Organizzazione e contatti
Presidente del Corso di studio - Presidente del Consiglio di area didattica
| Antonio Filippini |
Docenti di riferimento
| ROSEMARI BRIGITTE HEYN SALINAS |
| SELENIA MIGLIETTA |
| MARIA CAPORALE |
| MARCO TRIPODI |
| CARMINE MANCONE |
| RAFFAELE STRIPPOLI |
| ANTONIO FILIPPINI |
| MARINA BORRO |
| MAURIZIO SIMMACO |
| FRANCESCA GRASSI |
| ANTONIO BRESCIA |
| GIOVANNI BATTISTA ORSI |
| ALESSANDRA FEGIZ |
| DEBORAH FRENCH |
| GIUSEPPE NIGRI |
| MARIO FERRI |
| AUGUSTO LOMBARDI |
| ANTONELLA STOPPACCIARO |
| CARMINE SAVOIA |
| EMANUELA PILOZZI |
| DAMIANO MAGRI' |
| PIETRO FRANCIA |
| VITALIANA DE SANCTIS |
| ANDREA ROMANO |
| CATERINA PASQUAZZI |
| BRUNO ANNIBALE |
| GIANCARLO D'AMBRA |
| GIANLUCA ESPOSITO |
| EDITH LAHNER |
| FRANCESCO PANZUTO |
| PAOLO MENE' |
| ANDREA TUBARO |
| ALBERTO TRUCCHI |
| STEFANO MENINI |
| FABIO SANTANELLI DI POMPEO |
| GUIDO PAOLINI |
| EDOARDO MONACO |
| ANDREA REDLER |
| FABIO CONTEDUCA |
| MARCO SALVETTI |
| ALESSANDRA MARINO |
| GIORGIO BANDIERA |
| MAURIZIO BARBARA |
| SOLMAZ ABDOLRAHIMZADEH |
| GIANLUCA SCUDERI |
| ELENA FORTE |
| MICHELA RELUCENTI |
| ELSA IANNICELLI |
| ANDREA BERNI |
| MAURIZIO TAURINO |
| SEVERINO PERSECHINO |
| GIOVANNI MELINA |
| COSIMO DE NUNZIO |
| EUCLIDE TONELLI |
| ROBERTO BECELLI |
Tutor del corso
| ELENA FORTE |
| MARZIA ARESE |
| ANTONIO FILIPPINI |
| MICHELA RELUCENTI |
| SELENIA MIGLIETTA |
| ROSEMARI BRIGITTE HEYN SALINAS |
| MARIA CAPORALE |
| ROBERTA DI ROSA |
| CARMINE MANCONE |
| RAFFAELE STRIPPOLI |
| LUCIANA DE ANGELIS |
| MARINA BORRO |
| GIOVANNA GENTILE |
| MAURIZIO SIMMACO |
| FRANCESCA GRASSI |
| PAOLA BEZZI |
| ELEONORA PALMA |
| MAURIZIO ALIMANDI |
| FRANCESCA BELLEUDI |
| VINCENZO VISCO |
| SALVATORE RAFFA |
| FERDINANDO NICOLETTI |
| GENOVEFFA BALDUCCI |
Regolamenti
Regolamento del corso
Il corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia prevede 360 Crediti Formativi Universitari (CFU) complessivi, articolati su sei anni di corso, di cui almeno 60 da acquisire in attività formative pratiche volte alla maturazione di specifiche capacità professionali (CFU professionalizzanti). 15 CFU dei 60 professionalizzanti sono destinati ai tirocini pratico-valutativi ai fini dell’abilitazione alla professione di medico chirurgo. Ad ogni CFU corrisponde un impegno-studente di 25 ore. 1 CFU corrisponde a 12,5 ore di lezione, a 13 ore di lezione clinica, laboratorio o esercitazione guidata, oppure a 25 ore di formazione professionalizzante (con guida del docente su piccoli gruppi) o di studio assistito (esercitazione autonoma di studenti in aula/laboratorio, con assistenza didattica), oppure a 25 ore per le attività a scelta dello studente e per le attività della tesi di laurea, per un totale di non meno di 5500 ore di attività didattica complessiva.
La missione specifica del corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia è di tipo biomedico-psicosociale e finalizzata al reale sviluppo della competenza professionale e dei valori della professionalità. Essa è fondata sull'importanza dell'integrazione del paradigma biomedico del curare la malattia con il paradigma psico-sociale del prendersi cura dell'essere umano nel meta paradigma della complessità della cura.
Tale missione specifica è pertanto volta a formare un medico, ad un livello professionale iniziale, che possieda: una visione multidisciplinare, interprofessionale ed integrata dei problemi più comuni della salute e della malattia; una educazione orientata alla prevenzione della malattia ed alla promozione della salute nell'ambito della comunità e del territorio; una profonda conoscenza delle nuove esigenze di cura e di salute, incentrate non soltanto sulla malattia, ma, soprattutto, sull'uomo ammalato, considerato nella sua globalità di soma e psiche e inserito in uno specifico contesto sociale; Il metodo didattico adottato, utile al raggiungimento delle caratteristiche qualificanti attese, prevede l'integrazione orizzontale e verticale dei saperi, un metodo di insegnamento basato su una solida base culturale e metodologica conseguita nello studio delle discipline pre-cliniche e in seguito prevalentemente centrato sulla capacità di risolvere problemi e prendere decisioni, sul contatto precoce con il paziente, sull'acquisizione di una buona abilità sia clinica che nel rapporto umano con il paziente.
Nel progetto didattico del Corso di Laurea Magistrale viene proposto il giusto equilibrio d'integrazione verticale e trasversale tra:
a) Le scienze di base, che debbono essere ampie e prevedere la conoscenza della biologia evoluzionistica, della biologia molecolare e della genetica e della complessità biologica finalizzata alla conoscenza della struttura e funzione dell'organismo umano in condizioni normali, ai fini del mantenimento delle condizioni di salute ed alla corretta applicazione della ricerca scientifica traslazionale;
b) La conoscenza dei processi morbosi e dei meccanismi che li provocano, anche al fine di impostare la prevenzione, la diagnosi e la terapia;
c) La pratica medica clinica e metodologica, che deve essere particolarmente solida, attraverso un ampio utilizzo della didattica di tipo tutoriale, capace di trasformare la conoscenza teorica in vissuto personale in modo tale da costruire la propria scala di valori e interessi, e ad acquisire le competenze professionali utili a saper gestire la complessità della medicina; d) Le scienze umane, che debbono costituire un bagaglio utile a raggiungere la consapevolezza dell'essere medico e dei valori profondi della professionalità del medico; e) L'acquisizione della metodologia scientifica, medica, clinica e professionale rivolta ai problemi di salute del singolo e della comunità. I risultati di apprendimento attesi sono stati definiti integrando i Descrittori europei (5 descrittori di Dublino) con quanto proposto dall' Institute for International Medical Education (IIME), Task Force for Assessment, e da The TUNING Project (Medicine) Learning Outcomes/Competences for Undergraduate Medical Education in Europe.
Punti chiave dell’organizzazione didattica sono i seguenti:
1) Nell’ambito di quanto previsto dalla legislazione vigente, la programmazione degli obiettivi, dei programmi, e dell'insegnamento è multidisciplinare.
2) Il metodo d'insegnamento attuato è interattivo e multidisciplinare, con l'integrazione quotidiana di scienze di base e discipline cliniche ed un precoce coinvolgimento clinico degli studenti, che vengono subito orientati ad un corretto approccio con il paziente (sin dal primo anno di corso, con l’anamnesi psico-sociale al letto del paziente, e nel II anno di corso con l’acquisizione delle tecniche di BLSD, come tirocinio professionalizzante organizzato in attività guidata tutoriale con certificazione del livello di abilità raggiunto nel I e II anno di corso). I problemi delle scienze di base e quelli d'ambito clinico sono quindi affrontati in tutti gli anni di corso (total integration model), anche se in proporzioni diverse, ma con una visione unitaria e fortemente integrata, anche attraverso l’uso di didattica a più voci e l’apprendimento basato sui problemi e sulla loro soluzione con l’assunzione di decisioni appropriate.
3) Scelta degli obiettivi specifici dei corsi di base fatta prioritariamente sulla rilevanza di ciascun obiettivo nel quadro della biologia umana, e sulla propedeuticità rispetto alle tematiche cliniche attuali o prevedibili, con particolare attenzione alla componente riguardante la metodologia scientifica.
4) Scelta degli obiettivi specifici dei corsi preclinici e clinici caratterizzanti fatta prioritariamente sulla base della prevalenza epidemiologica, dell’urgenza di intervento, della possibilità di intervento, della gravità e della esemplarità didattica. E’ prevista inoltre la valorizzazione della frequenza nei reparti di cura dell’azienda ospedaliero Universitaria di riferimento e negli ambulatori delle strutture territoriali e la valorizzazione del rapporto con il paziente, anche sotto l’aspetto psicologico e sociale.
5) Il processo d’insegnamento si avvale, potenziandone l’uso, dei moderni strumenti didattici, costituiti dal sistema tutoriale, dal trigger clinico, dal problem oriented learning, dall’experiencial learning, dal problem solving, dal decision making e dall'ampio utilizzo di seminari e conferenze.
6) Sono utilizzati in maniera preponderante docenti tutori che collaborano al processo formativo dello studente con funzioni di facilitazione all’apprendimento (tutori di area) e di supporto (tutori personali) agli studenti. Esiste una “mentoring comittee” che ha lo scopo di individuare precocemente lo studente in difficoltà e proporre attività precoci di “remediation”.
7) Particolare attenzione è posta riguardo all’acquisizione delle abilità e delle competenze specifiche del saper fare e del saper essere, tramite: a) il coinvolgimento nella pianificazione di una ricerca di base nei primi tre anni di corso, b) l'apprendimento delle basi semeiologiche delle scienze cliniche al letto del malato e nei laboratori di simulazione (skill labs) nel periodo intermedio (tirocinio organizzato come attività guidata tutoriale nel III anno di corso), c) la frequenza delle corsie e degli ambulatori universitari (tirocinio clinico- clinical clerkship – dal IV al VI anno di corso) e territoriali, come quelli dei Medici di Medicina Generale e le altre strutture territoriali (dal IV al VI anno di corso), per il completamento del tirocinio clinico negli ultimi anni del corso, lo svolgimento dei tirocini pratico-valutativi ai fini dell’abilitazione professionale e il periodo d’internato ai fini della preparazione della tesi di laurea, d) partecipazione a programmi di ricerca nel periodo di internato ai fini della preparazione della tesi di laurea.
8) Particolare attenzione è data all'apprendimento della Lingua Inglese ed alle metodologie informatiche e multimediali anche attraverso esperienze di e-learning, teledidattica e telemedicina, ed al corretto uso delle fonti bibliografiche.
9) Valorizzazione della Metodologia Clinica - Scienze Umane (Metodologie) attraverso corsi integrati che accompagnano lo studente lungo l’intero percorso formativo (I-VI anno). A tutti è nota l’importanza del metodo in medicina, sia per quanto riguarda la conoscenza della metodologia medica e delle sue regole secondo i principi della medicina basata sulle evidenze, sia per la metodologia clinica applicata al singolo malato. Questi corsi integrati orientano subito gli studenti verso una formazione umanistica, che li accompagnerà nel processo formativo scientifico-professionale.
10) Istituzione del “percorso di eccellenza”. Attivo da molti anni, recluta studenti particolarmente meritevoli dal quarto anno di corso, sino alla laurea. Gli Studenti reclutati attraverso una prova interna, sono aggregati ad un progetto di ricerca e, con l’aiuto di un tutor clinico e/o di un tutor di scienze di base, partecipano in prima persona allo svolgimento del progetto stesso, relazionando sulle fasi intermedie e raggiungendo il risultato che prevede la partecipazione ad almeno una pubblicazione scientifica di livello internazionale, al momento della laurea.
Il raggiungimento di questi obiettivi avverrà attraverso la frequenza alle attività formative di base, caratterizzanti, professionalizzanti e affini, organizzate in "corsi integrati specifici", tali da garantire la visione unitaria e interdisciplinare degli obiettivi didattici stessi. In particolare, 15 CFU dei 60 CFU professionalizzanti sono erogati, ai sensi del DM n.58 del 9 Maggio 2018, come tirocinio pratico-valutativo valido ai fini dell'abilitazione all'esercizio della professione di medico-chirurgo (TPVA), di durata di tre mesi; il tirocinio pratico-valutativo è espletato, durante gli ultimi due anni del corso di laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia, presso le aree della medicina e delle specialità mediche, della chirurgia e delle specialità chirurgiche dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di riferimento e nel territorio presso lo studio di un medico di medicina generale, individuato dall’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Roma, sulla base di specifica convenzione.
I principi generali dell'organizzazione didattica dei corsi integrati si ispirano alle teorie educazionali FAIR (Feedback, Activity, Individualization, Relevance). Questi prevedono frequenti riscontri sul raggiungimento degli obiettivi da parte degli studenti, la centralità dello studente all'interno del processo formativo, la personalizzazione sui tempi richiesti dai singoli studenti, attenzione alla rilevanza degli obiettivi formativi proposti, che fanno riferimento al core curriculum nazionale.
Le forme didattiche previste comprendono lezioni frontali, conferenze, seminari, gruppi di discussione, journal club. Il processo d'insegnamento/apprendimento utilizza inoltre ampiamente la didattica tutoriale in piccoli gruppi, la frequenza all’interno dei reparti clinici con docenti-tutori che collaborano al processo formativo dello studente con funzioni di facilitazione all'apprendimento (tutori di area) e di supporto personale agli studenti (tutori personali). E' fortemente incoraggiato l'uso di metodiche didattiche innovative quali la flipped classroom, il trigger clinico, il problem oriented learning, l'experiencial learning, il problem setting, il problem solving, il decision making, il role-playing, sia nel setting della didattica in aula, sia nel setting della didattica clinica in piccoli gruppi di studenti all’interno dei reparti di degenza dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di riferimento.
Particolare attenzione viene data anche ai temi della ricerca scientifica, incoraggiando: 1) il coinvolgimento nella pianificazione di una ricerca di base nei primi tre anni di corso, 2) la partecipazione a programmi di ricerca nel periodo di internato ai fini della preparazione della tesi di laurea.
Particolare attenzione è data alle scienze umane attraverso la presenza di corsi integrati e moduli verticali (metodologia medico-scientifica e scienze umane) che accompagnano gli studenti dal primo all'ultimo anno di corso. Per questo livello di Dublino sarà importante soprattutto l'acquisizione dei presupposti teorici e conoscitivi di base.
Per l'accertamento della conoscenza e comprensione, come regola generale valida per tutti i corsi integrati, le valutazioni certificative si baseranno su prove scritte e/o prove orali. La valutazione degli studenti avverrà anche attraverso verifiche formative in itinere (prove di autovalutazione e colloqui intermedi), relazioni scritte degli studenti su temi assegnati, scritti riflessivi ed attraverso la valutazione del profilo complessivo elaborato in base a criteri predefiniti (portfolio). Le prove d'esame potranno essere articolate- oltre che nelle tradizionali modalità dell'esame orale o scritto- anche in una sequenza di items utili a verificare le conoscenze acquisite come i test a scelta multipla o le risposte brevi scritte.
Le prove certificative, che concorrono a comporre i singoli esami, verranno scelte in base a criteri di obiettività e pertinenza con gli obiettivi di apprendimento e saranno soprattutto tese alla valutazione delle competenze conoscitive e interpretative acquisite dallo studente.
Per l'accertamento della capacità di applicare conoscenza e comprensione, come regola generale valida per tutti i corsi integrati, le valutazioni certificative si baseranno su prove scritte e/o prove orali. La valutazione degli studenti avverrà anche attraverso verifiche formative in itinere (prove di autovalutazione e colloqui intermedi), relazioni scritte degli studenti su temi assegnati, scritti riflessivi ed attraverso la valutazione del profilo complessivo elaborato in base a criteri predefiniti (portfolio). Le prove d'esame potranno essere articolate- oltre che nelle tradizionali modalità dell'esame orale o scritto- anche in una sequenza di items utili a verificare le conoscenze acquisite come i test a scelta multipla o le risposte brevi scritte, organizzati su problemi o casi clinici a carattere interdisciplinare (progress test), seguiti da esami utili ad accertare le competenze cliniche acquisite. Questi ultimi potranno avvenire attraverso l'uso di simulatori, di pazienti simulati e pazienti reali. Sono fortemente incoraggiati l'uso di metodologie quali l'esame clinico strutturato (Objective Structured Clinical Examination - OCSE), il Mini-CEX (Mini Clinical Evaluation Exercise), la discussione di casi clinici (Case-based Discussion - CbD).
Le prove certificative, che concorrono a comporre i singoli esami, verranno scelte in base a criteri di obiettività e pertinenza con gli obiettivi di apprendimento e saranno particolarmente tese alla valutazione delle competenze interpretative e operative acquisite dallo studente.
Per la valutazione delle capacità di autonomia di giudizio, come regola generale valida per tutti i corsi integrati, le valutazioni certificative si baseranno su prove scritte e/o prove orali. La valutazione degli studenti avverrà anche attraverso verifiche formative in itinere (prove di autovalutazione e colloqui intermedi), relazioni scritte degli studenti su temi assegnati, scritti riflessivi ed attraverso la valutazione del profilo complessivo elaborato in base a criteri predefiniti (portfolio). Le prove d'esame potranno essere articolate- oltre che nelle tradizionali modalità dell'esame orale o scritto- anche in una sequenza di items utili a verificare le conoscenze acquisite come i test a scelta multipla o le risposte brevi scritte, organizzati su problemi o casi clinici a carattere interdisciplinare (progress test), seguiti da esami utili ad accertare le competenze cliniche acquisite. Questi ultimi potranno avvenire attraverso l'uso di simulatori, di pazienti simulati e pazienti reali. Sono fortemente incoraggiati l'uso di metodologie quali l'esame clinico strutturato (Objective Structured Clinical Examination - OCSE), il Mini-CEX (Mini Clinical Evaluation Exercise), la discussione di casi clinici (Case-based Discussion - CbD).
Anche per questo descrittore, le prove certificative, che concorrono a comporre i singoli esami, verranno scelte in base a criteri di obiettività e pertinenza con gli obiettivi di apprendimento e saranno particolarmente tese alla valutazione delle competenze cliniche e operative acquisite dallo studente.
Per la valutazione delle abilità comunicative, come regola generale valida per tutti i corsi integrati, le valutazioni certificative si baseranno su prove scritte e/o prove orali. La valutazione degli studenti avverrà anche attraverso verifiche formative in itinere (prove di autovalutazione e colloqui intermedi), relazioni scritte degli studenti su temi assegnati, scritti riflessivi ed attraverso la valutazione del profilo complessivo elaborato in base a criteri predefiniti (portfolio). Gli esami potranno avvenire attraverso l’uso di simulatori, di pazienti simulati e pazienti reali. Sono fortemente incoraggiati l’uso di metodologie quali l’esame clinico strutturato (Objective Structured Clinical Examination - OCSE), il Mini - CEX (Mini Clinical Evaluation Exercise).
Le prove certificative, che concorrono a comporre i singoli esami, verranno scelte in base a criteri di obiettività e pertinenza con gli obiettivi di apprendimento propri del descrittore di Dublino e saranno particolarmente tese alla valutazione delle competenze cliniche e relazionali acquisite dallo studente.
Per la valutazione delle capacità di apprendimento, infine, come regola generale valida per tutti i corsi integrati, le valutazioni certificative si baseranno su prove scritte e/o prove orali. La valutazione degli studenti avverrà anche attraverso verifiche formative in itinere (prove di autovalutazione e colloqui intermedi), relazioni scritte degli studenti su temi assegnati, scritti riflessivi ed attraverso la valutazione del profilo complessivo elaborato in base a criteri predefiniti (portfolio). Per gli esami sono fortemente incoraggiati l’uso di metodologie quali l’esame clinico strutturato (Objective Structured Clinical Examination - OCSE), il Mini-CEX (Mini Clinical Evaluation Exercise).
Anche per questo descrittore, le prove certificative, che concorrono a comporre i singoli esami, verranno scelte in base a criteri di obiettività e pertinenza con gli obiettivi di apprendimento e saranno particolarmente tese alla valutazione delle competenze operative e cliniche acquisite dallo studente.
Regolamento Didattico del Corso di Laurea, anno accademico 2022-2023
1.Definizione degli obiettivi formativi
Il Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia (CLMMC) si articola in sei anni ed è istituito all'interno della Facoltà di Medicina e Psicologia.
Il CLMMC si propone il conseguimento degli obiettivi formativi di seguito definiti.
A) LA TABELLA MINISTERIALE DELLA CLASSE LM-41
I laureati nei corsi di laurea magistrale in medicina e chirurgia dovranno essere dotati:
delle basi scientifiche e della preparazione teorico-pratica necessarie ai sensi della direttiva 75/363/CEE all'esercizio della professione medica e della metodologia e cultura necessarie per la pratica della formazione permanente, nonché di un livello di autonomia professionale, decisionale ed operativa derivante da un percorso formativo caratterizzato da un approccio olistico ai problemi di salute, delle persone sane o malate anche in relazione all'ambiente chimico-fisico, biologico e sociale che le circonda. A tali fini il corso di laurea magistrale prevede 360 CFU complessivi, articolati su sei anni di corso, di cui almeno 60 da acquisire in attività formative volte alla maturazione di specifiche capacità professionali;
delle conoscenze teoriche essenziali che derivano dalle scienze di base, nella prospettiva della loro successiva applicazione professionale; della capacità di rilevare e valutare criticamente da un punto di vista clinico, ed in una visione unitaria, estesa anche alla dimensione socioculturale e di genere, i dati relativi allo stato di salute e di malattia del singolo individuo, interpretandoli alla luce delle c
conoscenze scientifiche di base, della fisiopatologia e delle patologie di organo e di apparato; delle abilità e dell'esperienza, unite alla capacità di auto-valutazione, per affrontare e risolvere responsabilmente i problemi sanitari prioritari dal punto di vista preventivo, diagnostico, prognostico, terapeutico e riabilitativo; della conoscenza delle dimensioni storiche, epistemologiche ed etiche della medicina; della capacità di comunicare con chiarezza ed umanità con il paziente e con i familiari; della capacità di collaborare con le diverse figure professionali nelle diverse attività sanitarie di gruppo; della capacità di applicare, nelle decisioni mediche, anche i principi dell'economia sanitaria; della capacità di riconoscere i problemi sanitari della comunità e di intervenire in modo competente.
Il profilo professionale dei laureati magistrali dovrà comprendere la conoscenza di:
comportamenti ed attitudini comportamentali del sapere essere medico; nozioni fondamentali e metodologia di fisica e statistica utili per identificare, comprendere ed interpretare i fenomeni bio-medici; organizzazione biologica fondamentale e processi biochimici e cellulari di base degli organismi viventi; processi di base dei comportamenti individuali e di gruppo; meccanismi di trasmissione e di espressione dell'informazione genetica a livello cellulare e molecolare; organizzazione strutturale del corpo umano, con le sue principali applicazioni di carattere anatomo-clinico, dal livello macroscopico a quello microscopico sino ai principali aspetti ultrastrutturali e i meccanismi attraverso i quali tale organizzazione si realizza nel corso dello sviluppo embrionale e del differenziamento; caratteristiche morfologiche essenziali dei sistemi, degli apparati, degli organi, dei tessuti, delle cellule e delle strutture subcellulari dell'organismo umano, nonché i loro principali correlati morfo-funzionali; meccanismi biochimici, molecolari e cellulari che stanno alla base dei processi fisiopatologici; fondamenti delle principali metodiche di laboratorio applicabili allo studio qualitativo e quantitativo dei determinanti patogenetici e dei processi biologici significativi in medicina; modalità di funzionamento dei diversi organi del corpo umano, la loro integrazione dinamica in apparati ed i meccanismi generali di controllo funzionale in condizioni normali; principali reperti funzionali nell'uomo sano; fondamenti delle principali metodologie della diagnostica per immagini e dell'uso delle radiazioni, principi delle applicazioni alla medicina delle tecnologie biomediche.
I laureati magistrali dovranno inoltre:
avere acquisito ed approfondito le interrelazioni esistenti tra i contenuti delle scienze di base e quelli delle scienze cliniche, nella dimensione della complessità che è propria dello stato di salute della persona sana o malata, avendo particolare riguardo alla inter-disciplinarietà della medicina;
avere sviluppato e maturato un approccio fortemente integrato al paziente, valutandone criticamente non solo tutti gli aspetti clinici, ma anche dedicando una particolare attenzione agli aspetti relazionali, educativi, sociali ed etici coinvolti nella prevenzione, diagnosi e trattamento della malattia, nonché nella riabilitazione e nel recupero del più alto grado di benessere psicofisico possibile.
I laureati nei corsi di laurea magistrale in medicina e chirurgia svolgeranno l'attività di medico-chirurgo nei vari ruoli ed ambiti professionali clinici, sanitari e bio-medici.
