Organizzazione e contatti
Presidente del Corso di studio - Presidente del Consiglio di area didattica
| Alessandro Corsini |
Docenti di riferimento
| JACOPO TIRILLO' |
| MAURIZIO ORLANDI |
| LORENZO FEDELE |
| MAURIZIO BARBIERI |
| GIUSEPPE CAPOBIANCO |
| ALESSANDRO CORSINI |
Tutor del corso
| ALESSANDRO CORSINI |
| MARA LOMBARDI |
| SILVIA SERRANTI |
| JACOPO TIRILLO' |
Regolamenti
Regolamento del corso
Il Regolamento didattico del corso di studio è costituito da:
Offerta formativa
La sezione descrive il percorso formativo, ne illustra gli obiettivi e riporta il Manifesto del corso di studio.
Norme generali
Nella sezione è riportato il quadro normativo sull’offerta formativa e sono presentate le regole generali per la gestione della carriera degli studenti.
Sito web del Consiglio di Corso d’Area Didattica di Ingegneria Civile e Industriale (Latina)
https://web.uniroma1.it/cad_ici_lt/
Sito web Sapienza – Catalogo dei corsi
https://corsidilaurea.uniroma1.it/
Obiettivi formativi specifici del corso e descrizione del percorso formativo
Il corso si propone di definire, quale obiettivo specifico, l’interazione tra i concetti di sostenibilità e produzione industriale, in termini di modelli di gestione dei processi che integrano i due concetti risolvendo e superando la visione dicotomica dell’ingegneria classica. Le competenze trasversali, previste nel percorso formativo, consentono di arricchire conoscenza e comprensione di tali concetti: l’analisi delle strategie di produzione di beni e servizi, di utilizzo di tecnologie innovative e dei nuovi materiali, la commistione di saperi mutuati da discipline, afferenti ad ambiti apparentemente molto distanti, che richiamano l’imprescindibilità di indagare i fenomeni adottando una chiave di lettura olistica per la declinazione della sostenibilità. Quindi, la garanzia di resilienza e l'ottimizzazione dell’efficienza dei sistemi, dei processi industriali e delle relative tecnologie, obiettivi specifici della formazione che costituiscono anche le soluzioni applicative alle politiche di sostenibilità, declinabili secondo competenze che richiamano:
- progettazione green per gli obiettivi della sostenibilità: capacità di anticipare e comprendere le richieste attuali e future, concependo una formazione tecnica che garantisce un approccio sostenibile ai problemi ingegneristici, richiedendo anche capacità di lettura e previsione dell’evoluzione dei processi e dei sistemi integrando ne nuove tecnologie
- capacità di sintesi tecnica per gli obiettivi della sostenibilità: capacità di valutare e aggregare tutti i temi tecnici emergenti attuando un "approccio di portafoglio". Tale approccio necessita, quindi, l’integrazione di discipline tecniche afferenti ad ambiti diversi e complementari.
- strategia di progettazione a medio-lungo termine per gli obiettivi della sostenibilità.
- strumenti di pianificazione per gli obiettivi della sostenibilità: capacità di sintetizzare valutazioni quantitative e qualitative.
Le abilità necessarie a supportare questo processo di cambiamento sono sicuramente incentrate sulla capacità di sintesi nella definizione degli obiettivi di sostenibilità e sulla individuazione di soluzioni tecniche e tecnologiche innovative, sull'attitudine al lavoro di gruppo e al problem solving. L’importanza delle tematiche inerenti la progettazione competente e la realizzazione efficace degli obiettivi, nel contesto del nuovo approccio sintetizzato dalla rivoluzione industriale 4.0 in risposta agli obiettivi programmatici dell’Agenda 2030, è specifica del corso di laurea magistrale in Green Industrial Engineering for Sustainable Development. Il corso, erogato in lingua inglese, fornisce una formazione di livello avanzato per operare nell'ambito della progettazione e realizzazione dei processi industriali green e sostenibili.
Il progetto formativo approfondisce gli argomenti culturali di base propedeutici all'acquisizione di competenze specialistiche ed innovative inerenti i settori dell’industria di processo e delle tecnologie verdi. Il percorso prevede, quindi, una formazione di base comune ai due indirizzi (sustainable processes e green technologies), con approfondimenti delle tematiche normative ed economiche, di machine learning e di sicurezza dei sistemi applicati all’eco-design dei materiali e all’eco-management degli impianti industriali.
Le competenze acquisite nei rispettivi indirizzi sono differenziate nei termini di seguito indicati:
Sustainable processes: è un percorso formativo che, sulla base della formazione comune obbligatoria, specifica la competenza nei settori dell’industria di processo, delle tecnologie chimiche verdi, della LCA, dei processi di trattamento dei reflui industriale e dei gas, dei servizi ecosistemici, dei processi di riciclo.
Green Technologies: è un percorso formativo che, sulla base della formazione comune obbligatoria, specifica le competenze nei settori di sistemi avanzati di conversione dell'energia, di meccatronica per le applicazioni industriali verdi, di diagnostica e prognostica dei sistemi industriali.
È previsto un congruo numero di crediti per attività formative a scelta guidata (di orientamento), ossia orientate prevalentemente ad uno degli ambiti caratterizzanti la sicurezza e la protezione civile, ambientale e del territorio, ovvero industriale, a scelta dello studente, nonché un adeguato numero di crediti a scelta libera, e per la prova finale (tesi di laurea). L'impegno orario a disposizione dello studente per lo studio personale o per altra attività formativa di tipo individuale è pari ad almeno il 60% dell'impegno orario complessivo.
