Assicurazione della qualità (AQ)

Organizzazione e responsabilità della AQ del CdS

Il Sistema di Assicurazione Qualità (AQ) di Sapienza è descritto diffusamente nelle Pagine Web del Team Qualità consultabili all'indirizzo https://www.uniroma1.it/it/pagina/team-qualita.

Nelle Pagine Web vengono descritti il percorso decennale sviluppato dall'Ateneo per la costruzione dell'Assicurazione Qualità Sapienza, il modello organizzativo adottato, gli attori dell'AQ (Team Qualità, Comitati di Monitoraggio, Commissioni Paritetiche Docenti-Studenti, Commissioni Qualità dei Corsi di Studio), i Gruppi di Lavoro attivi, le principali attività sviluppate, la documentazione predisposta per la gestione dei processi e delle attività di Assicurazione della Qualità nella Didattica, nella Ricerca e nella Terza Missione.

Le Pagine Web rappresentano inoltre la piattaforma di comunicazione e di messa a disposizione dei dati di riferimento per le attività di Riesame, di stesura delle relazioni delle Commissioni Paritetiche Docenti-Studenti e dei Comitati di Monitoraggio e per la compilazione delle Schede SUA-Didattica e SUA-Ricerca.
Ciascun Corso di Studio e ciascun Dipartimento ha poi facoltà di declinare il Modello di Assicurazione Qualità Sapienza definito nelle Pagine Web del Team Qualità nell'Assicurazione Qualità del CdS/Dipartimento mutuandolo ed adattandolo alle proprie specificità organizzative pur nel rispetto dei modelli e delle procedure definite dall'Anvur e dal Team Qualità.
Le Pagine Web di CdS/Dipartimento rappresentano, unitamente alle Schede SUA-Didattica e SUA-Ricerca, gli strumenti di comunicazione delle modalità di attuazione del Sistema di Assicurazione Qualità a livello di CdS/Dipartimento.


La Commissione di Assicurazione Qualità del CLM in Sociologia per la sostenibilità e analisi dei processi globali è composta dal Presidente del Corso, da ulteriori docenti, da un rappresentante del personale tecnico-amministrativo e da uno o più rappresentanti degli studenti.
Nell'ambito di un progetto di ulteriore sviluppo del CdS si è avviata un programma di progressiva internazionalizzazione del Corso. Le attività progettate dovrebbero essere implementate parzialemnte nel prossimo anno accademico e pienamente a partite dall'a.a. 2025/2026. AL momento è stato approvato un accordo di collaborazione con l'International Business College Mitrovica (IBCM), approvato dal Consiglio di Dipartimento il 23 ottobre 2023.

Consultazioni iniziali con le parti interessate

In data 9/7/08 la Facoltà di Sociologia ha svolto un incontro con esponenti delle organizzazioni Isfol, Siquas, Aisp, Cooperative sociali del terzo settore, Cerfe, OAS, Siss, Sois, Aidp, Censis, allo scopo di illustrare e discutere i progetti di riforma degli ordinamenti didattici elaborati dalla Facoltà al livello delle lauree e delle lauree magistrali. Dopo aver illustrato i criteri che hanno riformulato l'offerta formativa della Facoltà, l'incontro si è concluso con un generale apprezzamento da parte degli invitati per il processo di semplificazione della complessiva proposta formativa attuato dalla Facoltà di Sociologia, nonché per la maggiore chiarezza e definizione di ogni singolo percorso formativo e dei suoi obiettivi formativi specifici. Nell'incontro finale della consultazione a livello di Ateneo del 19 gennaio 2009, considerati i risultati della consultazione telematica che lo ha preceduto, le organizzazioni intervenute hanno valutato favorevolmente la razionalizzazione dell'Offerta Formativa della Sapienza, orientata, oltre che ad una riduzione del numero dei corsi, alla loro diversificazione nelle classi che mostrano un'attrattività elevata e per le quali vi è una copertura di docenti più che adeguata. Inoltre, dopo aver valutato nel dettaglio l'Offerta Formativa delle Facoltà, le organizzazioni stesse hanno espresso parere favorevole all'istituzione dei singoli corsi.