Ai fini indicati i laureati della classe dovranno avere acquisito:
la conoscenza della organizzazione, della struttura e del funzionamento normale del corpo umano, ai fini del mantenimento dello stato di salute della persona sana e della comprensione delle modificazioni patologiche; la conoscenza delle cause delle malattie nell'uomo, interpretandone i meccanismi patogenetici molecolari, cellulari e fisiopatologici fondamentali;
la conoscenza dei meccanismi biologici fondamentali di difesa e quelli patologici del sistema immunitario e la conoscenza del rapporto tra microrganismi ed ospite nelle infezioni umane, nonché i relativi meccanismi di difesa;
la capacità di applicare correttamente le metodologie atte a rilevare i reperti clinici, funzionali e di laboratorio, interpretandoli criticamente anche sotto il profilo fisiopatologico, ai fini della diagnosi e della prognosi e la capacità di valutare i rapporti costi/benefici nella scelta delle procedure diagnostiche, avendo attenzione alle esigenze sia della corretta metodologia clinica che dei principi della medicina basata sull'evidenza;
un’adeguata conoscenza sistematica delle malattie più rilevanti dei diversi apparati, sotto il profilo nosografico, eziopatogenetico, fisiopatologico e clinico, nel contesto di una visione unitaria e globale della patologia umana e la capacità di valutare criticamente e correlare tra loro i sintomi clinici, i segni fisici, le alterazioni funzionali rilevate nell'uomo con le lesioni anatomopatologiche, interpretandone i meccanismi di produzione e approfondendone il significato clinico; la capacità di ragionamento clinico adeguata ad analizzare e risolvere i più comuni e rilevanti problemi clinici sia di interesse medico che chirurgico e la capacità di valutare i dati epidemiologici e conoscerne l'impiego ai fini della promozione della salute e della prevenzione delle malattie nei singoli e nelle comunità;
la conoscenza dei principi su cui si fonda l'analisi del comportamento della persona e un'adeguata esperienza, maturata attraverso approfondite e continue esperienze di didattica interattiva nel campo della relazione e della comunicazione medico-paziente, nella importanza, qualità ed adeguatezza della comunicazione con il paziente ed i suoi familiari, nonché con gli altri operatori sanitari, nella consapevolezza dei valori propri ed altrui nonché la capacità di utilizzare in modo appropriato le metodologie orientate all'informazione, all'istruzione e all'educazione sanitaria e la capacità di riconoscere le principali alterazioni del comportamento e dei vissuti soggettivi, indicandone gli indirizzi terapeutici preventivi e riabilitativi;
la conoscenza dei quadri anatomopatologici nonché delle lesioni cellulari, tessutali e d'organo e della loro evoluzione in rapporto alle malattie più rilevanti dei diversi apparati e la conoscenza, maturata anche mediante la partecipazioni a conferenze anatomocliniche, dell'apporto dell'anatomopatologo al processo decisionale clinico, con riferimento alla utilizzazione della diagnostica istopatologica e citopatologica (compresa quella colpo- ed oncocitologica) anche con tecniche biomolecolari, nella diagnosi, prevenzione, prognosi e terapia delle malattie del singolo paziente, nonché la capacità di interpretare i referti anatomopatologici;
la capacità di proporre, in maniera corretta, le diverse procedure di diagnostica per immagine, valutandone rischi, costi e benefici e la capacità di interpretare i referti della diagnostica per immagini nonché la conoscenza delle indicazioni e delle metodologie per l'uso di traccianti radioattivi ed inoltre la capacità di proporre in maniera corretta valutandone i rischi e benefici, l'uso terapeutico delle radiazioni e la conoscenza dei principi di radioprotezione;
la conoscenza delle principali e più aggiornate metodologie di diagnostica laboratoristica in patologia clinica, cellulare e molecolare, nonché la capacità di proporre, in maniera corretta, le diverse procedure di diagnostica di laboratorio, valutandone i costi e benefici e la capacità di interpretazione razionale del dato laboratoristico;
la conoscenza delle problematiche fisio-patologiche, anatomo-patologiche, preventive e cliniche riguardanti il sistema bronco-pneumologico, cardio-vascolare, gastro-enterologico, ematopoietico, endocrino-metabolico, immunologico e uro-nefrologico fornendone l'interpretazione eziopatogenetica e indicandone gli indirizzi diagnostici e terapeutici ed individuando le condizioni che, nei suindicati ambiti, necessitano dell'apporto professionale dello specialista;
la capacità di riconoscere le più frequenti malattie otorinolaringoiatriche, odontostomatologiche e del cavo orale, dell'apparato locomotore e dell'apparato visivo e delle malattie cutanee e veneree indicandone i principali indirizzi di prevenzione, diagnosi e terapia e la capacità di individuare le condizioni che, nei suindicati ambiti, necessitano dell'apporto professionale dello specialista;
la capacità di riconoscere, mediante lo studio fisiopatologico, anatomopatologico e clinico, le principali alterazioni del sistema nervoso e le patologie psichiatriche e di contesto sociale fornendone l'interpretazione eziopatogenetica e indicandone gli indirizzi diagnostici e terapeutici;
la capacità e la sensibilità per inserire le problematiche specialistiche in una visione più ampia dello stato di salute generale della persona e delle sue esigenze generali di benessere e la capacità di integrare in una valutazione globale ed unitaria dello stato complessivo di salute del singolo individuo i sintomi, i segni e le alterazioni strutturali e funzionali dei singoli organi ed apparati, aggregandoli sotto il profilo preventivo, diagnostico, terapeutico e riabilitativo;
la conoscenza delle modificazioni fisiologiche dell'invecchiamento e delle problematiche dello stato di malattia nell'anziano e la capacità di pianificare gli interventi medici e di assistenza sanitaria nel paziente geriatrico;
la capacità di analizzare e risolvere i problemi clinici di ordine internistico, chirurgico e specialistico, valutando i rapporti tra benefici, rischi e costi alla luce dei principi della medicina basata sulla evidenza e dell'appropriatezza diagnostico-terapeutica;
la capacità di analizzare e risolvere i problemi clinici di ordine oncologico affrontando l'iter diagnostico terapeutico alla luce dei principi della medicina basata sulla evidenza, nonché la conoscenza della terapia del dolore e delle cure palliative;
l'abilità e la sensibilità per applicare nelle decisioni mediche i principi essenziali di economia sanitaria con specifico riguardo al rapporto costo/beneficio delle procedure diagnostiche e terapeutiche, della continuità terapeutica ospedale-territorio e dell'appropriatezza organizzativa;
la conoscenza dei concetti fondamentali delle scienze umane per quanto concerne l'evoluzione storica dei valori della medicina, compresi quelli epistemologici ed etici;
l’abilità e la sensibilità per valutare criticamente gli atti medici all'interno della équipe sanitaria;
la conoscenza delle diverse classi dei farmaci, dei meccanismi molecolari e cellulari della loro azione, dei principi fondamentali della farmacodinamica e della farmacocinetica e la conoscenza degli impieghi terapeutici dei farmaci, la variabilità di risposta in rapporto a fattori di genere, genetici e fisiopatologici, le interazioni farmacologiche ed i criteri di definizione degli schemi terapeutici, nonché la conoscenza dei principi e dei metodi della farmacologia clinica, compresa la farmacosorveglianza e la farmacoepidemiologia, degli effetti collaterali e della tossicità dei farmaci e delle sostanze d'abuso;
la conoscenza, sotto l'aspetto preventivo, diagnostico e riabilitativo, delle problematiche relative allo stato di salute e di malattia nell'età neonatale, nell'infanzia e nell'adolescenza, per quanto di competenza del medico non specialista e la capacità di individuare le condizioni che necessitano dell'apporto professionale dello specialista e di pianificare gli interventi medici essenziali nei confronti dei principali problemi sanitari, per frequenza e per rischio, inerenti la patologia specialistica pediatrica;
la conoscenza delle problematiche fisiopatologiche, psicologiche e cliniche, riguardanti la fertilità e la sessualità femminile e le sue disfunzioni dal punto di vista sessuologico medico, la procreazione naturale ed assistita dal punto di vista endocrino-ginecologico, la gravidanza, la morbilità prenatale ed il parto e la capacità di riconoscere le forme più frequenti di patologia ginecologica, indicandone le misure preventive e terapeutiche fondamentali ed individuando le condizioni che necessitino dell'apporto professionale dello specialista;
la conoscenza delle problematiche fisiopatologiche, psicologiche e cliniche, riguardanti la fertilità maschile e la valutazione del gamete maschile, la sessualità maschile e le sue disfunzioni dal punto di vista sessuologico medico, la procreazione naturale ed assistita da punto di vista endocrino-andrologico, la capacità di riconoscere le forme più frequenti di patologia andrologica, indicandone le misure preventive e terapeutiche fondamentali ed individuando le condizioni che necessitino dell'apporto professionale dello specialista;
la capacità di riconoscere, nell'immediatezza dell'evento, le situazioni cliniche di emergenza ed urgenza, ponendo in atto i necessari atti di primo intervento, onde garantire la sopravvivenza e la migliore assistenza consentita e la conoscenza delle modalità di intervento nelle situazioni di catastrofe;
la conoscenza delle norme fondamentali per conservare e promuovere la salute del singolo e delle comunità e la conoscenza delle norme e delle pratiche atte a mantenere e promuovere la salute negli ambienti di lavoro, individuando le situazioni di competenza specialistica nonché la conoscenza delle principali norme legislative che regolano l'organizzazione sanitaria e la capacità di indicare i principi e le applicazioni della medicina preventiva nelle diverse ed articolate comunità;
la conoscenza delle norme deontologiche e di quelle connesse alla elevata responsabilità professionale, valutando criticamente i principi etici che sottendono alle diverse possibili scelte professionali e la capacità di sviluppare un approccio mentale di tipo interdisciplinare e trans-culturale, anche e soprattutto in collaborazione con altre figure dell'équipe sanitaria, approfondendo la conoscenza delle regole e delle dinamiche che caratterizzano il lavoro di gruppo nonché un'adeguata esperienza nella organizzazione generale del lavoro, connessa ad una sensibilità alle sue caratteristiche, alla bioetica e storia ed epistemologia della medicina, alla relazione con il paziente, nonché verso le tematiche della medicina di comunità, acquisite anche attraverso esperienze dirette sul campo;
la conoscenza degli aspetti caratterizzanti della società multi-etnica, con specifico riferimento alla varietà e diversificazione degli aspetti valoriali e culturali;
un’approfondita conoscenza dello sviluppo tecnologico e biotecnologico della moderna bio-medicina, comprensivo della conoscenza dei principi della ricerca scientifica all'ambito bio-medico ed alle aree clinico-specialistiche, della capacità di ricercare, leggere ed interpretare la letteratura internazionale ai fini di pianificare ricerche su specifici argomenti e di sviluppare una mentalità di interpretazione critica del dato scientifico;
un’adeguata esperienza nello studio indipendente e nella organizzazione della propria formazione permanente e la capacità di effettuare una ricerca bibliografica e di aggiornamento, la capacità di effettuare criticamente la lettura di articoli scientifici derivante dalla conoscenza dell'inglese scientifico che consenta loro la comprensione della letteratura internazionale e l'aggiornamento;
la padronanza scritta e orale di almeno una lingua dell'Unione Europea, oltre all'italiano;
la competenza informatica utile alla gestione dei sistemi informativi dei servizi, ed alla propria autoformazione;
un’adeguata conoscenza della medicina della famiglia e del territorio, acquisita anche mediante esperienze pratiche di formazione sul campo.
In particolare, specifiche professionalità nel campo della medicina interna, chirurgia generale, pediatria, ostetricia e ginecologia, nonché di specialità medico-chirurgiche, acquisite svolgendo attività formative professionalizzanti per una durata non inferiore ad almeno 60 CFU da svolgersi in modo integrato con le altre attività formative del corso presso strutture assistenziali universitarie.
La durata del corso per il conseguimento della laurea magistrale in medicina e chirurgia è di 6 anni.
Relativamente alla definizione di curricula preordinati alla esecuzione delle attività previste dalla direttiva 75/363/CEE, i regolamenti didattici di Ateneo si conformano alle prescrizioni del presente decreto e dell'art. 6, comma 3, del D.M. n. 270/04.
B) PROFILO PROFESSIONALE E SBOCCHI OCCUPAZIONALI E PROFESSIONALI PREVISTI PER I LAUREATI
Il Profilo Professionale che si intende formare: Medico Chirurgo
Per l’accesso alla professione del medico chirurgo è necessaria la laurea magistrale in medicina e chirurgia, il superamento dell’esame di stato e l’iscrizione all’albo professionale dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.
Il profilo professionale del medico chirurgo che si intende formare è quello biomedico-psicosociale. Tale profilo è finalizzato allo sviluppo della competenza professionale e dei valori della professionalità. Esso è fondato sull’importanza dell’integrazione del paradigma biomedico del curare la malattia con il paradigma psico-sociale del prendersi cura dell’essere umano. La prospettiva teorica ritenuta in grado di unire i due diversi approcci è il meta-paradigma della complessità.
Il profilo, che identifica la mission specifica del corso di laurea, è quello di un medico, ad un livello professionale iniziale, che possieda:
- una visione multidisciplinare, interprofessionale e integrata dei problemi più comuni della salute e della malattia;
- un’educazione orientata alla prevenzione della malattia, alla riabilitazione e alla promozione della salute nell’ambito della comunità e del territorio, con una speciale attenzione ai principi della “medicina di precisione” e con una cultura umanistica nei suoi risvolti di interesse medico;
- una profonda conoscenza delle nuove esigenze di cura e di salute, incentrate non soltanto sulla malattia, ma, soprattutto, sulla centralità della persona ammalata, considerata nella sua globalità di soma e psiche e inserita in uno specifico contesto sociale, culturale ed economico.
Funzione in un contesto di lavoro
Il medico esercita la propria professione nell’ambito delle norme stabilite dalla Comunità Europea, dai regolamenti nazionali e regionali sia nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale che nelle strutture convenzionate o private. Esso opera con l’obiettivo di mantenere, o far raggiungere, il completo stato di salute (completo benessere psico-fisico e sociale) dell’individuo e della società. Per lo svolgimento della sua attività professionale collabora, con un lavoro di squadra, con gli altri professionisti della salute, mantenendo alta la capacità a relazionarsi e a coordinare il lavoro del gruppo interprofessionale (con altri professionisti della salute) e intraprofessionale (con altri medici) in cui opera.
Il medico, per svolgere questa funzione, dovrà possedere una forte identità del proprio ruolo professionale (professionalism). Questo include la competenza clinica e cioè l’uso abituale e corretto di conoscenze, capacità comunicative, abilità tecniche, ragionamento clinico, emozioni e valori da ripensare continuamente nella pratica quotidiana per il beneficio dell’individuo e della comunità di cui ci si sta occupando, l’impegno a perseguire un accurato aggiornamento professionale, la promozione della salute, l’aderenza ai principi etici della professione ed a valori quali l’integrità personale, l’onestà, l’altruismo, l’umiltà, il rispetto della diversità, la trasparenza e il rispetto dei conflitti di interesse.
Il medico dovrà mantenere, pertanto: un impegno costante verso i pazienti, essendo in grado di applicare le migliori pratiche cliniche nel rispetto di un alto profilo etico; un impegno costante verso la società, essendo in grado di comprendere e rispondere alle sue aspettative in tema di assistenza sanitaria; un impegno continuo ai doveri della professione rispettandone le regole e i codici di deontologia professionale; garantire l’impegno a mantenere il proprio stato di benessere psicofisico, allo scopo di migliorare le capacità di prendersi cura della salute dei pazienti.
Livelli maggiori di responsabilità e di coordinamento del gruppo di lavoro interprofessionale e intraprofessionale in cui dovrà operare potranno essere comunque raggiunti attraverso l’acquisizione di ulteriori competenze tramite successivi percorsi di formazione, quali le Scuole di Specializzazione, le Scuole Regionali di Formazione per i Medici di Medicina Generale, i Dottorati di Ricerca, i Master di secondo livello.
Competenze associate alla funzione
Le competenze associate alla funzione del medico sono state definite in riferimento ai criteri internazionali definiti da “CANMEDS Physician Competency Framework”, attualmente punto di riferimento a livello internazionale. In accordo al concetto di “continuum” definito in CanMEDS, le competenze di seguito elencate saranno acquisite ad un livello iniziale, come già detto in precedenza.
Le competenze debbono essere quelle di un medico esperto, che sappia mettere il paziente al centro di un processo di cura di alta qualità e sicuro per il paziente stesso, sulla base delle sue conoscenze aggiornate, delle sue abilità cliniche e dei suoi valori professionali. Deve pertanto essere in grado di raccogliere le informazioni dal paziente e saperle interpretare, saper prendere decisioni cliniche che portino ad una corretta diagnosi e agli interventi terapeutici mirati. Dovrà essere consapevole dei limiti della propria professione. Le sue decisioni dovranno essere dedotte dalle migliori pratiche cliniche e dalle evidenze scientifiche, tenendo nella giusta considerazione i desideri del paziente stesso e la disponibilità economica del sistema sanitario del Paese in cui opera. La sua pratica clinica deve essere pertanto estremamente aggiornata, etica e in grado di garantire un efficiente uso delle risorse a disposizione, condotta in stretta “collaborazione” con il paziente e la sua famiglia, gli altri membri del gruppo di lavoro intraprofessionale e interprofessionale e l’intera comunità. Compito essenziale del Corso di Laurea è fornire le competenze tecniche aggiornate ed istruire sul loro costante futuro aggiornamento, nonché verificarne l'avvenuta acquisizione mediante le usuali procedure valutative.
Saper essere un Medico Esperto è centrale per lo svolgimento della professione e porta con sé le altre competenze intrinsecamente legate, sotto specificate:
Abile comunicatore. Il medico deve essere capace di instaurare una relazione con il paziente e la sua famiglia, che sia in grado di facilitare la raccolta e la compartecipazione delle informazioni essenziali per una cura efficace. Sarà pertanto in grado di esplorare i sintomi che possono essere in relazione alla patologia, ascoltando il racconto del paziente relativo alla propria malattia. Dovrà essere in grado di esplorare la prospettiva del paziente sulla sua idea di malattia, le sue paure e le sue aspettative di salute, tenendo conto delle differenze legate al genere. Il medico dovrà essere in grado di integrare le proprie conoscenze scientifiche nel contesto specifico proprio del paziente, il suo stato socio-economico, la sua storia personale di vita, la sua situazione attuale di vita, di lavoro, del livello scolastico e culturale, essendo in grado di rilevare stati particolari legati alla sfera sociale e psicologica. Molto importante, per mettere il paziente al centro del processo di cura, sarà la capacità di condivisione delle proprie decisioni in modo tale da centrare il bisogno di salute con i desideri, i valori e le preferenze del paziente. L'insegnamento delle abilità comunicative costituisce parte integrante del core curriculum dei singoli corsi e viene valutato negli esami relativi.
Buon collaboratore. Il medico deve essere in grado di lavorare in modo efficiente ed efficace con gli altri membri del gruppo intra- e inter-professionale, allo scopo di erogare una assistenza sicura, di alta qualità e centrata sul paziente. La giusta collaborazione richiede relazioni basate sulla fiducia, il rispetto e la condivisione, che siano in grado di assicurare continuità al processo di cura stesso. Questo richiede la condivisione di conoscenze, prospettive e responsabilità e la buona volontà ad imparare reciprocamente.
Leader. Il medico sarà in grado di impegnarsi con gli altri membri del gruppo per contribuire ad una visione improntata alla alta qualità del processo di cura, assumendosi la responsabilità della sua corretta erogazione nei confronti dei pazienti. Il medico sarà quindi in grado di contribuire con efficacia allo sviluppo di una attività assistenziale che sia in continuo miglioramento qualitativo, attraverso la ricerca di una efficace collaborazione con gli altri attori del sistema sanitario, a livello locale, regionale, nazionale e nell’ottica della globalizzazione.
Difensore della salute. In questo ruolo il medico deve mettere la propria esperienza e la propria influenza al servizio della comunità per migliorarne lo stato generale di salute e di benessere. In questo ambito, il miglioramento della salute non deve essere limitato al miglioramento dello stato di malattia, ma deve necessariamente comprendere la prevenzione della malattia stessa, nella promozione e nella protezione della salute. Questo implica anche l’equità nella promozione della salute, nel senso che i singoli e la comunità non dovrebbero essere svantaggiati in base alle etnie, al genere, all’orientamento sessuale, all’età, alla classe sociale, allo stato economico e al livello di educazione scolastica. I medici sapranno fornire supporto ai pazienti nel sapersi muovere all’interno del sistema sanitario nazionale ed aiutarli nel ricevere assistenza nel modo e nei tempi dovuti. I corsi di Metodologia Medico-Scientifica costituiscono la sede privilegiata di acquisizione della Deontologia Medica, essenziale perché lo studente acquisisca il suo ruolo sociale.
Studioso. Il medico dovrà dimostrare l’impegno al raggiungimento e al mantenimento dell’eccellenza nella pratica clinica attraverso il processo della formazione continua, dovrà essere in grado di insegnare agli altri colleghi, prendendo decisioni basate sulle prove di efficacia scientifiche (evidence based medicine) e contribuendo attivamente al rinnovamento clinico anche attraverso la ricerca scientifica di tipo traslazionale. I medici perseguiranno l’eccellenza nel loro lavoro quotidiano anche attraverso il confronto attivo con gli altri colleghi e ricercandone i riscontri nella soddisfazione e nella sicurezza dei pazienti. Saranno in grado di integrare in modo corretto le prove di efficacia scientifiche internazionali, all’interno della pratica clinica applicata al singolo paziente, integrando nella decisione le preferenze e i valori del paziente stesso.
Professionale. Il concetto di professionalità implica che il medico dovrà assumersi l’impegno alla cura della salute e del benessere dei singoli pazienti e della comunità, attraverso una corretta condotta etica, standard di comportamento professionale elevati, responsabilità nei confronti della professione e della società, mantenendo uno stile di vita che non rechi discredito alla professione. La consapevolezza della propria identità professionale è centrale in questo ruolo, dove si richiede una perfetta padronanza dell’arte, della scienza e della pratica della medicina. Dovrà avere la consapevolezza che il ruolo professionale riflette completamente quello che la società moderna si aspetta da lui, e cioè competenza clinica, responsabilità all’aggiornamento professionale, la promozione della salute, la completa aderenza agli standard etici ed a valori quali integrità personale, l’altruismo, l’umiltà, il rispetto degli altri e della diversità, la trasparenza e il rispetto dei potenziali conflitti di interesse.
Sbocchi professionali
Il Medico, previo superamento dell’esame di Stato di abilitazione all'esercizio della professione e alla successiva iscrizione all’Albo Professionale dell’Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, avrà opportunità di lavoro presso strutture ospedaliere pubbliche, private accreditate o private. Potrà svolgere il proprio servizio anche presso altre strutture territoriali delle ASL, quali Strutture ambulatoriali, Hospice, Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), i Servizi per le Tossicodipendenze (SerT), i Servizi per le Dipendenze patologiche (SerD), le Strutture Psichiatriche, i Centri per i Disabili e le Lungodegenze. Potrà svolgere il proprio servizio presso gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), nelle Università o anche svolgere la propria professione in forma autonoma.
I laureati in medicina possono adire alla carriera accademica e a quella di ricerca, sia nelle Università che negli Enti pubblici o nelle organizzazioni private.
L’ingresso nei ruoli del Servizio Sanitario Nazionale richiede il possesso della Specializzazione, che si ottiene attraverso l’iscrizione e la frequenza ai corsi delle Scuole di Specializzazione, mentre l’ingresso nelle graduatorie dei Medici di Medicina Generale richiede la frequenza alle Scuole Regionali di Formazione in Medicina Generale.
Alle Scuole di Specializzazione si accede attraverso il superamento di un concorso nazionale, mentre alle Scuole Regionali si accede attraverso il superamento di un concorso Regionale.
Conoscenze richieste per l’accesso
I Requisiti e le modalità di accesso al corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia sono disciplinati da Leggi e Normative Ministeriali in ambito nazionale.
Per essere ammessi al corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia occorre essere in possesso di un Diploma di Scuola Secondaria Superiore o di altro titolo di studio conseguito all'estero, riconosciuto idoneo.
Le conoscenze iniziali richieste per l’accesso sono quelle relative alle discipline di Biologia, Chimica, Fisica e Matematica, la cultura generale e le capacità di logica deduttiva, induttiva e comprensione del testo.
La verifica del possesso di tali conoscenze è obbligatoria. Verrà pertanto effettuata la verifica delle conoscenze iniziali e, in caso di mancato superamento, saranno assegnati degli specifici obblighi formativi (OFA) da soddisfare nel primo anno di corso.
C) OBIETTIVI FORMATIIVI SPECIFICI DEL CORSO E DESCRIZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO
Il corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia prevede 360 Crediti Formativi Universitari (CFU) complessivi, articolati su sei anni di corso, di cui almeno 60 da acquisire in attività formative pratiche volte alla maturazione di specifiche capacità professionali (CFU professionalizzanti). Il corso è organizzato in 12 semestri e non più di 36 corsi integrati; a questi sono assegnati specifici CFU dal Consiglio della struttura didattica in osservanza a quanto previsto nella tabella delle attività formative indispensabili.
Ad ogni CFU corrisponde un impegno-studente di 25 ore.
1 CFU corrisponde a 12,5 ore di lezione, oppure a 12,5 ore di laboratorio o esercitazione guidata, oppure a 25 ore di formazione professionalizzante (con guida del docente su piccoli gruppi) o di studio assistito (esercitazione autonoma di studenti in aula/laboratorio, con assistenza didattica), o per le attività a scelta dello studente e per la prova finale.
La missione specifica del corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia è di tipo biomedico-psicosociale e finalizzata allo sviluppo della “competenza professionale” e dei “valori della professionalità”. Essa è fondata sull'importanza dell'integrazione del paradigma biomedico del “curare la malattia” con il paradigma psico-sociale del “prendersi cura dell'essere umano”, nella prospettiva teorica del meta-paradigma della complessità.
Tale missione specifica è pertanto volta a formare un medico, ad un livello professionale iniziale, che possieda:
• una visione multidisciplinare, interprofessionale ed integrata dei problemi più comuni della salute e della malattia;
• una educazione orientata alla prevenzione della malattia ed alla promozione della salute nell'ambito della comunità e del territorio;
• una profonda conoscenza delle nuove esigenze di cura e di salute, incentrate non soltanto sulla malattia, ma, soprattutto, sulla persona malata, considerata nella sua globalità di soma e psiche, nella sua specificità di genere e di popolazione, e inserita in uno specifico contesto sociale;
Il metodo didattico adottato, utile al raggiungimento delle caratteristiche qualificanti attese, prevede l'integrazione orizzontale (tra discipline diverse nello stesso semestre o anno) e verticale (per argomenti analoghi o complementari lungo più anni di corso) dei saperi, un metodo di insegnamento basato su una solida base culturale e metodologica conseguita nello studio delle discipline pre-cliniche e in seguito prevalentemente centrato sulla capacità di risolvere problemi e prendere decisioni, sul contatto precoce con il paziente, sull' acquisizione di una buona abilità sia clinica che nel rapporto umano con il paziente.
I contenuti specifici dei corsi e degli obiettivi formativi sono derivati dai compiti che la società affida alla professione medica rispondenti a un bisogno di salute e coincidenti con le conoscenze e le abilità irrinunciabili, necessarie all’esercizio professionale, identificate da un “core curriculum” condiviso. I crediti professionalizzanti e le attività formative pratiche devono assicurare l’acquisizione di una serie di abilità irrinunciabili anch’esse identificate dal “core curriculum”.
Nel progetto didattico del Corso di Laurea Magistrale viene proposto il giusto equilibrio d'integrazione verticale e orizzontale tra:
a) Le scienze di base, che debbono essere ampie e prevedere la conoscenza della biologia evoluzionistica, della biologia molecolare e della genetica e della complessità biologica finalizzata alla conoscenza della struttura e funzione dell'organismo umano in condizioni normali, ai fini del mantenimento delle condizioni di salute ed alla corretta applicazione della ricerca scientifica traslazionale;
b) La conoscenza dei processi morbosi e dei meccanismi che li provocano, anche al fine di impostare la prevenzione, la diagnosi e la terapia;
c) La pratica medica clinica e le sue basi metodologiche, che deve essere particolarmente solida, attraverso un ampio utilizzo della didattica di tipo tutoriale, capace di trasformare la conoscenza teorica in vissuto personale in modo tale da costruire la propria scala di valori e interessi, e ad acquisire le competenze professionali utili a saper gestire la complessità della medicina;
d) Le scienze umane, che debbono costituire un bagaglio utile a raggiungere la consapevolezza dell'essere medico e dei valori profondi della professionalità del medico, in rapporto con quelli del paziente e della società;
e) L'acquisizione della metodologia scientifica, medica, clinica e professionale rivolta ai problemi di salute del singolo e della comunità, con la doverosa attenzione alle differenze di popolazione e di sesso/genere.
L’avvenuta acquisizione degli obiettivi formativi avviene attraverso prove di valutazione riproducibili, basate su elementi oggettivi, non influenzate da fattori estranei (affidabilità) e leali (rispettose del patto formativo tra docente e discente) utilizzando metodologie valide e adatte alla dimensione da verificare sia in termini di conoscenze che di abilità e competenze.
I risultati di apprendimento attesi sono qui definiti integrando i Descrittori europei (5 descrittori di Dublino) con quanto proposto dall' Institute for International Medical Education (IIME), Task Force for Assessment, e da “The TUNING Project (Medicine) – Learning Outcomes/Competences for Undergraduate Medical Education in Europe”.
Di seguito sono riportati gli obiettivi di apprendimento per i Corsi di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia e attribuiti alle diverse abilità metodologiche previste dal DM 16/03/2007, art. 3 comma 7 richieste per tale Laureato. Gli obiettivi sono inoltre coerenti con quanto indicato dal “Core curriculum per la Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia” proposto dalla Conferenza Permanente dei Presidenti dei CdLM italiani (consultabili sul sito internet: http://presidenti-medicina.it/core-curriculum/).
Risultati di apprendimento attesi, espressi tramite i Descrittori europei del titolo di studio (DM 16/03/2007, art. 3, comma 7)
Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding)
I laureati devono avere conoscenze e capacità di comprensione tali da saper descrivere e correlare fra di loro gli aspetti fondamentali della struttura bio-molecolare, macro e microscopica, delle funzioni e dei processi patologici, nonché dei principali quadri di malattia dell'essere umano. Devono dimostrare comprensione dei principi e capacità di argomentazione quanto alla natura sociale ed economica nonchè ai fondamenti etici dell'agire umano e professionale in relazione ai temi della salute e della malattia.
A tale proposito, i laureati saranno in grado di:
1) correlare la struttura e la funzionalità normale dell'organismo come complesso di sistemi biologici in continuo adattamento, interpretando le anomalie morfo-funzionali che si riscontrano nelle diverse malattie.
2) individuare il comportamento umano normale e anormale, essendo in grado di indicare i determinanti e i principali fattori di rischio della salute e della malattia e dell'interazione tra l'essere umano ed il suo ambiente fisico e sociale, con attenzione alle differenze di sesso/genere e di popolazione.
3) descrivere i fondamentali meccanismi molecolari, cellulari, biochimici e fisiologici che mantengono l'omeostasi dell'organismo, sapendo descrivere il ciclo vitale dell'essere umano e gli effetti della crescita, dello sviluppo e dell'invecchiamento sull'individuo, sulla famiglia e sulla comunità, con attenzione alle differenze di sesso/genere e di popolazione.
4) illustrare l'origine e la storia naturale delle malattie acute e croniche, avendo le conoscenze essenziali relative alla patologia, alla fisiopatologia, all'epidemiologia, all'economia sanitaria e ai principi del management della salute. Essi avranno anche una buona comprensione dei meccanismi che determinano l'equità all'accesso delle cure sanitarie, l'efficacia e la qualità delle cure stesse, in relazione anche alle differenze di sesso/genere esistenti.
5) interpretare i bisogni globali dei pazienti, e dei loro familiari, in ottica biopsicosociale in qualsiasi fase del percorso di una malattia, dalla diagnosi alle fasi di inguaribilità e terminalità quando esse avvengono, attraverso una comunicazione competente ed un approccio interdisciplinare che tengano conto dei fattori culturali, psicologici, spirituali e non esclusivamente dei bisogni somatici che modulano i rapporti tra paziente, famiglia e malattia. Saper discutere la globalità dei problemi clinici e affrontare l'iter diagnostico terapeutico considerando la centralità del paziente e la conoscenza della terapia del dolore, anche in considerazione della medicina basata sull’evidenza.