Conoscenze richieste per l'accesso
L'ammissione ai corsi magistrali della classe richiede il possesso di requisiti curriculari che prevedano, comunque, un'adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali nelle discipline scientifiche di base e nelle discipline dell'ingegneria, propedeutiche a quelle caratterizzanti previste nell'ordinamento della presente classe di laurea magistrale, nonché della lingua inglese.
In particolare, i requisiti curriculari richiesti per l'accesso sono:
Minimo 15 crediti
MAT/03 Matematica - Geometria
MAT/05 - Analisi matematica
MAT/06 - Probabilità e statistica matematica
MAT/08 - Analisi numerica
Minimo 5 crediti
CHIM/03 Chimica - Chimica generale e inorganica
CHIM/07 - Fondamenti chimici delle tecnologie
Minimo 10 crediti
Fisica FIS/01 - Fisica sperimentale
FIS/03 - Fisica della materia
Minimo 60 crediti
ICAR/02, ICAR/06, ICAR/07, ICAR/08, ICAR/09, ICAR/11, ING-IND/11, ING-IND/28
ING-IND/10, ING-IND/14, ING-IND/15, ING-IND/16, ING-IND/17, ING-IND/21, ING-IND/22, ING-IND/25, ING-IND/26, ING-IND/31, ING-IND/33
BIO/07, CHIM/12, GEO/02, GEO/05, GEO/11, ICAR/01, ICAR/03, ICAR/05, ICAR/20, ING-IND/24, ING-IND/27, ING-IND/29, ING-IND/30
ING-IND/08, ING-IND/09, ING-IND/19, ING-IND/32
È inoltre richiesto un livello di conoscenza della lingua Inglese equivalente al livello B2 del CEF (Common European Framework). Le modalità di Verifica della conoscenza della lingua sono definite nel Regolamento Didattico.
Ferma restando la necessità che siano riconosciuti complessivamente almeno 90 CFU, il Consiglio d'Area potrà ammettere al Corso anche studenti che non rispettino pienamente i vincoli relativi all'articolazione dei crediti negli ambiti da a) a c) qualora, in base a valutazioni di equipollenza dei contenuti formativi riconosciuti e a eventuali verifiche delle effettive conoscenze possedute, sia possibile accertare l'adeguatezza dei requisiti curriculari posseduti. Per tali studenti il Regolamento didattico del Corso fornirà indicazioni aggiuntive circa la definizione dei piani di studio prevedendo, in particolare, i casi in cui siano necessari eventuali ulteriori test di verifica delle conoscenze propedeutiche ai contenuti erogati nella Laurea Magistrale.
La verifica della personale preparazione sarà effettuata secondo le modalità descritte nel regolamento didattico del corso di studio.
È prevista la convalida di crediti a seguito del riconoscimento di conoscenze e abilità professionali certificate individualmente ai sensi della normativa vigente in materia, nonché di altre conoscenze e abilità maturate in attività formative di livello post-secondario alla cui progettazione e realizzazione l'università abbia concorso.
Verifica della preparazione personale
La verifica della adeguatezza della personale preparazione dei candidati sarà effettuata sulla base della verifica che nel curriculum siano presenti, nei settori sotto elencati, un numero di crediti non inferiore ai valori minimi riportati:
Gruppo di settori (Minimo 15 crediti)
MAT/03 Matematica - Geometria
MAT/05 - Analisi matematica
MAT/06 - Probabilità e statistica matematica
MAT/08 - Analisi numerica
Gruppo di settori (Minimo 5 crediti)
CHIM/03 Chimica - Chimica generale e inorganica
CHIM/07 - Fondamenti chimici delle tecnologie
Gruppo di settori (Minimo 10 crediti)
Fisica FIS/01 - Fisica sperimentale
FIS/03 - Fisica della materia
Gruppo di settori (Minimo 60 crediti)
ICAR/02, ICAR/06, ICAR/07, ICAR/08, ICAR/09, ICAR/11, ING-IND/11, ING-IND/28
ING-IND/10, ING-IND/14, ING-IND/15, ING-IND/16, ING-IND/17, ING-IND/21, ING-IND/22, ING-IND/25, ING-IND/26, ING-IND/31, ING-IND/33
BIO/07, CHIM/12, GEO/02, GEO/05, GEO/11, ICAR/01, ICAR/03, ICAR/05, ICAR/20, ING-IND/24, ING-IND/27, ING-IND/29, ING-IND/30
ING-IND/08, ING-IND/09, ING-IND/19, ING-IND/32
Descrizione del percorso
La laurea in Green Industrial Engineering for Sustainable Development, in ragione della "trasversalità” delle competenze richieste rispetto alle tradizionali e rigide divisioni dell'Ingegneria, consente di acquisire una preparazione multidisciplinare e integrata.
In virtù di tali obiettivi specifici, il percorso formativo presenta una forte valenza interclasse, con crediti così suddivisi:
- 48 CFU in attività formative caratterizzanti,
- 30 CFU in attività formative affini,
- 12 CFU a scelta dello studente,
- 6 CFU per tirocini formativi e orientamento
- 24 CFU per la prova finale.
Il percorso formativo prevede l’erogazione di lezioni, laboratori, esercitazioni pratiche, seminari. L’articolazione dell’offerta è in semestri con una programmazione logico-sequenziale dei contenuti formativi che assicura il compimento delle diverse competenze e abilità graduale e progressivamente dedicato ai temi tecnici specialistici dell’ingegneria della sicurezza, declinati rispetto agli obiettivi e alle esigenze dello sviluppo sostenibile.
La definizione del profilo professionale del laureato magistrale in Green Industrial Engineering for Sustainable Development, sul quale è stato costruito il progetto formativo, prevede che vengano acquisite conoscenze idonee ad identificare anche i fattori di rischio e analizzare le modalità di progettazione green nei processi e negli impianti industriali.
