluppare maggiore consapevolezza circa il divario che separa teoria e pratica, e a meglio indirizzare la propria istruzione verso una formazione effettivamente specializzante.
Dopo l’intervento dell’avv. Tombolini, in mancanza di ulteriori richieste di parola, la prof.ssa Tiscini riprende la parola per esprimere soddisfazione per l’incontro e per le idee interessanti e stimolanti che si sono espresse, assicurando tutto il suo impegno perché esse vengano messe in pratica nell’immediato futuro. La prof.ssa Tisciniha ringraziato tutti gli intervenuti per il contributo apportato e ha dichiarato l’incontro concluso, non senza aver invitato prima i partecipanti al successivo incontro con la parti interessate che si svolgerà fra sei mesi, per monitorare l'esito ed i risultati prodotti dal Corso di Studi, nonchè di elaborare nuove strategie ed iniziative a supporto del miglioramento continuo dell'offerta formativa del Corso di Studi.

Roma, 2 dicembre 2021

Il Presidente Il Segretario Verbalizzante
Prof. Roberta Tiscini Prof. Pasquale Bronzo

Gruppo di Gestione AQ

Roberta Tiscini
Pasquale Bronzo
Daniele Graziano
Antonia Fiori
Greta Fichera
Alessandra Verri
Cristina Brizi

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