6) correlare i principi dell'azione dei farmaci con le loro indicazioni, ponendo attenzione alle differenze di sesso/genere e di popolazione, e descrivere i principali interventi di diagnostica strumentale, terapeutici chirurgici e fisici, psicologici, sociali e di altro genere, nella malattia acuta e cronica, nella riabilitazione, nella prevenzione e nelle cure di fine vita.
7) elencare e discutere i principali determinanti della salute e della malattia, quali lo stile di vita, i fattori genetici, demografici, ambientali, socio-economici, psicologici e culturali nel complesso della popolazione. Tali conoscenze saranno correlate allo stato della salute internazionale ed all'impatto su di essa della globalizzazione.
8) discutere gli elementi essenziali della professionalità, compresi i principi morali ed etici e le responsabilità legali che sono alla base della professione.
Il raggiungimento di questi obiettivi avverrà attraverso la frequenza alle attività formative di base, caratterizzanti e affini, organizzate in "corsi integrati specifici", tali da garantire la visione unitaria e interdisciplinare degli obiettivi didattici stessi.
I principi generali dell’organizzazione didattica dei corsi integrati si ispirano alle teorie educazionali FAIR (Feedback, Activity, Individualization, Relevance). Questi prevedono frequenti riscontri sul raggiungimento degli obiettivi da parte degli studenti, la centralità dello studente all’interno del processo formativo, la personalizzazione sui tempi richiesti dai singoli studenti, attenzione alla rilevanza degli obiettivi formativi proposti, che fanno riferimento al core curriculum nazionale.
Le forme didattiche previste comprendono lezioni frontali, conferenze, seminari, gruppi di discussione, journal club. Il processo d'insegnamento/apprendimento utilizza inoltre ampiamente la didattica tutoriale in piccoli gruppi, con docenti-tutori che collaborano al processo formativo dello studente con funzioni di facilitazione all'apprendimento (tutori di area) e di supporto personale agli studenti (tutori personali). E’ fortemente incoraggiato l’uso di metodiche didattiche innovative quali la flipped classroom, il trigger clinico, il problem oriented learning, l'experiencial learning, il problem setting, il problem solving, il decision making, il role-playing.
Particolare attenzione viene data anche ai temi della ricerca scientifica, incoraggiando: 1) il coinvolgimento nella pianificazione di una ricerca di base nei primi tre anni di corso, 2) la partecipazione a programmi di ricerca nel periodo di internato ai fini della preparazione della tesi di laurea.
Particolare attenzione è data alle scienze umane attraverso la presenza di corsi integrati e moduli verticali (metodologia medico-scientifica e scienze umane) che accompagnano gli studenti dal primo all’ultimo anno di corso. Per questo livello di Dublino sarà importante soprattutto l’acquisizione dei presupposti teorici e conoscitivi di base.
Come regola generale valida per tutti i corsi integrati, le valutazioni certificative si baseranno su prove scritte e/o prove orali. La valutazione degli studenti avverrà anche attraverso verifiche formative in itinere (prove di autovalutazione e colloqui intermedi), relazioni scritte degli studenti su temi assegnati, scritti riflessivi ed attraverso la valutazione del profilo complessivo elaborato in base a criteri predefiniti (portfolio). Le prove d'esame potranno essere articolate- oltre che nelle tradizionali modalità dell'esame orale o scritto- anche in una sequenza di items utili a verificare le conoscenze acquisite come i test a scelta multipla o le risposte brevi scritte.
Le prove certificative, che concorrono a comporre i singoli esami, verranno scelte in base a criteri di obiettività e pertinenza con gli obiettivi di apprendimento e saranno soprattutto tese alla valutazione delle competenze conoscitive e interpretative acquisite dallo studente.
Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding)
I laureati devono essere capaci di applicare le loro conoscenze alla comprensione e risoluzione dei problemi di salute dei singoli, con attenzione alla specificità di genere, dei gruppi e delle popolazioni, attinenti anche a tematiche nuove, inserite in contesti ampi e interdisciplinari. Le competenze cliniche devono essere rivolte ad affrontare la complessità dei problemi di salute della popolazione, dei gruppi sociali e del singolo paziente, complessità che si caratterizza nelle dimensioni anagrafiche, di pluri-patologia e di intreccio fra determinanti biologici, socio-culturali e genere specifici.
A tali fini, i laureati saranno in grado di:
1) raccogliere correttamente una storia clinica, completa degli aspetti sociali, ed effettuare un esame dello stato fisico e mentale. Essi sapranno applicare i principi del ragionamento clinico, sapendo eseguire le procedure diagnostiche e tecniche di base, analizzarne ed interpretarne i risultati, allo scopo di definire correttamente la natura di un problema, applicando correttamente le strategie diagnostiche e terapeutiche adeguate anche in base alle conoscenze acquisite dalla medicina di genere, e, più specificamente, dalla medicina di precisione.
2) stabilire le diagnosi e le terapie nel singolo paziente, anche in considerazione delle differenze genere specifiche e secondo i principi della medicina di precisione, riconoscendo ogni condizione che ne metta in pericolo imminente la vita, sapendo gestire correttamente e in autonomia le urgenze mediche più comuni.
3) curare le malattie e prendersi cura dei pazienti in maniera efficace, efficiente ed etica, promuovendo la salute ed evitando la malattia, ottemperando all'obbligo morale di fornire cure mediche nelle fasi terminali della vita, comprese le terapie palliative dei sintomi e del dolore e della sofferenza esistenziale, in un’ottica biopsicosociale e centrata sulla persona. Essere consapevoli del limite delle cure, soprattutto nelle malattie croniche degenerative inguaribili o nelle patologie dell’anziano, in modo che anche i programmi di terapia palliativa possano essere attivati in un tempo anticipato rispetto alla terminalità.
4) intraprendere adeguate azioni preventive e protettive nei confronti delle malattie, mantenendo e promuovendo la salute del singolo individuo, della famiglia e della comunità. Essi faranno riferimento all'organizzazione di base dei sistemi sanitari, che include le politiche, l'organizzazione, il finanziamento, le misure restrittive sui costi e i principi di management efficiente nella corretta erogazione delle cure sanitarie. Saranno pertanto in grado di usare correttamente, nelle decisioni sulla salute, i dati di sorveglianza locali, regionali e nazionali della demografia e dell'epidemiologia.
5) rispettare i valori professionali che includono eccellenza, altruismo, responsabilità, compassione, empatia, attendibilità, onestà e integrità, e l'impegno a seguire metodi scientifici, mantenendo buone relazioni con il paziente e la sua famiglia, a salvaguardia del benessere, della diversità culturale e dell'autonomia del paziente stesso.
6) applicare correttamente i principi del ragionamento morale e adottare le giuste decisioni riguardo ai possibili conflitti nei valori etici, legali e professionali, compresi quelli che possono emergere dal disagio economico, dalle differenze etniche o genere specifiche, dalla commercializzazione delle cure della salute e dalle nuove scoperte scientifiche. Essi rispetteranno i colleghi e gli altri professionisti della salute, dimostrando la capacità di instaurare rapporti di collaborazione con loro.
Il raggiungimento di questi obiettivi avverrà attraverso la frequenza alle attività formative di base, caratterizzanti e affini, organizzate in "corsi integrati specifici", tali da garantire la visione unitaria e interdisciplinare degli obiettivi didattici stessi.
I principi generali dell’organizzazione didattica dei corsi integrati si ispirano alle teorie educazionali FAIR (Feedback, Activity, Individualization, Relevance). Questi prevedono frequenti riscontri sul raggiungimento degli obiettivi da parte degli studenti, la centralità dello studente all’interno del processo formativo, la personalizzazione sui tempi richiesti dai singoli studenti, attenzione alla rilevanza degli obiettivi formativi proposti, che fanno riferimento al core curriculum nazionale.
Le forme didattiche previste comprendono lezioni frontali, conferenze, seminari, gruppi di discussione, journal club. Il processo d'insegnamento/apprendimento utilizza inoltre ampiamente la didattica tutoriale in piccoli gruppi, con docenti-tutori che collaborano al processo formativo dello studente con funzioni di facilitazione all'apprendimento (tutori di area) e di supporto personale agli studenti (tutori personali). E’ fortemente incoraggiato l’uso di metodiche didattiche innovative quali la flipped classroom, il trigger clinico, il problem oriented learning, l'experiencial learning, il problem setting, il problem solving, il decision making, il role-playing.
Particolare attenzione viene data all'acquisizione delle abilità pratiche, tramite: 1) l'apprendimento delle basi semeiologiche delle scienze cliniche al letto del malato e nei laboratori di simulazione nel periodo intermedio (tirocinio organizzato come attività guidata tutoriale dal I al III anno di corso), 2) la frequenza dei Reparti di degenza e degli ambulatori universitari (tirocinio clinico-clinical clerkship - dal IV al VI anno di corso) e territoriali, come quelli dei Medici di Medicina Generale e altre strutture del territorio (dal IV al VI anno di corso), per il completamento del tirocinio clinico negli ultimi anni del corso e il periodo d'internato ai fini della preparazione della tesi di laurea.
Particolare attenzione viene data anche ai temi della ricerca scientifica, incoraggiando: 1) il coinvolgimento nella pianificazione di una ricerca di tipo traslazionale, 2) la partecipazione a programmi di ricerca nel periodo di internato ai fini della preparazione della tesi di laurea.
Particolare attenzione è data inoltre alle scienze umane attraverso la presenza di corsi integrati e moduli verticali (metodologia medico-scientifica e scienze umane) che accompagnano gli studenti dal primo all’ultimo anno di corso. Per questo livello di Dublino sono pertinenti soprattutto le attività indirizzate alla metodologia d’indagine, di pensiero critico, di ragionamento.
Come regola generale valida per tutti i corsi integrati, le valutazioni certificative si baseranno su prove scritte e/o prove orali. La valutazione degli studenti avverrà anche attraverso verifiche formative in itinere (prove di autovalutazione e colloqui intermedi), relazioni scritte degli studenti su temi assegnati, scritti riflessivi ed attraverso la valutazione del profilo complessivo elaborato in base a criteri predefiniti (portfolio). Le prove d'esame potranno essere articolate- oltre che nelle tradizionali modalità dell'esame orale o scritto- anche in una sequenza di items utili a verificare le conoscenze acquisite come i test a scelta multipla o le risposte brevi scritte, organizzati su problemi o casi clinici a carattere interdisciplinare (progress test), seguiti da esami utili ad accertare le competenze cliniche acquisite. Questi ultimi potranno avvenire attraverso l’uso di simulatori, di pazienti simulati e pazienti reali. Sono fortemente incoraggiati l’uso di metodologie quali l’esame clinico strutturato (Objective Structured Clinical Examination – OCSE), il Mini-CEX (Mini Clinical Evaluation Exercise), la discussione di casi clinici (Case-based Discussion – CbD).
Le prove certificative, che concorrono a comporre i singoli esami, verranno scelte in base a criteri di obiettività e pertinenza con gli obiettivi di apprendimento e saranno particolarmente tese alla valutazione delle competenze interpretative e operative acquisite dallo studente.
Autonomia di giudizio (making judgements)
I laureati devono avere la capacità di integrare le conoscenze e gestire la complessità, nonché di formulare giudizi sulla base di informazioni limitate o incomplete, includendo la riflessione sulle responsabilità sociali ed etiche collegate all'applicazione delle loro conoscenze e giudizi.
A tale fine, i laureati saranno in grado di:
1) dimostrare, nello svolgimento delle attività professionali, un approccio critico, uno scetticismo costruttivo ed un atteggiamento creativo orientato alla ricerca. Essi sapranno tenere in considerazione l'importanza e le limitazioni del pensiero scientifico basato sull'informazione, ottenuta da diverse risorse, per stabilire la causa, il trattamento e la prevenzione delle malattie.
2) formulare giudizi personali per risolvere i problemi analitici e complessi e ricercare autonomamente l'informazione scientifica, senza aspettare che essa sia loro fornita, utilizzando le basi dell'evidenza scientifica.
3) formulare ipotesi, raccogliere e valutare in maniera critica i dati, per risolvere i problemi, nella consapevolezza del ruolo che hanno la complessità, l'incertezza e la probabilità nelle decisioni prese durante la pratica medica. Saranno in grado di programmare in maniera efficace e gestire in modo efficiente il proprio tempo e le proprie attività per fare fronte alle condizioni di incertezza, ed esercitare la capacità di adattarsi ai cambiamenti.
4) esercitare la responsabilità personale nel prendersi cura dei singoli pazienti, nel rispetto del codice deontologico della professione medica.
5) esercitare il pensiero riflessivo sulla propria attività professionale quanto alla relazione coi pazienti e con gli altri operatori, ai metodi impiegati, ai risultati ottenuti, ai vissuti personali ed emotivi.
Il raggiungimento di questi obiettivi avverrà attraverso la frequenza alle attività formative di base, caratterizzanti e affini, organizzate in "corsi integrati specifici", tali da garantire la visione unitaria e interdisciplinare degli obiettivi didattici stessi.
I principi generali dell’organizzazione didattica dei corsi integrati si ispirano alle teorie educazionali FAIR (Feedback, Activity, Individualization, Relevance). Questi prevedono frequenti riscontri sul raggiungimento degli obiettivi da parte degli studenti, la centralità dello studente all’interno del processo formativo, la personalizzazione sui tempi richiesti dai singoli studenti, attenzione alla rilevanza degli obiettivi formativi proposti, che fanno riferimento al core curriculum nazionale.
Le forme didattiche previste comprendono lezioni frontali, conferenze, seminari, gruppi di discussione, journal club. Il processo d'insegnamento/apprendimento utilizza inoltre ampiamente la didattica tutoriale in piccoli gruppi, con docenti-tutori che collaborano al processo formativo dello studente con funzioni di facilitazione all'apprendimento (tutori di area) e di supporto personale agli studenti (tutori personali). E’ fortemente incoraggiato l’uso di metodiche didattiche innovative quali la flipped classroom, il trigger clinico, il problem oriented learning, l'experiencial learning, il problem solving, il problem setting, il decision making, il role-playing.
Per questo livello, la frequenza dei Reparti di degenza e degli ambulatori universitari (tirocinio clinico-clinical clerkship - dal IV al VI anno di corso) e territoriali, come quelli dei Medici di Medicina Generale e altre strutture del territorio (dal IV al VI anno di corso), per il completamento del tirocinio clinico negli ultimi anni del corso e il periodo d'internato ai fini della preparazione della tesi di laurea rappresentano il contesto ideale per la messa alla prova delle capacità di giudizio. Sono strumenti essenziali in questa fase una tutorship attiva e l’uso del portfolio di scritti riflessivi.
Particolare attenzione è data alle scienze umane attraverso la presenza di corsi integrati e moduli verticali (metodologia medico-scientifica e scienze umane) che accompagnano gli studenti dal primo all’ultimo anno di corso. In questo livello sono particolarmente significative le attività di tipo riflessivo e critico.
Come regola generale valida per tutti i corsi integrati, le valutazioni certificative si baseranno su prove scritte e/o prove orali. La valutazione degli studenti avverrà anche attraverso verifiche formative in itinere (prove di autovalutazione e colloqui intermedi), relazioni scritte degli studenti su temi assegnati, scritti riflessivi ed attraverso la valutazione del profilo complessivo elaborato in base a criteri predefiniti (portfolio). Le prove d'esame potranno essere articolate- oltre che nelle tradizionali modalità dell'esame orale o scritto- anche in una sequenza di items utili a verificare le conoscenze acquisite come i test a scelta multipla o le risposte brevi scritte, organizzati su problemi o casi clinici a carattere interdisciplinare (progress test), seguiti da esami utili ad accertare le competenze cliniche acquisite. Questi ultimi potranno avvenire attraverso l’uso di simulatori, di pazienti simulati e pazienti reali. Sono fortemente incoraggiati l’uso di metodologie quali l’esame clinico strutturato (Objective Structured Clinical Examination – OCSE), il Mini-CEX (Mini Clinical Evaluation Exercise), la discussione di casi clinici (Case-based Discussion – CbD).
Anche per questo descrittore, le prove certificative, che concorrono a comporre i singoli esami, verranno scelte in base a criteri di obiettività e pertinenza con gli obiettivi di apprendimento e saranno particolarmente tese alla valutazione delle competenze cliniche e operative acquisite dallo studente.
Abilità comunicative (communication skills)
I laureati devono saper comunicare in modo chiaro e privo di ambiguità le loro conclusioni, le conoscenze e la ratio ad esse sottese a interlocutori specialisti e non specialisti, nonché, con le modalità richieste dalle circostanze, ai propri pazienti.
A tale scopo, i laureati saranno in grado di:
1) ascoltare attentamente per estrarre e sintetizzare l'informazione rilevante su tutte le problematiche, comprendendone i loro contenuti, ed esercitando le capacità comunicative per facilitare la comprensione con i pazienti e i loro parenti, rendendoli capaci di condividere le decisioni come partners alla pari.
2) dimostrare attitudine e capacità di lavoro di gruppo tra studenti, anche inter-professionale.
3) dimostrare una buona sensibilità verso i fattori culturali e personali che migliorano le interazioni con i pazienti e con la comunità.
4) dimostrare in una simulazione come affrontare le situazioni critiche sul piano comunicativo, come la comunicazione di diagnosi gravi, il colloquio su temi sensibili relativi alla vita sessuale e riproduttiva, sulle decisioni di fine vita.
Il raggiungimento di questi obiettivi avverrà attraverso la frequenza alle attività formative di base, caratterizzanti e affini, organizzate in "corsi integrati specifici", tali da garantire la visione unitaria e interdisciplinare degli obiettivi didattici stessi.
I principi generali dell’organizzazione didattica dei corsi integrati si ispirano alle teorie educazionali FAIR (Feedback, Activity, Individualization, Relevance). Questi prevedono frequenti riscontri sul raggiungimento degli obiettivi da parte degli studenti, la centralità dello studente all’interno del processo formativo, la personalizzazione sui tempi richiesti dai singoli studenti, attenzione alla rilevanza degli obiettivi formativi proposti, che fanno riferimento al core curriculum nazionale.
Le forme didattiche previste comprendono lezioni frontali, conferenze, seminari, gruppi di discussione, journal club. Il processo d'insegnamento/apprendimento utilizza inoltre ampiamente la didattica tutoriale in piccoli gruppi, con docenti-tutori che collaborano al processo formativo dello studente con funzioni di facilitazione all'apprendimento (tutori di area) e di supporto personale agli studenti (tutori personali). E’ fortemente incoraggiato l’uso di metodiche didattiche innovative quali la flipped classroom, il trigger clinico, il problem oriented learning, l'experiencial learning, il problem solving, il problem setting, il decision making, il role-playing.
Particolare attenzione viene data all'acquisizione delle abilità pratiche, tramite il laboratorio didattico e le tecnologie dell’Informazione e Comunicazione per la simulazione in virtuale. La frequenza dei Reparti di degenza e degli ambulatori universitari (tirocinio clinico-clinical clerkship - dal IV al VI anno di corso) e territoriali, come quelli dei Medici di Medicina Generale e altre strutture del territorio (dal IV al VI anno di corso), per il completamento del tirocinio clinico negli ultimi anni del corso e il periodo d'internato ai fini della preparazione della tesi di laurea rappresentano il contesto ideale per mettere alla prova le abilità di comunicazione.
Il ruolo delle scienze umane in questo livello è quasi preponderante, concorrendo a formare non tanto le abilità tecniche di comunicazione, ma l’indispensabile substrato umano indispensabile per una relazione terapeutica autentica. Per questo descrittore è fatto uso delle metodologie didattiche proprie della medicina narrativa.
Come regola generale valida per tutti i corsi integrati, le valutazioni certificative si baseranno su prove scritte e/o prove orali. La valutazione degli studenti avverrà anche attraverso verifiche formative in itinere (prove di autovalutazione e colloqui intermedi), relazioni scritte degli studenti su temi assegnati, scritti riflessivi ed attraverso la valutazione del profilo complessivo elaborato in base a criteri predefiniti (portfolio). Gli esami potranno avvenire attraverso l’uso di simulatori, di pazienti simulati e pazienti reali. Sono fortemente incoraggiati l’uso di metodologie quali l’esame clinico strutturato (Objective Structured Clinical Examination – OCSE), il Mini-CEX (Mini Clinical Evaluation Exercise).
Le prove certificative, che concorrono a comporre i singoli esami, verranno scelte in base a criteri di obiettività e pertinenza con gli obiettivi di apprendimento propri del descrittore di Dublino e saranno particolarmente tese alla valutazione delle competenze cliniche e relazionali acquisite dallo studente.
Capacità di apprendimento (learning skills)
I laureati devono aver sviluppato quelle capacità di apprendimento che consentano di continuare a studiare per lo più in modo auto diretto e autonomo.
A tale fine, i laureati:
1) saranno in grado di raccogliere, organizzare ed interpretare criticamente le nuove conoscenze scientifiche e l'informazione sanitaria/biomedica dalle diverse risorse e dai database disponibili.
2) sapranno ottenere le informazioni specifiche sul paziente dai sistemi di gestione di dati clinici, utilizzando la tecnologia associata all'informazione e alle comunicazioni come valido supporto alle pratiche diagnostiche, terapeutiche e preventive e per la sorveglianza ed il monitoraggio dello stato di salute, comprendendone l'applicazione e anche le limitazioni della tecnologia dell'informazione.
3) sapranno individuare i propri bisogni di formazione, anche a partire da attività di audit della propria carriera studentesca, e progettare percorsi di auto-formazione.
Il raggiungimento di questi obiettivi avverrà attraverso la frequenza alle attività formative di base, caratterizzanti e affini, organizzate in "corsi integrati specifici", tali da garantire la visione unitaria e interdisciplinare degli obiettivi didattici stessi.
I principi generali dell’organizzazione didattica dei corsi integrati si ispirano alle teorie educazionali FAIR (Feedback, Activity, Individualization, Relevance). Questi prevedono frequenti riscontri sul raggiungimento degli obiettivi da parte degli studenti, la centralità dello studente all’interno del processo formativo, la personalizzazione sui tempi richiesti dai singoli studenti, attenzione alla rilevanza degli obiettivi formativi proposti, che fanno riferimento al core curriculum nazionale.
Le forme didattiche previste comprendono lezioni frontali, conferenze, seminari, gruppi di discussione, journal club. Il processo d'insegnamento/apprendimento utilizza inoltre ampiamente la didattica tutoriale in piccoli gruppi, con docenti tutori che collaborano al processo formativo dello studente con funzioni di facilitazione all'apprendimento (tutori di area) e di supporto personale agli studenti (tutori personali). E’ fortemente incoraggiato l’uso di metodiche didattiche innovative quali la flipped classroom, il trigger clinico, il problem oriented learning, l'experiencial learning, il problem solving, il problem setting, il decision making, il role-playing.
Particolare attenzione viene data alle attività di gruppo e nei laboratori di simulazione, nonché alla frequenza dei Reparti di degenza e degli ambulatori universitari (tirocinio clinico-clinical clerkship - dal IV al VI anno di corso) e territoriali, come quelli dei Medici di Medicina Generale e altre strutture del territorio (dal IV al VI anno di corso), per il completamento del tirocinio clinico negli ultimi anni del corso e il periodo d'internato ai fini della preparazione della tesi di laurea.
Come regola generale valida per tutti i corsi integrati, le valutazioni certificative si baseranno su prove scritte e/o prove orali. La valutazione degli studenti avverrà anche attraverso verifiche formative in itinere (prove di autovalutazione e colloqui intermedi), relazioni scritte degli studenti su temi assegnati, scritti riflessivi ed attraverso la valutazione del profilo complessivo elaborato in base a criteri predefiniti (portfolio). Per gli esami sono fortemente incoraggiati l’uso di metodologie quali l’esame clinico strutturato (Objective Structured Clinical Examination – OCSE), il Mini-CEX (Mini Clinical Evaluation Exercise).
Anche per questo descrittore, le prove certificative, che concorrono a comporre i singoli esami, verranno scelte in base a criteri di obiettività e pertinenza con gli obiettivi di apprendimento e saranno particolarmente tese alla valutazione delle competenze operative e cliniche acquisite dallo studente.
D) IL MODELLO BIOMEDICO-PSICOSOCIALE
La missione del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico si identifica con la formazione di un medico a livello professionale iniziale con una cultura biomedico-psico-sociale, che possieda una visione multidisciplinare ed integrata dei problemi più comuni della salute e della malattia, con un'educazione orientata alla comunità, al territorio e fondamentalmente alla prevenzione della malattia ed alla promozione della salute, e con una cultura umanistica nei suoi risvolti di interesse medico; tale missione specifica risponde in maniera più adeguata alle nuove esigenze di cura e salute, in quanto centrata non soltanto sulla malattia, ma soprattutto sull’uomo ammalato, considerato nella sua globalità di soma e psiche ed inserito nel contesto sociale.
La formazione medica così orientata è inoltre vista come il primo segmento di un'educazione che deve durare nel tempo, ed in quest’ottica sono state calibrate le conoscenze che lo studente deve acquisire in questa fase, dando giusta importanza all’autoapprendimento, alle esperienze non solo in Ospedale ma anche nel territorio, all’epidemiologia, per lo sviluppo del ragionamento clinico, del ragionamento scientifico e della cultura della prevenzione.
Il profilo biomedico-psico-sociale è stato attivato dal 1999, nella ferma convinzione che tale modello pedagogico formativo potesse contribuire al superamento della dicotomia tra i due paradigmi formativi (profilo bio-medico e profilo bio-psico-sociale) ancora oggi ampiamente diffusi ed impropriamente ritenuti in opposizione. L’organizzazione didattica, ampiamente sperimentata, ha coniugato infatti i due modelli, quello bio-psico-sociale, legato soprattutto agli elementi di natura affettivo/simbolica del singolo malato ed ai principi della medicina olistica, con il modello bio-medico legato ai metodi scientifici della conoscenza della natura, al metodo sperimentale ed all’approccio quantitativo e riduzionista. Questi due paradigmi sono stati integrati e convivono nel nostro modello definito biomedico-psico-sociale, fondato sull’importanza dei concetti di “cura”, “prendersi cura” e “complessità”. Altri principi fondanti sono quelli della libertà, della responsabilità, della intersoggettività e della dialogicità.
Le caratteristiche qualificanti del medico che si intende formare comprendono:
1) Buona capacità al contatto umano (communication skills);
2) Capacità di autoapprendimento e di autovalutazione (continuing education);
3) Abilità ad analizzare e risolvere in piena autonomia i problemi connessi con la pratica medica insieme ad una buona pratica clinica basata sulle evidenze scientifiche (evidence based medicine);
4) Abitudine all’aggiornamento costante delle conoscenze e delle abilità, ed il possesso delle basi metodologiche e culturali atte all’acquisizione autonoma ed alla valutazione critica delle nuove conoscenze ed abilità (continuing professional development);
5) Buona pratica di lavoro interdisciplinare ed interprofessionale (interprofessional education);
6) Conoscenza approfondita dei fondamenti metodologici necessari per un corretto approccio alla ricerca scientifica in campo medico, insieme all’uso autonomo delle tecnologie informatiche indispensabili nella pratica clinica.
E) IL PROGETTO DIDATTICO SPECIFICO, IL METODO DI INSEGNAMENTO
Le parole chiave del metodo didattico adottato, utili al raggiungimento delle caratteristiche qualificanti attese, prevedono l’integrazione orizzontale e verticale dei saperi, un metodo di insegnamento basato su una solida base culturale e metodologica conseguita nello studio delle discipline pre-cliniche e in seguito prevalentemente centrato sulla capacità di affrontare problemi (problem oriented learning), il contatto precoce con il paziente, una buona acquisizione dell’abilità clinica insieme ad una buona acquisizione dell’abilità al contatto umano.
E’ stata quindi pianificata un’organizzazione didattica fortemente integrata, flessibile e modificabile, vero e proprio laboratorio di sperimentazione scientifica, con l’intenzione di promuovere negli studenti la capacità di acquisire conoscenze non in modo frammentario bensì integrato, e di mantenerle vive non solo a breve ma anche a più lungo termine. Lo studente è quindi considerato perno del processo formativo, sia nella progettazione didattica che nel miglioramento dell’intero curriculum, allo scopo di potenziarne l’autonomia d’iniziativa.
Una solida base di conoscenza clinica è inoltre assicurata allo studente attraverso l’organizzazione di tirocini certificati basati sulla didattica tutoriale, insieme con una forte comprensione del metodo medico-scientifico e delle scienze umane; nella consapevolezza che una vera competenza professionale si raggiunge solo dopo una lunga consuetudine al contatto col paziente, che viene promossa sin dal primo anno di corso ed integrata alle scienze di base e cliniche, lungo tutto il loro percorso formativo attraverso un ampio utilizzo delle attività tutoriali.