Nello sviluppo del processo formativo lo studente acquisirà capacità di applicare la conoscenza tecnica maturata e la comprensione critica dei problemi di natura tecnico-ingegneristica per l’identificazione degli stessi e la formulazione di modelli interpretativi finalizzati a delineare soluzioni tecnico-organizzative efficaci, avvalendosi di metodi dell’ingegneria consolidati nel proprio bagaglio di competenza acquisito.
Gli indirizzi previsti sono:
- Sustainable processes, è un percorso formativo che, sulla base della formazione comune obbligatoria, specifica la competenza nei settori dell’industria di processo, delle tecnologie chimiche verdi, della LCA, dei processi di trattamento dei reflui industriale e dei gas, dei servizi ecosistemici, dei processi di riciclo.
- Green Technologies, è un percorso formativo che, sulla base della formazione comune obbligatoria, specifica le competenze nei settori di sistemi avanzati di conversione dell'energia, di meccatronica per le applicazioni industriali verdi, di diagnostica e prognostica dei sistemi industriali.
Caratteristiche della prova finale
Il corso di laurea magistrale in Green industrial Engineering for Sustainable Development si completa con una attività di progettazione e/o sperimentazione, cui è riservato un congruo numero di crediti (24 CFU), che si conclude con un elaborato volto a dimostrare la padronanza degli argomenti, la capacità di operare in modo autonomo e la capacità di comunicare efficacemente i risultati conseguiti.
La prova finale consiste nella presentazione e discussione del lavoro in occasione delle sessioni di laurea fissate coerentemente con il calendario accademico. Il lavoro di tesi può avere contenuto, teorico, sperimentale o progettuale.
L'attribuzione del punteggio finale è basata su un regolamento approvato dal Consiglio d'Area Didattica del Corso di Laurea disponibile all'indirizzo:
https://web.uniroma1.it/cad_ici_lt/
Sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati
I settori coinvolti come sbocchi occupazionali sono quindi quelli relativi all'industria green di prodotto e di processo (ad esempio, imprese manifatturiere e tutte le imprese che adottano strategie per il raggiungimento degli obiettivi delineati dall’Agenda 2030 dell’ONU in modo efficiente e intelligente investendo sull’economia circolare) per quanto concerne la produzione, l'installazione ed il collaudo, la manutenzione e la gestione di macchine, linee e reparti di produzione, la gestione della sicurezza. Le conoscenze, le abilità e le competenze che il laureato dovrà esercitare nel contesto lavorativo sono fortemente orientate dall’attuale scenario della disponibilità delle risorse energetiche che ha sollecitato la necessità di ripensare e adeguare i modelli di produzione e consumo per garantire la sostenibilità dello sviluppo. Conseguentemente le competenze dell’ingegnere richiedono l’integrazione di temi legati allo sviluppo sostenibile e ai processi green. Il ruolo che il laureato in Industrial Green Engineering for Sustainable Development eserciterà richiede di saper coniugare conoscenze ecologiche con competenze di carattere economico, legale e tecnologico. Il laureato opera, quindi, con ruoli manageriali (responsabile di processo, responsabile di impianto, energy manager) nel campo dello sviluppo e dell’applicazione di tecnologie denominate “pulite” dovendo misurare ed analizzare gli effetti indotti sul territorio, il riciclo dei materiali, la protezione dei siti. Deve inoltre verificare l’ottemperanza alle normative sulla protezione del territorio con un’attenzione impellente al risparmio energetico e realizzando interventi che consentono di risparmiare sui costi energetici annui. La competenza tecnico-professionale specifica consente di realizzare in team, coordinando le diverse competenze necessarie, studi di fattibilità, di progettazione dei sistemi per la produzione e per l’utilizzo dell’energia e una buona conoscenza delle tecnologie tipiche dell’area di gestione dell’energia. Inoltre, il ruolo manageriale (responsabile di impianto o di processo) implica capacità organizzative e decisionali, disponibilità per il lavoro di squadra e capacità di comunicazione per affrontare i temi connessi all’ingegneria industriale in modo competente, innovativo e interdisciplinare, tenendo conto degli scopi generali declinati dal piano di interventi coerente con gli obiettivi globali dell’Agenda 2030, che implicano un nuovo modo di concepire le soluzioni tecniche per rispondere al modello di sviluppo sostenibile. Il laureato in Green Industrial Engineering for Sustainable Development risponde, quindi, nei ruoli che tradizionalmente sono propri dell’ingegnere, ai cambiamenti ai quali si assiste in questo momento storico, anche nella richiesta di professionalità tecnica, garantendo l’apporto di competenza ingegneristica e visione sinottica come approccio di sintesi ai nuovi problemi ingegneristici posti dalle sfide emergenti, correlate ai temi della sostenibilità, che sono implicati nell’applicazione degli obiettivi con particolare riferimento ai punti 7, 8, 9, 11, 12 richiamati nel programma dell’Agenda.
Manifesto
Il curriculum si articola in:
- insegnamenti obbligatori comuni per 48 CFU;
- 2 indirizzi, ognuno con 30 CFU a scelta obbligata o guidata, come indicato nelle tabelle riportate di seguito;
- 12 CFU a scelta dello studente, purché coerenti con il progetto formativo; il Consiglio di Corso di Studi suggerisce che la scelta sia effettuata tra gli altri corsi proposti nel percorso formativo scelto o, in alternativa, negli altri percorsi formativi offerti;
- 24 CFU attribuiti alla tesi finale
- 6 CFU finalizzato Attività formativa (art.10, comma 5, lettera d) e Tirocinio.
Per ciascun insegnamento sono previste lezioni frontali, che possono essere accompagnate da esercitazioni, laboratori, lavori di gruppo, seminari e ogni altra attività che il docente ritenga utile alla didattica.