Consultazioni successive con le parti interessate

Al fine di realizzare un cambio di ordinamento, finalizzato a orientare il CdS sulle questioni legate allo sviluppo sostenibile si è avviato un sistematico lavoro di confronto con gli stakeholder del CdS, per focalizzare l’offerta formativa su tali temi, le conoscenze e competenze da formare, i profili professionali in uscita e le reali possibilità di collocazione nel mercato del lavoro dei prossimi anni di tali professionalità.
Nel mese di maggio 2021 si è avviata una consultazione sistematica con i rappresentanti di istituzioni, organizzazioni e
associazioni interessate al tema della sostenibilità, con specifico riferimento alla sua dimensione sociale. Le
consultazioni hanno avuto la finalità principale di rilevare l’interesse in termini generali per una formazione sociologica
magistrale sui problemi dello sviluppo sostenibile e le azioni per promuoverlo, con particolare riferimento alle sue
caratteristiche globali e locali, ai temi della transizione digitale ed ecologica, alle culture della sostenibilità e al rapporto
tra le trasformazioni dei processi produttivi e la sostenibilità ambientale. Particolare attenzione è inoltre stata prestata al tema delle questioni di genere in relazione alle dinamiche di sviluppo sostenibile. Tali consultazioni hanno poi dato vita a due seminari di approfondimento con esperti del settore (25 febbraio e 4 marzo 2022) e un importante convegno pubblico dedicato al tema “Costruire conoscenze e competenze per lo sviluppo sostenibile) che si è svolto il 20 giugno 2022. Tra i seminari con gli esperti e il convegno i docenti del CdS hanno svolto un ciclo di incontri seminariali finalizzati alla messa a fuoco dei contenuti, delle metodologie didattiche alla integrazione degli insegnamenti.
In particolare le consultazioni sono state realizzate tra maggio e luglio 2021 attraverso 12 interviste in profondità e un
focus group con dirigenti e funzionari del Ministero della Transizione Ecologica che si occupano – in attuazione dell’Agenda 2030 – della revisione della Strategia (nazionale) per lo sviluppo sostenibile. Sono stati intervistati rappresentanti delle seguenti istituzioni/organizzazioni/associazioni:
1. Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA)
2. Next
3. Greenpeace Italia
4. Khun srl
5. Oxfam Italia
6. ISPRA
7. Università di Berlino
8. Caritas
9. Forum Sviluppo Sostenibile
10. Città Metropolitana di Bologna
11. Università di Bologna
12. Cooperativa Mille e una notte
Al focus group hanno preso parte 5 dirigenti e funzionari della DG CRESS del Ministero della Transizione Ecologica e 1 rappresentante dell’Associazione Avanzi – Sostenibilità per azioni, coinvolta nel processo di revisione della Strategia
per lo sviluppo sostenibile. Complessivamente sono stati ascoltati 18 diversi soggetti.
Le interviste e i focus group sono stati condotti dal Presidente del Consiglio del Corso di studio e da un gruppo di
Docenti del Corso impegnati nella riprogettazione dell’offerta formativa.
In sintesi le interviste:
• hanno fatto emergere un significativo consenso rispetto alla utilità e possibilità di definire un’offerta didattica
centrata sul contributo che la conoscenza sociologica può offrire, in termini tanto teorici quanto applicativi, sul tema
della sostenibilità;
• hanno evidenziato convergenze sulle conoscenze e le competenze da formare (vedi punti seguenti) e sulle possibili
modalità didattiche e di organizzazione del CdLM;
• hanno consentito di rilevare un ampio interesse per ulteriori collaborazioni con il nuovo CdS per quanto riguarda
didattica, stage, tirocini, seminari, etc.;
• hanno offerto importanti spunti di innovazione anche rispetto alle modalità didattiche.
In particolare, nel corso degli incontri sono state analizzate: le conoscenze e le competenze da formare, le
caratteristiche del profilo professionale in uscita, i contesti di lavoro in cui potrebbero collocarsi i laureati magistrali e
la disponibilità a collaborare con il Corso di studio.
- Le conoscenze
Il tema delle conoscenze è stato declinato dagli intervistati con riferimento a diversi livelli di generalità, che vanno dalle