Nel progetto didattico di un corso di laurea magistrale così concepito e strutturato, viene proposto il giusto equilibrio d’integrazione tra: 1) scienze di base, che debbono essere ampie e prevedere la conoscenza della biologia evoluzionistica e della complessità biologica finalizzata alla conoscenza della struttura e funzione dell’organismo umano in condizioni normali, ai fini del mantenimento delle condizioni di salute, 2) pratica medica clinica e metodologica, che deve essere particolarmente solida, attraverso un ampio utilizzo della didattica tutoriale capace di trasformare la conoscenza teorica in vissuto personale e di costruire la propria scala di valori e interessi, 3) scienze umane, che debbono costituire un bagaglio utile a raggiungere la consapevolezza dell’essere medico.
Molti dei contenuti essenziali del nostro Progetto Didattico, già attivato in tali modalità dall’anno accademico 1999-2000, anticipano e integrano le European specifications for global standards in medical education della World Federation on Medical Education in tema di standard internazionali di base e di sviluppo della qualità nel campo dell’educazione biomedica (WFME Office, University of Copenhagen, 2007).
Le caratteristiche peculiari del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia finalizzate al raggiungimento degli obiettivi generali, intermedi e specifici sono così sintetizzate:
1) Nell’ambito di quanto previsto dalla legislazione vigente, la programmazione degli obiettivi, dei programmi, e dell'insegnamento è multidisciplinare.
2) Il metodo d'insegnamento attuato è interattivo e multidisciplinare, con l'integrazione quotidiana di scienze di base e discipline cliniche ed un precoce coinvolgimento clinico degli studenti, che vengono subito orientati ad un corretto approccio con il paziente (sin dal I anno di corso, con l’anamnesi psico-sociale al letto del paziente, e nel II anno di corso con l’acquisizione delle tecniche di BLS, come tirocinio professionalizzante organizzato come attività guidata tutoriale con certificazione del livello di abilità nel I e II anno di corso). I problemi delle scienze di base e quelli d'ambito clinico sono quindi affrontati in tutti gli anni di corso (total integration model), anche se in proporzioni diverse, ma con una visione unitaria e fortemente integrata, anche attraverso l’uso di didattica a più voci e l’apprendimento basato sui problemi e sulla loro soluzione con l’assunzione di decisioni appropriate.
3) Scelta degli obiettivi specifici dei corsi di base fatta prioritariamente sulla rilevanza di ciascun obiettivo nel quadro della biologia umana, e sulla propedeuticità rispetto alle tematiche cliniche attuali o prevedibili, con particolare attenzione alla componente riguardante la metodologia scientifica.
4) Scelta degli obiettivi specifici dei corsi caratterizzanti fatta prioritariamente sulla base della prevalenza epidemiologica, dell’urgenza di intervento, della possibilità di intervento, della gravità e della esemplarità didattica. E’ prevista inoltre la valorizzazione della frequenza nei reparti ospedalieri e negli ambulatori delle strutture territoriali e la valorizzazione del rapporto con il paziente, anche sotto l’aspetto psicologico.
5) Il processo d’insegnamento si avvale, potenziandone l’uso, dei moderni strumenti didattici, costituiti dal sistema tutoriale, dal trigger clinico, dal problem oriented learning, dall’experiencial learning, dal problem solving, dal decision making, dalla metodologia della flipped-classroom e dall'ampio utilizzo di seminari e conferenze. E’ inoltre utilizzato lo strumento della “Medicina Narrativa”.
6) Sono utilizzati in maniera preponderante docenti tutori che collaborano al processo formativo dello studente con funzioni di facilitazione all’apprendimento (tutori di area) e di supporto (tutori personali) agli studenti.
7) Particolare attenzione è posta riguardo all’acquisizione delle abilità pratiche, tramite: a) il coinvolgimento nella pianificazione di una ricerca di base nei primi tre anni di corso, b) l'apprendimento delle basi semeiologiche delle scienze cliniche al letto del malato e nei laboratori (skill-lab e centro di simulazione) nel periodo intermedio (tirocinio organizzato come attività guidata tutoriale nel III anno di corso), c) la frequenza delle corsie e degli ambulatori universitari (tirocinio clinico- clinical clerkship – dal IV al VI anno di corso) e territoriali, come quelli dei Medici di Medicina Generale (dal IV al VI anno di corso), per il completamento del tirocinio clinico negli ultimi anni del corso e il periodo d’internato ai fini della preparazione della tesi di laurea, d) partecipazione a programmi di ricerca nel periodo di internato ai fini della preparazione della tesi di laurea.
8) Particolare attenzione è data all'apprendimento della Lingua Inglese.
9) Particolare attenzione è data alle metodologie informatiche e multimediali anche attraverso esperienze di e-learning, teledidattica e telemedicina, ed al corretto uso delle fonti bibliografiche.
10) Valorizzazione della Metodologia Clinica - Scienze Umane (Metodologie) attraverso corsi integrati che accompagnano lo studente lungo l’intero percorso formativo (I-VI anno). A tutti è nota l’importanza del metodo in medicina, sia per quanto riguarda la conoscenza della metodologia medica e delle sue regole secondo i principi della medicina basata sulle evidenze, sia per la metodologia clinica applicata al singolo malato. Questo corso integrato orienta subito gli studenti verso una formazione umanistica, che li accompagnerà nel processo formativo scientifico-professionale. Questa formazione consentirà loro di affinare le capacità ed acquisire i mezzi corretti ed innovativi del ragionamento clinico. Ciò avverrà attraverso le applicazioni della “medicina basata sulle evidenze”, dell’"insegnamento basato sull'evidenza" attraverso l’uso di “linee guida”, “mappe concettuali” ed “algoritmi”. Dovranno inoltre essere affrontati, nell’ambito di questo corso integrato, temi attinenti alla interdisciplinarietà e alla interprofessionalità, alla economia sanitaria, alla professionalità del medico, alla responsabilità sociale del medico, alla prospettiva sociale e di genere, ai rapporti con le cosiddette medicine complementari ed alternative, alla prevenzione, all’educazione del paziente cronico, alle patologie da dipendenza e alle cure palliative per i malati terminali. Alla graduale acquisizione del metodo è affiancata la formazione umanistica degli studenti. Essi possono in tal modo crescere dal punto di vista scientifico e sviluppare parimenti una maggiore sensibilità alle problematiche etiche e socio-economiche, che consenta di interagire con il paziente nella sua interezza di uomo ammalato, secondo la concezione della whole person medicine. In questo modo si risponde alla crescente esigenza di un riavvicinamento della figura del medico a quella dell'uomo malato, sempre più allontanati da una pratica medica univocamente tecnologica. In quest’ambito, si è cercato di utilizzare anche la cosiddetta medicina narrativa, unitamente a griglie di riflessione, e la tecnica del giuoco di ruolo come strumenti importanti nell’acquisizione di una competenza emotiva e professionale vera da parte dello studente (utilizzata dagli Psicologi e dagli Psichiatri nel corso di Metodologia e nel corso di Psichiatria).
11) La valutazione degli studenti avviene anche attraverso verifiche formative in itinere (prove di autovalutazione e colloqui intermedi), relazioni scritte degli studenti su temi assegnati (portfolio), ed attraverso la valutazione del profilo complessivo elaborato in base a criteri predefiniti. Le prove d’esame possono essere articolate- oltre che nelle tradizionali modalità dell’esame orale o scritto- anche in una sequenza di items utili a verificare le conoscenze acquisite (knows e knows how) come i test a scelta multipla o le risposte brevi scritte organizzati su problemi o casi clinici a carattere interdisciplinare, seguiti da esami utili ad accertare le competenze cliniche acquisite, tipo l’Objective Structured Clinical Examination (shows how) o tipo il mini-Clinical Evaluation Exercise, il Direct Observation of Procedural Skills e l’uso del Portfolio (does). Come regola generale valida per tutti i corsi integrati, le valutazioni formali si baseranno su prove scritte o prove orali. E’ utilizzato il Progress Test tipo Maastricht nella valutazione degli studenti, per valutare l’effettiva competenza raggiunta. Espletata la fase di sperimentazione, il Progress Test verrà utilizzato sistematicamente non solo come misura della competenza degli studenti, ma come efficiente strumento di feedback, di auto-valutazione continua e di confronto della preparazione degli studenti su scala nazionale.
F) DETTAGLIO DEI DESCRITTORI “CONOSCENZA E COMPRENSIONE” E “CAPACITA’ DI APPLICARE” IN QUATTRO AREE SPECIFICHE
SCIENZE DI BASE PRECLINICHE
Conoscenza e comprensione
Il laureato magistrale in medicina e chirurgia:
- Conosce i concetti fondamentali dell’applicazione del Metodo Scientifico allo studio dei fenomeni biomedici, sapendo utilizzare i principali strumenti statistici adeguati.
- Conosce i principi fondamentali della Fisica utili alla comprensione dei fenomeni biomedici ed i principi di funzionamento delle nuove metodologie diagnostiche, avendo la comprensione delle basi del funzionamento dei principali strumenti utilizzati nella pratica diagnostica e terapeutica.
- Comprende le caratteristiche generali delle reazioni chimiche e le proprietà chimiche dei costituenti della materia vivente e delle macromolecole biologiche. Conosce il meccanismo di azione degli enzimi, i fondamenti della bioenergetica cellulare, la struttura e i meccanismi di replicazione degli acidi nucleici e i meccanismi della sintesi proteica. Conosce le principali vie metaboliche, i meccanismi molecolari di regolazione dell’attività cellulare e i principi biochimici della nutrizione.
- Conosce l’organizzazione morfo-funzionale dei diversi tipi cellulari e dei tessuti umani. Sa comprendere gli aspetti funzionali fondamentali dell’organismo umano nei suoi diversi livelli di integrazione a complessità crescente, dal livello molecolare, a quello cellulare, di organo e di apparato.
- Sa comprendere la struttura e la funzione dei principali componenti della cellula, le basi molecolari dei processi cellulari e l’alterazione di questi come causa di condizioni patologiche; conosce il linguaggio e gli strumenti dell'analisi genetica (per studiare l'uomo come risultato del processo evolutivo e quindi come soggetto biologico adattato al suo ambiente) e la loro applicazione nella pratica medica.
- Conosce lo sviluppo dell’embrione umano e le sue principali alterazioni.
- Conosce l’organizzazione strutturale del corpo umano; comprende le principali applicazioni di carattere anatomo-clinico dell’organizzazione strutturale a livello macroscopico, microscopico ed ultrastrutturale collegando l’organizzazione strutturale e le funzioni corrispondenti. Conosce l’organizzazione morfo-funzionale degli apparati locomotore, cardiovascolare e linfatico, respiratorio, digerente, urogenitale, endocrino, tegumentario e degli organi di senso, nervoso centrale e periferico. Conosce le implicazioni morfologiche e di valutazione differenziale legate al sesso/genere.
- Conosce le modalità di funzionamento dei diversi organi del corpo umano; l’integrazione dinamica degli organi in apparati; i meccanismi generali di controllo funzionale in condizioni normali; i principali reperti funzionali nell’uomo sano; i principi delle applicazioni alla medicina della biofisica e delle tecnologie biomediche. Conosce le implicazioni funzionali e di valutazione differenziale legate al sesso/genere.
- Conosce le basi cellulari e molecolari della patogenicità microbica, le interazioni microrganismo-ospite, le biotecnologie applicate alla batteriologia, virologia, micologia e parassitologia.
- Possiede un livello di conoscenza della lingua Inglese sufficiente a comprendere i testi scientifici e il linguaggio parlato.
- Conosce gli elementi di base sulle tecnologie informatiche e sui sistemi informativi sanitari.
Capacità di applicare
Il laureato magistrale in medicina e chirurgia:
- E’ in grado di mettere in rapporto struttura e funzioni cellulari. Sa applicare alla fisiopatologia i processi legati al differenziamento, alla motilità, alla comunicazione e alla morte cellulare. Conosce il concetto e la funzione dei geni, i diversi principi di trasmissione dei caratteri ereditari e il concetto di variabilità genetica. Sa applicare gli strumenti biotecnologici e dell'ingegneria genetica per impostare problemi di diagnosi molecolare di genotipo e per proporre protocolli terapeutici innovativi, sapendo riconoscere le potenzialità e i limiti delle principali tecniche di biologia cellulare e molecolare. Conosce l’adattamento evoluzionistico del dimorfismo sessuale
- Sa riconoscere gli elementi di un gene in una sequenza di DNA, ed è in grado di consultare le principali banche online di genetica molecolare.
- Sa applicare le principali tecniche istologiche e immuno-istochimiche allo studio di strutture cellulari e subcellulari al microscopio ottico ed elettronico.
- Sa applicare le conoscenze macro e microscopiche sui tessuti e gli organi, in modo tale da consentirgli il riconoscimento dei vari tessuti umani e una corretta diagnosi d’organo.
- Sa applicare le conoscenze sul corpo umano nei suoi rapporti tridimensionali, topografici e funzionali, le strutture superficiali del corpo e la proiezione in superficie degli organi profondi, in modo tale poterne discutere le modalità di approccio chirurgico o endoscopico agli organi profondi e riconoscere i rapporti tra i diversi organi normali nella diagnostica per immagini, anche in relazione alle differenze di sesso/genere.
- Sa applicare le conoscenze microbiologiche e virologiche alla valutazione dei principali aspetti diagnostico-clinici dell’analisi microbiologica e virologica.
- Sa applicare le proprie conoscenze linguistiche essendo capace di seguire il contenuto di un meeting e di sostenere almeno una semplice conversazione a livello sociale sa fornire indicazioni procedurali e suggerimenti per eseguire, in modo autonomo e sulla base di interessi individuali, compiti legati alla lettura di testi in inglese di diverse tipologie: estratti da manuali di medicina, riviste scientifiche internazionali, data-base internazionali.
- Sa applicare i concetti tecnologici e metodologici dell’informatica, allo scopo di utilizzare in modo congruo le tecnologie della comunicazione e dell’informazione e favorire le scelte e l’utilizzo di sistemi e soluzioni capaci di supportare in modo razionale la propria attività professionale in ambito sanitario.
- Le capacità di applicare conoscenza e comprensione vengono raggiunte e verificate anche attraverso la frequentazione di tirocini pratici, seminari e attività formative a scelta dello studente.
METODOLOGIE MEDICO SCIENTIFICHE, SCIENZE UMANE E SCIENZE PRE-CLINICHE
Conoscenza e Comprensione
Il laureato magistrale in medicina e chirurgia:
- Conosce lo sviluppo della scienza medica dagli albori della civiltà occidentale ad oggi, comprendendone anche le basi umanistiche su cui si fonda. In particolare, conosce la struttura concettuale della medicina e la filosofia delle scienze naturali con particolare riguardo alla conoscenza scientifica e non scientifica, la nascita della scienza moderna, i caratteri della scienza moderna, il metodo scientifico, i fatti e le ipotesi, le leggi scientifiche, l’oggettività, l’errore nella scienza, la verifica e la falsificazione, la spiegazione scientifica.
- Conosce i concetti di base per la valutazione psichica e della personalità del paziente, anche in relazione alle differenze di sesso/genere, per comprendere il comportamento di malattia ed il grado di consapevolezza di malattia.
- Conosce i concetti base sulla definizione di attività mentale, sui processi cognitivi, sullo sviluppo della sfera affettiva, il temperamento, il carattere, la personalità, anche in relazione alle differenze di sesso/genere.
- Comprende i concetti di base della disciplina antropologica ed è in grado di applicarli nell’interpretazione dei fattori ed ambiti sociali, culturali e professionali connessi al ruolo di tradizioni, istituzioni, differenze culturali. Conosce i problemi della giustizia e delle pari opportunità quando vi siano in gioco questioni etiche legate alla diversità di sesso, di genere, di etnia, di cultura, alfabetizzazione e stato socio economico.
- Conosce le basi dell’epidemiologia e della statistica medica ai fini della prevenzione e promozione della salute; conosce le basi della medicina delle dipendenze dell’igiene ambientale, della medicina di comunità e della sociologia, anche in relazione alle differenze di sesso/genere.
- Comprende le nozioni essenziali per la Sanità pubblica, i determinanti di salute, la prevenzione delle malattie infettive e cronico-degenerative, l’igiene ambientale e degli alimenti, l’igiene ospedaliera.
- Comprende le nozioni essenziali sulle generalità dei Sistemi sanitari, sulla programmazione, organizzazione e gestione dei processi assistenziali in ambito ospedaliero e territoriale, sulla economia sanitaria.
- Conosce gli elementi base per un utilizzo autonomo e corretto dei dati in ambito sanitario e gli strumenti della statistica medica e dell’epidemiologia clinica per una lettura critica della letteratura medico-scientifica.
- Conosce le norme fondamentali per conservare e promuovere la salute del singolo, uomo e donna e delle comunità, le norme e le pratiche atte a mantenere e promuovere la salute negli ambienti di vita e del lavoro e le principali norme legislative che regolano l’organizzazione sanitaria.
- Conosce le diseguaglianze nella salute e nell’assistenza sanitaria tra i paesi e all’interno dei paesi e delle loro principali politiche di contrasto attraverso un approccio di Salute Globale.
- Conosce i principi basilari dell’Igiene generale ed applicata con particolare riguardo all’aspetto applicativo della prevenzione in ospedale e sul territorio, delle malattie cronico degenerative ed infettive. L’igiene ospedaliera e lo studio delle caratteristiche e peculiarità degli interventi.
- Conosce le principali problematiche bioetiche relative alla sperimentazione clinica dei farmaci, con particolare riferimento alla tutela dei diritti delle persone su cui viene condotta la sperimentazione.
- Conosce i principi dell’informazione indipendente sui farmaci e la problematica del conflitto di interesse in medicina, nonché gli strumenti per gestirlo.
- Conosce i principi fondamentali della farmacocinetica e della farmacodinamica; gli elementi essenziali dei meccanismi molecolari e cellulari delle azioni delle diverse classi di farmaci e tossici; i principali impieghi terapeutici e controindicazioni dei farmaci e gli elementi essenziali per comprendere la variabilità di risposta ai farmaci in rapporto a fattori genetici e fisiopatologici nonché le interazioni farmacologiche, anche in relazione alle diversità di sesso e genere.
- Conosce i metodi della farmacologia clinica, compresa la farmacosorveglianza e la farmaco epidemiologia, la classificazione e le proprietà dei diversi prodotti in commercio a tutela della salute e dello stato di benessere, l'iter regolatorio dei farmaci e gli elementi essenziali della loro sperimentazione clinica
- Conosce le informazioni necessarie ad una corretta prescrizione dei farmaci e alla definizione degli schemi terapeutici, nonché i criteri utili alla definizione del rapporto rischio/beneficio e costo/beneficio, anche in relazione alle differenze di sesso/genere.
- Conosce i meccanismi cellulari e molecolari fondamentali della risposta immunitaria; comprendere il loro ruolo nella difesa contro i patogeni, nell’immunosorveglianza dei tumori e nelle reazioni immunopatogene.
- Conosce le basi eziologiche e i meccanismi patogenetici delle principali patologie nell’uomo anche in relazione alle diversità legate al sesso/genere.
- Conosce i meccanismi che portano le alterazioni genomiche ad essere causa di malattia.
- Conosce il fenotipo tumorale, l’etiopatogenesi e la storia naturale delle neoplasie in una ottica di prevenzione e di approcci preclinici innovativi al controllo della malattia neoplastica.
- E’ in grado di comprendere la multiprofessionalità dell’atto sanitario, individuare la competenza peculiare dell’infermieristica e sviluppare attitudini positive alla collaborazione interprofessionale.
- E’ in grado di raccogliere l’anamnesi e di eseguire l’esame obiettivo generale (dal punto di vista medico e chirurgico). La conoscenza della semeiotica fisica, laboratoristica e strumentale saranno i metodi irrinunciabili per eseguire l’esame obbiettivo e per confermare l’ipotesi diagnostica.
- Conosce i criteri specifici che guidano la raccolta dell’anamnesi, l’esecuzione dell’esame obiettivo e l’analisi delle indagini laboratoristiche e strumentali necessarie alla formulazione della diagnosi.
- Conosce i limiti e le potenzialità diagnostiche dell’indagine istopatologica.
- Conosce l’applicazione delle principali metodiche di biochimica clinica e biologia molecolare, patologia clinica e microbiologia clinica.
Applica conoscenze
Il laureato magistrale in medicina e chirurgia:
- Sa applicare il metodo corretto per stabilire la comunicazione tra medico e paziente, finalizzata al raggiungimento di un rapporto ottimale, compresa la capacità di valutazione della “compliance” del paziente.
- Sa applicare le proprie conoscenze procedendo nel ragionamento clinico, basandosi sull’osservazione e l’individuazione dei problemi, utilizzando il ragionamento ipotetico deduttivo e analitico-induttivo, la diagnosi differenziale, la ricostruzione fisiopatologica del caso, l’uso della seconda opinione, per essere in grado di formulare la corretta diagnosi, la prognosi ed indirizzare le scelte terapeutiche anche in relazione alle diversità di sesso/genere.
- E’ capace di comprendere le motivazioni dei segni e dei sintomi dei processi morbosi e ha le basi per una pratica clinica fondata su riscontri oggettivi.
- Sa collegare le conoscenze molecolari, morfologiche, microbiologiche, immunologiche e di fisiologia con l’etiopatogenesi dei processi morbosi e i meccanismi fisiopatologici fondamentali dell’organismo.
- Sa fare una richiesta corretta di indagine di laboratorio sotto l’aspetto sostanziale e formale, essendo consapevole della potenzialità e dei limiti dell’informazione fornita dagli esami di laboratorio.
- E’ in grado di riconoscere le alterazioni morfologiche microscopiche delle cellule e dei tessuti, causate dai processi morbosi e dalle reazioni fondamentali di difesa dagli agenti patogeni.
- Sa descrivere e interpretare i quadri patologici riconducendoli agli specifici meccanismi etiopatogenetici.
- Sa utilizzare le conoscenze biomediche di base e di patologia e fisiopatologia generale per l’interpretazione critica di dati sperimentali e clinici.
- Sa operare nell’ambito della medicina di comunità, della Medicina di famiglia consapevole della specificità delle competenze del MMG, dell’acquisizione di concetti quali la medicina di intervento, l’analisi dei bisogni sanitari di una popolazione in relazione alla presenza di una alta frequenza di malattie cronico-degenerative e la prevenzione terziaria, anche in relazione alle diversità di sesso/genere.
- Sa applicare il concetto di “compliance” nelle terapie croniche e la prevenzione nelle vari fasce di età.
- Sa applicare la conoscenza delle norme deontologiche e di quelle connesse alla elevata responsabilità professionale, valutando criticamente i principi etici che sottendono le diverse possibili scelte professionali e la capacità di sviluppare un approccio mentale di tipo interdisciplinare e transculturale, anche e soprattutto in collaborazione con altre figure dell'équipe sanitaria, approfondendo la conoscenza delle regole e dinamiche che caratterizzano il lavoro di gruppo, nonché una adeguata esperienza nella organizzazione generale del lavoro, connessa ad una sensibilità alle sue dinamiche, alla bioetica, all'epistemologia della medicina, alla relazione ed educazione del paziente, nonché verso le tematiche della medicina di comunità, acquisite anche attraverso esperienze dirette sul campo e con particolare attenzione alle differenze di genere.
- Le capacità di applicare conoscenza e comprensione vengono raggiunte e verificate anche attraverso la frequentazione di tirocini pratici, seminari e attività formative a scelta dello studente.
SCIENZE CLINICHE INTEGRATE DIAGNOSTICHE E MEDICO CHIRURGICHE
Conoscenza e Comprensione
Il laureato magistrale in medicina e chirurgia:
- Conosce i quadri anatomo-patologici a livello macroscopico, microscopico ed ultrastrutturale in rapporto alle malattie più rilevanti dei diversi apparati, nonché l’anatomia patologica, in correlazione con l’epidemiologia, la genetica e la biologia molecolare, come chiave per la comprensione dei processi eziopatogenetici e, in forza della correlazione anatomoclinica, come metodo per comprendere la storia naturale dei processi morbosi;
- Conosce le basi fisico-tecniche delle principali metodiche diagnostiche e interventistiche, la preparazione del paziente all’esame e la sua metodologia di esecuzione.
- Conosce le nozioni di radioprotezionistica e radioprotezione indispensabili per la valutazione del rapporto costo/benefici dei singoli esami diagnostici.
- Conosce le nozioni necessarie all’individuazione dei percorsi diagnostici per lo studio delle principali patologie del sistema osteoarticolare e degli apparati cardiovascolare, respiratorio, gastrointestinale e genitourinario.
- Conosce le malattie più rilevanti dell’apparato cardiovascolare e respiratorio, sotto il profilo della ricerca di base, nosografico, etiopatogenetico, fisiopatologico, anatomopatologico e clinico nel contesto di una visione unitaria e globale della patologia umana, anche in relazione alle diversità di sesso/genere.
- Conosce le malattie più rilevanti del sistema uropoietico e genitale, sotto il profilo della ricerca di base, nosografico, etiopatogenetico, fisiopatologico, anatomopatologico e clinico nel contesto di una visione unitaria e globale della patologia umana.
- Conosce le malattie più rilevanti del sistema gastrointestinale, sotto il profilo della ricerca di base, nosografico, etiopatogenetico, fisiopatologico, anatomopatologico e clinico nel contesto di una visione unitaria e globale della patologia umana.
- Conosce le malattie più rilevanti del sistema endocrino-metabolico, sotto il profilo della ricerca di base, nosografico, etiopatogenetico, fisiopatologico, anatomopatologico e clinico nel contesto di una visione unitaria e globale della patologia umana, anche iin relazione alle diversità di sesso/genere. - Conosce i principale aspetti eziologici, fisiopatologici, clinici, diagnostici e terapeutici delle patologie immunologiche, allergologiche e reumatologiche di più frequente riscontro, anche in relazione alle diversità di sesso/genere.
- Conosce i principale aspetti eziologici, fisiopatologici, clinici, diagnostici e terapeutici delle malattie del sistema ematopoietico di più frequente riscontro.
- Conosce le malattie infettive più rilevanti, sotto il profilo della ricerca di base, nosografico, etiopatogenetico, fisiopatologico, anatomopatologico e clinico nel contesto di una visione unitaria e globale della patologia umana
- Conosce gli aspetti più rilevanti della fisiopatologia della riproduzione umana.
- Conosce gli aspetti prognostici, terapeutici e riabilitativi delle varie patologie neurologiche e comprende i meccanismi responsabili delle principali malattie del sistema nervoso attraverso l’integrazione tra le nozioni di base (anatomia funzionale, biochimica, biologia molecolare, istopatologia) e quelle cliniche (anamnesi, semeiotica neurologica clinica e strumentale),anche in relazione alle differenze di sesso/genere.
- Comprende la classificazione ed i modelli patogenetici dei principali disturbi psichiatrici e delle principali alterazioni del comportamento, anche in relazione alle differenze di sesso/genere.
- Conosce le più frequenti malattie dell’apparato locomotore e dei connettivi (malattie reumatiche), indicandone i principali indirizzi terapeutici ed individuando le condizioni che, in questo ambito, necessitano dell’apporto dello specialista reumatologo e dello specialista ortopedico, anche in relazione alle differenze di sesso/genere.
- Conosce le principali malattie cutanee e veneree e le alterazioni morfologiche del corpo umano suscettibili di trattamento di chirurgia plastica ricostruttiva.
- Conosce le più frequenti malattie otorinolaringoiatriche ed audiologiche, odontostomatologiche, maxillo-facciali e del cavo orale, dell’apparato visivo e i principali indirizzi terapeutici e le indicazioni per l’apporto professionale della consulenza specialistica otorinolaringoiatrica, audiologica, odontostomatologica, maxillo-facciale e oculistica.
- conoscere le basi biologiche, l'epidemiologia e le caratteristiche cliniche e di laboratorio delle patologie neoplastiche.
- Comprende l’entità degli impatti affettivi, sociali, sanitari ed organizzativi della patologia oncologica.
- Conosce i concetti di prevenzione primaria e secondaria delle neoplasie e i concetti di base ed obiettivi primari della terapia chirurgica.
- Conosce la fisiopatologia del dolore e le attuali linee guida per il trattamento del dolore cronico, evidenziando l’impatto che tale trattamento ha sulla qualità di vita del paziente.
- Conosce le basi della medicina geriatrica e della gerontologia, le conseguenze socio-sanitarie dell’invecchiamento, la fisiopatologia dell’invecchiamento, le grandi sindromi geriatriche d’interesse internistico e chirurgico, le problematiche cliniche ed etiche tipiche del paziente anziano, la riabilitazione in geriatria e le diversità legate al sesso/genere.
- Conosce i fattori di rischio, la prevenzione, la stadiazione, la terapia, le indicazioni al trattamento domiciliare, ambulatoriale (cure primarie) o ospedaliero (in regime di degenza ordinaria, sub-intensiva ed intensiva) e le modalità del follow-up clinico e terapeutico delle maggiori patologie dell’anziano.