La verifica dell’apprendimento relativa a ciascun insegnamento avviene di norma attraverso un esame (E), che può prevedere prove scritte e/o orali secondo modalità definite dal docente e disponibili sul sito del corso di studi. Per l’attività finalizzata all'acquisizione di ulteriori conoscenze utili per l'inserimento nel mondo del lavoro, è previsto un giudizio di idoneità (V), secondo modalità di verifica definite dal Consiglio di Corso di Studi.
Insegnamenti obbligatori comuni alla classe
Il percorso prevede degli insegnamenti obbligatori comuni alla classe.
Norme relative ai Passaggi ad anni successivi e propedeuticità
Per il passaggio al secondo anno lo studente deve avere acquisito almeno 30 crediti. Non sono previste propedeuticità.
Periodi di studio all'estero
I corsi seguiti nelle Università Europee o estere, con le quali la Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale ha in vigore accordi, progetti e/o convenzioni, vengono riconosciuti secondo le modalità previste dagli accordi.
Gli studenti possono, previo autorizzazione del consiglio del Consiglio d’Area Didattica, svolgere un periodo di studio all’estero nell’ ambito dei programmi comunitari Erasmus (presso università) ed Erasmus Placement (presso aziende).
Gli studenti possono anche svolgere la tesi di laurea presso università, laboratori o centri di ricerca all'estero; in questo caso, gli studenti possono usufruire della borse per tesi di laurea all'estero messe a concorso dalla Facoltà.
In conformità con il Regolamento didattico di Ateneo nel caso di studi, esami e titoli accademici conseguiti all’estero, il Consiglio d’Area esamina di volta in volta il programma ai fini dell’attribuzione dei crediti nei corrispondenti settori scientifici disciplinari.
Studenti Part-time
Gli immatricolandi e gli studenti del corso di studio che sono impegnati contestualmente in altre attività possono richiedere di fruire dell’istituto del part-time e conseguire un minor numero di CFU annui, in luogo dei 60 CFU previsti. Le norme e le modalità relative all’istituto del part-time sono indicate nel Regolamento di Ateneo. Per la regolazione dei diritti e dei doveri degli studenti part-time si rimanda alle norme generali stabilite.
Il Corso di Laurea nominerà un tutor che supporterà gli studenti a tempo parziale nel percorso formativo concordato. Studenti immatricolati ad ordinamenti precedenti. Il Consiglio d’Area Didattica delibererà in merito ai CFU riconosciuti e fornirà indicazioni per la presentazione di un Piano di studi individuale che, nel rispetto dell’ordinamento didattico (consultabile sul sito https://web.uniroma1.it/cda_ici_lt) tenga conto del percorso già svolto.
Trasferimenti
Gli studenti che intendono trasferirsi al Corso di Laurea Magistrale devono presentare domanda al Consiglio d’Area Didattica per il riconoscimento dei crediti acquisiti e le indicazioni per la presentazione di un Piano di Studi individuale, che, nel rispetto dell'ordinamento didattico (consultabile sul sito https://web.uniroma1.it/cda_ici_lt), tenga conto del percorso già svolto.
I corsi seguiti nelle Università Europee o estere, con le quali la Facoltà di Ingegneria abbia in vigore accordi, progetti e/o convenzioni, vengono riconosciuti secondo le modalità previste dagli accordi.
Gli studenti possono, previa autorizzazione del consiglio del Corso di Laurea, svolgere un periodo di studio all’estero.
In conformità con il Regolamento didattico di Ateneo, nel caso di studi, esami e titoli accademici conseguiti all’estero, il Corso di Laurea esamina di volta in volta il programma ai fini dell’attribuzione dei crediti nei corrispondenti settori scientifici disciplinari.
Informazioni generali
Programmi e testi d’esame: Il programma dei corsi e i test d’esame sono consultabili sul sito internet https://web.uniroma1.it/cdaingsicurezza/il-cad-0.
Servizi di tutorato: tutti i docenti che afferiscono, come prima afferenza, al Consiglio d’Area in Didattica in Ingegneria della Sicurezza e Protezione Civile ed insegnano nel Corso di Laurea svolgono attività di tutorato e orientamento, secondo le modalità e gli orari indicati sul sito del Corso di Laurea. In particolare, per l’a.a. 2023-2024 i tutor sono i seguenti docenti: ALESSANDRO CORSINI, MARA LOMBARDI, SILVIA SERRANTI, JACOPO TIRILLO’.
Inoltre, il Corso di Laurea si avvale dei servizi di tutorato messi a disposizione dalla Facoltà, utilizzando anche appositi contratti integrativi.
Tutti i docenti del Corso di Laurea svolgono attività di tutorato disciplinare a supporto degli studenti, negli orari pubblicati sul sito del Corso di Laurea.
Valutazione della qualità
Il Corso di Laurea, in collaborazione con la Facoltà, effettua la rilevazione dell’opinione degli studenti frequentanti per tutti i corsi di insegnamento tenuti. Il sistema di rilevazione è integrato con un percorso qualità la cui responsabilità è affidata al gruppo di gestione AQ, con l’ausilio e la collaborazione dei docenti del CAD, di studenti e personale del corso di studio. I risultati delle rilevazioni e delle analisi del gruppo di valutazione sono utilizzati per effettuare azioni di miglioramento del percorso formativo e risolvere le criticità che dovessero emergere dall’analisi.
Conoscenza e capacità di comprensione
Il laureato magistrale in Ingegneria della Sicurezza e Protezione Civile dovrà dimostrare conoscenze e capacità di comprensione che estendono e/o rafforzano quelle tipicamente associate al primo ciclo e consentono di elaborare e/o applicare idee originali, spesso in un contesto innovativo di ricerca e sperimentazione.