macro prospettive teoriche alle conoscenze disciplinari in senso stretto. Rispetto questo secondo punto emerge una
diffusa tendenza a mettere in discussione l’idea stessa della centralità di specifiche competenze disciplinari. Alcuni
interlocutori parlano di esigenze di interdisciplinarità o più specificamente di trans-disciplinarità. Appare di grande
interesse l’idea che la sociologia possa «consentire di uscire dallo specialismo», formando «integratori concettuali
professionali» capaci di dare «una spinta al dialogo interspecialistico». Questi elementi si connettono alle macroprospettive teoriche considerate rilevanti per comprendere la sostenibilità. La prospettiva maggiormente evocata è
certamente quella della “complessità”. A questa si aggiunge la rilevanza attribuita da alcuni/e intervistati/e a modelli
teorico-analitico di tipo sistemico. Un ulteriore aspetto di grande interesse riguarda la capacità di avere una “visione”
del futuro, ossia saper leggere e interpretare le traiettorie di sviluppo della contemporaneità. Dal punto di vista delle
specifiche conoscenze disciplinari si punta molto sulla policy analysis e sulla valutazione delle politiche pubbliche.
Citato anche il connesso tema della governance. Vengono poi indicate tutte le principali sociologie di settore, la
metodologia della ricerca, l’antropologia, la storia (economica), il diritto (pubblico, dell’Unione europea,
amministrativo), l’economia ambientale e l’ecologia.
Tra gli “oggetti” specifici da conoscere ricorre l’Agenda 2030 dell’ONU e quello della policy coherence.
- Le competenze
Sono stati raccolti importanti suggerimenti rispetto alle competenze da formare. In particolare gli intervistati si sono
mostrati concordi rispetto alla esigenza di formare le seguenti competenze:
• soft skills come: saper lavorare in gruppo, flessibilità, autonomia e capacità di essere imprenditivi, capacità di
relazione,
attitudine al problem solving, capacità di ascolto e relazione;
• integrare linguaggi e azioni;
• disegnare un ciclo di policy;
• contestualizzare le azioni;
• favorire la partecipazione;
• attivare e gestire reti;
• costruire connessioni;
• governare i processi;
• passare dalle norme ai processi di azione;
• far dialogare saperi esperti tra loro diversi;
• applicare ricerche esistenti e leggere i contesti di azione:
• utilizzare i dati esistenti sapendo distinguere i dati rilevanti da quelli non rilevanti;
• far dialogare pubblico e privato.
Viene ritenuta centrale la capacità del CdS di attivare processi di apprendimento attraverso l’esperienza diretta e non
solo attraverso percorsi formativi tradizionali. Vengono considerati fondamentali i rapporti con gli esperti, gli operatori,
le istituzioni, le associazioni che si occupano di sostenibilità.
- Il profilo professionale in uscita
Gli intervistati suggeriscono di individuare un profilo caratterizzato dalla capacità di riflettere sulla complessità con
prospettive sistemiche, ma che nello stesso tempo sia chiaro, ben identificabile, facilmente comunicabile alle
studentesse, agli studenti e, soprattutto, ai possibili campi professionali in cui le laureati e i laureati del nuovo CdS
potrebbero essere utilmente collocati.
Rispetto alla definizione dei profili professionali le interviste hanno fornito alcuni primi spunti:
• Agente per lo sviluppo sostenibile;
• Sustainability maker;
• Esperto di innovazione sociale sostenibile;
• Esperto di politiche per la sostenibilità;
• Advisor per la sostenibilità;
• Manager per la sostenibilità.
- Il contesto di lavoro e disponibilità a collaborare con il CdS
Gli intervistati evidenziano la possibilità di collocare le laureate i laureati in ogni ambito professionale: pubbliche
amministrazioni (centrali e locali), Terzo Settore, imprese, centri di ricerca specializzati. Particolarmente interessanti
sono le proposte di coloro che prevedono una collocazione “a cavallo” di diversi settori, puntando sulla possibilità di
formare figure professionali che hanno anche il compito di far dialogare attori diversi: ad esempio pubblico e privato,
pubblico e Terzo Settore.