- Conosce la clinica e la terapia delle patologie inerenti la Medicina e la Chirurgia Generale.
- Conosce i fattori di rischio, la prevenzione, la stadiazione, la terapia, le indicazioni al trattamento domiciliare, ambulatoriale (cure primarie) o ospedaliero (in regime di day e week hospital, degenza ordinaria, sub-intensiva ed intensiva) e le modalità del follow-up clinico e terapeutico delle patologie di interesse medico e chirurgico.
- Conosce e riconosce le problematiche - di competenza del medico non specialista - proprie dello stato di salute e di malattia del soggetto in età pediatrica, dal neonato all'adolescente.
- Conosce la fisiopatologia della funzione riproduttiva femminile, le disfunzioni, endocrine e neoplastiche, dell’apparato genitale femminile, e la fisiopatologia della gravidanza, del parto e del puerperio.
Applica conoscenze
Il laureato magistrale in medicina e chirurgia:
- Sa effettuare l’esame macroscopico dei vari organi ed apparati ed è cosciente del valore dell’epicrisi come momento di sintesi diagnostica dei riscontri anatomo-clinici dell’evento patologico.
- E’ in grado di valutare criticamente e correlare tra loro i sintomi clinici, i segni fisici, le alterazioni funzionali rilevanti nell’uomo con i quadri anatomo-patologici, nonché con le lesioni cellulari, tessutali e d’organo, interpretandone i meccanismi di produzione e comprendendone il significato clinico delle patologie degli apparati locomotore, cardiovascolare, respiratorio, gastrointestinale, genitourinario, del sistema endocrino, degli organi di senso e del sistema nervoso centrale e periferico, anche in relazione alle diversità legate al sesso/genere.
- Sa individuare i percorsi diagnostici integrati per lo studio delle principali patologie del sistema osteoarticolare e degli apparati cardiovascolare, respiratorio, gastrointestinale, genitourinario, del sistema endocrino, degli organi di senso e del sistema nervoso centrale e periferico, anche in relazione alle diversità legate al sesso/genere.
- È in grado di riconoscere il tipo di patologia sia di interesse medico sia di interesse chirurgico valutandone i sintomi, i segni clinici, gli esami laboratoristici e strumentali.
- Sa affrontare in maniera corretta l'approccio clinico al paziente sia di interesse medico, sia di interesse chirurgico per quanto attiene alla componente di obiettività fisica, con capacità di valutazione autonoma dei diversi apparati ai fini di stabilire il corretto iter diagnostico terapeutico, nell’ambito di percorsi clinici e terapeutici.
- Sa applicare le metodiche diagnostiche per la diagnosi e per la scelta delle strategie terapeutiche mediche, chirurgiche e interventistiche.
- È in grado di applicare metodiche di prevenzione, di diagnostica differenziale, di ipotizzare il decorso clinico e le possibili complicanze delle principali patologie di interesse specialistico, medico e chirurgico, anche in relazione alle differenze di sesso/genere.
- È in grado di prescrivere una adeguata terapia per la cura delle principali patologie di area medica e di individuare le corrette indicazioni alla terapia chirurgica.
- Ha acquisito la capacità e la sensibilità per inserire le problematiche specialistiche in una visione più ampia dello stato di salute generale della persona e delle sue esigenze generali di benessere, e la capacità di integrare, in una valutazione globale ed unitaria dello stato complessivo di salute del singolo individuo, bambino, adolescente, adulto ed anziano, i sintomi, i segni e le alterazioni strutturali e funzionali dei singoli organi ed apparati, aggregandoli sotto il profilo preventivo, diagnostico, terapeutico e riabilitativo, anche in relazione alle diversità legate al sesso/genere.
- Sa applicare le norme di sterilità in sala operatoria, riconosce i principali strumenti chirurgici, sa eseguire una profilassi post- operatoria antitrombotica, sa medicare una ferita e rimuovere una sutura chirurgica.
- Sa effettuare una sutura chirurgica, é in grado di utilizzare ed interpretare gli esami di imaging e ha capacità di apprendimento che gli consentono un iniziale orientamento in condizioni cliniche di emergenza-urgenza.
- È in grado di sostenere attività di counseling e colloquio psichiatrico.
- E’ in grado di applicare la metodologia della ricerca scientifica, la ricerca scientifica traslazionale e il ragionamento clinico agli aspetti interdisciplinari della prevenzione, della medicina olistica, al rapporto critico con le medicine complementari e alternative, all’educazione del paziente cronico, alle cure palliative, alle patologie da dipendenza, alla medicina transculturale, ai problemi legati al genere, all'uso deliberato di agenti biologici.
- Le capacità di applicare conoscenza e comprensione vengono raggiunte e verificate anche attraverso la frequentazione di tirocini pratici, seminari e attività formative a scelta dello studente.
EMERGENZE MEDICO CHIRURGICHE E URGENZE SPECIALISTICHE
Conoscenza e Comprensione
Il laureato magistrale in medicina e chirurgia:
- Conosce le patologie critiche ed il loro trattamento.
- Conosce le condizioni cliniche-patologiche nell’area otorino-laringoiatrica e odontostomatologica che generano percorsi terapeutici in emergenza/urgenza.
- Conosce le condizioni cliniche-patologiche nell’area oftalmologica che generano percorsi terapeutici in emergenza/urgenza.
- Conosce le principali malattie pediatriche in urgenza e i principali interventi diagnostico-terapeutici di pertinenza.
- Conosce le condizioni cliniche-patologiche nell’area ostetrica e ginecologica che generano percorsi terapeutici in emergenza/urgenza.
- Conosce i traumi dell’apparato locomotore e il loro approccio interdisciplinare e terapeutico.
- Conosce le condizioni cliniche-patologiche del dolore acuto toracico e addominale e della cefalea acuta che generano percorsi terapeutici in emergenza/urgenza.
- Conosce le condizioni cliniche-patologiche nell’area neurologica, neurochirurgica e psichiatrica che generano percorsi terapeutici in emergenza/urgenza.
- Conosce le basi dell’anestesia generale e loco regionale da applicare in urgenza/emergenza.
- Conosce le tecniche rianimatorie.
- Conosce le condizioni cliniche relative alla chirurgia generale in urgenza.
- conosce le reazioni e i comportamenti diversi in rapporto al genere nelle situazioni di emergenza-urgenza.
Applica conoscenze
Il laureato magistrale in medicina e chirurgia:
- È in grado di inquadrare e gestire le sindromi cliniche acute; ha inoltre acquisito l’orientamento all’applicazione teorica o pratica dei principi di gestione del trauma e di primo soccorso.
- È in grado di inquadrare e gestire le condizioni cliniche di emergenza-urgenza ostetrico-ginecologiche, oftalmologiche, otorinolaringoiatriche, audiologiche, cardiologiche/cardio-chirurgiche, neurologiche/neurochirurgiche e di chirurgia addominale e toracica d’urgenza.
- Sa valutare emorragie interne ed esterne, nonché è in grado di compiere diagnosi differenziale ed algoritmo diagnostico del dolore addominale e toracico e della cefalea acuta.
- Sa effettuare con perizia gli atti terapeutici fondamentali nelle situazioni d'urgenza e di emergenza.
- Sa riconoscere gli stati psicotici acuti.
- Sa indicare il corretto utilizzo delle diverse tecniche di diagnostica per immagini nel paziente politraumatizzato.
- E’ in grado di riconoscere il paziente in emergenza di interesse chirurgico e saper applicare la scala di emergenza di trattamento nonché il timing di terapia delle lesioni nel politraumatizzato.
- Sa comunicare con il Paziente il Familiare nel setting dell’Emeregnza-Urgenza.
- Sa integrare le conoscenze della gestione delle Emergenze-Urgenze con le reti territoriali del sistema sanitario nazionale incluso quello delle Ambulanze e dei nuovi presidi della medicina territoriale anche con conoscenza dei nuovi sistemi di Telemedicina usati in situazioni critiche.
- Sa analizzare e valutare, nei setting sopra descritti, le reazioni e i comportamenti diversi in rapporto al sesso/genere.
- Le capacità di applicare conoscenza e comprensione vengono raggiunte e verificate anche attraverso la frequentazione di tirocini pratici, seminari e attività formative a scelta dello studente.
TIROCINIO PRATICO VALUTATIVO AI FINI DELL’ABILITAZIONE PROFESSIONALE
Conoscenza e Comprensione
Il laureato magistrale in medicina e chirurgia:
Conosce le buone pratiche del rapporto medico-paziente, la gestione dell’accoglienza e della consultazione (colloquio, relazione, informazione, chiarezza, acquisizione del consenso).
Conosce come raccogliere l’anamnesi ed eseguire un esame obiettivo in un contesto ambulatoriale e domiciliare.
Conosce il ragionamento clinico: la capacità di individuare i problemi prioritari o urgenti e quelli secondari e la capacità di proporre ipotesi diagnostiche e di individuare gli accertamenti diagnostici dotati di maggiore sensibilità e specificità per confermare o meno le ipotesi. Comprende i motivi della richiesta di aiuto e la natura e priorità del problema.
Conosce i motivi di urgenza e le necessità per un ricovero ospedaliero.
Conosce la metodologia per proporre ipotesi diagnostiche e individuare gli accertamenti diagnostici di primo livello dotati di maggiore sensibilità e specificità per confermare o meno le ipotesi.
È in grado di interpretare gli esami di laboratorio.
È in grado di interpretare i referti degli esami di diagnostica per immagini.
Si orienta sui processi decisionali relativi al trattamento farmacologico e non.
Si orienta sui processi decisionali relativi alla prescrizione di un corretto trattamento e sulla richiesta di una consulenza specialistica.
Conosce le attività di controllo sull’adesione alla terapia da parte del paziente e come programmare il monitoraggio e il follow up.
È in grado di compilare il rapporto di accettazione/dimissione del ricovero e in grado di compilare la lettera di dimissione.
È in grado di valutare l’appropriatezza dell’indicazione al ricovero e indicare percorsi di riabilitazione o di ricovero protetto in altre strutture.
Si dimostra capace di inquadrare il motivo del ricovero nel complesso delle eventuali cronicità, altre criticità e fragilità dei pazienti.
Sa indicare azioni di prevenzione e di educazione sanitaria, di promozione della salute e corretti stili di vita.
Conosce le problematiche del paziente cronico con comorbidità in terapia plurifarmacologica.
Dimostra conoscenza e consapevolezza circa l’organizzazione del Servizio Sanitario e sulle principali norme burocratiche e prescrittive.
Conosce la cartella clinica informatizzata e conosce i sistemi informativi del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale.
Conosce le regole proprie del comportamento consono alla figura professionale.
Dimostra conoscenza e consapevolezza delle regole del reparto (o ambulatorio).
Interagisce correttamente col personale medico, infermieristico e tecnico del reparto.
Dimostra conoscenza e consapevolezza della propria professionalità e responsabilità, nonchè dei diversi ruoli e compiti dei membri dell’equipe.
Dimostra conoscenza e consapevolezza delle regole di organizzazione e funzionamento dello studio medico.
Interagisce correttamente col personale di segreteria ed infermieristico dello studio del medico di medicina generale.
Dimostra un atteggiamento attivo e collaborativo (fa domande, si propone per svolgere attività).
La valutazione di idoneità riguardante il “saper fare” dello studente, effettuata dal Docente tutor, si baserà prevalentemente sulla valutazione di relazioni scritte degli studenti su temi assegnati, attraverso la valutazione del profilo complessivo elaborato in base a criteri predefiniti (portfolio) oppure utilizzando prove scritte quali il Mini-CEX (Mini Clinical Evaluation Exercise) e gli esercizi di valutazione del comportamento professionale (Professional mini evaluation excercise – P-MEX). La valutazione degli studenti avverrà anche attraverso verifiche formative in itinere (prove di autovalutazione e colloqui intermedi).
Le valutazioni potranno essere ottenute utilizzando prove utili a verificare la conoscenza delle competenze cliniche, anche attraverso l'uso di simulatori (simulation tests), di pazienti simulati (standardized professional encounters) e pazienti reali. Sono fortemente incoraggiati l'uso di metodologie quali: L’osservazione diretta delle abilità procedurali (direct observation of procedural skills – DOPS) l'esame clinico strutturato (Objective Structured Clinical Examination - OCSE), la discussione di casi clinici (Case-based Discussion - CbD).
Applica comprensione
Il laureato magistrale in medicina e chirurgia:
Mette in atto le buone pratiche del rapporto medico-paziente, sa gestire l’accoglienza e strutturare la consultazione (colloquio, relazione, informazione, chiarezza, acquisizione del consenso).
Ha la capacità di raccogliere l’anamnesi e di eseguire un esame obiettivo in un contesto ambulatoriale e domiciliare.
Conosce e sa applicare il ragionamento clinico: la capacità di individuare i problemi prioritari o urgenti e quelli secondari e la capacità di proporre ipotesi diagnostiche e di individuare gli accertamenti diagnostici dotati di maggiore sensibilità e specificità per confermare o meno le ipotesi. E’ in grado di individuare i motivi della richiesta di aiuto e la natura e priorità del problema.
È in grado di valutare le urgenze ed individuare le necessità per un ricovero ospedaliero.
È in grado di proporre ipotesi diagnostiche e di individuare gli accertamenti diagnostici di primo livello dotati di maggiore sensibilità e specificità per confermare o meno le ipotesi.
È in grado di interpretare gli esami di laboratorio.
È in grado di interpretare i referti degli esami di diagnostica per immagini.
Si orienta sui processi decisionali relativi al trattamento farmacologico e non.
Si orienta sui processi decisionali relativi alla prescrizione di un corretto trattamento e sulla richiesta di una consulenza specialistica.
È in grado di saper svolgere attività di controllo sull’adesione alla terapia da parte del paziente e programmare il monitoraggio e il follow up.
È in grado di compilare il rapporto di accettazione/dimissione del ricovero e in grado di compilare la lettera di dimissione.
È in grado di valutare l’appropriatezza dell’indicazione al ricovero e indicare percorsi di riabilitazione o di ricovero protetto in altre strutture.
Si dimostra capace di inquadrare il motivo del ricovero nel complesso delle eventuali cronicità, altre criticità e fragilità dei pazienti.
Sa indicare azioni di prevenzione e di educazione sanitaria, di promozione della salute e corretti stili di vita.
Conosce le problematiche del paziente cronico con comorbidità in terapia plurifarmacologica.
Dimostra conoscenza e consapevolezza circa l’organizzazione del Servizio Sanitario e sulle principali norme burocratiche e prescrittive.
È in grado di utilizzare la cartella clinica informatizzata e conosce i sistemi informativi del Servizio Sanitario.
Rispetta gli orari di inizio e fine turno ed ha un comportamento consono alla figura professionale.
Dimostra conoscenza e consapevolezza delle regole del reparto (o ambulatorio).
Interagisce correttamente col personale medico, infermieristico e tecnico del reparto.
Dimostra conoscenza e consapevolezza dei diversi ruoli e compiti dei membri dell’equipe.
Dimostra conoscenza e consapevolezza delle regole di organizzazione e funzionamento dello studio medico.
Interagisce correttamente col personale di segreteria ed infermieristico dello studio del medico di medicina generale.
Dimostra un atteggiamento attivo (fa domande, si propone per svolgere attività).
La valutazione di idoneità del “saper essere” dello studente, effettuata dal Docente tutor, si baserà prevalentemente attraverso la valutazione di scritti riflessivi (Reflective assessment tasks), attraverso la valutazione del profilo complessivo elaborato in base a criteri predefiniti (portfolio) o utilizzando test relativi al raggiungimento dell’identità professionale (Professional Self Identity Questionnaires). La valutazione degli studenti avverrà anche attraverso verifiche formative in itinere (prove di autovalutazione e colloqui intermedi).
Le valutazioni potranno essere ottenute utilizzando prove utili a verificare le competenze cliniche acquisite. Queste dovranno avvenire soprattutto attraverso l'uso di pazienti simulati (standardized professional encounters) e pazienti reali. Sono fortemente incoraggiati l'uso di metodologie quali: L’osservazione diretta e continua dello studente in relazione al suo sviluppo professionale (Continuous assessment of personal and professional development – Professional Metacognitive Behaviour), l’osservazione dei valori legati allo svolgimento dell’attività professionale (Value-based practice assessment).
2.Modalità di Ammissione al Corso di Laurea
I requisiti e le modalità di accesso al corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia sono disciplinati da Leggi e Normative Ministeriali in ambito nazionale.
Per essere ammessi al corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia occorre essere in possesso di un Diploma di Scuola Secondaria Superiore o di altro titolo di studio conseguito all'estero, riconosciuto idoneo.
Le conoscenze iniziali richieste per l’accesso sono quelle relative alle discipline di Biologia, Chimica, Fisica e Matematica, la cultura generale e le capacità di logica deduttiva, induttiva e comprensione del testo.
Ai sensi della vigente normativa, sulla base del punteggio riportato nella prova di ammissione, si procede alla determinazione, per ognuno degli studenti ammessi, dell'eventuale Obbligo Formativo Aggiuntivo (OFA).
Gli OFA sono pertanto attribuiti a tutti quegli studenti che, al test d'ammissione nazionale, abbiano conseguito una votazione inferiore ad una soglia annualmente fissata nel bando.
L'Obbligo Formativo Aggiuntivo deve essere recuperato durante il primo anno, attraverso la frequenza di specifici corsi di recupero anche di tipo telematico, che si svolgeranno preferibilmente nei primi trenta/quarantacinque giorni di frequenza del primo anno. Per tali corsi è prevista una valutazione finale che può essere svolta anche in modalità telematica.
L'assolvimento degli OFA attraverso la frequenza dei corsi di recupero e il superamento della relativa prova è indispensabile per l'iscrizione al secondo anno di corso. Il superamento dell'esame finale del corso integrato sullo stesso argomento in cui è stato attribuito l'OFA esonera lo studente dall'obbligo della valutazione OFA relativa al corso di cui si è superato l'esame, ma non alla sua frequenza, che ha carattere obbligatorio.
3.Crediti formativi
L'unità di misura del lavoro richiesto allo Studente per l'espletamento di ogni attività formativa prescritta dall'Ordinamento didattico per conseguire il titolo di studio è il Credito Formativo Universitario (CFU).
Ad ogni CFU corrisponde un impegno-studente di 25 ore, di cui di norma non più di 12,5 ore di lezione frontale negli ambiti disciplinari di base e non più di 12,5 ore negli ambiti disciplinari caratterizzanti e affini , oppure 12,5 ore di didattica teorico-pratica (seminario, laboratorio, esercitazione), oppure 25 ore di studio assistito all'interno della struttura didattica. Ad ogni CFU professionalizzante (tirocini formativi e di orientamento) corrispondono 25 ore di didattica frontale, con guida del docente su piccoli gruppi all'interno della struttura di riferimento. Ad ogni CFU per le attività a scelta dello studente e per la prova finale corrispondono 25 ore di attività con guida del docente all'interno della struttura di riferimento.
Le 25 ore di lavoro corrispondenti al CFU sono ripartite in:
• ore di lezione;
• ore di attività didattica tutoriale svolta in laboratori, reparti assistenziali, ambulatori, day hospital;
• ore di seminario, laboratorio ed esercitazione;
• ore spese dallo Studente nelle altre attività formative previste dall'Ordinamento didattico,
• ore di studio autonomo assistito necessarie per completare la sua formazione.
Per ogni Corso di insegnamento, la frazione dell'impegno orario che deve rimanere riservata allo studio personale e ad altre attività formative di tipo individuale è determinata nel presente Regolamento.
Ai fini di evitare l’obsolescenza dei CFU acquisiti, non sono consentite più di 8 ripetizioni di anni di corso nell’intero corso di studi, sia per gli studenti a tempo pieno che per quelli a tempo parziale. La sospensione della frequenza per un numero di anni superiore a sei impone l'iscrizione ad un anno di corso deliberato dal competente Consiglio della Struttura didattica, sia per gli studenti a tempo pieno che per quelli a tempo parziale.
Una Commissione Didattica Paritetica, nominata ogni anno dal CCLM, accerta la coerenza tra i crediti assegnati alle attività formative e gli specifici obiettivi formativi.
4. Ordinamento didattico
Il CCLM o il CAD ed il Consiglio di Facoltà, per le rispettive competenze, definiscono l'Ordinamento didattico, nel rispetto della legge vigente, che prevede, per il Corso di Laurea Magistrale, l'articolazione in Attività formative di base, caratterizzanti, affini o integrative, a scelta dello Studente, finalizzate alla prova finale. Ciascuna attività formativa si articola in ambiti disciplinari, costituiti dai Corsi ufficiali, ai quali afferiscono i Settori scientifico-disciplinari pertinenti.
L’ordinamento degli studi prevede lo svolgimento di attività didattiche per complessivi 360 CFU, articolate nei sei anni di corso, nei quali le attività didattiche sono suddivise mediamente in 60 CFU/anno, con possibili minime variazioni in relazione alla particolare aggregazione dei corsi integrati e dei relativi moduli e delle altre attività didattiche, in ogni anno di corso.
Per gli studenti che decideranno di avvalersi dell’opzione di iscrizione a tempo parziale sarà previsto un percorso formativo che prevede la suddivisione dei 360 CFU mediamente in 40 CFU/anno, in nove anni di corso. Anche in questo caso saranno possibili minime variazioni in relazione alla particolare aggregazione dei corsi integrati e dei relativi moduli e delle altre attività didattiche, in ogni anno di corso. Quest’ultimo percorso formativo sarà attivato dal Corso di Studio in relazione ad eventuali richieste degli studenti.
Al presente Regolamento è allegato:
1.Il piano degli studi con i relativi esami;
2.L’indicazione dei docenti di cui all’art. 1, comma 9, dei DDMM, 16 Marzo 2007, e dei loro requisiti specifici rispetto alle discipline insegnate;
3.Le tabelle sul riconoscimento degli studi effettuati in altri corsi di laurea e sull’abbreviazione dei corsi.
La modifica degli allegati, compreso il piano degli studi, è approvata dal Consiglio di Corso di Laurea Magistrale o dal Consiglio di Area Didattica a maggioranza dei presenti e non comporta decadenza del presente regolamento.
a) Corsi di Insegnamento
L'ordinamento didattico:
1.definisce gli obiettivi affidati a ciascuno degli ambiti disciplinari ed individua le forme di didattica frontale più adeguate per il loro conseguimento, articolando le attività formative in corsi integrati di insegnamento. Qualora nello stesso Corso siano affidati compiti didattici a più di un Docente, è prevista la nomina di un Coordinatore, designato a cadenza annuale dal CCLM o dal CAD.
Il Coordinatore di un Corso integrato, in accordo con la Commissione Tecnica di Programmazione Didattico-Pedagogica (CTP, vedi oltre) esercita le seguenti funzioni:
• rappresenta per gli Studenti la figura di riferimento del Corso;
• propone alla CTP l’attribuzione dei compiti didattici concordati con Docenti e Docenti-Tutori in funzione degli obiettivi didattici propri del Corso;
• propone alla CTP la distribuzione dei tempi didattici concordata fra i Docenti del proprio Corso;
• coordina la preparazione delle prove d’esame;
• presiede, di norma, la Commissione di esame del Corso da lui coordinato e ne propone la composizione;
• è responsabile nei confronti del CCLM o del CAD della corretta conduzione di tutte le attività didattiche previste per il conseguimento degli obiettivi definiti per il Corso stesso;
2.definisce il numero di esami che occorre sostenere per accedere all'esame di laurea
b)Tipologia delle forme di didattica frontale
All'interno dei corsi è definita la suddivisione dei crediti e dei tempi didattici nelle diverse forme di attività di didattica frontale, come segue:
Lezione ex-cathedra
Si definisce "Lezione ex-cathedra" (d'ora in poi "Lezione") la trattazione di uno specifico argomento identificato da un titolo e facente parte del curriculum formativo previsto per il Corso di Studio, effettuata da un Professore o Ricercatore Universitario, sulla base di un calendario predefinito, ed impartita agli Studenti regolarmente iscritti ad un determinato anno di corso, anche suddivisi in piccoli gruppi.
Seminario
Il “Seminario” è un'attività didattica che ha le stesse caratteristiche della Lezione ex-cathedra ma è svolta in contemporanea da più Docenti, anche di ambiti disciplinari (o con competenze) diversi, e, come tale, viene annotata nel registro delle lezioni.
Vengono riconosciute come attività seminariali anche le Conferenze clinico-patologiche eventualmente istituite nell'ambito degli insegnamenti clinici.
Le attività seminariali possono essere interuniversitarie e realizzate sotto forma di videoconferenze.
Didattica Tutoriale
Le attività di Didattica Tutoriale costituiscono una forma di didattica frontale interattiva indirizzata ad un piccolo gruppo di Studenti; tale attività didattica è coordinata da un Docente-Tutore, il cui compito è quello di facilitare gli Studenti a lui affidati nell'acquisizione di conoscenze, abilità, modelli comportamentali, cioè di competenze utili all'esercizio della professione. L'apprendimento tutoriale avviene prevalentemente attraverso gli stimoli derivanti dall'analisi dei problemi, attraverso la mobilitazione delle competenze metodologiche richieste per la loro soluzione e per l'assunzione di decisioni, nonché mediante l'effettuazione diretta e personale di azioni (gestuali e relazionali) nel contesto di esercitazioni pratiche e/o di internati in ambienti clinici, in laboratori etc.
Per ogni occasione di attività tutoriale il CCLM o il CAD definisce precisi obiettivi formativi, il cui conseguimento viene verificato in sede di esame.
Il CCLM o il CAD nomina i Docenti-Tutori fra i Docenti ed i Ricercatori, nel documento di programmazione didattica, secondo le modalità di legge vigenti.
Attività Didattiche Elettive – ADE (a scelta dello studente)
Il CCLM o il CAD, su proposta della CTP (vedi art. n.6 del presente Regolamento) e dei Docenti, organizza l'offerta di attività didattiche elettive, realizzabili con lezioni ex-cathedra, seminari, corsi interattivi a piccoli gruppi, attività non coordinate oppure collegate in "percorsi didattici omogenei", fra i quali lo Studente esercita la propria personale opzione, fino al conseguimento di un numero complessivo di 8 CFU.
Le ADE vanno svolte in orari tali da non interferire con le altre forme di attività didattica.
Le ADE possono essere organizzate durante l’intero arco dell’anno, anche al di fuori dei periodi di attività didattica.
Il calendario delle ADE viene pubblicato prima dell'inizio dell'anno accademico, o in ogni caso di ciascun periodo didattico, insieme al calendario delle attività didattiche obbligatorie.
La didattica elettiva costituisce attività ufficiale dei Docenti e come tale annotata nel registro delle lezioni.
Tipologia delle ADE - Le ADE possono essere articolate in:
- Seminari, Tutoriali, Corsi Monografici, partecipazione certificata a Convegni e/o Congressi (previa autorizzazione del Coordinatore di semestre, o della Presidenza del Corso di Laurea, o della CTP) e discussione di casi clinici anche mediante metodiche telematiche (intesi come corsi di apprendimento interattivo in piccoli gruppi allo scopo di facilitare una migliore interazione Docente-Studente).
- Internati elettivi svolti in laboratori di ricerca o in reparti clinici per un valore di almeno 1 CFU, con frequenza bi- o trisettimanale, per un totale di non meno di 25 ore. Internati elettivi o tutoriali clinici e di laboratorio possono essere anche svolti in strutture esterne in Italia e all’Estero (devono essere considerati come momenti di intenso contenuto formativo come per esempio la frequenza in sala operatoria, in sala parto, in pronto soccorso, in un laboratorio di ricerca per il raggiungimento di uno specifico obiettivo).
Possono essere anche considerate Attività Didattiche Elettive: seminari, frequenza in ambulatori di Medicina Generale secondo le convenzioni stipulate con la Facoltà.
Alle diverse tipologie di ADE è attribuito un valore in CFU come specificato nella seguente tabella, in relazione all’impegno orario:
Seminario/tutoriale monodisciplinare: 2 ore = 0,2 CFU
Seminario/tutoriale pluridisciplinare: ≥2 ore = 1,25-0,30 CFU
Internato elettivo: 25 ore = 1 CFU
Corso monografico: minimo 5 ore = 0,50 CFU
Scelta dell’ADE da parte degli studenti
Ogni Studente sceglie autonomamente le ADE tra le offerte didattiche.
Certificazione e valutazione delle ADE
L’acquisizione dei crediti attribuiti alle ADE avviene solo con una frequenza del 100%.
Per ogni attività didattica elettiva istituita, il CCLM o il CAD nomina un Responsabile al quale affida il compito di valutare, con modalità definite, l’impegno posto da parte dei singoli Studenti nel conseguimento degli obiettivi formativi definiti.Le ADE svolte, con i relativi crediti e la valutazione, sono registrate a cura del Docente su apposito libretto-diario.