In particolare dovrà dimostrare conoscenze e capacità di comprensione relative a:
- quadro normativo nazionale e internazionale in materia di sicurezza, in tutte le fasi dell'attività dell'ingegneria: progettazione, realizzazione e controllo;
- verifica di elaborati progettuali e situazioni logistico-operative nei cantieri e luoghi di lavoro riguardo alle condizioni di rispetto delle misure generali di tutela della sicurezza dei lavoratori e salvaguardi di persone e beni esposti nonché della salute dei lavoratori e della collettività e delle integrità del territorio e ambiente;
- identificazione dei fattori di rischio di diversa natura per la valutazione delle condizioni di sicurezza di progetti inerenti impianti, cantieri, luoghi di lavoro in generale e sistemi complessi;
- strategie progettuali, operative e procedurali, necessarie a garantire un livello di sicurezza adeguato nei luoghi di lavoro, di servizi e di infrastrutture, opere civili, di stabilimenti, impianti produttivi e più in generale di sistemi complessi;
- strategie di monitoraggio e manutenzione di opere civili, infrastrutture territoriali, stabilimenti, impianti e sistemi complessi;
- tecniche di progettazione e gestione di impianti e sistemi di sicurezza (safety/security), relativi ai cantieri e alle infrastrutture al servizio del territorio ovvero di processi e impianti produttivi;
- dispositivi e strategie utili alla mitigazione del rischio e al controllo del rischio residuo;
- sistemi, strategie, politiche e piani volti a prevenire, fronteggiare e superare eventi di natura prevalentemente dolosa e/o colposa che possono danneggiare le persone e le risorse materiali, immateriali e organizzative di cui dispone un'infrastruttura territoriale o uno stabilimento e più in generale un sistema complesso;
- problematiche di sicurezza specifiche degli impianti ad alto rischio, comprese quelle legate ai sistemi di controllo, alla gestione dell'emergenza, alla pianificazione del territorio ed al rischio d'area, tenendo conto degli effetti domino.
Tali conoscenze saranno oggetto di lezioni frontali, supportate da esercitazioni numeriche e/o pratiche.
L'accertamento delle competenze acquisite avverrà mediante singoli esami di profitto, le cui modalità saranno indicate dai docenti dei singoli corsi, ma che saranno in genere articolati in una prova scritta seguita da una prova orale.
Capacità di applicare conoscenza e comprensione
Il laureato magistrale in Ingegneria della Sicurezza e Protezione Civile deve essere in grado di applicare le conoscenze interdisciplinari acquisite nel percorso di studi, mostrando capacità di comprensione ed abilità nel risolvere problemi applicando soluzioni anche a tematiche nuove o non familiari, inserite in contesti più ampi (o interdisciplinari) connessi al proprio settore di studio.
In particolare dovrà dimostrare capacità di applicare conoscenza e comprensione a:
- progettazione, esecuzione e controllo in materia di sicurezza, secondo le disposizioni normative cogenti, in tutte le fasi dell'attività tecnico-ingegneristica riguardanti servizi, infrastrutture, stabilimenti produttivi e più in generale sistemi complessi;
- realizzazione e/o analisi di elaborati progettuali e situazioni logistico-operative in cantieri e luoghi di lavoro, per verificare il rispetto delle misure di sicurezza a tutela dei lavoratori e della collettività nonché di persone e beni esposti e della salvaguardia del territorio e dell’ambiente;
- analisi dei rischi per la valutazione delle condizioni di sicurezza di cantieri, impianti e di luoghi di lavoro in generale;
- progettazione e direzione nei cantieri per le tematiche inerenti la sicurezza;
- valutazione delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro, nelle attività di servizi e nelle infrastrutture nonché negli impianti produttivi di vari settori industriali;
- messa a punto di strategie progettuali, operative e procedurali, volte a garantire un livello di sicurezza adeguato a luoghi di lavoro, servizi, impianti, infrastrutture e più in generale sistemi complessi;
- progettazione della sicurezza per la realizzazione, il monitoraggio e la manutenzione delle infrastrutture territoriali e degli impianti produttivi;
- progettazione e gestione di impianti e sistemi di sicurezza (safety/security), relativi ai cantieri, alle opere civili, alle infrastrutture al servizio del territorio, agli impianti produttivi e, più in generale, ai sistemi complessi;
- progettazione di sistemi di sicurezza per processi e impianti produttivi, infrastrutture e opere civili, e verifica dell'efficacia di dispositivi e strategie atti alla mitigazione del rischio e al controllo del rischio residuo;
- analisi, progettazione, sviluppo ed operatività di impianti produttivi;
- sistemi, strategie, politiche e piani d’intervento volti a prevenire, fronteggiare e superare eventi di natura prevalentemente dolosa e/o colposa che possono danneggiare persone e risorse materiali, immateriali e organizzative di cui dispone un'opera (infrastruttura territoriale, impianto produttivo, sistema complesso) o di cui la medesima necessita per garantirsi un'adeguata capacità competitiva nel breve, nel medio e nel lungo termine;
- analisi delle problematiche di sicurezza specifiche degli impianti ad alto rischio, comprese quelle legate ai sistemi di controllo, alla gestione dell'emergenza, alla pianificazione del territorio ed al rischio d'area, tenendo conto anche degli effetti domino.
Tali capacità saranno conseguite attraverso lezioni frontali, supportate da esercitazioni numeriche e da attività integrative.
Autonomia di giudizio
Il laureato magistrale in Ingegneria della sicurezza e protezione civile deve avere la capacità di integrare le conoscenze e gestire la complessità, nonché di formulare giudizi ed operare scelte tecniche sulla base di informazioni limitate o incomplete, includendo la riflessione sulle responsabilità sociali ed etiche collegate a tale attività.