A queste attività è stata poi affiancata una raccolta sistematica dei bisogni, delle esperienze, dei pareri e delle riflessioni
critiche con le studentesse e gli studenti del corso attraverso il ricorso numerosi world cafè e focus group.
In breve è possibile affermare che:
1. Le premesse che avevano portato nel 2010 alla attivazione del CdS in Scienze Sociali Applicate, nei loro aspetti
culturali e professionalizzanti, certamente validi in fase di progettazione, non possono essere considerate ancora
valide in virtù dei rapidi cambiamenti sociali, economici, culturali, politici e ambientali delle società
contemporanee. Da qui l’esigenza di un radicale ri-orientamento capace di dar vita a un’offerta didattica capace
di tenere il passo rispetto a tali cambiamenti.
2. Le esigenze e le potenzialità di sviluppo dei settori di riferimento, anche in relazione con i cicli di studio successivi
e con gli esiti occupazionali dei laureati del CdS in Scienze Sociali Applicate sono state parzialmente soddisfatte.
3. La revisione ordinamentale si è basata totalmente con un confronto articolato, approfondito e continuativo con
le principali parti interessate ai profili formativi in uscita (studenti, docenti, organizzazioni scientifiche e
professionali, esponenti del mondo della cultura, della produzione, anche a livello internazionale in particolare
nel caso delle Università per Stranieri).
4. Le riflessioni emerse dalle consultazioni sono state ampiamente prese in considerazione per la progettazione del
CdS, soprattutto con riferimento alle potenzialità occupazionali dei laureati e all’eventuale proseguimento di
studi in dottorati e scuole di dottorato già presenti sui temi dello sviluppo sostenibile. In particolare la Scuola di
Dottorato in Scienze Sociali ed Economiche del Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche prevede
un’offerta inter-curriculare sul tema della sostenibilità.
Inoltre è stata realizzata una riforma regolamentare della laurea triennale in Sociologia del Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche finalizzata alla creazione di curriculum sui temi della sostenibilità, con lo scopo di creare una “filiera” formativa dalla triennale alla scuola di Dottorato – passando per lo snodo centrale del nuovo CdS – sul tema della sostenibilità. In questa logica nel Dottorato in Scienze Sociali ed Economiche viene impartito in corso inter-curriculare dal titolo Sustainability. Approaches and research in social and economic sciences.
Al fine di continuare il lavoro di consultazione con gli stakeholder del corso, utilizzando una modalità di lavoro maniera agile e fortemente finalizzata a una valutazione condivisa dell’offerta didattica del Corso di studi - nell’ambito delle attività di una Laboratorio didattico previsto nell’offerta formativa dell’a.a. 2022/2023 – sono stati realizzati incontri e discussioni con diversi esperti: un senior policy advisor del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e docente presso la Temple University Rome; una dirigente del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica responsabile della revisione e implementazione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, un rappresentato di un’importante organizzazione del Terzo Settore attiva su scala nazionale nell’ambito della sostenibilità sociale, il coordinatore scientifico di Poliedra-Consorzio del Politecnico di Milano impegnato sui temi della sostenibilità, una ricercatrice di Sogesid esperta di finanza sostenibile, una studiosa coinvolta nel progetto CreiamoPA esperta di processi partecipativi per lo sviluppo sostenibile, un docente dell’Università di Bicocca esperto di innovazione tecnico-scientifica e trasformazioni sociali e culturali. Agli incontri hanno preso parte diversi docenti del Corso di studi e gli studenti del primo anno e sono scaturiti importanti suggerimenti per una ulteriore finalizzazione dell’offerta formativa ai bisogni di un mercato del lavoro in costante evoluzione con specifico riferimento ai problemi della sostenibilità.

Gruppo di Gestione AQ

Laura Franceschetti
Giulio Moini
Edoardo Esposto
Raffaele Mattera

Documenti AQ del CdS