La valutazione delle singole attività didattiche elettive svolte dallo Studente è presa in considerazione nell’attribuzione del voto dell’esame finale del corso che ha organizzato le rispettive attività didattiche elettive.
La frequenza alle ADE è obbligatoria e può dar titolo per l’assegnazione della tesi.
Attività formative professionalizzanti
Durante le fasi dell'insegnamento clinico lo Studente è tenuto ad acquisire specifiche professionalità nel campo della medicina interna, della chirurgia generale, della pediatria, della ostetricia e ginecologia, nonché delle specialità medico-chirurgiche. A tale scopo, lo Studente dovrà svolgere attività formative professionalizzanti frequentando le strutture assistenziali identificate dal CCLM o dal CAD e nei periodi dallo stesso definiti, per un numero complessivo di almeno 60 CFU.
Il tirocinio obbligatorio è una forma di attività didattica frontale di tipo tutoriale che comporta per lo Studente l'esecuzione di attività pratiche con ampi gradi di autonomia, a simulazione dell'attività svolta a livello professionale.
In ogni fase del tirocinio obbligatorio lo Studente è tenuto ad operare sotto il controllo diretto di un Docente-Tutore. Le funzioni didattiche del Docente-Tutore al quale sono affidati Studenti che svolgono l'attività di tirocinio obbligatorio sono le stesse previste per la Didattica frontale di tipo tutoriale svolta nell'ambito dei corsi di insegnamento.
La competenza clinica acquisita con le attività formative professionalizzanti è sottoposta a valutazione nell’ambito dell’attribuzione del voto dell’esame finale del corso che ha organizzato le rispettive attività formative professionalizzanti.
Il CCLM o il CAD può identificare strutture assistenziali non universitarie presso le quali può essere condotto, in parte o integralmente, il tirocinio, dopo valutazione ed accreditamento della loro adeguatezza didattica da parte della CTP.
Corso di Lingua inglese
Il CCLM o il CAD predispone un Corso di lingua inglese che consenta agli Studenti di acquisire le abilità linguistiche necessarie per leggere e comprendere il contenuto di lavori scientifici su argomenti biomedici e per comunicare con i pazienti e con il personale sanitario nei paesi anglofoni. In aggiunta al Corso di lingua inglese, il CCLM o il CAD può offrire agli Studenti la disponibilità di un laboratorio linguistico dotato di materiale didattico interattivo adeguato a conseguire gli stessi obiettivi.
Il CCLM o il CAD affida lo svolgimento del Corso di lingua inglese ad un Professore di ruolo o Ricercatore del settore scientifico-disciplinare L-LIN/12. In alternativa, il CCLM o il CAD dispone la stipula di un contratto, di norma con un esperto di discipline bio-mediche di lingua-madre inglese.
Preparazione della Tesi di Laurea
Lo Studente ha a disposizione 18 CFU da dedicare alla preparazione della Tesi di Laurea e della prova finale di esame. Il presente Regolamento esplicita le norme che il Corso di Laurea Magistrale prevede per la conduzione del lavoro di tesi (punti 13 e 14).
4bis. Il tirocinio pratico-valutativo (approvato nel CAD del 10 Settembre 2018)
Norme generali
Per quanto previsto dall’art. 3 del DM 9 Maggio 2018 n. 58, il tirocinio pratico-valutativo:
E’ volto ad accertare le capacità dello studente relative al saper fare e al saper essere medico, che consiste nell’applicare le conoscenze biomediche e cliniche alla pratica medica, nel risolvere questioni di deontologia professionale e di etica medica, nel dimostrare attitudine a risolvere problemi clinici afferenti alle aree della medicina e della chirurgia e delle relative specialità, della diagnostica di laboratorio e strumentale e della sanità pubblica, ad applicare i principi della comunicazione efficace;
Dura complessivamente tre mesi, è espletato non prima del quinto anno di corso e purchè siano stati sostenuti positivamente tutti gli esami fondamentali relativi ai primi quattro anni di corso, previsti dall’ordinamento didattico del Corso di Lauurea, ed è organizzato secondo quanto stabilito dall’ordinamento e dal regolamento didattico;
Si svolge per un numero di ore corrispondenti ad almeno 5 CFU per ciascuna mensilità (ad ogni CFU riservato al tirocinio debbono corrispondere almeno 20 ore di attività didattica professionalizzante e non oltre 5 ore di studio individuale) e si articola nei seguenti periodi, anche non consecutivi: un mese in area chirurgica, un mese in area medica, un mese nello specifico ambito della Medicina Generale, quest’ultimo da svolgersi non prima del sesto anno di corso, presso l’ambulatorio di un Medico di Medicina Generale. I 15 CFU riservati alle attività del tirocinio pratico-valutativo fanno parte dei 60 CFU dedicati all’attività didattica professionalizzante;
La certificazione della frequenza e la valutazione dei periodi di tirocinio avvengono sotto la diretta responsabilità e a cura del docente universitario o del dirigente medico, responsabile della struttura frequentata dal tirocinante, e dal medico di Medicina generale, che rilasciano formale attestazione della frequenza ed esprimono, dopo aver valutato i risultati relativi alle competenze dimostrate, in caso positivo, un giudizio di idoneità, su un libretto-diario, che si articola in una parte descrittiva delle attività svolte e di una parte valutativa delle competenze dimostrate;
Si intende superato solo in caso di conseguimento del giudizio di idoneità per ciascuno dei tre periodi.
Norme specifiche
Ogni tirocinio di area medica o chirurgica, si potrà svolgere anche in diverse divisioni cliniche di area medica o di area chirurgica, come previsto nel Regolamento didattico della Sede. In questo caso, ogni tutor delle diverse divisioni rilascerà un giudizio sintetico sul candidato, da cui deriverà il giudizio di valutazione complessiva del candidato, ad opera del tutor coordinatore di area medica e/o chirurgica;
Il tirocinio pratico-valutativo si potrà svolgere utilizzando anche i mesi in cui non si eroghi normalmente attività didattica (generalmente gennaio, febbraio, giugno, luglio, agosto, settembre) per il raggiungimento delle 100 ore certificabili ai fini del DM.
I Principi Ispiratori della Valutazione
I principi cui si ispirano i criteri della valutazione del “saper fare” e del “saper essere” medico, sono volti a caratterizzare il livello di maturazione e di consapevolezza della propria professionalità e della propria identità professionale che lo studente acquisisce nel corso degli ultimi due anni di frequenza, sia nel campo delle proprie competenze cliniche, per quanto riguarda le conoscenze e le evidenze scientifiche, le abilità cliniche, le capacità comunicative e le corrette capacità di ragionamento clinico, sia per quanto riguarda l’accrescimento delle capacità personali a sapersi prendere cura dei pazienti, l’impegno all’onestà, all’integrità e all’entusiasmo nella pratica della medicina, alle capacità a sapersi relazionare con le diverse figure professionali che hanno parte attiva nel team di cura, l’impegno a voler raggiungere l’eccellenza.
A questi principi si ispira la griglia di valutazione che sarà approvata dal CAD/CCL in accordo a quanto proposto dalla Conferenza Permanente dei Presidenti di Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, dalla Conferenza Premanente dei Presidi/Presidenti delle Facoltà/Scuole di Medicina e Chirurgia e approvato dal Comitato Esecutivo della FNOMCEO in data 7 Settembre 2018..
I Docenti tutor dovranno avere la consapevolezza che tali tirocini, al pari delle altre attività professionalizzanti del Corso di Laurea, dovranno, allo stesso tempo, saper promuovere queste capacità negli Studenti che saranno successivamente valutati. Risultati efficaci potranno essere raggiunti attraverso un impegno forte all’interno del patto formativo docente-studente, nell’ambito della pratica clinica quotidiana.
5.Procedure per l'attribuzione dei compiti didattici
Ai fini della programmazione didattica, il Consiglio di Facoltà, su proposta del CCLM o del CAD:
• definisce la propria finalità formativa secondo gli obiettivi generali descritti dal profilo professionale del Laureato specialista in Medicina e Chirurgia, applicandoli alla situazione e alle necessità locali così da utilizzare nel modo più efficace le proprie risorse didattiche e scientifiche.
• approva il curriculum degli studi del CCLM o del CAD, coerente con le proprie finalità, ottenuto aggregando – in un numero massimo di 36 corsi – gli obiettivi formativi specifici ed essenziali (“core curriculum”) derivanti dagli ambiti disciplinari propri della classe.
• ratifica – nel rispetto delle competenze individuali – l’attribuzione ai singoli docenti dei compiti didattici necessari al conseguimento degli obiettivi formativi del “core curriculum”, fermo restando che l’attribuzione di compiti didattici individuali ai Docenti non identifica titolarità disciplinari di corsi d’insegnamento.
6.Consiglio Didattico attivato dalla Facoltà: Corso di Laurea Magistrale (CCLM) o Consiglio di Area Didattica (CAD) e suoi Organi
Sono organi del CCLM o del CAD il Presidente, il Vicepresidente e la Commissione Tecnica di Programmazione didattico-pedagogica.
Fanno parte del CCLM o del CAD:
a) i professori di ruolo che vi afferiscono;
b) i ricercatori ed equiparati ai sensi del DPR 382/1980 e 341/1990 che svolgono, a seguito di delibera del Consiglio, attività didattica nel Corso di Laurea;
c) quanti ricoprono per contratto corsi di insegnamento e i lettori di lingue afferenti al Corso di Laurea;
d) i rappresentanti degli studenti iscritti nel Corso di Laurea. Per gli eligendi e i collegi elettorali valgono le regole riportate nel Regolamento di Facoltà.
I componenti del Consiglio di cui alle lettere “a-b” concorrono a formare il numero legale.
Le delibere riguardanti le persone dei docenti vengono assunte in seduta ristretta alla/e fascia/e interessata/e.
Il CCLM o il CAD è presieduto dal Presidente. Questi è eletto dal CCLM o dal CAD tra i professori di ruolo, e resta in carica per tre anni accademici. L’elettorato attivo è riservato ai Professori e Ricercatori componenti il Consiglio di Corso di Laurea. Il Presidente coordina le attività del Corso di Laurea, convoca e presiede il Consiglio e la Commissione Tecnica di Programmazione didattico-pedagogica, e rappresenta il Corso di Laurea nei consessi accademici ed all’esterno, nel rispetto dei deliberati del Consiglio.
Il CCLM o il CAD elegge, con le stesse modalità del comma precedente, un Vicepresidente, scelto tra i docenti di ruolo. Egli coadiuva il Presidente in tutte le sue funzioni e ne assume i compiti in caso di impedimento. Il Vicepresidente resta in carica per il mandato del Presidente.
Il Presidente convoca il Consiglio di norma almeno dieci giorni prima della seduta, attraverso comunicazione scritta e, ove possibile, per posta elettronica indirizzata ai membri del Consiglio nella sede abituale di lavoro. La convocazione deve indicare data, ora e sede della seduta, nonché l’ordine del giorno. Il Presidente convoca inoltre il Consiglio in seduta straordinaria su richiesta di almeno la metà dei componenti della CTP o di almeno il 20% dei componenti del Consiglio.
Il funzionamento del CCLM o del CAD è conforme a quanto disposto dal Regolamento di Facoltà.
Il CCLM o il CAD, su mandato del Consiglio di Facoltà, istituisce una Commissione Tecnica di Programmazione didattico-pedagogica (CTP).
La CTP è presieduta dal Presidente del CCLM o del CAD ed è costituita da Docenti e, se necessario, da altri professionisti qualificati, scelti in base alle loro competenze tecniche specifiche in ambito didattico e pedagogico, in relazione alle necessità formative e alle risorse del Corso di Laurea.
La Commissione Tecnica di Programmazione didattico-pedagogica (CTP) è composta dal Presidente e dal Vicepresidente del CCLM e del CAD, dai Coordinatori Didattici di Semestre, e da un rappresentante degli studenti, eletti dal CCLM o dal CAD. Il Presidente può integrare la CTP con non oltre tre membri, ai quali possono essere attribuite specifiche deleghe.
La CTP resta in carica per tre anni accademici, corrispondenti a quelli del Presidente.
La mancata partecipazione agli incontri della CTP per tre volte consecutive senza aver addotto giustificazione scritta, o per cinque volte consecutive anche con giustificazione, implica la decadenza automatica dalla CTP per i membri designati dal Presidente e per il rappresentante degli studenti, e dalla CTP e dalla carica di Coordinatore Didattico di Semestre per i Coordinatori di Semestre.
La CTP, consultati i Coordinatori dei Corsi ed i Docenti dei settori scientifico-disciplinari afferenti agli ambiti disciplinari della classe, esercita le seguenti funzioni istruttorie nei confronti del CCLM o del CAD, o deliberative su specifico mandato dello stesso:
1.identifica gli obiettivi formativi del “core curriculum” ed attribuisce loro i crediti formativi, in base all’impegno temporale complessivo richiesto agli Studenti per il loro conseguimento;
2.aggrega gli obiettivi formativi nei corsi di insegnamento che risultano funzionali alle finalità formative del CLMMC;
3.propone con il consenso degli interessati, le afferenze ai Corsi di insegnamento dei Professori e dei Ricercatori, tenendo conto delle necessità didattiche del CLMMC, delle appartenenze dei docenti ai settori scientifico-disciplinari, delle loro propensioni e del carico didattico individuale;
4.pianifica con i Coordinatori e di concerto con i Docenti l’assegnazione ai Professori e ai Ricercatori dei compiti didattici specifici, finalizzati al conseguimento degli obiettivi formativi di ciascun Corso, garantendo nello stesso tempo l’efficacia formativa e il rispetto delle competenze individuali;
5.individua con i Docenti le metodologie didattiche adeguate al conseguimento dei singoli obiettivi didattico-formativi;
6.organizza l'offerta di attività didattiche elettive e ne propone al CCLM o al CAD l'attivazione.
La CTP, inoltre:
1.discute con i docenti la modalità di preparazione delle prove - formative e certificative - di valutazione dell’apprendimento, coerentemente con gli obiettivi formativi prefissati;
2.organizza il monitoraggio permanente di tutte le attività didattiche con la valutazione di qualità dei loro risultati, anche attraverso le valutazioni ufficialmente espresse dagli studenti;
3.promuove iniziative di aggiornamento didattico e pedagogico dei docenti, d’intesa con l’Osservatorio Didattico Permanente di Facoltà;
4.organizza un servizio permanente di tutoraggio degli studenti, al fine di facilitarne la progressione negli studi.
Al termine di ogni anno accademico la CTP è tenuta a presentare al CCLM o al CAD una relazione scritta sulle attività svolte.
Le funzioni svolte dai componenti della CTP sono riconosciute come compiti istituzionali e pertanto certificate dalle Autorità accademiche come attività inerenti alla didattica.
I Coordinatori Didattici di Semestre sono designati dal CCLM o dal CAD e convocano i Coordinatori Didattici di Corso Integrato ed una rappresentanza degli studenti del proprio semestre con funzioni organizzative e di proposta per la Commissione Tecnica di Programmazione didattico-pedagogica.
I Coordinatori Didattici di Semestre sono designati dal CCLM/CAD di norma nell’ambito dei docenti che svolgono attività didattica nei corsi di un determinato semestre.
Le funzioni del Coordinatore di Semestre sono principalmente quelle di:
• Convocare i Docenti dei Corsi Integrati del relativo semestre almeno una volta l’anno un numero di giorni congruo prima dell’inizio delle lezioni del relativo semestre;
• definire l’orario didattico relativo ad ogni anno accademico, in accordo con i Coordinatori di CI e nel rispetto dei crediti formativi (comprensivi delle prove in itinere) assegnati alle rispettive attività;
• definire il calendario annuale delle prove di esame relative al proprio semestre in accordo con i Coordinatori dei singoli CI, nel rispetto di una logica di propedeuticità e della sequenza temporale;
• definire le modalità relative alle prove di esame, sentiti i Coordinatori dei CI;
• proporre alla CTP eventuali modifiche dell’organizzazione dei Corsi Integrati del semestre, sentiti i docenti interessati;
• proporre modalità didattiche innovative;
• proporre annualmente la conferma/nomina dei Coordinatori di CI alla C.T.P., che ne investe il CCLM/CAD
Il Coordinatore Didattico di semestre deve essere il referente degli studenti per eventuali richieste di modifica della didattica dell’intero semestre (es: la modifica del calendario di esami, una maggiore interazione/integrazione tra i diversi corsi, variazioni dell’orario dell’intero semestre etc) o per segnalazioni di eventuali carenze didattiche rilevate durante il semestre.
I Coordinatori di Corso Integrato sono designati dal CCLM/CAD su proposta del Coordinatore di Semestre e della CTP di norma nell’ambito dei docenti di un determinato Corso Integrato.
Le funzioni del Coordinatore di Corso Integrato sono principalmente quelle di:
• Organizzare un elenco aggiornato di tutti i docenti con relativi indirizzi (e-mail, telefono fisso e mobile) per ogni comunicazione;
• Garantire la disponibilità per docenti e discenti a mezzo telefono o e-mail (con risposta nelle 24 ore lavorative);
• Impostare una lista di distribuzione di posta elettronica di tutti i docenti, comprensiva dell’indirizzo del Coordinatore di Semestre (GRUPPO DOCENTI);
• Convocare i Docenti del Corso Integrato per pianificare e/o modificare il Corso, almeno due volte l’anno (ad inizio e fine semestre);
• Definire l’orario didattico relativo ad ogni anno accademico, nel rispetto dei crediti formativi (comprensivi delle prove in itinere) assegnati alle rispettive attività e discipline;
• Curare ed aggiornare l’informazione relativa alle attività del Corso Integrato tramite una bacheca fisica e una virtuale;
• Proporre un’adeguata offerta di Attività Didattiche Elettive (all’inizio del semestre) e coordinare quelle che saranno state approvate dal Coordinatore Didattico di Semestre;
• Definire il calendario annuale delle prove di esame, o in itinere, relative al Corso Integrato (in accordo con il Coordinatore di Semestre);
• Definire le modalità relative alle prove di esame, o in itinere, d’intesa con il Presidente della Commissione d’esame e con la C.T.P.;
• Proporre al Coordinatore di Semestre eventuali modifiche dell’organizzazione del Corso o del corpo docente;
• Proporre al Coordinatore di Semestre eventuali modalità didattiche innovative;
• Presiedere, di norma, la Commissione di esame del corso da lui coordinato e ne propone la composizione.
Il Coordinatore di Corso Integrato deve essere il referente degli studenti per eventuali richieste di modifica della didattica del Corso (es: la modifica del calendario di esami, una maggiore interazione/integrazione tra i diversi moduli del corso, etc) o per segnalazioni di eventuali carenze didattiche rilevate durante il corso.
Il CCLM/CAD o la CTP possono insediare Commissioni Didattiche definendone finalità, compiti e scadenze. La designazione dei componenti di dette Commissioni è fondata su criteri di competenza specifica e di rappresentatività. La mancata partecipazione agli incontri delle Commissioni per tre volte consecutive senza aver addotto giustificazione scritta, o per cinque volte consecutive anche con giustificazione, implica la decadenza automatica.
7.Tutorato
Si definiscono due distinte figure di Tutore:
a)la prima è quella del "consigliere" e cioè del Docente al quale il singolo Studente può rivolgersi per avere suggerimenti e consigli inerenti la sua carriera scolastica. Il Tutore al quale lo Studente viene affidato dal CCLM/CAD è lo stesso per tutta la durata degli Studi o per parte di essa. Tutti i Docenti e Ricercatori del Corso di Laurea sono tenuti a rendersi disponibili per svolgere le mansioni di Tutore.
b)La seconda figura è quella del Docente-Tutore (di base, pre-clinico e clinico) al quale un piccolo numero di Studenti è affidato per lo svolgimento delle attività didattiche tutoriali (vedi) previste nel Documento di Programmazione Didattica. Questa attività tutoriale configura un vero e proprio compito didattico. Ogni Docente-Tutore è tenuto a coordinare le proprie funzioni con le attività didattiche dei corsi di insegnamento che ne condividono gli obiettivi formativi e può essere impegnato anche nella preparazione dei materiali da utilizzare nella didattica tutoriale.
La figura di tutor può essere ricoperta sia dai docenti, sia da studenti opportunamente selezionati. Un rapporto numerico funzionale è mirato a creare un dialogo costante tra tutor e studente in modo da poter al meglio interpretare e favorire le necessità culturali di quest’ultimo e intervenire su eventuali criticità logistiche o relative a specifici insegnamenti. Il tutoraggio nell’ambito dei corsi di studio triennali è in particolare indirizzato a facilitare lo studente nel superamento delle difficoltà che non poche volte risiedono nel passaggio dal regime della scuola secondaria superiore al sistema universitario.
Il CAD/CCLM favorisce l’attivazione e implementa, per quanto nelle proprie possibilità, l’utilizzo di altre forme di didattica tutoriale quali:
Tutorato di orientamento in ingresso, in itinere ed in uscita dal Corso di Studio. Prevede il supporto nella ricerca, raccolta e diffusione di informazioni relative al Corso e alle attività didattiche, l’affiancamento nella comprensione dei diversi aspetti della vita universitaria, l’assistenza nel disbrigo di pratiche amministrative, l’assistenza per l’organizzazione dello studio e del piano degli esami, la partecipazione agli eventi orientativi e informativi promossi dall’Ateneo.
Tutorato di orientamento internazionale. E’ un servizio di accoglienza e integrazione rivolto agli studenti Erasmus in entrata e in uscita. Prevede il supporto per una prima integrazione e mediazione linguistico-culturale, al fine di agevolare l’inserimento nel contesto universitario e cittadino di tali studenti.
Tutorato didattico. Prevede interventi soprattutto di carattere didattico, utili a fronteggiare disagi specifici che lo studente incontra rispetto a determinati insegnamenti o laboratori del Corso di Studio prescelto. Gli interventi consistono in attività integrative nel caso degli insegnamenti, e in affiancamenti nel caso dei laboratori.
Tutorato metodologico rivolto a studenti in difficoltà. servizio di tutorato rivolto agli studenti che incontrano difficoltà nell’adattamento all’ambiente universitario e alle modalità di apprendimento, o con disagio temporaneo, che trovano ostacoli nella progressione degli studi a causa di carenze di tipo metodologico e di autogestione dello studio, che intendono affrontare ansie ed emozioni tipiche del processo di studio e delle prove di esame, che intendono migliorare il proprio rendimento negli studi.
Tutorato specializzato di supporto agli studenti con disabilità o con disturbi specifici dell’apprendimento. Lo scopo è quello di ridurre o eliminare gli ostacoli per garantire un adeguato inserimento nell’ambiente universitario (accompagnamento a lezione, recupero di appunti, intermediazione con i docenti, affiancamento allo studio, prenotazione dei posti a lezione, disbrigo pratiche amministrative e di segreteria e altro).
Sono inoltre promosse attività di tutorato alla pari, svolte dagli studenti nelle forme e secondo quanto previsto dalla Legge 390/91 e dal Regolammento di Ateneo per le collaborazioni. In quest’ultimo ambito sono considerati gli studenti iscritti agli ultimi 3 anni del corso di laurea magistrale, gli specializzandi,
8.Obbligo di frequenza
Lo Studente è tenuto a frequentare le attività didattiche formali, non formali e professionalizzanti del CLMMC per un numero non inferiore alle 5500 ore.
La frequenza viene verificata dai Docenti adottando di norma le modalità di accertamento stabilite dal CCLM o dal CAD, su indicazione della CTP.
L’attestazione di frequenza alle attività didattiche obbligatorie di un Corso di insegnamento è necessaria allo Studente per sostenere il relativo esame.
Lo Studente che non abbia ottenuto l’attestazione di frequenza ad almeno il 67% delle ore previste per ciascun Corso ufficiale di un determinato anno, nel successivo anno accademico ha l’obbligo di frequenza ai corsi per i quali non ha ottenuto l’attestazione.
Per quanto attiene la frequenza degli studenti non iscritti al CLM in Medicina della nostra Facoltà, e frequentanti fino a due Corsi Integrati “ex art. 6” soprattutto nei primi due anni di Corso, è consentito ai richiedenti frequentare i corsi, fatti salvi i limiti strutturali delle Aule e dei Laboratori utilizzati.
Ai fini di evitare l’obsolescenza dei CFU acquisiti, non sono consentite più di 8 ripetizioni di anni di corso nell’intero corso di studi, sia per gli studenti a tempo pieno che per quelli a tempo parziale. La sospensione della frequenza per un numero di anni superiore a sei impone l'iscrizione ad un anno di corso deliberato dal competente Consiglio della Struttura didattica, sia per gli studenti a tempo pieno che per quelli a tempo parziale.
Esoneri dalle frequenze
È possibile richiedere l’esenzione dalla frequenza per gravi e documentati problemi familiari o di salute; in caso di malattia la relativa documentazione dovrà essere rilasciata da idonea struttura del SSN. La richiesta di esonero deve essere presentata tempestivamente alla Presidenza del Corso di Laurea Magistrale o del Consiglio di Area Didattica.
L’esonero dalle frequenze, eventualmente accordato per gravi documentati motivi, deve in ogni caso fare rispettare la percentuale minima di frequenze prevista dalle norme vigenti (67%). Se per gravi documentati motivi di salute non è stato possibile conseguire il minimo delle presenze in un Corso Integrato, è data facoltà di recupero delle presenze mancanti nel corso dell'anno accademico immediatamente successivo.
9.Apprendimento autonomo
Il Corso di Laurea garantisce agli Studenti la disponibilità di un numero di ore mediamente non inferiore alla metà di quelle previste per il raggiungimento dei 360 CFU utili al conseguimento del titolo completamente libere da attività didattiche condotte alla presenza dei Docenti, onde consentire loro di dedicarsi all'apprendimento autonomo e guidato.
Le ore riservate all'apprendimento sono dedicate:
- All’utilizzazione individuale, o nell'ambito di piccoli gruppi, in modo autonomo o dietro indicazione dei Docenti, dei sussidi didattici messi a disposizione dal Corso di Laurea per l'auto-apprendimento e per l'auto-valutazione, al fine di conseguire gli obiettivi formativi prefissi. I sussidi didattici (testi, simulatori, manichini, audiovisivi, programmi per computer, etc.) saranno collocati, nei limiti del possibile, in spazi gestiti da Personale della Facoltà;
- All'internato presso strutture universitarie scelte dallo Studente, inteso a conseguire particolari obiettivi formativi.
- Allo studio personale, per la preparazione degli esami.
10. Programmazione didattica
Le attività didattiche di tutti gli anni di corso hanno inizio durante la prima settimana di Ottobre.
Prima dell'inizio dell'anno accademico con adeguato anticipo sulla data di inizio dei corsi il CCLM o il CAD approva e pubblica il documento di Programmazione Didattica predisposto dal Presidente, coadiuvato dalla CTP, nel quale vengono definiti:
1.il piano degli studi del Corso di Laurea
2.le sedi delle attività formative professionalizzanti e del tirocinio post-laurea
3.le attività didattiche elettive
4.il calendario delle attività didattiche e degli appelli di esame
5.i programmi dei singoli Corsi
6.i compiti didattici attribuiti a Docenti e Tutori
Il CCLM o il CAD in Medicina e Chirurgia propone al Consiglio di Facoltà l’utilizzazione delle risorse finanziarie, con particolare riferimento alla destinazione ed alla modalità di copertura dei ruoli di Professore e di Ricercatore.
11. Progressione degli studi e Propedeuticità
Ai fini di poter assicurare una corretta cadenza temporale dello svolgimento degli esami di profitto, per poter sostenere gli esami dell'anno successivo, è necessario che gli studenti abbiano superato tutti gli esami previsti secondo la seguente tabella, al termine della sessione degli esami di recupero fissato dall'Ateneo, fatte salve eventuali motivate delibere del CCLM/CAD:
Per sostenere gli esami del II anno, occorre aver superato 2 esami del primo anno
Per sostenere gli esami del III anno, occorre aver superato Tutti gli esami del primo anno
Per sostenere gli esami del IV anno, occorre aver superato Tutti gli esami dei primi due anni e 1 esame del III anno
Per sostenere gli esami del V anno, occorre aver superato Tutti gli esami dei primi tre anni
Per sostenere gli esami del VI anno, occorre aver superato Tutti gli esami dei primi quattro anni e 2 esami del V anno
Per gli Ordinamenti antecedenti al nuovo ordinamento didattico (Tab. XVIII/96 e ex D.M. 509/99) vigono le rispettive normative. Dato che la verifica del rispetto della propedeudicità viene effettuata al momento in cui si richiede un certificato degli esami sostenuti o nel momento in cui si richiede di sostenere l'esame di laurea, è responsabilità ed interesse dello studente il rispetto delle norme su riportate. Gli esami superati al di fuori del rispetto della tabella sopra riportata, saranno annullati dalla Segreteria Amministrativa in sede di verifica delle propedeuticità, prima di sostenere l’esame di laurea.