In particolare dovrà dimostrare capacità di applicare la propria autonomia di giudizio a:
- valutazioni ed analisi di elaborati progettuali e situazioni logistico-operative nei cantieri e luoghi di lavoro, per verificarne le condizioni di rispetto delle misure generali di sicurezza dei lavoratori, della collettività e dei beni nonché salvaguardare l’integrità di territorio e ambiente;
- analisi dei rischi per la valutazione delle condizioni di sicurezza di progetti, impianti, opere civili, infrastrutture, cantieri, luoghi di lavoro e, più in generale, sistemi complessi;
- valutazione delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro, nelle attività di servizi e nell’utilizzo di infrastrutture industriali in genere, di impianti dei settori dell'industria energetica e di processo, mettendo a punto le strategie progettuali, operative e procedurali necessarie a garantire un livello di sicurezza adeguato e a verificare l’accettabilità del rischio residuo;
- valutazione dell'efficacia di dispositivi e strategie adeguati alla mitigazione del rischio;
- analisi di impianti produttivi, sistemi complessi e strategie, politiche e piani ad essi inerenti volti a prevenire, fronteggiare e superare eventi di natura prevalentemente dolosa e/o colposa che possono danneggiare persone e risorse materiali, immateriali e organizzative;
- analisi delle problematiche di sicurezza specifiche degli impianti ad alto rischio, comprese quelle legate ai sistemi di controllo, alla gestione dell'emergenza, alla pianificazione del territorio ed al rischio d'area, tenendo conto degli effetti domino.
Il laureato magistrale conseguirà questo obiettivo mediante il conseguimento degli esami di profitto e nel corso dello svolgimento delle attività relative alla stesura della tesi su cui verterà la prova finale. La verifica del raggiungimento degli obiettivi previsti avverrà sia durante l’elaborazione della tesi in occasione dei colloqui con il relatore che in fase di discussione della tesi di laurea magistrale.
Abilità comunicative
Il laureato magistrale in Green Industrial Engineering for Sustainable Development deve sapere comunicare in modo chiaro ed esaustivo i risultati dell’analisi tecnica nonché le conoscenze e la ratio ad essa sottese, ad interlocutori specialisti e non specialisti.
In particolare dovrà esprimere le proprie abilità comunicative nell'assunzione delle responsabilità previste dal quadro normativo europeo e nazionale in materia di sicurezza, nelle varie fasi dell'attività dell'ingegneria, facilitando il dialogo tra autorità preposte, datore di lavoro e lavoratori.
Il laureato magistrale conseguirà questo obiettivo nel corso dello svolgimento delle attività formative utili all'inserimento nel mondo del lavoro, abbinate alla prova finale; la verifica dell'ottenimento degli obiettivi previsti sarà effettuata al superamento della prova finale
Capacità di apprendimento
Il laureato magistrale deve avere sviluppato quelle capacità di apprendimento che consentano di continuare l’attività formativa in modo autonomo.
In particolare dovrà avere la capacità di aggiornarsi continuamente sugli avanzamenti nell'ambito della sicurezza, sia di tipo normativo, sia di tipo tecnico-scientifico.
In particolare, il laureato magistrale conseguirà questo obiettivo nel corso dello svolgimento delle attività formative utili all'inserimento nel mondo del lavoro, abbinate alla prova finale; la verifica dell'ottenimento degli obiettivi previsti, effettuata in itinere nelle prove di esame orale, sarà completata in fase di discussione della tesi di laurea magistrale.
Note relative alle attività caratterizzanti
Fermi restando i crediti obbligatori negli ambiti disciplinari caratterizzanti, lo studente potrà approfondire maggiormente le sue conoscenze e le capacità di comprensione e le relativa capacità di applicazione nell’ambito della sostenibilità e sicurezza industriale (Green Industrial Engineering) sono ascrivibili al gruppo delle Materie Caratterizzanti in grado di qualificare la competenza sugli approcci più innovativi, coerenti con gli strumenti e le tecnologie utilizzati per la conversione green e sostenibile degli impianti industriali e sui paradigmi computazionali e produttivi, quali obiettivi specifici che sono declinati nell'Industria 4.0. Questo gruppo forma le competenze generali che collocano la laurea magistrale in Green Industrial Engineering for Sustainable Development nella classe LM26, ambito Ingegneria della Sicurezza.
Obiettivi formativi specifici del Corso
ll percorso formativo della Laurea Magistrale in Green Industrial Engineering for Sustainable Development è strutturato in modo da garantire allo studente, accanto a competenze dell'ingegneria tradizionale, contenuti volti ad integrare i principi di sicurezza nelle fasi di modellazione, progettazione, realizzazione ed esercizio dei sistemi complessi. Il percorso declina tali obiettivi offrendo contenuti a carattere generale, validi sia nell'ambito dell'ingegneria industriale che in quello dell'ingegneria civile-ambientale, e contenuti specifici validi per i singoli ambiti formativi. Il laureato magistrale dovrà:
- padroneggiare gli strumenti delle scienze di base (matematica, probabilità, statistica, fisica e chimica) al fine di descrivere e interpretare problematiche ingegneristiche, anche complesse;
- possedere approfondite conoscenza sugli aspetti di base ed applicativi dell'ingegneria in generale e di quella della sicurezza, sia inerenti cantieri, opere e infrastrutture che processi e impianti produttivi, e saperle applicare anche nell'ambito di un approccio interdisciplinare;
- essere in grado di valutare, affrontare e risolvere le problematiche di sicurezza di cantieri, opere, infrastrutture, processi e impianti, con riguardo sia agli addetti alle lavorazioni che alla popolazione esposta e all'ambiente, tenendo conto degli aspetti tecnici, economici, normativi ed etici;
- essere in grado di affiancare tecnici specialisti nelle fasi di progettazione di varie tipologie di opere, infrastrutture e impianti, provvedendo all'analisi dei rischi in tutte le fasi di progettazione e realizzazione, alla scelta delle soluzioni progettuali e procedurali a favore della sicurezza ed alla loro implementazione pratica;
- essere in grado di utilizzare fluentemente, in forma scritta e orale, almeno una lingua dell'Unione Europea oltre l'italiano, con riferimento anche ai lessici disciplinari.