Sono fortemente consigliate le seguenti Propedeuticità culturali:
Per sostenere l’esame di Biochimica e biologia molecolare occorre possedere una adeguata conoscenza di Chimica e propedeutica biochimica, Fisica medica.
Per sostenere l’esame di Anatomia umana e clinica, occorre possedere una adeguata conoscenza di Istologia ed Embriologia.
Per sostenere l’esame di Fisiologia umana, occorre possedere una adeguata conoscenza di Fisica, Chimica e propedeutica biochimica, Biologia e genetica, Istologia ed embriologia, Anatomia umana e clinica.
Per sostenere gli esami di Patologia e fisiopatologia generale, Immunologia e immunopatologia e Le basi della medicina di laboratorio, occorre possedere una adeguata conoscenza di Fisiologia umana, Biochimica e biologia molecolare, Microbiologia.
Per sostenere l’esame di Metodologia medico-scientifica e scienze umane Clinica e Diagnostica, occorre possedere una adeguata conoscenza di Anatomia umana e clinica, Fisiologia umana, Biochimica e biologia molecolare, Microbiologia.
Per sostenere gli esami del IV anno, occorre possedere una adeguata conoscenza di Patologia e fisiopatologia generale, Metodologia medico-scientifica e scienze umane di base, Metodologia e Scienze Umane traslazionali, Metodologia e scienze Umane Cliniche e Diagnostiche, Immunologia e immunopatologia.
Le propedeuticità culturali potranno di nuovo essere definite e consigliate dal competente Consiglio della Struttura didattica.
La sospensione della frequenza per un numero di anni superiore a sei impone l'iscrizione ad un anno di corso deliberato dal competente Consiglio della Struttura didattica, sia per gli studenti a tempo pieno che per quelli a tempo parziale.
Per quanto riguarda eventuali cambi di corso per esami singoli, non è consentito sostenere esami in CLMMC diverso dal proprio, ad eccezione di un solo esame nell’arco dei sei anni,e cioè nell’intero percorso di studi: lo studente può farlo previa certificazione delle presenze da parte del docente del CLMMC di appartenenza, nulla osta del docente che accoglie e nulla osta del Presidente del CLMMC accettante. Inoltre, per le richieste effettuate per “continuità didattica” (studenti che hanno ottenuto il cambio di corso e che vogliano sostenere esami frequentati nel corso di provenienza), lo studente può farlo previa certificazione delle presenze da parte del docente del CLMMC di appartenenza, nulla osta del docente che accoglie e nulla osta del Presidente del CLMMC accettante. Restano ferme le prerogative del Preside nell'autorizzazione di tali richieste. Gli studenti seguiranno le procedure previste dal sistema INFOSTUD.
12.Decadenza e termine di conseguimento del titolo di studio
Gli studenti fuori corso iscritti a Corsi di studio di vecchio ordinamento decadono dalla qualità di studente se non sostengono esami per otto anni accademici consecutivi, sia per gli studenti a tempo pieno che per quelli a tempo parziale.
Gli studenti fuori corso iscritti a tempo pieno o a tempo parziale a Corsi di studio di Ordinamento ex D.M. 509/99 e D.M. 270/04 devono superare le prove mancanti al completamento della propria carriera universitaria entro un termine pari al doppio della durata normale del Corso di studio, se non altrimenti stabilito dai regolamenti didattici di Facoltà [esempio per studente a tempo pieno : uno studente iscritto ad un Corso di laurea magistrale deve superare le prove previste dal suo corso entro 6 anni (durata legale del Corso) + 12 (il doppio della durata legale) quindi entro 18 anni complessivi].
13.Verifica dell’apprendimento
Il CCLM/CAD, su indicazione della CTP, stabilisce le tipologie ed il numero delle prove di esame necessarie per valutare l'apprendimento degli Studenti nonché, su proposta dei Coordinatori dei Corsi, la composizione delle relative Commissioni.
Il numero complessivo degli esami curriculari non può superare quello dei corsi ufficiali stabiliti dall’ordinamento e non deve comunque superare il numero di 36 nei sei anni di corso.
La verifica dell'apprendimento può avvenire attraverso valutazioni formative e valutazioni certificative.
Valutazioni formative:
- prove in itinere sono esclusivamente intese a rilevare l’efficacia dei processi di apprendimento e d’insegnamento nei confronti di contenuti determinati.
Quando attuate, non hanno valore certificativo, non sono obbligatorie (per lo studente) e non esonerano lo studente dal presentare tutta la materia del Corso Integrato in sede di esame, avendo come unico scopo quello di aiutarlo nel controllare lo stato della sua preparazione.
- prove idoneative, poste alla fine di uno dei Semestri del Corso, possono essere sostenute facoltativamente dallo studente. In esse viene accertata la preparazione relativa al programma svolto nel semestre stesso; l’esito viene annotato su apposito libretti-diario con votazione in trentesimi e -se superato- naturalmente non dà luogo a nuovo accertamento in sede di esame. Lo studente è comunque tenuto a dimostrare in sede di esame la conoscenza degli argomenti del colloquio tramite richiami o riferimenti.
Le valutazioni certificative (esami di profitto) sono invece finalizzate a valutare, e quantificare con votazione in trentesimi, il conseguimento degli obiettivi dei corsi, certificando il grado di preparazione individuale degli Studenti.
Gli esami di profitto possono essere effettuati esclusivamente nei periodi a ciò dedicati e denominati sessioni d’esame.
I momenti di verifica non possono coincidere con i periodi nei quali si svolgono le attività ufficiali, né con altri che comunque possano limitare la partecipazione degli Studenti a tali attività.
Sessioni di esame:
I° Semestre: la sessione ordinaria è fissata al termine del ciclo didattico corrispondente (Gennaio/Febbraio), le sessioni di recupero nei mesi di Giugno, Luglio e Settembre.
II° Semestre: la sessione ordinaria è fissata al termine del ciclo didattico corrispondente (Giugno/Luglio), le sessioni di recupero nei mesi di Settembre e Gennaio e Febbraio dell'anno successivo.
In ogni sessione sono definite le date di inizio degli appelli, distanziate di almeno due settimane. Il numero degli appelli è fissato in almeno due per ogni sessione di esame.
Per gli Studenti fuori corso, possono essere istituiti ulteriori appelli d’esame.
Lo studente è iscritto “fuori corso” qualora abbia seguito il corso di studi per la sua intera durata senza tuttavia aver conseguito il titolo accademico o senza aver superato tutti gli esami necessari per l’ammissione all’esame finale.
Eventuali sessioni straordinarie possono essere istituite su delibera del CCLM/CAD, in ogni caso al di fuori dei periodi di attività didattica.
Il calendario degli esami sarà affisso, con adeguato anticipo, nella pagina WEB della Facoltà di Medicina e Psicologia.
La Commissione di esame è costituita da almeno due Docenti impegnati nel relativo Corso di insegnamento ed è presieduta, di norma, dal Coordinatore del corso integrato, che è il docente cui spetta il compito della verbalizzazione dei risultati sul sistema informatico di Ateneo. Fanno parte della commissione d’esame tutti i docenti cui è stato conferito affidamento didattico, a diverso titolo, nei moduli didattici del corso integrato. Possono far parte della commissione d’esame altri docenti appartenenti ai settori scientifici disciplinari del corso integrato e i cultori della materia, entrambi indicati dal docente coordinatore del corso integrato.
E’ possibile l’articolazione delle commissioni in sottocommissioni; in tale caso, gli esami dovranno, comunque, svolgersi sotto la sorveglianza del Presidente della Commissione, cui spetta anche verbalizzarne i risultati.
Le Commissioni sono nominate dal Presidente del Consiglio di Area didattica all’inizio di ciascun anno accademico, su proposta del docente coordinatore del corso integrato.
Per quanto non stabilito specificamente nel regolamento del corso di studio si fa riferimento all’art. 24 del vigente Regolamento Didattico di Ateneo.
Sarà cura del Docente coordinatore del corso integrato l’assicurazione del corretto svolgimento delle prove d’esame previste nel calendario degli esami pubblicato all’inizio dell’anno accademico.
Sono consentite modalità differenziate di valutazione, anche consistenti in fasi successive del medesimo esame:
- prove orali tradizionali e prove scritte oggettive e strutturate (per la valutazione di obiettivi cognitivi);
- prove pratiche e prove simulate (per la valutazione delle competenze cliniche e delle capacità gestuali e relazionali).
14.Attività formative per la preparazione della prova finale
Lo Studente ha a disposizione 18 crediti finalizzati alla preparazione della tesi di laurea presso strutture universitarie cliniche o di base. Tale attività dello Studente viene definita "Internato di Laurea"; questo dovrà essere svolto al di fuori dell’orario dedicato alle altre attività formative, non dovrà sovrapporsi a quelle a scelta dello studente (ADE) e dovrà essere richiesto, di norma, nel mese di dicembre del IV/V anno.
Lo Studente che intenda svolgere l’Internato di Laurea in una determinata struttura deve presentare al Direttore della stessa una formale richiesta corredata del proprio curriculum (elenco degli esami sostenuti e voti conseguiti in ciascuno di essi, elenco delle attività opzionali seguite, stage in laboratori o cliniche o qualsiasi altra attività compiuta ai fini della formazione).
Il Direttore della struttura, sentiti i Docenti afferenti alla stessa e verificata la disponibilità di posti, accoglie la richiesta ed affida ad un Tutore, eventualmente indicato dallo Studente, la responsabilità del controllo e della certificazione delle attività svolte dallo Studente stesso nella struttura.
L’internato all’estero può, su richiesta, essere computato ai fini del tirocinio per la preparazione della tesi.
15.Esame di Laurea
L’esame di Laurea verte sulla discussione di una tesi elaborata in modo originale dallo studente sotto la guida di un relatore; può essere prevista la figura di un docente correlatore e/o di un secondo relatore
Per essere ammesso a sostenere l’Esame di Laurea, lo Studente deve:
1. aver seguito tutti i Corsi ed avere superato i relativi esami.
2. aver ottenuto, complessivamente, 360 CFU articolati in 6 anni di corso.
3. aver consegnato:
i. alla Segreteria Amministrativa Studenti domanda al Rettore e i documenti richiesti dall’Ateneo, nei tempi previsti dalla stessa Segreteria Amministrativa;
ii. alla Segreteria Didattica una copia della tesi almeno 10 giorni prima della seduta di laurea.
L’esame di Laurea si svolge nei medesimi periodi delle sessioni degli esami di profitto. Possono comunque essere previste sedute di Esame di Laurea nei mesi di Gennaio, Marzo e Ottobre.
A determinare il voto di laurea, espresso in centodecimi, contribuiscono in modo indicativo i seguenti parametri:
a) la media aritmetica dei voti conseguiti negli esami curriculari, espressa in centodecimi (il voto 30 e lode viene calcolato come 30);
b) i punti attribuiti dalla Commissione di Laurea in sede di discussione della tesi, fino ad un massimo di 7 punti:
1. Tipologia della ricerca (studio sperimentale; presentazione di casistica; case report; studio compilativo): punteggio massimo 4 punti; il carattere sperimentale della tesi di laurea, che sarà insindacabilmente giudicato dalla commissione, deve essere supportato dalle caratteristiche di originalità e/o innovatività dello studio condotto, oltre che dal rispetto della metodologia scientifica adottata, che deve originare da conclusioni basate su evidenze originali scientificamente valide*.
2. Qualità della presentazione: punteggio massimo 1 punto;
3. Padronanza dell’argomento: punteggio massimo 1 punto;
4. Abilità nella discussione: punteggio massimo 1 punto.
c) i punti attributi per la durata del corso (in corso/fuori corso): punteggio massimo 3 punti;
d) i punti per le lodi ottenute negli esami di profitto (almeno 3/6 lodi): punteggio massimo 2 punti;
e) i punti per coinvolgimento in programmi di scambio internazionale (n. mesi: 2-3/5-6): punteggio massimo 2 punti;
Parametri indicativamente utili per la valutazione della carriera ai fini della determinazione voto di Laurea:
1) Lo studente in corso ottiene 3 punti se si laurea entro la sessione estiva (prima sessione utile), 2 punti se si laurea entro la sessione autunnale (a.a. in corso) e 1 punto se si laurea entro la sessione invernale (recupero).
2) Numero di lodi** ottenute agli esami di profitto uguali o maggiori di 6 ottiene 2 punti; uguali o maggiori di 3 ottiene 1 punto.
3) Numero mesi per coinvolgimento in programmi di scambio internazionale riconosciuti dalle Facoltà tra 5 e 6 mesi ottiene 2 punti, tra 2 e 3 mesi ottiene 1 punto.
* Possono essere considerate “sperimentali” anche rassegne meta-analitiche, e analisi retrospettive delle casistiche di studi pluricentrici e di ampi database.
** Il risultato ottenuto al Progress Test svolto negli ultimi tre anni di corso, se superiore a quello medio di Facoltà, è equiparato ad una lode ottenuta nella valutazione di un esame di profitto.
Il voto complessivo, determinato dalla somma dei punteggi previsti dalle voci "a - e" viene arrotondato per eccesso o per difetto al numero intero più vicino.
La lode può venire attribuita al voto di laurea, con parere unanime della Commissione, ai candidati che conseguano un punteggio finale ≥ 113.
La utilizzazione di eventuali mezzi didattici (diapositive, lucidi, presentazioni in PPT, etc.), in numero non superiore a 10, dovrà intendersi come ausilio per il laureando a supporto di una migliore comprensione della esposizione, pertanto non dovrà contenere parti prettamente discorsive, ma unicamente grafici- figure-tabelle, etc.
16.Riconoscimento degli studi compiuti presso altre sedi o altri Corsi di studio
Gli esami superati presso corsi di laurea in Medicina e Chirurgia di altre sedi universitarie Italiane, nonché i crediti in queste conseguiti, sono integralmente riconosciuti.
Gli studi compiuti presso corsi di laurea in Medicina e Chirurgia di altre sedi universitarie della Unione Europea nonché i crediti in queste conseguiti sono riconosciuti con delibera del CCLM/CAD, previo esame del curriculum trasmesso dalla Università di origine e dei programmi dei corsi in quella Università accreditati.
Per il riconoscimento degli studi compiuti presso Corsi di laurea in Medicina di paesi extra-comunitari, il CCLM/CAD affida l'incarico ad un' apposita Commissione di esaminare il curriculum ed i programmi degli esami superati nel paese d'origine.
Sentito il parere della Commissione, il CCLM/CAD riconosce la congruità dei crediti acquisiti e ne delibera il riconoscimento.
I crediti conseguiti da uno Studente che si trasferisca al CLMMC da altro Corso di Laurea della stessa o di altra Università possono essere riconosciuti dopo un giudizio di congruità, espresso dall'apposita Commissione, con gli obiettivi formativi di uno o più insegnamenti compresi nell'ordinamento didattico del CLMMC.
Agli esami convalidati verrà mantenuta la stessa votazione e, in caso di più esami convalidabili, sarà effettuata la media dei voti.
Gli studenti, per poter essere ammessi al secondo anno di corso, devono aver superato almeno la metà degli Esami previsti nel piano degli studi per il primo anno.
Nel caso di ammissione al secondo anno di corso gli studenti sono obbligati ad ottenere le frequenze dei corsi mancanti fino al raggiungimento del minimo del 67% delle frequenze.
Dopo avere deliberato il riconoscimento di un definito numero di crediti, il CCLM/CAD dispone per l'iscrizione regolare dello Studente ad uno dei sei anni di corso, adottando il criterio stabilito per il passaggio agli anni successivi (vedi art. 11 del presente Regolamento)
L'iscrizione ad un determinato anno di corso è comunque condizionata dalla disponibilità di posti, nell'ambito del numero programmato precedentemente deliberato dal CCLM.
17. Riconoscimento della Laurea in Medicina conseguita presso Università estere
La laurea in Medicina e Chirurgia conseguita presso Università straniere viene riconosciuta ove esistano accordi bilaterali o convenzioni internazionali che prevedono l'equipollenza del titolo.
In attesa della disciplina concernente la libera circolazione dei laureati entro l'Unione Europea, le Lauree rilasciate da Atenei dell'Unione saranno riconosciute fatta salva la verifica degli atti che ne attestano la congruità curriculare.
Ove non esistano accordi tra Stati, in base al combinato disposto degli articoli 170 e 332 del T.U. sull’istruzione universitaria, le autorità accademiche possono dichiarare l’equipollenza caso per caso. Ai fini di detto riconoscimento, il CCLM/CAD:
a)accerta l'autenticità della documentazione prodotta e l'affidabilità della Facoltà di origine, basandosi sulle attestazioni di Organismi centrali specificamente qualificati;
b)esamina il curriculum e valuta la congruità, rispetto all'ordinamento didattico vigente, degli obiettivi didattico-formativi, dei programmi di insegnamento e dei crediti a questi attribuiti presso l'Università di origine;
c)dispone che di norma vengano comunque superati gli esami clinici finali (ad esempio Medicina interna e Chirurgia Generale II/ III, Pediatria, Ostetricia e Ginecologia, Emergenze medico-chirurgiche, Metodologia medico-scientifica: Igiene e Sanità Pubblica, Metodologia medico-scientifica: Medicina Legale). Deve inoltre essere preparata e discussa la tesi di laurea.
Qualora soltanto una parte dei crediti conseguiti dal laureato straniero venga riconosciuta congrua con l'ordinamento vigente, il CCLM/CAD dispone l'iscrizione a uno dei sei anni di corso, in base al criterio stabilito per il passaggio agli anni successivi (vedi art. 11).
L'iscrizione ad un determinato anno di corso è comunque condizionata dalla disponibilità di posti nell'ambito del numero programmato precedentemente deliberato dal CCLM/CAD.
I tirocini effettuati prima o dopo la laurea nelle sedi estere (comunitarie ed extracomunitarie) non possono essere riconosciuti ai fini dell'ammissione all'Esame di abilitazione professionale.
Per i laureati extracomunitari si richiamano le disposizioni del DPR 31 Agosto 1999, n. 394.
18. Riconoscimento degli studi Vecchio Ordinamento (Tab. XVIII pre ’86)
Agli studenti degli ordinamenti precedenti e progressivamente disattivati, eventualmente provenienti da altre Facoltà, può essere assicurata a garanzia del completamento degli studi, l’iscrizione in soprannumero all’ordinamento attualmente attivo (D.M. 270/2004), con riconoscimento degli esami sostenuti e posizionamento nel relativo anno di corso e correlati obblighi di frequenza, in base al criterio stabilito per il passaggio agli anni successivi (art. 11 del presente Regolamento Didattico). Dovranno comunque essere rispettate le norme riferite all’obsolescenza dei CFU (art. 3, 8 e 11 del presente Regolamento Didattico).
In considerazione della disattivazione dei Vecchi Ordinamenti Pre ’86 - Tab. XVIII ’96, non potranno essere accettate istanze di reintegro dalla decadenza, essendo oggi il titolo normato a livello europeo e necessitando di tutte le garanzie di qualità di formazione della didattica prevista dai nuovi ordinamenti. Pertanto il reintegro sarà possibile solo con iscrizione in sovrannumero al Nuovo Ordinamento ed inerente regolamento.
19.Valutazione dell'efficienza e dell'efficacia della didattica
Il Corso di Laurea Magistrale è sottoposto con frequenza annuale ad una valutazione riguardante:
- l’efficienza organizzativa del Corso di Laurea e delle sue strutture didattiche;
- la qualità e la quantità dei servizi messi a disposizione degli Studenti;
- la facilità di accesso alle informazioni relative ad ogni ambito dell'attività didattica;
- l’efficacia e l'efficienza delle attività didattiche analiticamente considerate, comprese quelle finalizzate a valutare il grado di apprendimento degli Studenti;
- il rispetto da parte dei Docenti delle deliberazioni del CCLM/CAD;
- la performance didattica dei Docenti nel giudizio degli Studenti;
- la qualità della didattica, con particolare riguardo all'utilizzazione di sussidi didattici informatici e audiovisivi;
- l'organizzazione dell'assistenza tutoriale agli Studenti,
- il rendimento scolastico medio degli Studenti, determinato in base alla regolarità del curriculum ed ai risultati conseguiti nel loro percorso accademico.
Il CCLM/CAD, in accordo con il Nucleo di Valutazione della Facoltà, indica i criteri, definisce le modalità operative, stabilisce e applica gli strumenti più idonei per espletare la valutazione dei parametri sopra elencati ed atti a governare i processi formativi per garantirne il continuo miglioramento, come previsto dai modelli di Quality Assurance.
La valutazione dell’impegno e delle attività didattiche espletate dai Docenti viene portato a conoscenza dei singoli Docenti, discussa in CCLM/CAD e considerata anche ai fini della distribuzione delle risorse.
Il CCLM/CAD programma ed effettua, anche in collaborazione con Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia di altre sedi, verifiche oggettive e standardizzate delle conoscenze complessivamente acquisite e mantenute dagli Studenti durante il loro percorso di apprendimento (progress test). Tali verifiche sono finalizzate esclusivamente alla valutazione della efficacia degli insegnamenti ed alla capacità degli Studenti di mantenere le informazioni ed i modelli razionali acquisiti durante i loro studi.
20.Formazione pedagogica del Personale docente
Il CCLM/CAD organizza periodicamente iniziative di aggiornamento pedagogico sulle tecniche di pianificazione e sulle metodologie didattiche e valutative per i suoi Docenti di ogni livello. La partecipazione a tali iniziative costituisce titolo per la certificazione dell’impegno didattico dei Docenti e per la valutazione dell’efficienza didattica del Corso di Laurea. Tali iniziative di aggiornamento sono concordate anche nell’ambito della commissione “Medical Education” interfacoltà.
Questa attività è promossa e coordinata dalla Commissione Tecnica di Programmazione didattico-pedagogica (CTP) del CCLM/CAD, d’intesa con il Comitato di Monitoraggio della Facoltà.
21.Sito web del Corso di Laurea
Il Corso di Laurea predispone un sito WEB contenente tutte le informazioni utili agli Studenti ed al Personale docente e cura la massima diffusione del relativo indirizzo.
Nelle pagine WEB del Corso di Laurea, aggiornate prima dell'inizio di ogni anno accademico, devono essere comunque disponibili per la consultazione:
- l'Ordinamento Didattico,
- la programmazione didattica, contenente il calendario di tutte le attività didattiche programmate, i programmi dei Corsi, le date fissate per gli appelli di esame di ciascun Corso, il luogo e l'orario in cui i singoli Docenti sono disponibili per ricevere gli Studenti.
- il Regolamento,
- eventuali sussidi didattici on line per l’auto-apprendimento e l’auto-valutazione.
22. Norme transitorie
Sono attivati, ai sensi del DM 270/04 tutti i sei anni di corso, dall'anno accademico 2009-2010.
Tutti gli Studenti già iscritti al Corso di Laurea possono optare per il nuovo Ordinamento.
Il CCLM/CAD e il Consiglio di Facoltà, per le rispettive competenze, sulla base di precostituite tabelle di equipollenza e della equivalenza ore-crediti, esaminati i curricula degli studenti, deliberano le modalità di passaggio dal vecchio al nuovo Ordinamento, incluso il riconoscimento dell'attività clinica svolta.
TUTTI GLI ESAMI/CREDITI DELL’ORDINAMENTO DIDATTICO EX DM 509/99 VENGONO INTEGRALMENTE RICONOSCIUTI IN TERMINI DI ESAMI E RELATIVI CFU COME PREVISTO NEL NUOVO CURRICULUM DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE EX DM 270/04.
In particolare, per gli studenti iscritti al Corso di Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia della Facoltà di Medicina e Psicologia, si applica la sotto indicata Tabella di equivalenza degli esami previsti nell’Ordinamento ex DM509/99 con gli esami previsti nell’Ordinamento ex DM 270/04.
Corso integrato ex DM 509/99
CFU totali degli
Esami con voto Corso integrato ex DM 270/04 CFU totali degli Esami con voto ex DM509/99
Chimica e Propedeutica Biochimica 8 Chimica e Propedeutica Biochimica 8
Fisica Medica 7 Fisica Medica 7
Biologia e Genetica 11 Biologia e Genetica 11
Istologia ed Embriologia Umana 7 Istologia ed Embriologia Umana 8
Anatomia Umana e Clinica 17,5 Anatomia Umana e Clinica 16
Biochimica e Biologia molecolare 15 Biochimica e Biologia molecolare 14
Fisiologia Umana 17 Fisiologia Umana 16
Microbiologia 6 Microbiologia 7
Metodologia Medico Scientifica e Scienze umane I-II-III-IV-V-VI 31,5 Metodologia Medico Scientifica e Scienze umane I-II-III-IV-V-VI 33
Sostenibilità energetica ambientale 1 (autovalutaz)
Informatica medica 4 Informatica medica e inglese scientifico 10
Inglese scientifico 5 (idoneità)
Immunologia ed Immunopatologia 6 Immunologia ed Immunopatologia 6
Patologia e Fisiopatologia Generale 14 Patologia e Fisiopatologia Generale 14
Le basi della Medicina di Laboratorio 7 Le basi della Medicina di Laboratorio 6
Malattie infettive e microbiologia clinica 5 Malattie infettive e microbiologia clinica 6
Malattie del sistema ematopoietico 5 Malattie del sistema ematopoietico 5
Malattie dell’apparato digerente 6 Malattie dell’apparato digerente 6
Malattie dell’apparato uropoietico e genitale 5 Malattie dell’apparato uropoietico e genitale 6
Malattie dell’apparato cardiovascolare 7 Malattie dell’apparato cardiovascolare 8
Malattie dell’apparato respiratorio 4 Malattie dell’apparato respiratorio 4
Malattie del sistema endocrino metabolico 5 Malattie del sistema endocrino metabolico 6
Malattie dell’apparato tegumentario e Chirurgia Plastica 4 Malattie dell’apparato tegumentario e Chirurgia Plastica 4
Farmacologia 8,5 Farmacologia 8
Clinica medico-chirurgica I e oncologia 11 Clinica medico-chirurgica I e oncologia 11
Metodologia Medico Scientifica e Scienze umane VII 1(autovalutaz) Igiene, medicina del lavoro, sanità pubblica, medicina di comunità e del territorio (Metodologia Medico Scientifica e Scienze umane VII, VIII, IX) 10
Metodologia Medico Scientifica e Scienze umane VIII 1(autovalutaz)
Igiene, medicina del lavoro, sanità pubblica, medicina di comunità e del territorio (Metodologia Medico Scientifica e Scienze umane IX) 7,5
Malattie dell’apparato locomotore 4 Malattie dell’apparato locomotore 4
Malattie del sistema immunitario e reumatologia 5 Malattie del sistema immunitario e reumatologia 6
Anatomia Patologica 13 Anatomia Patologica 14
Psichiatria e psicologia clinica 5,5 Psichiatria e psicologia clinica 5
Malattie del sistema Nervoso 5,25 Malattie del sistema Nervoso 8
Patologie specialistiche degli organi di senso 8,5 Patologie specialistiche degli organi di senso 9
Diagnostica per immagini nella pratica medica 9,25 Diagnostica per immagini nella pratica medica 8
Clinica medico-chirurgica II e Geriatria 14 Clinica medico-chirurgica II e Geriatria 8
Pediatria 7 Pediatria 8
Ginecologia, Ostetricia e Riproduzione Umana 6,5 Ginecologia, Ostetricia e Riproduzione Umana 8
Clinica medico-chirurgica III ed emergenze 19 Clinica medico-chirurgica III ed emergenze 20
Metodologia Medico Scientifica e Scienze umane X 1(autovalutaz) Medicina Legale (Metodologia Medico Scientifica e Scienze umane X, XI) 6
Medicina Legale (Metodologia Medico Scientifica e Scienze umane XI) 5
Ulteriori attività formative (Tirocini formativi e di orientamento)
Già compresi all’interno dei Corsi Integrati - Ulteriori attività formative (Tirocini formativi e di orientamento)
Già compresi all’interno dei Corsi Integrati -
TOTALE CFU per ESAMI 330 TOTALE CFU per ESAMI 334
Attività Didattiche Elettive (ADE)
A scelta dello studente 15 Attività Didattiche Elettive (ADE)
A scelta dello studente 8
CFU per la preparazione della Tesi 15 CFU per la preparazione della Tesi 18
TOTALE complessivo 360 TOTALE complessivo 360
Gli studenti già iscritti al Corso di Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia che non optano per il nuovo Ordinamento della Laurea Magistrale ex DM 270/04 e desiderano permanere nel vecchio Ordinamento della Laurea specialistica ex DM 509/99, seguono comunque i corsi integrati e tutte le attività didattiche previste nelle differenti tipologie nei Corsi integrati equivalenti del nuovo Ordinamento ex DM 270/04 ed hanno diritto a svolgere gli esami di profitto secondo quanto previsto dall’Ordinamento didattico ex DM 509/99.
I CFU delle attività Didattiche Elettive ex DM 270/04 dei singoli anni di corso vengono riconosciuti agli studenti che abbiano conseguito, per gli stessi anni di corso, i crediti relativi alle attività elettive ex DM 509/99.