Il corso di laurea magistrale in Ingegneria della Sicurezza e Protezione Civile si conclude con una attività di progettazione, volta a dimostrare, oltre al raggiungimento delle specifiche capacità tecniche, l'acquisizione della capacità di operare in modo autonomo e di predisporre un elaborato chiaro, sintetico ed esaustivo. La laurea magistrale in Green Industrial Engineering for Sustainable Development si colloca nella classe della laurea magistrale in Ingegneria della Sicurezza (LM 26), che costituisce un ambito "trasversale" ed interdisciplinare in cui possono trovare la loro migliore collocazione le competenze richieste per affrontare e risolvere le varie problematiche del rischio di sistemi complessi.
L'offerta formativa comprende:
- conoscenze caratterizzanti la classe di laurea, comprendenti adeguate competenze sia nei settori dei cantieri, opere, infrastrutture, servizi che negli ambiti dei processi e degli impianti industriali, che di tipo giuridico-economico;
- conoscenze affini ed integrative, volte a completare il percorso tecnico-scientifico con tematiche tipiche di altri settori dell'ingegneria e ad altri ambiti culturali. È previsto un congruo numero di crediti per attività formative a scelta guidata (di orientamento), ossia orientate prevalentemente ad uno degli ambiti caratterizzanti la sicurezza e la protezione civile, ambientale e del territorio, ovvero industriale, a scelta dello studente, nonché un adeguato numero di crediti a scelta libera, e per la prova finale (tesi di laurea).
L'impegno orario a disposizione dello studente per lo studio personale o per altra attività formativa di tipo individuale è pari ad almeno il 60% dell'impegno orario complessivo. Il percorso formativo è articolato in modo da garantire l'acquisizione progressiva delle conoscenze, sviluppata mediante l'erogazione dei corsi obbligatori, comuni alla classe, al primo anno del corso di studi. Al primo semestre del secondo anno sono previste le scelte di completamento con corsi dei settori caratterizzanti ed affini. Al secondo semestre del secondo anno sono previsti i 12 CFU a scelta libera dello studente e i 24 CFU della prova finale, oltre all’attività di tirocinio da 6 CFU.
Conoscenza e capacità di comprensione
Il laureato magistrale in Green Industrial Engineering for Sustainable Development dovrà dimostrare conoscenze e capacità di comprensione che estendono e/o rafforzano quelle tipicamente associate al primo ciclo e consentono di elaborare e/o applicare idee originali, spesso in un contesto innovativo di ricerca e sperimentazione. In particolare dovrà dimostrare conoscenze e capacità di comprensione relative a:
- quadro normativo nazionale e internazionale in materia di sicurezza, in tutte le fasi dell'attività dell'ingegneria: progettazione, realizzazione e controllo;
- verifica di elaborati progettuali e situazioni logistico-operative nei cantieri e luoghi di lavoro riguardo alle condizioni di rispetto delle misure generali di tutela della sicurezza dei lavoratori e salvaguardia di persone e beni esposti nonché della salute dei lavoratori e della collettività e delle integrità del territorio e ambiente;
- identificazione dei fattori di rischio di diversa natura per la valutazione delle condizioni di sicurezza di progetti inerenti impianti, cantieri, luoghi di lavoro in generale e sistemi complessi;
- strategie progettuali, operative e procedurali, necessarie a garantire un livello di sicurezza adeguato nei luoghi di lavoro, di servizi e di infrastrutture, opere civili, di stabilimenti, impianti produttivi e più in generale di sistemi complessi;
- strategie di monitoraggio e manutenzione di opere civili, infrastrutture territoriali, stabilimenti, impianti e sistemi complessi;
- tecniche di progettazione e gestione di impianti e sistemi di sicurezza (safety/security), relativi ai cantieri e alle infrastrutture al servizio del territorio ovvero di processi e impianti produttivi;
- dispositivi e strategie utili alla mitigazione del rischio e al controllo del rischio residuo;
- sistemi, strategie, politiche e piani volti a prevenire, fronteggiare e superare eventi di natura prevalentemente dolosa e/o colposa che possono danneggiare le persone e le risorse materiali, immateriali e organizzative di cui dispone un'infrastruttura territoriale o uno stabilimento e più in generale un sistema complesso;
- problematiche di sicurezza specifiche degli impianti ad alto rischio, comprese quelle legate ai sistemi di controllo, alla gestione dell'emergenza, alla pianificazione del territorio ed al rischio d'area, tenendo conto degli effetti domino.
Tali conoscenze saranno oggetto di lezioni frontali, supportate da esercitazioni numeriche e/o pratiche. L'accertamento delle competenze acquisite avverrà mediante singoli esami di profitto, le cui modalità saranno indicate dai docenti dei singoli corsi, ma che saranno in genere articolati in una prova scritta seguita da una prova orale.
Capacità di applicare conoscenza e comprensione
Il laureato magistrale in Green Industrial Engineering for Sustainable Development deve essere in grado di applicare le conoscenze interdisciplinari acquisite nel percorso di studi, mostrando capacità di comprensione ed abilità nel risolvere problemi applicando soluzioni anche a tematiche nuove o non familiari, inserite in contesti più ampi (o interdisciplinari) connessi al proprio settore di studio. In particolare dovrà dimostrare capacità di applicare conoscenza e comprensione a:
- progettazione e gestione di impianti e sistemi di sicurezza (safety/security), relativi ai cantieri, alle opere civili, alle infrastrutture al servizio del territorio, agli impianti produttivi e, più in generale, ai sistemi complessi;
- progettazione di sistemi di sicurezza per processi e impianti produttivi, infrastrutture e opere civili, e verifica dell'efficacia di dispositivi e strategie atti alla mitigazione del rischio e al controllo del rischio residuo;
- analisi, progettazione, sviluppo ed operatività di impianti produttivi;
- sistemi, strategie, politiche e piani d'intervento volti a prevenire, fronteggiare e superare eventi di natura prevalentemente dolosa e/o colposa che possono danneggiare persone e risorse materiali, immateriali e organizzative di cui dispone un'opera (infrastruttura territoriale, impianto produttivo, sistema complesso) o di cui la medesima necessita per garantirsi un'adeguata capacità competitiva nel breve, nel medio e nel lungo termine;
- analisi delle problematiche di sicurezza specifiche degli impianti ad alto rischio, comprese quelle legate ai sistemi di controllo, alla gestione dell'emergenza, alla pianificazione del territorio ed al rischio d'area, tenendo conto anche degli effetti domino.
Tali capacità saranno conseguite attraverso lezioni frontali, supportate da esercitazioni numeriche e da attività integrative La verifica del conseguimento delle conoscenze e capacità da parte di ciascun allievo è condotta attraverso le prove di verifica dei singoli insegnamenti, che prevedono, di norma, una prova orale, spesso accompagnata da una prova scritta e, in qualche caso, dallo svolgimento di una tesina. In particolare, durante l'orale vengono discusse le scelte effettuate nello svolgimento delle prove scritte o discussi casi di interesse pratico o teorico.
Autonomia di giudizio
Il laureato magistrale in Green Industrial Engineering for Sustainable Development deve avere la capacità di integrare le conoscenze e gestire la complessità, nonché di formulare giudizi ed operare scelte tecniche sulla base di informazioni limitate o incomplete, includendo la riflessione sulle responsabilità sociali ed etiche collegate a tale attività. In particolare dovrà dimostrare capacità di applicare la propria autonomia di giudizio a:
- valutazioni ed analisi di elaborati progettuali e situazioni logistico-operative nei cantieri e luoghi di lavoro, per verificarne le condizioni di rispetto delle misure generali di sicurezza dei lavoratori, della collettività e dei beni nonché salvaguardare l’integrità di territorio e ambiente;
- analisi dei rischi per la valutazione delle condizioni di sicurezza di progetti, impianti, opere civili, infrastrutture, cantieri, luoghi di lavoro e, più in generale, sistemi complessi;
- valutazione delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro, nelle attività di servizi e nell’utilizzo di infrastrutture industriali in genere, di impianti dei settori dell'industria energetica e di processo, mettendo a punto le strategie progettuali, operative e procedurali necessarie a garantire un livello di sicurezza adeguato e a verificare l’accettabilità del rischio residuo;
- valutazione dell'efficacia di dispositivi e strategie adeguati alla mitigazione del rischio;
- analisi di impianti produttivi, sistemi complessi e strategie, politiche e piani ad essi inerenti volti a prevenire, fronteggiare e superare eventi di natura prevalentemente dolosa e/o colposa che possono danneggiare persone e risorse materiali, immateriali e organizzative;
- analisi delle problematiche di sicurezza specifiche degli impianti ad alto rischio, comprese quelle legate ai sistemi di controllo, alla gestione dell'emergenza, alla pianificazione del territorio ed al rischio d'area, tenendo conto degli effetti domino.
Il laureato magistrale conseguirà questo obiettivo mediante il superamento degli esami di profitto e nel corso dello svolgimento delle attività relative alla stesura della tesi su cui verterà la prova finale. La verifica del raggiungimento degli obiettivi previsti avverrà sia durante l’elaborazione della tesi in occasione dei colloqui con il relatore che in fase di discussione della tesi di laurea magistrale.
Abilità comunicative
Il laureato magistrale in Green Industrial Engineering for Sustainable Development deve sapere comunicare in modo chiaro ed esaustivo i risultati dell’analisi tecnica nonché le conoscenze e la ratio ad essa sottese, ad interlocutori specialisti e non specialisti. In particolare dovrà esprimere le proprie abilità comunicative nell'assunzione delle responsabilità previste dal quadro normativo europeo e nazionale in materia di sicurezza, nelle varie fasi dell'attività dell'ingegneria, facilitando il dialogo tra autorità preposte, datore di lavoro e lavoratori. Il laureato magistrale conseguirà questo obiettivo nel corso dello svolgimento delle attività formative utili all'inserimento nel mondo del lavoro, abbinate alla prova finale; la verifica dell'ottenimento degli obiettivi previsti sarà effettuata al superamento della prova finale.
Capacità di apprendimento
Il laureato magistrale in Green Industrial Engineering for Sustainable Development deve avere sviluppato quelle capacità di apprendimento che consentano di continuare l’attività formativa in modo autonomo. In particolare dovrà avere la capacità di aggiornarsi continuamente sugli avanzamenti nell'ambito della sicurezza, sia di tipo normativo, sia di tipo tecnico-scientifico, con particolare riguardo a tecniche, metodologie e strumenti per l'analisi dei rischi. In particolare, il laureato magistrale conseguirà questo obiettivo nel corso dello svolgimento delle attività formative utili all'inserimento nel mondo del lavoro, abbinate alla prova finale; la verifica dell'ottenimento degli obiettivi previsti, effettuata in itinere nelle prove di esame orale, sarà completata in fase di discussione della tesi di laurea magistrale.