Le norme relative alla valutazione dell’esame di laurea, di cui all’art. 15 del presente regolamento saranno applicate sia agli studenti che transiteranno nel nuovo ordinamento, sia agli studenti che decideranno di permanere nell’ordinamento ex DM 509, non prima della prima sessione di laurea dell’anno accademico 2011-2012.
In relazione al fatto che gli Insegnamenti di Allergologia Clinica, ora Malattie del sistema immunitario e Reumatologia, Malattie dell’Apparato Locomotore, Malattie dell’Apparato Tegumentario e Farmacologia che, a causa delle varie modifiche dell’Ordinamento didattico deliberate nel corso degli anni accademici, sono passati da un anno di corso all’altro, essi sono esclusi dal blocco delle propedeuticità, per quegli studenti che sono nella fase di transizione dall’ordinamento precedente al successivo.
In relazione alle problematiche riscontrate dalla Segreteria Amministrativa nella registrazione della carriera degli studenti, poiché molti di essi sostengono esami sia in base al Vecchio Ordinamento D.M. 509/99 che al nuovo Ordinamento ex D.M. 270/04, è disposto il passaggio automatico al nuovo Ordinamento ex D.M. 270/04 per gli studenti che pur appartenendo al Vecchio Ordinamento sostengano anche un solo esame secondo l’Ordinamento ex D.M. 270/04.
Eventuali ulteriori casi particolari non previsti dalle presenti norme transitorie verranno risolti istruendo il singolo caso con delibera del CCLM o del CAD.
23.Percorso Formativo del Corso di Studio
Il Percorso formativo del corso di studio a cui fa riferimento il presente articolo è riportato sul sito MIUR, nell’Offerta formativa. Il Percorso formativo specifico con i relativi esami è invece riportato di seguito come allegato all’art 4 del presente Regolamento Didattico ed è denominato Ordinamento Didattico.
24.Diploma Supplement
Compatibilmente a quanto stabilito dall’Ateneo, per facilitare la mobilità studentesca nell’area europea, oltre all’introduzione dei CFU, Il CLMMC si organizzerà per fornire a ciascun laureato, insieme al diploma, un supplemento informativo (diploma supplement) che riporta, in versione bilingue, la descrizione dettagliata del suo percorso formativo. Tale documento rappresenta anche un utile strumento di presentazione per l’ingresso nel mercato del lavoro.
25.Studenti impegnati a tempo parziale
Sulla base dell’art.50 del Manifesto degli Studi 2017-2018, gli studenti iscritti a tempo parziale, possono seguire un percorso formativo con un numero di crediti variabile fra 18 e 45 crediti invece dei 60 crediti/anno previsti normalmente, onde evitare di andare fuori corso. Gli studenti, per aderire al tempo parziale, seguiranno le norme previste dall’Art. 50 del Manifesto degli Studi di Ateneo 2017-2018.
26.Codice di comportamento del Docente tutor e dello studente iscritto ai Corsi di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia nello svolgimento delle attività didattiche cliniche tutoriali
(approvato dal CAD in Medicina e Chirurgia il 31-01-2012, con successive modifiche)
1. Premessa
Un reale rinnovamento curriculare e organizzativo del Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia non può prescindere dalla valorizzazione di alcune fondamentali scholarships (ricerca scientifica traslazionale, integrazione orizzontale e verticale delle discipline, applicazione costante delle conoscenze alla pratica clinica, insegnamento/apprendimento centrato sulla didattica di tipo tutoriale) nelle quali è richiesto un impegno forte e costante dei docenti e degli studenti, all’interno di una vera e propria comunità educante che sappia condividere uno spirito di piena collaborazione nell’interesse superiore del doversi prendere cura di una persona e del suo pieno benessere psico-fisico e sociale.
Docenti e studenti, insieme, debbono pertanto condividere intenti, valori e doveri nello svolgimento delle atività tutoriali condotte all’interno delle strutture assistenziali e del territorio. Questi debbono essere tali da inserirsi nella missione specifica del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, che si identifica con la formazione di un medico a livello professionale iniziale con una cultura integrata di tipo biomedico-psico-sociale. Tale figura di medico, come specificato nel Regolamento Didattico, dovrà possedere una visione multidisciplinare ed integrata dei problemi più comuni della salute e della malattia, con un’educazione orientata alla comunità, al territorio e fondamentalmente alla prevenzione della malattia ed alla promozione della salute, e con una cultura umanistica nei suoi risvolti di interesse medico.
Le indicazioni contenute nel presente Codice di Comportamento, da osservare durante lo svolgimento delle attività didattiche di tipo tutoriale, vogliono dettare regole condivise che migliorino, ad ampio raggio, la formazione sul campo degli studenti, nel superiore interesse della cura della salute del singolo paziente e della comunità.
Non dovrà inoltre essere mai dimenticato che l’esercizio della medicina è insieme scienza, missione e arte, e che tale esercizio deve essere svolto nella consapevolezza della sua alta valenza intrinseca: senza di essa la medicina si dimezza, perdendo la propria identità istituzionale di téchne al servizio dell’uomo.
2. I fondamenti etici
L’etica come base di azione del docente e dello studente
La comunità accademica si dovrà avvalere di docenti che siano consapevoli della loro missione ed osservino nel loro comportamento professionale l’etica dell’impegno, l’etica della responsabilità, l’etica della comunicazione, e l’etica della relazione; la dialettica tra le forme etiche troverà il giusto baricentro nella responsabilità, per poter essere organicamente costruttiva.
L’etica dell’impegno consisterà nell’assunzione di un compito, nel farlo proprio, nell’attivarlo in tutto il proprio agire e connetterlo allo scopo di quell’impegno, che è il formare, il partecipare attivamente a un processo che, insieme, deve coinvolgere il docente e l’allievo. Impegnarsi significa collaborare, pianificare obiettivi e darsi compiti. E tale impegno deve essere costruito sulla comprensione e sulla fedeltà, nella consapevolezza che senza impegno il processo formativo collassa a routine.
L’etica della responsabilità, dovrà essere intesa sia come correlazione razionale tra mezzi e fini, quindi dovrà rendere il docente efficiente, controllabile, come investimento per lo studente, per il suo futuro e la sua integrità. Attenzione sarà data all’etica istituzionale da un lato, ma anche e soprattutto all’etica interpersonale dall’altro.
L’etica della comunicazione, dovrà essere intesa come capacità di ascolto, dialogo, argomentazione, conversazione, nella piena convinzione che tali capacità siano la dimensione tipica dell’insegnare, che si fonda sulla parola, sul confronto, sullo stare insieme, gestiti in forma razionale e comunicativa.
La comunicazione è parte essenziale del processo di relazione, ma quest’ultima ha un valore più ampio, fondante la persona umana: siamo ciò che gli altri ci donano attraverso la relazione che instaurano con noi. Ne deriva che docenti e studenti devono far propria un’etica della relazione che parte dal rispetto e dalla conferma dell’altro come interlocutore paritario (partner). I docenti devono essere testimoni di una relazione costruttiva e rispettosa con gli altri docenti, con tutti i professionisti della salute che collaborano al benessere del paziente, con gli studenti (evitando qualsiasi forma di “didattica per umiliazione”), e con i pazienti. I docenti devono mostrare e insegnare rispetto per il paziente, per la sua persona, e insegnare a vedere in lui un interlocutore competente del processo di cura. I docenti devono presentare gli studenti ai pazienti come futuri membri della professione medica, e responsabilizzarli a collaborare nel loro processo formativo. Gli studenti devono sviluppare una relazione positiva e rispettosa con gli altri studenti (apprendimento cooperativo), con i docenti e i professionisti della salute ed, evidentemente, con i pazienti.
Il Docente, sia esso medico o docente delle discipline che concorrono alla formazione del medico, sarà rappresentativo del paradigma della professione medica, nella piena consapevolezza della funzione complessa cui assolve, insieme con lo studente, in un contesto clinico e relazionale caratterizzato dalla presenza del paziente, che non sempre può trarre beneficio diretto nell’ambito della didattica tutoriale. Il Docente opererà nella consapevolezza che il rapporto tra formazione clinica, formazione medico-scientifica e formazione umanistica rappresenta un nodo cruciale nel campo della educazione medica, perché ne costituisce il costrutto epistemico e relazionale. Il Docente terrà come obiettivo formativo primario quello di dover far raggiungere allo studente, per livelli e gradi successivi, un’effettiva competenza clinica che contenga i valori della “professionalità”, considerata come apice della nostra formazione, all’interno di una struttura che deve essere solida ed efficiente, le cui basi sono rappresentate dalla competenza clinica, da buone capacità a saper comunicare e dalla ottima conoscenza dei principi etici, legali e deontologici, mentre i pilastri sono rappresentati dall’eccellenza, dall’umanità, dalla responsabilità e dell’altruismo; nella consapevolezza che una buona professionalità non possa esistere se non sia sostenuta da queste fondamenta e da queste colonne portanti.
Comportamenti scorretti dei docenti, evidenziati in forma significativa dai questionari anonimi di rilevazione della qualità della didattica, saranno considerati e valutati dal Consiglio di Area Didattica in sede di attribuzione degli affidamenti aggiuntivi delle attività didattiche, nell’anno accademico successivo a quello della rilevazione.
Il Rapporto con il Paziente, norme di etica “essenziale”
Nei rapporti con i pazienti, sia gli studenti che i docenti saranno ispirati ai diritti irrinunciabili dei pazienti stessi, come già detto in premessa. Questi comprendono non solo la salute come diritto umano fondamentale e l’equa distribuzione di tale diritto pianificata dal Governo Nazionale, Regionale e dalle Istituzioni Universitarie e Ospedaliere, ma anche e soprattuto il rapporto individuale con il professionista che sia basato sui principi della beneficenza, della non maleficenza, del rispetto dell’autonomia del paziente e secondo le norme del codice deontologico e quelle più importanti dell’etica sociale.
Questi principi dovranno essere quindi insegnati agli studenti da docenti che dovranno essere modello di comportamento professionale nell’evidenziare, oltre il corretto agire clinico, i diritti dei pazienti con particolare riferimento ai rischi di perdita della dignità personale o della fiducia, soprattutto quando il paziente è confinato all’interno di un reparto di degenza.
Il tirocinio clinico, pertanto, oltre al raggiungimento degli obiettivi clinici specifici del “saper fare” previsti nel core curriculum, assicurerà anche le basi del “saper essere” attraverso una pratica clinica che sappia mettere in evidenza i diritti fondamentali dei pazienti e riguardante:
a) La dignità della persona come riconoscimento dei valori individuali di ogni singolo paziente;
b) Il rispetto del paziente come conoscenza di ogni singola individualità all’interno di un ambiente spersonalizzato come il contesto ospedaliero, soprattutto in considerazione della vulnerabilità che accompagna l’uomo ammalato, diminuendone l’autonomia;
c) L’impegno ad agire nell’interesse del paziente, come base fondante della professionalità medica;
d) La corretta informazione del paziente, come base irrinunciabile di ogni decisione di cura della salute, sia per il medico sia per il paziente;
e) La fiducia del paziente come fiducia nella competenza, integrità, abilità e cortesia del medico e dello studente, prerequisiti essenziali che debbono essere percepiti dal paziente per poter confidare i propri problemi personali di malattia, ma anche di condizione ambientale, esistenziale e socio-economica.
3. Aspetti didattici e pedagogici
Competenza e responsabilità crescenti
Gli studenti iscritti al corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, nel loro percorso formativo e sotto la guida attenta del docente tutore, debbono essere in grado di assumersi un livello crescente di responsabilità di cura del paziente, in accordo con l’accrescersi del loro livello di preparazione teorica e della loro abilità clinica. Gli studenti non possono, in ogni caso, assumersi dirette responsabilità cliniche che eccedano il loro grado di autonomia, così come previsto nell’ordinamento didattico, né sostituirsi impropriamente in azioni cliniche di competenza dei docenti di ruolo o altro personale sanitario del SSN.
Contemporaneamente alle opportunità legate all’incremento delle loro abilità cliniche e di competenza professionale, gli studenti debbono poter avere ampie opportunità di consolidare le loro conoscenze attraverso la concessione di un tempo adeguato per la revisione critica di quanto appreso (il fine del CL è quello di formare un professionista riflessivo), per lo studio autonomo, e per la preparazione delle prove di esame, nonché del giusto tempo libero da dedicare alle attività extrauniversitarie ed alla cura della propria persona.
Obblighi di frequenza
Gli studenti sono tenuti alla frequenza delle attività cliniche per le ore pianificate dal Consiglio di Facoltà e indicate nell’Ordine degli Studi e nel sito internet della Facoltà, nel rispetto delle turnazioni previste nelle singole attività ai Reparti Clinici. Essi sono inoltre tenuti a rispettare la loro assegnazione ai docenti tutor clinici, così come previsto nell’Ordine degli Studi e nel sito internet di Facoltà. Gli studenti sono tenuti al rispetto degli orari previsti, e lo stesso rispetto deve essere garantito da parte dei docenti tutor clinici. L’osservanza della puntualità agli impegni clinici pianificati è obbligatoria per studenti e docenti. Eventuali eccezioni debbono essere limitate ed avere il carattere della circostanza unica o essere seriamente giustificate. Eccezioni da parte dei docenti debbono essere parimenti giustificate e comunicate agli organi di coordinamento del corso ed agli stessi studenti interessati con anticipo, rispetto al calendario degli incontri previsti. L’impegno orario complessivo, pianificato settimanalmente, deve essere congruo con quanto previsto nell’Ordinamento didattico. Le attività di verifica non rientrano nel conteggio delle ore di attività clinica. In ogni caso, non possono essere superate frequenze cliniche superiori alle 24 ore settimanali, fatta salva la partecipazione a conferenze, round clinici pianificati, o la partecipazione/osservazione ad attività cliniche di particolare lunghezza e complessità, come, ad esempio, alcuni interventi chirurgici.
Gli studenti debbono godere di almeno un giorno di interruzione nella settimana, di norma sabato e domenica, o due giorni consecutivi dopo 15 giorni di attività consecutiva. Lezioni teoriche e prove di esame non possono essere considerate come giorni di interruzione.
4. Per un Codice di condotta dello studente
Gli studenti dovranno, durante la loro frequenza clinica e sotto la guida del docente tutor, sviluppare le capacità per saper condurre una relazione “medico-paziente” competente, che sappia riflettere il livello di pari dignità tra l’uno e l’altro, tenendo conto della naturale asimmetria, sia sul piano della competenza professionale che su quello del diverso coinvolgimento emotivo ed esistenziale. L’esercizio di tale attività dovrà condurre ad un punto di sintesi che sappia far riconoscere allo studente i principi in cui ognuno veda rispettato il proprio ruolo e la propria dignità, senza che nessuno rinunci ad assumersi la propria responsabilità.
Lo studente dovrà, nel suo percorso di attività clinica e sotto la diretta responsabilità del docente tutor cui è affidato, acquisire la consapevolezza che una corretta relazione “medico-paziente”deve essere raggiunta nell’ambito di una relazione di reciproca fiducia che sappia mentenere nello stesso tempo la sua stabilità e la sua flessibilità, senza oscillare tra l’incertezza degli obiettivi e la rigidità delle metodologie di lavoro.
Al termine del loro percorso di formazione clinica, gli studenti dovranno quindi raggiungere la consapevolezza che nel rapporto medico-paziente il nucleo centrale dell’alleanza terapeutica è rappresentato da due elementi fondamentali: competenza e disponibilità del medico e all’essere in grado di suscitare la fiducia del paziente che quindi riconosce al medico capacità di cura e volontà di prendersi cura di lui e della sua malattia. Gli studenti dovranno dar prova del livello di competenza e consapevolezza professionale raggiunto nell’intero periodo della formazione clinica, nell’ambito degli esami relativi alle cliniche medico-chirurgiche I, II e III, attraverso la discussione delle esperienze raccolte nel portfolio, una prova pratica che sia oggettiva, strutturata e ripetibile(uso di pazienti standardizzati, uso di pazienti reali, esame clinico strutturato – OSCE, o altro indicato dal Consiglio di Corso di Studio) e l’esame orale.
Nel periodo della formazione clinica gli studenti sono pertanto tenuti al rispetto delle seguenti norme di condotta generale:
a) Saper rispettare il paziente e l’equipe sanitaria. Lo studente avrà rispetto per gli “altri”: pazienti, professionisti della salute, docenti e altri studenti. Ogni studente è tenuto a trattare i pazienti con considerazione e pieno rispetto del loro punto di vista, della loro privacy e della loro dignità, avendo ulteriore rispetto per i diritti dei pazienti che non acconsentono a partecipare in attività di insegnamento. In tutte le attività riguardanti la relazione con i pazienti, i colleghi e i docenti, gli studenti agiranno senza alcuna discriminazione che possa riguardare l’età, la disabilità, il genere, la malattia, la nazionalità, le etnie, lo stato socio-economico, la razza, l’orientamento sessuale, il credo religioso. In ogni caso, nel rapporto con i pazienti si osserveranno le regole della buona educazione: prima di entrare nelle stanze di degenza si chiederà il permesso al paziente e si aspetterà la sua risposta, si stringerà la mano al paziente, usando i guanti se necessario, si sorriderà se le circostanze lo permettono, e solo dopo ci si potrà sedere accanto al letto del paziente presentandosi e spiegando il proprio ruolo di studente in formazione. Si chiederà al paziente se ha avuto dei problemi e come si trova nella struttura, prima di iniziare qualsiasi tipo di domanda o di procedura clinica consentita dal regolamento e sotto il diretto controllo del docente tutore.
b) Saper essere un efficace e attento comunicatore. Lo studente dovrà sempre tenere bene a mente di essere uno studente e non un medico abilitato alla professione. Dovrà pertanto essere consapevole delle proprie limitazioni e non eccedere dalle proprie prerogative quando si forniscono informazioni ai pazienti. Lo studente accetterà e osserverà strettamente il principio della confidenzialità dei dati che riguardano i pazienti, così come quelli riguardanti lo staff medico o gli altri studenti, e si renderà facilmente contattabile dallo staff medico cui fa riferimento, pronto a rispondere a qualsiasi motivata richiesta di informazione riguardante l’ambito professionale frequentato. Lo studente non discuterà dei pazienti con altri studenti o professionisti, al di fuori del proprio reparto clinico, se non in forma del tutto anonima. Quando lo studente riporterà o riferirà su casistiche cliniche al di fuori del proprio reparto dovrà porre la massima attenzione a che i pazienti non possano essere identificati in alcun modo. Non userà dispositivi elettronici (macchine fotografiche, telefonini o altri mezzi) per riprendere o immagazzinare immagini e/o dati sensibili dei pazienti, così come non utilizzerà E-mail, siti di social networking, blogs, twitter, facebook o altri sistemi informatici o cartacei per diffondere dati e informazioni riguardanti i pazienti neppure in forma anonima.
c) Saper osservare e rispettare i regolamenti, le procedure e le linee guida. Lo studente dovrà essere a conoscenza, osservandone il pieno rispetto, dei regolamenti e delle procedure prescritte dall’Università e dall’Azienda Ospedaliera. In particolare, conoscerà le norme e le procedure riguardanti la sicurezza, così come previsto dalle leggi vigenti e come indicato dal Servizio di Radioprotezione, dal Servizio di Sicurezza nei Luoghi di Lavoro e Prevenzione Infortuni, dal Medico Competente e dal Servizio di Igiene e Organizzazione Sanitaria dell’Ateneo Sapienza e delle Aziende Ospedaliere “Policlinico Umberto I”, “Sant’Andrea” e “Polo di Latina”. Osserverà gli obblighi sulle prescrizioni vaccinali, avendo cura di contattare prontamente il servizio del Medico Competente in caso di ogni tipo di incidente o di infrazione delle procedure corrette. In caso di eventi a rischio di infezione da virus a trasmissione ematica o da bacillo tubercolare si sottometterà alle relative procedure di accertamento da parte del Medico Competente, avendo cura di seguirne le prescrizioni sino al completamento dell’iter diagnostico.
d) Acquisire un comportamento aperto, chiaro ed onesto. Lo studente non infrangerà la legge per alcun motivo, non avrà per nessun motivo atteggiamenti violenti, o userà la violenza contro altri o agirà disonestamente. Sono assolutamente esecrabili anche i comportamenti truffaldini durante gli esami: tale tipo di comportamento non corretto, a qualsiasi livello, distrugge la fiducia in se stessi e coloro che superano le prove d’esame con tali pratiche non sono assolutamente idonei alla professione medica. Violazioni accertate saranno segnalate alla Ripartizione Studenti ed al Magnifico Rettore che valuterà l’ipotesi di somministrazione di sanzioni disciplinari o la denuncia all’autorità giudiziaria. Uno studente sottoposto ad indagine penale è tenuto a darne informazione al Preside della Facoltà. A titolo di esempio, nascondere il coinvolgimento in fatti di violenza o di infrazioni in stato di etilismo acuto sarà interpretato come ancor più grave dello stesso incidente in sé.
e) Aver cura del proprio aspetto. Lo studente dovrà avere cura del proprio aspetto, della propria igiene personale e del proprio comportamento che dovrà essere improntato alla modestia, alla sobrietà e ai costumi correnti. L’aspetto dello studente, così come quello del docente, dovrà essere tale da non influire negativamente sulla fiducia del paziente. Deve sempre essere indossato il badge identificativo in modo tale da poter essere facilmente identificabili dai pazienti, dai docenti e dal personale. Il capo coperto, così come richiesto da alcune religioni, non dovrebbe coprire il volto, in quanto la espressione del viso è parte importante della comunicazione con il paziente, così come è importante per alcuni pazienti affetti da sordità poter leggere i movimenti labiali. Quando si esamina un paziente, in qualsiasi setting clinico, è importante indossare gli indumenti prescritti dall’Azienda Sanitaria.
f) Saper agire con prontezza in risposta a qualsiasi problema. Lo studente dovrà immediatamente informare il Responsabile medico del Reparto e/o il docente tutor cui è affidato su qualsiasi tipo di problema personale o del paziente che possa presentarsi e che sia tale da mettere a rischio la propria salute e quella del paziente stesso. Lo studente è tenuto inoltre a riferire e chiedere consiglio al proprio docente tutor se pensa che altri studenti o medici non abbiano agito correttamente. Alcuni esempi di comportamento scorretto possono essere: compiere errori seri e/o ripetuti nella diagnosi e/o trattamento del paziente; condurre esami obiettivi dei pazienti in modo superficiale; gestire con negligenza le informazioni riguardanti i pazienti; trattare i pazienti senza averne preventivamente acquisito il consenso informato secondo le regole e i criteri appresi nel corso della formazione clinica; osservare comportamenti scorretti nella diffusione dei dati riguardanti i pazienti o sulla ricerca scientifica; osservare comportamenti scorretti nei confronti dei pazienti; l’abuso di alcool e di sostanze stupefacenti. Tali comportamenti saranno discussi con il docente tutor che si assumerà l’onere di riferire, se del caso, al Responsabile di Reparto.
g) Non abusare di alcolici; non assumere sostanze stupefacenti, evitare il fumo di sigaretta. L’abuso di alcolici come pure l’assunzione di sostanze stupefacenti, da parte di docenti e studenti, può comportare rischio grave per i pazienti; le problematiche legate a tali abusi ed ai comportamenti aggressivi e scorretti che ne conseguono possono essere tali da compromettere la futura carriera professionale. E’ severamente vietato, per tutti gli studenti, chiedere qualsiasi tipo di sostanza o farmaco che possano configurare situazione di abuso e/o dipendenza. Si osserveranno scrupolosamente, parimenti, le leggi vigenti sul divieto di fumo all’interno dell’Ospedale. Anche se non espressamente vietato dalla legge, sarebbe auspicabile evitare il fumo di sigaretta negli spazi aperti antistanti gli edifici luogo di cura: in primo luogo perché la tossicità personale non si modifica fumando in spazi aperti, in secondo luogo per non offrire esempio negligente di condotta non conforme alle norme igieniche e di prevenzione della salute, nel rispetto dei pazienti che transitano in questi luoghi.
5. Aspetti normativi finali
Tutti i docenti, con incarichi didattici a diverso titolo, e gli studenti iscritti al Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia (LM-41/LS-46), che sono impegnati nelle attività didattiche di tipo tutoriale, sono tenuti al rispetto individuale di tali norme e ad indicarne la loro palese e ripetuta violazione al Presidente del Consiglio del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, che ne riferirà al Consiglio ed al Preside della Facoltà. Il Preside, sulla base della sua personale valutazione, riferirà al Senato Accademico ed al Magnifico Rettore, in caso ravvisasse gli estremi per la irrogazione di sanzioni disciplinari e/o gli estremi di violazione delle leggi vigenti.
Tali norme sono condivise con i Direttori Generali delle Aziende Ospedaliero-Universitarie di riferimento, dando pieno riconoscimento e valore alle attività assistenziali di tali Aziende, che hanno la finalità primaria di indispensabile supporto alle inscindibili attività didattiche, assistenziali e scientifiche delle Facoltà di Farmacia e Medicina, Medicina ed Odontoiatria, Medicina e Psicologia di Sapienza Università di Roma. Sarà cura diretta dei Direttori Generali la diffusione di tali norme al personale sanitario, infermieristico, tecnico e amministrativo delle relative Aziende da essi dirette.
Le presenti norme, approvate dai Consigli di Facoltà e dai Direttori delle Aziende Sanitarie, fanno parte integrante del Regolamento Didattico del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia (LM-41) di Sapienza Università di Roma.
27.Carta dei Valori e delle Competenze degli Studenti in Medicina e Chirurgia
Gli Studenti in Medicina e Chirurgia, dalla condivisione del lavoro comune con i docenti, e dal corretto rapporto con i Pazienti, assumono l’impegno a far propri i valori e le competenze di:
1) Vocazione e Passione, Etica, Responsabilità e Spiritualità;
2) Cultura e Ricerca; Approccio metodologico scientifico; impegno nell’aggiornamento e disponibilità all’educazione continua;
3) Investigazione (Metodo) e Critica (anche autocritica);
4) Impiego appropriato e aperto della seconda opinione e dell’interazione specialistica;
5) Corretto e appropriato uso delle tecnologie e dell’informatizzazione;
6) Empatia con il paziente ed i congiunti; predisposizione psicologica ad aiutare;
7) Contatto umano e fisico con il paziente; implementazione del valore dell’esame clinico;
8) Difesa e rispetto della vita - “no surrender”/no accanimento;
9) Corretto uso delle risorse umane ed economiche, sviluppo di capacità manageriali sufficienti;
10) Confronto e Rispetto dei colleghi e dell’equipe (deontologia).
28. Anticipazione esame finale di laurea
Sulla base della delibera del Senato Accademico del 15 Dicembre 2009 sulla anticipazione dell’esame finale di laurea, Il Consiglio di Area Didattica in Medicina e Chirurgia nella delibera del 15 Luglio 2010, ha stabilito quanto segue: Per quanto concerne il Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia va precisato che: Il corso è normato a livello europeo; La frequenza ai corsi è obbligatoria e prevede attività formali, non formali, e professionalizzanti (60 CFU) per un numero complessivo di 5500 ore; è previsto il rilascio del Diploma Supplement che fornisce la descrizione dettagliata e necessaria secondo un modello condiviso a livello europeo, della natura, del livello, del contesto, dei contenuti degli studi effettuati e completati da ciscuno studente.
Premesso quanto sopra, gli studenti meritevoli che alla fine del IV anno abbiano acquisito tutti i CFU previsti dal piano degli studi riportando una votazione media complessiva di 28/30, possono essere autorizzati a sostenere l’esame di laurea una sessione in anticipo rispetto a quella istituzionalmente programmata come prima utile per il conseguimento del titolo vale a dire nella sessione di Marzo.
A tal fine, gli studenti dovranno presentare all’inizio del V anno,entro il 15 Novembre, alla Segreteria didattica del CAD, un piano di studi che preveda l’anticipazione degli esami del secondo semestre del VI anno al secondo semestre del V anno.
La frequenza dei corsi del II semestre, VI anno, è liberalizzata in base alla miglior congruità degli orari per la parte “ex cathedra”, presso tutti i corsi di laurea delle Facoltà di area medica; le attività pratiche professionalizzanti si potranno svolgere anche al di fuori dei periodi di attività didattica.
Va precisato che gli studenti devono mantenere la votazione media complessiva del 28/30 pena la revoca di autorizzazione a quanto in argomento (in tale ultimo caso sono comunque fatte salve le frequenze ottenute). Per quanto non precisato, si rinvia al Manifesto Generale degli Studi di Ateneo 2020-2021.
29. Norma finale
Qualsiasi articolo del presente Regolamento Didattico, che venisse ad essere in contrasto con le Normative dell’Ateneo, si intende espressamente superato dalle relative normative di Ateneo.